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10 novembre

San Demetriano di Antiochia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'elezione e il ministero pastorale ad Antiochia

L'identità di Demetrio o Demetriano è nota grazie a testimonianze storiche soprattutto orientali che ne delineano il profilo di pastore. Le fonti ci attestano che egli fu padre del vescovo Domno. La data di elezione di Demetriano alla sede episcopale di Antiochia avvenne nella prima metà dell'anno 253. Questo importante riferimento cronologico è noto tramite una lettera di Dionigi d'Alessandria indirizzata al papa Cornelio e attraverso il Chronicon di Eusebio di Cesarea. Durante il suo governo pastorale, il santo si adoperò con fermezza per combattere l'eresia di Novato, difendendo l'unità e la verità della Chiesa. Un san Demetrio è inoltre nominato in una lista di santi e vescovi di Antiochia contenuta in un panegirico siriaco, tradotto dal greco e attribuito allo stesso Eusebio di Cesarea.

La persecuzione, la deportazione e l'esilio in Persia

I particolari della fine di Demetriano sono noti dalle fonti orientali e da una cronaca ritrovata a Seert, la quale si basa sulle notizie dello storico siriaco del settimo secolo Daniele bar Maria per raccontare le vicende della deportazione. Il re Sapore I devastò la Siria nel 256. Lo stesso re Sapore I deportò in massa gli abitanti di Antiochia in alcune città recentemente fondate nel suo regno, precisamente a Sadsabur, Sapor e Bendosabora. Autori arabi, tra cui At-Tabari, confermano le notizie sull'opera di Sapore I, fornendo validi confronti con l'operato di altri re persiani. I cristiani di Antiochia deportati a Bendosabora elessero come successore del vescovo Demetriano un antiocheno di nome Azdaq. In esilio, il pio vescovo deportato da un re pagano morì di dolore durante l'adempimento del suo ministero, e per questo motivo fu facilmente considerato martire.

Le conseguenze storiche e la successione episcopale

È probabile che la notizia della morte di Demetriano non sia giunta subito ad Antiochia. Di conseguenza, è probabile che solo nel 261 gli abitanti di Antiochia abbiano pensato ad eleggergli un successore, anno in cui fu infatti eletto vescovo di Antiochia Paolo di Samosata. Demetriano morì dunque prima del 261. Il silenzio delle fonti occidentali sulla vicenda non è facilmente spiegabile, sebbene esso sia paragonabile a quello di Eusebio riguardo alla cattura e alla morte in esilio dell'imperatore Valeriano. In seguito agli eventi della deportazione, alcune diocesi persiane si dichiaravano dipendenti da Antiochia, e i vescovi di queste diocesi persiane avevano nome greco. Cronografi più recenti, ovvero Mari ibn-Sulayman, Amr ben Matta e Saliba ben Iohanna, raccontano il modo in cui avvenne l'elezione di Demetriano a vescovo di Bendosabora, sebbene lo facciano in forma non attendibile.

Il culto e la memoria nei martirologi

Due calendari di Qennesre, precisamente i codici manoscritti del Museo Britannico contrassegnati come Add 17134 e Add 14504, menzionano un santo Demetrino o Demetriano vescovo. Il santo viene festeggiato insieme al re Onorio il venti o il ventuno del mese di novembre, secondo le tradizioni di quei calendari. Il Martirologio Geronimiano ricorda invece un san Demetrio di Antiochia alla data del dieci novembre. Il Martirologio Romano celebra il dieci novembre Demetrio vescovo di Antiochia, registrando in Persia il transito di san Demetriano, vescovo di Antiochia, mandato in esilio dal re Sabor I. Nello stesso Martirologio Romano viene associato a Demetrio il diacono Aniano, Eustosio e venti compagni; tuttavia, la critica evidenzia che la figura di Demetriano è stata in realtà sdoppiata in Demetrio e Aniano, che Eustosio è un personaggio sconosciuto e che i venti compagni non hanno alcun rapporto con Demetriano.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Demetriano di Antiochia?

San Demetriano è festeggiato il 10 novembre nel Martirologio Geronimiano e nel Martirologio Romano, mentre i calendari di Qennesre lo ricordano il 20 o il 21 novembre.

In Persia, transito di san Demetriano, vescovo di Antiochia, mandato in esilio dal re Sabor I. — Martirologio Romano