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5 gennaio

San Carlo di Sant’Andrea (Joannes Andreas Houben)

Sacerdote passionista

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza nei Paesi Bassi

Joannes Andreas Houben nacque l'undici dicembre 1821 a Munstergeleen, un villaggio situato nella Provincia del Limburgo, territorio che all'epoca apparteneva ai Paesi Bassi. Suo padre si chiamava Peter Jozef Houben ed era un mugnaio, mentre sua madre rispondeva al nome di Johanna Elisabeth Luijten. Il futuro sacerdote nacque come il quarto di undici figli ed ebbe la grazia di essere battezzato il giorno stesso della sua nascita, ricevendo i nomi di uno zio materno che assunse anche il ruolo di padrino. All'interno del nucleo familiare veniva chiamato semplicemente con il nome di Andreas. Fin dalla primissima infanzia egli espresse l'aspirazione profonda di diventare sacerdote. La sua formazione cristiana proseguì con la ricezione della Prima Comunione il ventisei aprile 1835 e, due mesi e due giorni dopo, con il sacramento della Cresima amministrato il ventotto giugno 1835. Andreas possedeva un'indole particolarmente riservata e pacifica. Ha frequentato la scuola parrocchiale del suo paese per gli studi primari, riscontrando tuttavia alcune difficoltà nell'apprendimento. Per poter frequentare la scuola secondaria si è dovuto successivamente spostare a Sittard, distante due miglia dal suo paese natale, proseguendo poi il suo corso di studi a Broeksittard.

Il servizio militare e la vocazione passionista

Nel 1840 il giovane Andreas dovette interrompere gli studi per adempiere agli obblighi del servizio militare. Fu arruolato nel Primo Reggimento di Fanteria del Regno Unito dei Paesi Bassi, prestando il proprio servizio all'interno della caserma di Bergen-op-Zoom. Attorno ai ventidue anni, proprio tra le mura della caserma, un compagno d'armi gli parlò per la prima volta della Congregazione della Passione, un istituto religioso fondato in Italia nel diciottesimo secolo da san Paolo della Croce. Ottenuto finalmente il congedo dal servizio militare, Andreas chiese con ferma determinazione di poter entrare tra i Passionisti. Fu accolto da padre Domenico della Madre di Dio, al secolo Domenico Barberi, religioso che sarebbe stato beatificato nel 1963. Svolse il periodo di noviziato nel convento di Ere, in Belgio, assumendo il nome religioso di Carlo di Sant'Andrea. Emetteva la professione dei voti religiosi il dieci dicembre 1846. Dopo aver completato gli studi superiori, fu ordinato sacerdote il ventuno dicembre 1850 da monsignor Gaspar-Joseph Labis, vescovo di Tournai. La madre era purtroppo deceduta nel 1844 e il padre era morto proprio poco prima della sua ordinazione sacerdotale. I familiari di padre Carlo non poterono presenziare alla sua ordinazione a causa delle spese sostenute per il funerale del padre, che non consentivano loro di pagare il viaggio.

Il ministero in Inghilterra e il trasferimento in Irlanda

Verso la fine del 1851 padre Carlo fu inviato in Inghilterra, dove i Passionisti possedevano tre conventi, definiti Ritiri secondo la denominazione voluta dal fondatore. Nel 1852 gli fu affidato il ministero nella parrocchia di San Wilfrido. Nel settembre del 1853 fu trasferito presso la comunità di Aston Hall. Tra il 1854 e il 1856 ricoprì con dedizione l'incarico di vicemaestro dei novizi. Successivamente svolse il ruolo di parroco a Cotton Hall. In seguito fu trasferito a Sutton, presso i Ritiri di Sant'Anna e Sant'Elena, e successivamente a Londra. In tutte le sedi in cui operò lavorò con grande zelo per la cura delle anime e per promuovere l'unità dei cristiani. Si dedicò in particolare all'assistenza degli ex contadini, soprattutto irlandesi di fede cattolica, emigrati per lavorare nelle fabbriche inglesi durante l'inizio della rivoluzione industriale. Nel 1857 fu destinato in Irlanda, presso il Ritiro di San Paolo della Croce a Mount Argus, una zona periferica di Dublino. Il convento di Mount Argus era stato fondato un anno prima, nel 1856, e necessitava urgente di interventi di restauro e di ampliamento.

