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5 marzo

San Conone l'ortolano

Martire in Panfilia

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il contesto in Panfilia

I sinassari bizantini tramandano che San Conone fosse originario di Nazareth, in Galilea, sebbene tale provenienza appaia storicamente dubbia e fondata unicamente su una sua dichiarazione resa durante il processo. Durante l'interrogatorio con il prefetto, che le fonti identificano con i nomi di Publio o Pollione, Conone affermò infatti di provenire da Nazareth e di appartenere alla famiglia di Cristo. Questa affermazione attesta la saldezza della sua fede ma non costituisce una prova certa della sua nascita in Palestina. L'uomo lasciò la Galilea per trasferirsi in Panfilia, nei pressi della località di Magydos. In questa terra, che oggi geograficamente corrisponde al territorio della Turchia, condusse un'esistenza estremamente semplice, probabilmente assimilabile a quella di un eremita. Conone lavorava coltivando un orto e sopravviveva alimentandosi unicamente con i propri legumi. L'odierna collocazione della Panfilia si inserisce in un quadro geografico complesso che comprende anche la vicina Isauria, situata tra la Panfilia e la Cilicia.

Il martirio e la testimonianza

La morte di San Conone è avvenuta durante la persecuzione scatenata dall'imperatore Decio, in un arco temporale compreso tra il 249 e il 251, collocandosi all'incirca nell'anno 250. Il giardiniere fu condannato a morte dal prefetto per la sua aperta professione di fede. I carnefici si accanirono contro di lui in modo brutale, trapassandogli i piedi con dei chiodi e obbligandolo a correre davanti a un carro. Sotto l'immenso sforzo imposto dalla corsa e dalle ferite, Conone cadde in ginocchio, elevò la sua preghiera a Dio e spirò. Questa drammatica esecuzione testimonia il coraggio con cui il santo affrontò la prova suprema. Il Calendario palestinogeorgiano, contenuto nel codice Sinaiticus 34 risalente al decimo secolo, inserisce la memoria di Conone al sei marzo senza aggiungere ulteriori dettagli descrittivi.

Le fonti agiografiche e i problemi di identificazione

La figura di San Conone presenta rilevanti questioni critiche circa la sua reale identità e i suoi legami con altri personaggi della agiografia antica. È assai probabile che una corruzione del testo antico, tradotto dal termine greco indicante l'ortolano, sia stata erroneamente interpretata nei secoli passati trasformandosi nell'appellativo di cipriota. Di conseguenza, il Martirologio Romano commemora al sei marzo il martirio di Conone collocandolo a Cipro, costituendo tuttavia una sintesi dell'elogio più ampio contenuto nei sinassari bizantini. Esistono inoltre memorie relative a un secondo martire di nome Conone, originario di Binada in Isauria, località distante diciotto stadi da Seleucia. Questo secondo Conone era figlio di Nestore e di Nada, vissuto all'epoca degli Apostoli. Nonostante desiderasse mantenere la verginità, i genitori lo costrinsero al matrimonio, ma egli riuscì a persuadere la moglie Anna a condividere la scelta del celibato, vivendo con lei in perfetta castità. Tale Conone fu celebre per la sua capacità di dominare i demoni, motivo per cui fu denominato taumaturgo, e venne condotto di fronte al prefetto Magnus subendo una violenta flagellazione per aver continuato a predicare disobbedendo agli editti imperiali. I sinassari indicano che anche Nestore, padre di questo secondo Conone, morì come martire. Il ventotto febbraio i sinassari bizantini festeggiano Nestore, vescovo di Magydos, il quale fu martirizzato a Perge, in Panfilia, sotto il prefetto Publio o Pollione durante la medesima persecuzione di Decio. I dettagli geografici e storici del martirio del vescovo Nestore coincidono in modo sorprendente con quelli di Conone l'Ortolano. Il Martirologio Romano riporta al ventisei febbraio la memoria del vescovo e martire Nestore a Perge e, nella medesima data e nella stessa località, cita quattro martiri: Papias, Diodoro, Conone e Claudiano. La fonte specifica che questi quattro martiri persero la vita precedentemente al vescovo Nestore. Sussiste dunque un problema cronologico tra gli avvenimenti del periodo di Decio e l'attribuzione di Conone di Binada al tempo degli Apostoli. Ciononostante, è verosimile che Conone di Binada, figlio del martire Nestore, corrisponda proprio a Conone l'Ortolano, il quale testimoniò la propria fede a Perge in Panfilia in un arco temporale vicino al martirio del vescovo Nestore.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Conone l'Ortolano?

La sua memoria è fissata al cinque marzo nei sinassari bizantini, mentre il Martirologio Romano ne commemora il martirio al sei marzo.

In Panfilia, nell’odierna Turchia, san Conone, martire, che, giardiniere, sotto l’imperatore Decio, fu costretto a correre, con i piedi trafitti da chiodi, davanti ad un carro e, caduto in ginocchio, pregando rese lo spirito a Dio. — Martirologio Romano