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6 gennaio

Epifania del Signore

Epifania del Signore

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'attesa e la prima rivelazione

Un uomo di nome Simeone attende da molti anni la venuta del Messia presso il Tempio di Gerusalemme. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, avvenuta in una poverissima grotta, i genitori Maria e Giuseppe conducono il bambino al Tempio per la presentazione prescritta dalla legge. Simeone riconosce in quel piccolo il Messia atteso e dichiara a Gesù che egli è il Salvatore atteso, la Luce per le genti e la Gloria del popolo d'Israele. Nell'istante di quella lode, Simeone predice a Maria che il figlio sarà causa di rovina e di risurrezione per molti in Israele, un segno di contraddizione, e che una spada le trafiggerà l'anima. La venuta del Messia avviene al compimento della profezia delle settanta settimane di anni riportata nel libro di Daniele. L'attesa del Messia era diffusa nel mondo intero, comprese le élite di Atene e Roma, come testimoniato dagli scritti di Cicerone, Virgilio e Tacito. Ancor prima dei Magi e dei Greci, Gesù si è manifestato ai pastori, considerati gli ultimi del suo popolo.

Il cammino dei Magi dall'Oriente

Alla nascita di Gesù, alcuni Magi dell'Oriente, studiosi delle stelle, avvistano una stella misteriosa. Gli studiosi di stelle erano diffusi nelle regioni orientali della Mesopotamia e della Persia, dove si praticava il culto degli astri. I Magi si mettono in viaggio spinti da presagi o vaticini a loro noti in quanto uomini di cultura. I dotti orientali giungono per venerare Gesù al momento della sua nascita. Il Salmista aveva profetizzato che i sovrani dell'Oriente sarebbero giunti a rendere omaggio all'Emmanuele, ossia il Dio-con-noi. I Magi intraprendono il loro viaggio alla ricerca di Gesù grazie ai barlumi di verità presenti nell'astrologia da loro praticata. Circa settecento anni prima, all'epoca della fondazione di Roma, il profeta Isaia aveva vaticinato l'arrivo a Gerusalemme di carovane da Madian, Efa e Saba recanti oro, incenso e lodi al Signore. I Magi raggiungono Gerusalemme seguendo la stella per domandare a Erode il Grande dove fosse nato il Re venturo. L'arrivo dei Magi a Gerusalemme e la loro richiesta sul luogo di nascita del Re dei Giudei sono narrati nel Vangelo di Matteo. Erode il Grande è noto per le sue cattive azioni, tra cui l'aver fatto uccidere i propri figli per il timore di perdere il trono. Erode rimane sgomento e intimorito dall'annuncio della nascita di un nuovo Re. L'odio e la beffa manifestati dal secondo Erode verso Gesù hanno origine nell'odio già espresso da suo padre, Erode il Grande. Erode temeva che colui che portava una corona celeste potesse sottrargli il regno terreno. La richiesta dei Magi provoca in Erode un'ira crescente e una forte paura politica. Erode interpreta la nascita del nuovo Re in chiave esclusivamente politica, temendo di essere detronizzato. I dotti del Tempio indicano ad Erode che il Messia deve nascere a Betlemme. Erode riferisce ai Magi la sede della nascita ingannandoli sul proprio desiderio di andare ad adorare il Bambino, celando le sue intenzioni omicide. Dopo aver appreso da Erode e dai dotti di Gerusalemme che il Messia sarebbe nato a Betlemme, i Magi riprendono il cammino guidati dalla stella riapparsa. Il Vangelo di Matteo è stato scritto primariamente per gli ebrei convertiti al cristianesimo. Matteo riferisce che i Magi provarono grande gioia nel rivedere la stella, entrarono nella casa, videro il bambino con Maria e si prostrarono ad adorarlo. I Magi adorano il Creatore delle stelle, dell'universo e dell'uomo, riconoscendo che ogni cosa è stata creata per Gesù Cristo. I Magi offrono in dono a Gesù oro, incenso e mirra estratti dai loro scrigni. Con la venuta dei Magi si compie l'Epifania, ovvero la manifestazione dell'Uomo-Dio anche ai popoli pagani. L'offerta dell'oro simboleggia la regalità di Gesù. L'offerta dell'incenso simboleggia la divinità di Gesù. L'offerta della mirra simboleggia l'umanità di Gesù, destinata alla sofferenza, al sacrificio e alla morte. La mirra offerta alla nascita verrà riutilizzata trentatré anni dopo per la sepoltura di Gesù. L'evento dell'Epifania collega simbolicamente la culla della nascita alla Croce del sacrificio.