La fama di santità e il ministero a Dublino

La fama di santità di padre Carlo ha attratto un gran numero di fedeli al convento, in particolare malati che cercavano la sua benedizione e che spesso ottenevano guarigioni prodigiose. Usava benedire l'acqua destinata ai malati servendosi di una reliquia di san Paolo della Croce. Alcune persone hanno tuttavia iniziato a commerciare l'acqua da lui benedetta, suscitando la profonda indignazione della comunità dei Passionisti. I superiori ne hanno disposto il trasferimento in Inghilterra sia per porre fine al commercio dell'acqua benedetta sia per garantirgli una maggiore tranquillità. Durante questo nuovo periodo inglese ha soggiornato a Sutton, Broadway e Londra, rimanendo comunque costantemente circondato da fedeli sia cattolici sia appartenenti ad altre confessioni. È ritornato definitivamente a Dublino nel 1877, risiedendovi fino alla fine dei suoi giorni. Poiché non padroneggiava la lingua inglese, non ha svolto una grande attività come predicatore o missionario popolare. Ha concentrato il suo ministero prevalentemente sulla direzione spirituale e sull'amministrazione del sacramento della riconciliazione. Teneva costantemente in mano un Crocifisso come richiamo permanente alla Passione di Cristo. Celebrava la Santa Messa con profonda devozione, prolungandone la durata rispetto alla norma anche a causa di frequenti episodi di estasi. In quel periodo la comunità di Mount Argus viveva delle difficoltà legate ai debiti contratti per i lavori di ampliamento del convento e della chiesa. I religiosi del convento si allontanavano frequentemente per dedicarsi alla ricerca di offerte tramite la questua. A causa di questi allontanamenti, lo spirito di preghiera e il rispetto della Regola all'interno della comunità si erano notevolmente affievoliti. Padre Carlo ha mantenuto una rigorosa fedeltà ai propri doveri religiosi, suscitando la sorpresa del Superiore generale, padre Bernardo Silvestrelli, durante una visita alla Provincia anglo-irlandese.

Umorismo, prove fisiche e infermità

Nel corso del tempo, al suo carattere riservato si è affiancata una marcata inclinazione all'autoironia. Solिवाva definire se stesso con il soprannome di povero vecchio Carletto, alludendo ai problemi di salute dovuti sia all'avanzare dell'età sia alle severe penitenze corporee a cui si sottoponeva. L'attitudine ironica gli ha consentito di mantenere un equilibrato distacco dai fenomeni mistici ed eccezionali che lo riguardavano. Padre Carlo mantenne la calma mentre un confratello lo prendeva in giro riguardo alle sue facoltà di guarigione. Egli sostenne che lo stesso Dio aveva creato sia lui sia il confratello, pronunciando questa frase mentre beveva un caffè. Attorno al 1880 padre Carlo fu colpito da una patologia da cui non si riprese mai completamente. Egli soffrì di emicranie, vertigini e nevralgie ai denti senza mai lamentarsi. Il dodici aprile 1881, mentre si recava in carrozza a far visita a un malato, fu coinvolto in un incidente causato dai cavalli imbizarriti all'altezza di un incrocio. A seguito del ribaltamento della vettura, padre Carlo si fratturò il piede destro, riportando una lesione che non guarì mai del tutto. Egli fu inviato a Belfast per un periodo di convalescenza di alcune settimane, durante le quali continuò a essere sollecitato per impartire benedizioni. Dopo il suo rientro a Mount Argus, le sue condizioni fisiche peggiorarono con l'insorgere dell'erisipela e di un'infezione legata alla frattura. La gamba e il piede sinistro di padre Carlo corsero il rischio di andare in cancrena. A partire dal nove dicembre 1892 padre Carlo rimase costretto a letto. In diverse occasioni venne sentito mormorare preghiere con cui accettava la sofferenza per amore di Gesù. Il giorno di Natale provò una profonda commozione assistendo alla Messa celebrata nella sua stanza.

Il transito e l'avvio della causa di beatificazione

Padre Carlo morì all'alba del cinque gennaio 1893. I suoi funerali videro la partecipazione di una folla imponente, a stento contenuta dalle forze dell'ordine. L'affluenza ai funerali fu considerata testimonianza della sua fama di santità e della devozione popolare diffuse a Dublino e nell'intera contea. I Passionisti d'Inghilterra e d'Irlanda avviarono la causa di beatificazione per l'accertamento delle virtù eroiche in virtù della fama di santità di padre Carlo. Il processo informativo diocesano fu aperto a Dublino il due luglio 1927 e si concluse nel 1929. Un ulteriore processo informativo si svolse nella diocesi di Roermond, sua terra natale, tra il 1922 e il 1926. Il decreto sugli scritti fu emesso il nove maggio 1934. Il decreto d'introduzione della causa fu firmato il tredici novembre 1935. Il decreto sul non culto venne stabilito il ventotto gennaio 1936. Il processo apostolico si svolse a Dublino tra il 1936 e il 1938 e a Roermond tra il 1936 e il 1937. I processi diocesani e apostolici furono convalidati con decreto del quattordici dicembre 1945. La congregazione antepreparatoria si tenne il ventitré giugno 1964. La commissione degli officiali e dei consultori della Congregazione delle Cause dei Santi si riunì l'undici luglio 1978. La sessione ordinaria dei cardinali e dei vescovi della Congregazione confermò il parere favorevole il trenta gennaio 1979. Papa Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile padre Carlo di Sant'Andrea il dieci maggio 1979.

