20 agosto
San Bernardo Tolomei
Fondatore degli Olivetani
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
Il santo è nato a Siena il dieci maggio del 1272. Il nome originario del biografato era Giovanni, in seguito cambiato in Bernardo, ed egli nacque a Siena nel 1272 da Mino, esponente di una delle famiglie più nobili e potenti della città, mentre la madre Fulvia Tancredi avrebbe avuto una visione prima della nascita di Bernardo. Il fanciullo visse in un periodo storico caratterizzato da crisi politica, economica e morale. Nel corso della sua giovinezza compì un brillante percorso scolastico, arricchito da una memoria prodigiosa, e da giovane avrebbe studiato nel convento domenicano di San Domenico in Siena. I domenicani di Siena gli trasmisero una fede autentica, una carità operosa e un grande amore per la preghiera. Proseguì gli studi fino a diventare maestro di diritto nell'Università di Siena, divenendo giovanissimo uno dei docenti di Giurisprudenza nello stesso ateneo. Per i suoi meriti fu anche nominato cavaliere dell'Impero. Nonostante una vita inizialmente spensierata e gaudente, mantenne vive le virtù cristiane apprese in gioventù, preparandosi inconsapevolmente alle prove e alle scelte radicali che avrebbero segnato la sua maturità.
La crisi e la conversione
In età matura Bernardo attraversò una profonda crisi religiosa da cui emerse con fatica, in preda a una crisi spirituale che modificò radicalmente la sua esistenza. La crisi ebbe inizio con una misteriosa malattia agli occhi che lo portò alla completa cecità. Nel periodo della cecità promise di donarsi interamente a Dio se avesse recuperato la vista. Ottenne per intercessione della Madonna la guarigione da quella malattia agli occhi, e la vista ritornò prodigiosamente in quantità sufficiente per una vita autonoma. Questa guarigione lo portò ad abbandonare la città e la vita mondana, adempiendo al suo voto alla soglia dei quarant'anni. Nel 1313, anno di nuove cruenti lotte fra le fazioni cittadine, Bernardo Tolomei lasciò Siena insieme a due concittadini. I due compagni erano i nobili Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, uomini legati alla sua stessa estrazione sociale. I tre si ritirarono ad Accona, una proprietà dei Tolomei situata a quindici chilometri da Siena, un luogo ricco di rovi e vecchi ulivi. Lì deposero gli abiti signorili per sostituirli con altri più modesti e cambiarono i loro nomi, dedicandosi a una vita di preghiera, penitenza e solitudine eremitica. Sebbene la tradizione tramandi che Bernardo cercasse Dio nella solitudine a causa delle crisi del Trecento e dei suoi anni passati, i giovani si dedicarono subito a dissodare e disboscare il terreno nonostante le mani curate e senza calli.
La nascita della comunità olivetana
La vita ascetica e la fraternità austera dei tre compagni attirarono molti uomini, nobili e plebei, desiderosi di associarsi a loro. I membri della comunità vivevano in grotte, di cui la zona è ricca, e sono ancora conservate le grotte risalenti a questo periodo, inclusa una piccola cappella fatta costruire dal Tolomei. Essi vivevano secondo lo spirito delle prime comunità cristiane, mettendo tutto in comune e lavorando per vivere. La comunità subì la gelosia di alcuni e voci malevoli, tanto che i legati di papa Giovanni XXII arrivarono a controllare la comunità e ammisero che tutto funzionava correttamente, raccomandando tuttavia di darsi una regola scelta tra quelle esistenti e già approvate dalla Chiesa. Bernardo, ritenendosi responsabile di tutti, si rivolse al vescovo di Arezzo, nella cui giurisdizione si trovava il luogo, con l'obiettivo di ottenere l'autorizzazione canonica per la sua posizione e quella degli altri. Il ventisei marzo del 1319 il vescovo d'Arezzo Guido Tarlati rilasciò a Bernardo Tolomei e Patrizio Patrizi la carta fondativa del nascente monastero di Santa Maria di Monte Oliveto, sotto la Regola di San Benedetto. Nel 1319 il monastero di Accona divenne di Monte Oliveto, con la successiva aggiunta di Maggiore. Nel 1319 Bernardo e i suoi compagni fecero la professione religiosa ricevendo l'abito monastico dal delegato del vescovo. Fu scelto un abito di colore bianco in onore della Vergine