La persecuzione e l'ombra del sacrificio

Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui non riferendogli informazioni sul Re-Bambino, si adirò fortemente. Erode promosse falsamente ai Magi l'intenzione di portare doni al Re neonato, pianificando invece l'infanticidio e la morte cruenta degli Innocenti. Erode diede ordine di uccidere tutti i bambini maschi dai due anni in giù situati a Betlemme e nei suoi dintorni. L'età dei bambini da uccidere fu stabilita da Erode in base alle informazioni temporali ottenute dai Magi. A causa di Gesù viene versato sangue innocente prima che egli compia due anni, costituendo il primo attentato alla sua vita. Erode è stato il primo despota a considerare Gesù come un nemico, prima ancora che compisse due anni di età. Nel corso del tempo Erode diventa la figura tipologica di chi si informa sull'Uomo-Dio ma non agisce in modo coerente con la conoscenza acquisita. I despoti affermano con compiacimento che il Cristianesimo è un nemico dello Stato, rivelando così che esso è nemico di loro stessi. Coloro che sono dominati dallo spirito di un mondo privo di Dio provano un odio istintivo verso il Dio fatto uomo. Nel libro intitolato Vita di Cristo, il venerabile Fulton J. Sheen riporta la promessa di Gesù che il mondo avrebbe odiato i suoi seguaci. Fulton J. Sheen afferma che gli Innocenti morirono come agnellini per l'Agnello immacolato prima ancora di conoscerlo, aprendo la serie dei martiri. Le giovani vite colpite dalla strage di Betlemme vengono commemorate nella festa degli Innocenti il ventotto dicembre. Come la circoncisione costituiva il segno della Vecchia Alleanza, la persecuzione contro Cristo e i suoi amici diventa il segno della Nuova Alleanza sancita dal suo sangue. In vista dell'arrivo di Gesù e come sua prefigurazione pasquale, gli agnelli venivano condotti al Tempio per essere sacrificati. Ogni elemento attorno a Gesù richiamava la sua morte, essendo essa il fine della sua venuta. In età adulta, i Giudei colmi di rabbia tentano di lapidare Gesù con sassi e gli infliggono infine la morte sulla Croce. La prima manifestazione di Gesù al suo popolo rappresenta l'inizio del cammino verso il Calvario. La legge del sacrificio si applica a Gesù fin da subito e toccherà in seguito gli Apostoli e i suoi seguaci nel corso dei secoli. Gesù predisse agli Apostoli che sarebbero stati perseguitati nel suo nome. L'apostolo Pietro, primo tra gli Apostoli, è andato incontro alla morte mediante la croce. L'apostolo Giacomo è stato ucciso venendo spinto giù dal pinnacolo del Tempio. L'apostolo Bartolomeo è stato ucciso con un pugnale. Paolo, definito l'Apostolo delle Genti, è stato martirizzato con una spada. Numerose spade si erano già abbattute sui bambini di Betlemme. A partire dalla prima manifestazione di Gesù al mondo, i martiri versano il proprio sangue per lui. Nonostante il riconoscimento dei diritti della persona, i cristiani continuano a essere il gruppo più numeroso soggetto al martirio.

La triplice manifestazione al mondo

Nel Martirologio, la Solennità dell'Epifania del Signore celebra la triplice manifestazione di Gesù Cristo. La prima manifestazione avviene a Betlemme, dove Gesù bambino viene adorato dai Magi. La seconda manifestazione avviene presso il fiume Giordano, dove Gesù viene battezzato da Giovanni, unto dallo Spirito Santo e proclamato Figlio dal Padre. La terza manifestazione avviene a Cana di Galilea, dove Gesù manifesta la sua gloria trasformando l'acqua in vino nuovo durante un banchetto nuziale. All'Epifania l'Uomo-Dio si manifesta al mondo portando già il presagio della Croce. Il Sacrificio della Croce si perpetua sull'altare attraverso la celebrazione della Messa. La regalità divina di Gesù agisce regnando sulle anime e legandole a sé, per poi estendersi a popoli e nazioni infondendo dignità e libertà. Dio ha parlato ai pagani attraverso i fenomeni naturali e gli studiosi, mentre si è rivolto agli Ebrei tramite i profeti. Gesù si manifesta ai Greci, intesi come i filosofi dell'Occidente, in occasione della sua morte e risurrezione.

Domande frequenti

Quando si festeggia l'Epifania del Signore?

La Solennità dell'Epifania del Signore si celebra il sesto giorno di gennaio.

Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l’acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria. — Martirologio Romano