Il miracoli riconosciuti e la beatificazione

La guarigione di Octavia Spaetgens Verheggen fu scelta per l'esame del miracolo necessario alla beatificazione. Nel 1950, all'età di settant'anni e in buona salute, Octavia Spaetgens Verheggen compì un pellegrinaggio a Lourdes. A Lourdes la donna venne colpita da una colica epatica, seguita da un secondo episodio un mese dopo accompagnato da febbre. Nel mese di agosto 1951 la donna si sottopose a un intervento chirurgico consigliato dai medici, senza ottenere miglioramenti. Poco prima del Natale 1951 Octavia fu nuovamente ricoverata in ospedale. I medici rinunciarono a un secondo intervento a causa dell'età avanzata della donna e la dimisero nei primi giorni del gennaio 1952 affinché morisse a casa. Nel giro di tre giorni dal rientro a casa le condizioni di Octavia peggiorarono ed ella fu nell'impossibilità di alimentarsi. I familiari della donna iniziarono a pregare padre Carlo, che era un loro lontano parente, sebbene la donna non avesse mai nutrito una devozione particolare per lui. Al terzo giorno dalla dimissione, Octavia invocò direttamente padre Carlo nel momento di massimo dolore. La donna avvertì un'immediata sensazione di calma e di benessere interiore. Nei giorni seguenti Octavia riprese ad alimentarsi normalmente e la sua guarigione fu confermata da vari controlli medici. Octavia Spaetgens Verheggen morì ventidue anni dopo la guarigione per cause del tutto diverse. Gli atti dell'inchiesta diocesana sul miracolo vennero convalidati il tredici giugno 1986. La Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò la guarigione scientificamente inspiegabile il quattordici ottobre 1987. I Consultori Teologi confermarono il nesso causale tra l'intercessione di padre Carlo e la guarigione il diciannove febbraio 1988. I cardinali e i vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi approvarono il parere positivo il diciassette maggio 1988. Il primo settembre 1988 san Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. In tale udienza il Papa ha autorizzato il decreto che riconosceva la guarigione di Octavia Spaetgens Verheggen come miracolo attribuito all'intercessione di padre Carlo di Sant'Andrea. Il sedici ottobre 1988 Giovanni Paolo II ha beatificato padre Carlo a Roma. La sua memoria liturgica è stata stabilita per il cinque gennaio, data del suo decesso. Nel marzo del 1988 i resti di padre Carlo sono stati sottoposti a ricognizione canonica. Nello stesso periodo le sue spoglie sono state collocate in una cappella presso il Ritiro passionista di Mount Argus.

La canonizzazione e la memoria perenne

Per il processo di canonizzazione è stata presa in esame la guarigione di Dolf Dormans. Dolf Dormans era originario di Munstergeleen, il medesimo paese natale di padre Carlo. Il ventinove marzo 1999 Dormans è stato ricoverato all'ospedale di Sittard per forti dolori all'addome. I medici hanno riscontrato la rottura dell'appendice. Le condizioni intestinali di Dormans erano gravemente compromesse, rendendo necessarie pulizie quotidiane sotto anestesia totale. Il malato ha invocato l'intercessione di padre Carlo, chiedendo di benedire anche le mani dei chirurghi. L'undici aprile 1999 la salute di Dormans è peggiorata, rendendo impossibili le pulizie quotidiane per il rischio di rottura dell'intestino tenue e fuoriuscita di bile. I familiari di Dolf sono stati invitati dai medici a organizzare le esequie. A Dolf Dormans è stata somministrata l'Unzione degli Infermi. I parenti hanno proseguito le preghiere rivolte a padre Carlo per la guarigione. Durante la malattia, il paziente ha tenuto costantemente in mano una reliquia di padre Carlo. Il giorno seguente, il figlio Martin si è recato in ospedale per le pratiche funerarie e ha appreso del repentino miglioramento del padre. Dormans è stato dimesso con l'obbligo di alimentarsi a casa mediante un catetere. Il ventisette ottobre dello stesso anno è rientrato in ospedale per ripristinare le normali funzioni intestinali. I chirurghi hanno constatato che l'apparato intestinale era completamente guarito e che occorreva solo ricollegare l'intestino tenue e suturare una piccola lesione. Dolf Dormans è deceduto nel 2017 all'età di novant'anni. La diocesi di Roermond ha condotto l'inchiesta diocesana sul presunto miracolo tra il 2003 e il 2004. Gli atti del processo diocesano sono stati convalidati il sette novembre 2005. La Consulta Medica ha dichiarato scientificamente inspiegabile la guarigione il ventiquattro novembre 2005. I Consultori teologi il ventuno febbraio 2006 e successivamente cardinali e vescovi della Congregazione il dodici dicembre 2006 hanno confermato la correlazione tra l'invocazione del santo e la guarigione. Il sedici dicembre 2006 papa Benedetto XVI, ricevendo il Prefetto cardinal José Saraiva Martins, ha autorizzato il decreto che definiva la guarigione come improvvisa, completa, duratura e miracolosa. Benedetto XVI ha canonizzato padre Carlo il tre giugno 2007 a Roma. Il Martirologio segnala la memoria del beato Carlo di Sant’Andrea, al secolo Giovanni Andrea Houben, a Dublino in Irlanda.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Carlo di Sant'Andrea?

La sua memoria liturgica si celebra il 5 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

A Dublino in Irlanda, beato Carlo di Sant’Andrea (Giovanni Andrea) Houben, sacerdote della Congregazione della Passione, zelante ministro del sacramento della Penitenza. — Martirologio Romano