22 marzo
San Benvenuto Scotivoli
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e i primi incarichi
San Benvenuto nacque ad Ancona intorno al 1188. Mosse i suoi primi passi nella formazione culturale e spirituale studiando diritto a Bologna sotto la guida del canonico di Osimo Silvestro Gussolino. Grazie alle sue doti e alla preparazione giuridica, ricevette la nomina a cappellano pontificio. Prima del 1262 divenne arcidiacono di Ancona, consolidando il suo ruolo all'interno delle istituzioni ecclesiastiche locali e preparando il terreno per le future responsabilità di governo pastorale.
Il ministero episcopale a Osimo
Il primo agosto 1263 divenne amministratore della diocesi di Osimo. Tale diocesi era stata unita a quella di Umana da papa Gregorio IX come punizione per l'adesione al partito di Federico II, e Benvenuto succedette a Giovanni Colonna nella carica. All'inizio del suo mandato cancellò molte delle sentenze di scomunica emesse dal suo predecessore. Papa Urbano IV affidò poi a Benvenuto il governo della sede ristabilita il 13 marzo 1264. Benvenuto fu un grande riformatore ecclesiastico e si adoperò instancabilmente per promuovere la pace tra i cittadini. Nel 1267 papa Clemente IV incaricò Benvenuto di tenere il governo civile della Marca di Ancona. In questo periodo ordinò sacerdote san Nicola da Tolentino.
Il quindici gennaio 1270 emeté una disposizione che vietava al monastero di San Fiorenzo di Posciavalle di alienare i propri beni, essendo egli stesso amministratore del monastero. Il sette febbraio 1273 tenne un sinodo in cui vietò la vendita delle proprietà ecclesiastiche. Nel 1274 attuò la riforma del capitolo della sua cattedrale. Nello stesso anno 1274 difese i diritti della sua diocesi sulla città di Cingoli. Il ventiquattro febbraio 1274 rimosse la scomunica che il vescovo di Fermo aveva inflitto a Ripatransone, agendo per ordine di papa Gregorio X. Non risulta che sia stato consigliere di Gregorio X nella preparazione del concilio di Lione.
Il transito e la memoria liturgica
Benvenuto morì il 22 marzo 1282, spegnendosi sulla nuda terra nello spirito dei Frati Minori. Gli succedette Berardo, eletto da papa Martino IV il diciotto gennaio 1283. Fu sepolto nella chiesa cattedrale di Osimo dentro un nobile mausoleo preparato dal clero e dal popolo. Nel luglio 1590 il suo corpo fu trasferito nella cripta della stessa cattedrale. Sul suo sepolcro si verificarono grazie e miracoli. Il culto tributato dai fedeli a Benvenuto è già menzionato negli Statuti di Osimo del 1308. Nel 1432 papa Eugenio IV avrebbe concesso delle indulgenze legate alla sua figura. Benvenuto non ricevette una formale canonizzazione. Fu dichiarato patrono della città di Osimo nel 1755. La sua festa liturgica si celebra il ventidue marzo nella diocesi di Osimo e Cingoli e nell'Ordine francescano. Il Martirologio lo ricorda ad Osimo nelle Marche come san Benvenuto Scotivoli, vescovo.
Il cammino terreno
La vicenda umana di San Benvenuto Scotivoli ebbe inizio ad Ancona nell'anno millecentottantotto. La sua formazione intellettuale fu guidata dallo studio del diritto presso l'Università di Bologna, dove ebbe come maestro Silvestro Gussolino, acquisendo quelle competenze che avrebbero poi caratterizzato il suo ministero. Nel milleduecentosessantatré, la sua sapienza e il suo equilibrio gli valsero la nomina ad amministratore della diocesi di Osimo, incarico che venne confermato l'anno successivo quando papa Urbano IV lo elesse ufficialmente vescovo della medesima sede. Questo ufficio non fu per lui soltanto un titolo, ma una vocazione vissuta nell'impegno costante per il bene dei fedeli.
Oltre ai compiti strettamente pastorali, San Benvenuto Scotivoli fu chiamato a svolgere mansioni di rilievo civile e politico. Dal milleduecentosessantasette, infatti, gli fu affidato il governo della Marca di Ancona, un compito complesso che egli seppe assolvere con la medesima rettitudine che riservava alla cura delle anime. All'interno della diocesi di Osimo, egli si distinse per una coraggiosa opera di riforma, intervenendo tanto negli aspetti amministrativi quanto in quelli disciplinari, con l'intento di riportare ordine e fervore religioso. Tra i momenti più alti del suo magistero si annovera l'ordinazione sacerdotale di san Nicola da Tolentino, un gesto che testimonia la sua attenzione verso le vocazioni e il discernimento spirituale. Fino alla sua morte, avvenuta a Osimo nel milletrecentoottantadue, il suo impegno rimase costante, delineando la figura di un vescovo che ha saputo servire la Chiesa in un tempo di grandi trasformazioni, lasciando una traccia profonda nella storia della sua terra.
Il culto e la memoria
La figura di San Benvenuto Scotivoli è oggetto di una venerazione viva e costante, che attraversa i secoli e si manifesta con particolare intensità nelle terre in cui egli ha esercitato il suo ministero. Egli è riconosciuto come patrono della città di Osimo, comunità che egli ha guidato con premura paterna e che continua a invocare la sua intercessione. La sua memoria liturgica, fissata al ventidue marzo, rappresenta un momento di profonda comunione per i fedeli della diocesi di Osimo e di Cingoli, nonché per l'Ordine francescano, che ne coltiva il ricordo con particolare affetto.
Attraverso la celebrazione annuale, la Chiesa invita a riflettere sull'esempio di questo vescovo, capace di coniugare l'autorità del governo con l'umiltà del servizio evangelico. Il culto di San Benvenuto non si esaurisce in un mero ricordo storico, ma si traduce in un invito per ogni credente a coltivare la rettitudine e la dedizione verso la propria comunità. La sua testimonianza, silenziosa ma incisiva, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca nel cammino dei santi una luce per orientare la propria vita quotidiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Benvenuto Scotivoli?
La festa liturgica si celebra il 22 marzo nella diocesi di Osimo e di Cingoli e nell'Ordine francescano.
Di cosa è patrono San Benvenuto Scotivoli?
San Benvenuto Scotivoli è stato dichiarato patrono della città di Osimo nel 1755.
A Osimo nelle Marche, san Benvenuto Scotivoli, vescovo, che, nominato in questa sede dal papa Urbano IV, promosse la pace tra i cittadini e, nello spirito dei Frati Minori, volle morire sulla nuda terra. — Martirologio Romano