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22 novembre

San Benigno di Milano

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il governo pastorale

San Benigno nacque a Roma e ricevette in gioventù un'accurata educazione, secondo quanto viene riferito dall'Ughelli. Nel corso del quinto secolo, precisamente dal quattrocentosettanta al quattrocentosettantasette, egli resse la cattedrale di Milano ricoprendo il proprio mandato con avvedutezza e lungimiranza. Durante il suo episcopato, la regione fu segnata dalle incursioni del gotico Odoacre, e il vescovo si prodigò per restaurare molte chiese che erano state distrutte dagli eventi bellici. Il Martirologio ricorda San Benigno a Milano come il pastore che amministrò la Chiesa con fermezza e pietà in tempi difficili.

Le notizie più antiche sul presule provengono da una composizione in versi redatta da Ennodio, che all'inizio del sesto secolo era vescovo e scrittore a Pavia. Nel suo testo, Ennodio loda la profonda dedizione di Benigno nel vegliare il Signore e nel ringraziare l'Altissimo, attestando inoltre la sua partecipazione a un concilio non ben identificato. Lo scrittore annota che il Signore riempì Benigno di intelligenza, aggiungendo che la sua sapienza e la sua memoria non svaniranno nei secoli, pur deducendo tali elogi dal nome stesso del santo senza fornire ulteriori dati biografici dettagliati.

Il culto e la contesa seicentesca

L'Ughelli collocherebbe San Benigno de' Bossi quale successore di San Geronzio alla guida della sede arcivescovile di Milano. Nel secolo decimosettimo si accese una forte contesa circa l'appartenenza familiare del santo, divisa tra l'ipotesi che appartenesse alla nobile famiglia dei Bossi oppure a quella dei Bensi di Como. Tale lite fu giudicata definitivamente dalla Corte di Roma in favore dei Bossi grazie a un documento probatorio decisivo. La sentenza favorevoli ai Bossi fu infatti motivata da un suggello rinvenuto nel quindici ottantadue all'interno dell'urna che custodiva le ceneri del presule.

Il ritrovamento del reperto avvenne quando San Carlo Borromeo riconobbe ufficialmente le sacre ceneri nella chiesa di San Simpliciano, dove il corpo di Benigno era sepolto. Il Fumagalli aggiunge che tale suggello consisteva in un sigillo di ferro antichissimo recante l'insegna di un bue, che costituiva lo stemma storico dei Bossi. Sul medesimo oggetto era chiaramente inciso il nome Benignus Bossius Episcopus Mediolanensis, e fu proprio questo dettaglio a determinare la decisione favorevole dei giudici romani nell'anno milleseicentodiciassette.

La devozione e le memorie storiche

La devozione verso il santo vescovo trovò espressione anche nel sostegno economico garantito dalla famiglia dei Bossi per la celebrazione della sua festa liturgica. Un documento datato venti novembre mille settecentotrentaquattro attesta il pagamento delle spese necessarie per solennizzare la ricorrenza. La carta registra il ricevimento della somma di centottanta lire milanesi da parte del conte Giulio Cesare Bosso, ed è firmata da don Luigi Confalonieri, vicario della Sagrestia di San Simpliciano a Milano.

Secondo quanto riferisce il Morigia, l'arcivescovo di Milano Ansperto, morto nell'ottocento ottantadue, apparteneva anch'egli alla famiglia dei Bossi e fu il costruttore della chiesa di San Satiro. Per una suggestiva continuità di memoria, Ansperto Bossi è raffigurato con un affresco nella chiesa parrocchiale di Azzate, posizionato proprio di fronte all'immagine di San Benigno. Una raffigurazione del santo vescovo è infatti presente nella cappella di destra della medesima chiesa parrocchiale di Azzate.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Benigno di Milano?

La memoria liturgica si celebra il ventidue novembre, mentre la tradizione ricorda storicamente anche il venti novembre.

A Milano, san Benigno, vescovo, che nel grande scompiglio delle invasioni amministrò la Chiesa a lui affidata con somma fermezza e pietà. — Martirologio Romano