20 agosto
San Bernardo di Chiaravalle
Abate e dottore della Chiesa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vocazione e la fondazione di Chiaravalle
Nato a Digione nel 1090, Bernardo decise a ventidue anni di farsi monaco, trascinando con sé nel monachesimo una trentina di parenti. Entrò insieme a trenta compagni nel monastero fondato da Roberto di Molesmes a Cîteaux. A venticinque anni venne mandato a fondare un nuovo monastero a Clairvaux. Quel luogo divenne la Clara Vallis sua e dei monaci in una campagna disabitata. Divenne fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle e diresse sapientemente i monaci con la vita, la dottrina e l'esempio. Di carattere riservato e quasi timido, ma dotato di forte personalità, impiegò i suoi monaci come dissodatori e apostoli con la zappa per lavorare terra, acqua e animali. Ai suoi cistercensi chiese meno funzioni, meno letture e tanto lavoro. Fu severo con i monaci di Cluny, ritenuti troppo levigati e con chiese troppo adorne mentre il povero ha fame.
Il servizio alla Chiesa e le grandi missioni
Il papa e la Chiesa rappresentarono le sue stelle fisse. Molti ecclesiastici gli andarono di traverso, ma egli venne spesso chiamato a missioni di vertice come capo. Percorse l'Europa per ristabilirvi la pace e l'unità e per far riconoscere papa Innocenzo II, insidiato dall'antipapa Anacleto II. Lo scisma si concluse grazie al suo prestigio, al vigore persuasivo e all'umiltà. Attaccò duramente la dottrina trinitaria di Gilberto Porretano, vescovo di Poitiers, e fece condannare l'insegnamento di Pietro Abelardo. Nel 1145 il suo discepolo Bernardo dei Paganelli divenne papa con il nome di Eugenio III. A lui inviò un trattato con l'invito a diffidare delle persone interessate e venali che lo circondavano. Chiamato dallo stesso Eugenio III a predicare la seconda crociata in difesa del regno cristiano di Gerusalemme, la vide fallire davanti a Damasco. Quando arrivava in una città, le strade si riempivano di gente ad accoglierlo.
Gli scritti, la morte e la memoria
Illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue esortazioni, lasciando trecentotrentuno sermoni, cinquecentotrentaquattro lettere e trattati famosi su grazia, libero arbitrio, battesimo e doveri dei vescovi. Scrisse testi affettuosi su Maria madre di Gesù, definendola mediatrice di grazie, pur non riconoscendo la dottrina dell'Immacolata Concezione. Tornato in monastero, si sottomise rigorosamente alla regola tra preghiera, digiuno e lavoro. Gli ultimi anni furono segnati da momenti amari, difficoltà nell'Ordine, diffusione di eresie e sofferenza fisica. Morì a causa di un tumore allo stomaco nel territorio di Langres in Francia, il venti agosto 1153. Fu sepolto nella chiesa del monastero. Durante la Rivoluzione francese i suoi resti furono dispersi, tranne la testa, che è conservata nella cattedrale di Troyes. Papa Alessandro III lo proclamò santo nel 1174, e papa Pio VIII gli conferì il titolo di Dottore della Chiesa nel 1830. Il Martirologio lo ricorda come abate e dottore della Chiesa.
Il cammino monastico
Il percorso spirituale di San Bernardo ebbe inizio con una scelta radicale di distacco dal mondo, compiuta all'età di ventidue anni quando varcò la soglia del monastero di Cîteaux. Non fu un cammino solitario, poiché il suo fervore spirituale trascinò con sé trenta compagni, uniti dal desiderio di una vita austera e dedita unicamente alla preghiera. Questa prima esperienza comunitaria fu il preludio di una missione che avrebbe presto varcato i confini del chiostro per influenzare le vicende della cristianità europea. A soli venticinque anni, la sua guida fu determinante per la fondazione del monastero di Chiaravalle, luogo che divenne dimora privilegiata del suo spirito e centro di irradiazione monastica.
La vita di San Bernardo fu segnata da un costante equilibrio tra il raccoglimento della preghiera e l'impegno pubblico richiesto dai pontefici. Egli non cercò mai il potere, eppure la sua autorevolezza morale lo portò a intervenire in questioni dottrinali di grande complessità. La sua ferma opposizione alle tesi di Pietro Abelardo e di Gilberto Porretano non fu dettata da spirito di contesa, ma dal sincero desiderio di preservare l'integrità della fede. In un tempo segnato da divisioni, il suo operato in favore di Papa Innocenzo II fu decisivo per ricomporre lo scisma che minacciava l'unità della Chiesa. Anche di fronte alla richiesta di predicare la seconda crociata, avanzata da Papa Eugenio III, San Bernardo rispose con la dedizione di chi antepone il bene della Chiesa al riposo del proprio spirito, fino al compimento dei suoi giorni, avvenuto nel milletrecentocinquantatré nella sua amata Chiaravalle.
Il culto e la devozione
La venerazione per San Bernardo di Chiaravalle si diffuse rapidamente dopo la sua morte, culminando nella canonizzazione ufficiale proclamata da Papa Alessandro III nel milletrecentosettantaquattro. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il venti agosto, giorno in cui il santo concluse il suo pellegrinaggio terreno per fare ritorno alla casa del Padre. Questa data non è soltanto il ricordo di un transito, ma un invito costante a meditare sulla vita di un uomo che seppe coniugare la mistica profonda con l'azione instancabile.
Il legame tra il santo e il popolo di Dio si manifesta anche attraverso i patronati che la tradizione gli ha affidato. San Bernardo è infatti invocato come protettore degli apicoltori e dei candelai, mestieri che riflettono, in modo simbolico e concreto, la luce e la dolcezza della sapienza che egli seppe trasmettere attraverso i suoi insegnamenti. Ancora oggi, chiunque si accosti alla sua figura può trovare in lui un modello di fedeltà e di equilibrio, un pastore che seppe abitare il cuore dell'Europa del dodicesimo secolo con la mitezza di un monaco e la fermezza di un maestro della fede.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bernardo di Chiaravalle?
La memoria liturgica di San Bernardo di Chiaravalle si celebra il venti agosto.
Memoria di san Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio; percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore. — Martirologio Romano