Maria, a cui Bernardo era devotissimo. Lasciato lo stile di vita eremitica, presero a professare la Regola Benedettina arricchita dall'esperienza ascetica precedente, e la devozione mariana rimase in eredità alla spiritualità della Congregazione. All'inizio scelsero che l'abate fosse eletto per un solo anno, e i monaci elessero Bernardo come primo abate, ma egli rifiutò l'ordinazione a prete giudicandosi indegno e accontentandosi di essere semplice diacono, e non accettò la carica di abate adducendo difficoltà visive e incapacità, sebbene fosse per vera umiltà. Fu quindi eletto Patrizio Patrizi. Nel 1321 Bernardo non poté più rifiutarsi e divenne abate del suo monastero. I monaci lo elessero anno dopo anno per ventisette volte, praticamente fino alla morte. Gli fu data ogni facoltà di decisione senza dover rendere conto alla comunità. Egli cercò per almeno due volte di lasciare l'incarico, nel 1326 e nel 1342, motivando le richieste con le difficoltà di vista e il fatto di non essere sacerdote, avendo solo gli ordini minori, ma giuristi e legati pontifici ribadirono la sua legittimità canonica. L'abate ottenne infine dal papa la piena conferma del cammino intrapreso: il ventuno gennaio del 1344 l'abate ottenne da papa Clemente VI, residente ad Avignone, l'approvazione pontificia. Ancora in vita, alla prima abbazia si aggiunsero perlomeno altri undici monasteri, e il numero dei monaci crebbe, portando all'apertura di nuovi monasteri ovunque. Bernardo Tolomei si applicò con premura all'osservanza della disciplina monastica, divenendo il modello dei suoi monaci.
La carità nella peste e la morte
Nel 1348 imperversò la grande peste, una terribile epidemia che si diffuse in tutta l'Italia e mise alla prova la carità di Fra Bernardo e dei suoi monaci. Il monastero di San Benedetto era colpito dal morbo, così come tutta Siena. La peste nera del 1348 mise alla prova la carità dell'abate, il quale mandò i monaci a curare gli appestati e scese egli stesso da Monte Oliveto a Siena per recarsi nel monastero di San Benedetto per incoraggiarli e sostenerli. Numerose furono le vittime anche fra i monaci, poiché almeno ottanta monaci morirono di peste. Dopo aver aiutato e confortato i propri figli e fratelli nella fede, Fra Bernardo fu contagiato dalla peste e morì nel 1348 colpito dal morbo. Il santo è morto il venti agosto del 1348 presso i monaci di Siena colpiti dalla peste. Secondo la tradizione, morì il venti agosto e fu sepolto nel monastero cittadino. Delle sue reliquie si sono perse le tracce dopo la distruzione del monastero di Siena nel 1554, avvenuta durante la guerra fra Carlo V e la Repubblica Senese. La tradizione racconta del misticismo di Bernardo attraverso colloqui con il Crocifisso e apparizioni di santi, arricchendo la memoria di una vita interamente spesa per Dio e per il prossimo.
Il culto e la canonizzazione
La Congregazione Olivetana ha sempre portato avanti la causa di beatificazione del fondatore, considerandolo beato sin dal secolo XV. Una prova del culto precoce si trova nel diario di papa Pio II Piccolomini, che visitò il monastero nel 1462. Il culto fu confermato con decreto della Congregazione dei Riti del ventiquattro novembre 1644. Nel 1680 la festa religiosa del venti agosto fu spostata al venti uno agosto per la concomitanza con la festa di San Bernardo di Chiaravalle. Le persecuzioni contro gli ordini religiosi, specie nel Regno di Napoli e in Toscana, portarono allo scompiglio e all'interruzione della causa. La causa è stata ripresa in esame dalla Congregazione dei Riti solo nell'ottobre del 1968. Nonostante non esista alcuna opera scritta attribuibile a Bernardo, esiste un'enorme mole di biografie che lo riguardano, tratte tra l'altro dalla ricerca del domenicano Gregorio Lombardelli, morto nel 1613, che non è tutta documentata. Cicli di affreschi che lo raffigurano si trovano in quasi tutti i monasteri e chiese olivetane e nei palazzi delle istituzioni di Siena. Papa Benedetto XVI ha canonizzato il santo il venti sei aprile del 2009. Il Martyrologium Romanum fissa il culto del santo al venti agosto, mentre la Congregazione Benedettina Olivetana di Monte Oliveto Maggiore festeggia il santo il diciannove agosto.
