4 maggio
San Ciriaco di Gerusalemme
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e tradizioni
Il nome Ciriaco deriva dal greco e significa dedicato al Signore. Esistono diversi santi che portano questo nome, ma il san Ciriaco trattato nel testo è il patrono della città di Ancona. La biografia storica di san Ciriaco non è documentata con certezza e le fonti sulla sua vita consistono esclusivamente in tradizioni frammentarie e discordanti. Una prima tradizione narra che Ciriaco si chiamasse originariamente Giuda ed fosse un erudito di religione ebraica. Giuda si convertì al cristianesimo assumendo il nome di Ciriaco dopo aver assistito al ritrovamento della vera Croce di Gesù nella zona del Calvario. I lavori di scavo per il ritrovare la Croce furono promossi da Elena, madre dell'imperatore Costantino, nella prima metà del quarto secolo. La tradizione riporta che Ciriaco divenne successivamente vescovo di Gerusalemme e che subì il martirio durante il regno dell'imperatore Giuliano, soprannominato l'Apostata dai cristiani a causa delle sue posizioni contro la Chiesa.
Il legame con Ancona
Una seconda tradizione afferma che Ciriaco, dopo la conversione, viaggiò in Italia per diventare vescovo di Ancona, mentre la medesima versione sostiene che Ciriaco morì di morte violenta in Palestina, dove si era recato in visita. Non sussiste alcuna prova storica che confermi l'esercizio del ministero episcopale di Ciriaco ad Ancona. Il primo vescovo storicamente attestato della diocesi di Ancona è san Marcellino, vissuto nel quinto secolo, di cui si conserva ancora oggi un antico e prezioso codice liturgico. La tradizione locale anconetana, accolta anche dal Martirologio Romano, propone un'ulteriore ricostruzione storica. Secondo studiosi contemporanei come Mario Natalucci, è più probabile che Ciriaco non sia vissuto ad Ancona ma vi sia giunto solo dopo la morte. Tale ricostruzione ipotizza che Ciriaco abbia trascorso la sua vita in Palestina, stimato per la sua testimonianza riguardo al ritrovamento della Croce.
Le reliquie e il culto
Nel quinto secolo gli abitanti di Ancona chiesero a Gerusalemme di ottenere le reliquie del protomartire santo Stefano, rinvenute nel 415, per collocarle in un tempio a lui dedicato. La richiesta di avere le spoglie di santo Stefano fu sostenuta da Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio I, sorella degli imperatori Onorio e Arcadio, moglie di Costanzo III e madre di Valentiniano III. La domanda di ottenere le reliquie di santo Stefano venne respinta. Per compensare il rifiuto opposto a Galla Placidia e agli anconetani, furono loro donate le reliquie di Ciriaco, considerato martire e già oggetto di venerazione. L'arrivo dei resti di Ciriaco ad Ancona nel quinto secolo segna l'inizio della documentata devozione cittadina nei suoi confronti. La venerazione per san Ciriaco ad Ancona dura da circa millequattrocento o quindici secoli.
La cattedrale e le memorie
Le spoglie del santo sono custodite nella cattedrale situata in posizione elevata sul monte Guasco. A san Ciriaco è intitolata la cattedrale di Ancona, posizionata sullo stesso monte, da dove domina la città e il porto. All'interno della cattedrale di Ancona si trovano due plutei marmorei dell'undicesimo secolo su cui sono scolpite le figure di Ciriaco e di Stefano. La città di Ancona ha eletto Ciriaco come proprio patrono principale. Il comune di Ancona ha coniato monete recanti l'effigie di san Ciriaco. Nel giorno della festività del santo si rinnova la consuetudine di consegnare alla popolazione piccoli mazzi di giunchi benedetti. La distribuzione dei giunchi si ricollega alla leggenda secondo cui la cassa contenente le reliquie del santo giunse ad Ancona via mare galleggiando sulle acque. La narrazione popolare sostiene che la cassa fu tirata a riva a forza di braccia grazie a una fune intrecciata con steli di giunco.
Il cammino della fede e il martirio
La vicenda terrena di Ciriaco si colloca nel cuore del quarto secolo, un'epoca di grandi transizioni per la Chiesa. Il momento di svolta nella sua vita è legato al ritrovamento della vera Croce a Gerusalemme, un evento che toccò profondamente il suo spirito, conducendolo a una radicale conversione al cristianesimo. Da quel momento, Ciriaco abbracciò la via del Vangelo con dedizione assoluta, diventando in seguito vescovo della comunità. La sua fedeltà a Cristo fu provata nel fuoco della persecuzione sotto l'imperatore Giuliano l'Apostata, durante la quale subì il martirio in terra di Palestina, offrendo la sua vita come estrema testimonianza di amore.
Nel quinto secolo, le spoglie mortali del martire furono traslate ad Ancona. Questo evento segnò l'inizio di un legame indissolubile tra il santo e la comunità adriatica. Il corpo di Ciriaco, giunto sulle coste marchigiane, divenne il cuore spirituale della città, un punto di riferimento per generazioni di credenti che, nei momenti di difficoltà, hanno sempre trovato nel loro patrono un custode attento e un modello di fortezza cristiana.
La memoria liturgica e la devozione
Il culto di San Ciriaco si esprime ancora oggi attraverso gesti carichi di antica devozione e profondo significato spirituale. Il fulcro delle celebrazioni si compie il quattro maggio, giorno in cui la comunità si stringe attorno alla memoria del suo patrono. Durante la liturgia, è viva la tradizione di distribuire ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti, un rito sobrio che richiama la semplicità della fede e la freschezza della grazia divina che fiorisce anche nelle avversità della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Ciriaco di Gerusalemme?
La festa liturgica di San Ciriaco di Gerusalemme si celebra il 4 maggio. Durante questa ricorrenza si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti.
Di cosa è patrono San Ciriaco?
San Ciriaco è il patrono principale della città di Ancona.