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22 marzo

San Paolo di Narbona

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini storiche e la missione in Gallia

Le testimonianze più antiche collocate tra il quarto e il sesto secolo delineano con chiarezza il profilo di San Paolo. Gregorio di Tours data al duecenticentocinquanta l'invio in Gallia di sette vescovi missionari, anno che coincise con il consolato dell'imperatore Decio insieme a Grato. Paolo fu uno di quei sette vescovi e venne destinato alla città di Narbona. Lo stesso Gregorio di Tours precisa che egli non subì il martirio, ma visse in sommità di santità, acquisendo popoli alla Chiesa, dilatando ovunque la fede di Cristo e migrando con felice confessione. Secondo il medesimo autore, martiri e confessori sono ugualmente congiunti nei cieli. Prudenzio, alla fine del quarto secolo, celebra le corone dei martiri nel suo Peristephanon menzionando Paolo di Narbona come la gloria e l'ornamento della città, pur confermando che non subì il martirio, e giudicando il suo prestigio come eccezionale.

La tradizione agiografica e i racconti leggendari

La leggenda si è progressivamente impadronita della figura del fondatore della Chiesa di Narbona, attribuendogli origini e legami apostolici. Il testo intitolato De mysterio sanctae Trinitatis, attribuito a Cesario d'Arles morto nel cinquecentoquarantadue, e la Vita Pauli, risalente probabilmente alla seconda metà del sesto secolo, fanno di Paolo un discepolo degli Apostoli, operando tale scelta in modo interessato per conferire maggiore autorità alla sede. La tradizione affidata alle recensioni di questa Vita afferma che Paolo fosse il proconsole di Cipro Sergius Paulus, convertito dall'apostolo Paolo durante la sua prima missione. Secondo questo racconto, Paolo avrebbe seguito l'apostolo a Roma subendovi spaventosi tormenti da cui fu salvato miracolosamente. Dopo essere stato consacrato vescovo, avrebbe accompagnato l'apostolo in Spagna, fermandosi a Béziers per evangelizzarla e consacrarvi vescovo Afrodisio. Paolo si recò quindi a Narbona, di cui fondò la Chiesa diventandone il primo vescovo, e la fama dei suoi miracoli giunse fino a Roma. È ormai certo che questa leggenda è priva di ogni fondamento storico.

La tomba, il culto e le memorie liturgiche

Il corpo di Paolo fu inumato nel suburbium, collocato tra la via Domiziana e la via d'Aquitania, in un luogo dove oggi sorge la chiesa dedicata al santo. La sua tomba era già venerata nel quarto secolo, costituendo una delle più antiche testimonianze di culto reso a un vescovo non martire. Si pretende inoltre che una parte delle reliquie di Paolo sia stata trasferita a Rochechouart nella diocesi di Limoges. Il Martirologio Geronimiano menziona Paolo al ventidue marzo, menzione che potrebbe derivare dalla recensione italica del quinto secolo. Lo stesso giorno è attestato nel Martirologio Romano, mentre il Martirologio di Usuardo iscrive Paolo al dodici dicembre e la diocesi di Carcassonne lo festeggia l'undici dicembre. Le date assegnate indicano il terzo secolo, e nel Martirologio, a Narbonne sulla costa della Francia meridionale lungo la via Domizia, si registra la deposizione di san Paolo vescovo e martire.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Paolo di Narbona?

San Paolo di Narbona si festeggia il ventidue marzo secondo il Martirologio Geronimiano e Romano. Viene inoltre ricordato il dodici dicembre nel Martirologio di Usuardo e l'undici dicembre nella diocesi di Carcassonne.

A Narbonne sulla costa della Francia meridionale lungo la via Domizia, deposizione di san Paolo, vescovo e martire. — Martirologio Romano