Il cammino di fede
La vita di San Bernardo Tolomei ebbe inizio nel cuore pulsante di Siena, città che segnò tanto le sue origini quanto il compimento della sua missione terrena. Dopo aver sperimentato la fragilità umana e il dono inatteso della guarigione dalla cecità, Bernardo comprese che la sua vista era stata restituita non per il piacere del mondo, ma per contemplare le meraviglie del Creatore. Questo evento fu il punto di svolta che lo spinse ad abbandonare ogni prestigio sociale per cercare il volto di Dio nel silenzio e nell'ascesi.
Nel 1313, la sua ricerca lo condusse ad Accona, dove diede vita a una prima comunità eremitica. Questo nucleo iniziale crebbe rapidamente, portandolo a fondare, nel 1319, la Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto. La dedizione di Bernardo non si limitò alla preghiera, ma si tradusse in una ferma guida spirituale e organizzativa, che ottenne il riconoscimento ufficiale da parte di papa Clemente VI nel 1344. Egli seppe infondere nei suoi seguaci uno spirito di umiltà e di profonda dedizione alla liturgia, rendendo il monastero di Monte Oliveto Maggiore un centro di irradiazione spirituale che ha attraversato i secoli. La sua fine fu coerente con una vita donata agli altri: durante la terribile epidemia di peste che colpì Siena nel 1348, Bernardo non cercò la salvezza personale, ma scelse di restare al fianco dei confratelli sofferenti, condividendo con loro il destino finale e testimoniando, fino al respiro estremo, la carità cristiana che non teme la morte.
Il ricordo nella Chiesa
La figura di San Bernardo Tolomei è custodita con profonda devozione all'interno della Congregazione Benedettina Olivetana, di cui egli è padre e fondatore. Il suo esempio continua a parlare al cuore di chi cerca nel silenzio del chiostro la via per una comunione più profonda con il Signore. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la santità di Bernardo il 26 aprile 2009, quando papa Benedetto XVI lo ha iscritto nel catalogo dei santi.
Il suo culto è un invito costante alla fedeltà e al sacrificio di sé. Sebbene il Martyrologium Romanum fissi la sua memoria liturgica al 20 agosto, la famiglia olivetana lo celebra con particolare solennità il 19 agosto di ogni anno. Questa ricorrenza non è soltanto un momento di memoria storica, ma un'occasione per ravvivare lo spirito di dedizione che animò il fondatore, ricordando che ogni vera santità si compie nel servizio umile ai fratelli e nell'abbandono fiducioso alla volontà divina, specialmente nei momenti di prova e di sofferenza.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Bernardo Tolomei?
La memoria liturgica nel Martyrologium Romanum si celebra il 20 agosto, mentre la Congregazione Benedettina Olivetana di Monte Oliveto Maggiore lo festeggia il 19 agosto.
Di cosa è patrono San Bernardo Tolomei?
Le fonti biografiche e storiche fornite non menzionano specifici patronati ufficiali per San Bernardo Tolomei.
A Siena, transito del beato Bernardo Tolomei, abate, che, fondatore della Congregazione Olivetana sotto la regola di san Benedetto, si applicò con premura all’osservanza della disciplina monastica e, durante una epidemia di peste diffusasi in tutta l’Italia, morì presso i monaci di Siena che ne erano stati colpiti. — Martirologio Romano