Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

20 agosto

San Filiberto di Jumieges

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza alla corte

San Filiberto nacque in Guascogna verso il 616. Suo padre si chiamava Filibaldo ed era conte. Il conte Filibaldo divenne in seguito vescovo di Aire. San Filiberto visse nell'isola di Noirmoutier, in Aquitania, e fu abate. San Filiberto fu educato alla corte del re Dagoberto. Il padre inviò Filiberto alla corte del re Dagoberto. Alla corte di Dagoberto ebbe per condiscepoli Vandregisilo e Audoeno. Vandregisilo divenne il futuro abate di Fontenelle. Audoeno divenne il futuro arcivescovo di Rouen. San Filiberto divenne monaco quando era ancora adolescente. Filiberto era dotato di un carattere assai risoluto. Il suo carattere fu sovente per lui fonte di urti e di difficoltà. Nel 636 entrò nel monastero di Rebais, presso Coulommiers, nella regione della Seine-et-Marne. Il monastero di Rebais era stato appena fondato dal suo amico Audoeno. Il monastero di Rebais era stato affidato a monaci originari di Luxeuil. Verso il 650, alla morte dell'abate Agilo, Filiberto fu designato a succedergli. Governò il suo monastero con rigore lasciando poca libertà ai monaci. Alcuni monaci si ribellarono a Filiberto e tentarono di espellerlo. I due sobillatori della rivolta morirono in condizioni tragiche. Gli altri monaci non poterono far altro che sottomettersi. Il biografo riferisce che Filiberto sentiva la necessità di meglio conoscere la tradizione monastica. La sua posizione a Rebais stava probabilmente diventando insostenibile. Intraprese la visita ai principali monasteri dell'Ile-de-France, di Borgogna e d'Italia. Visitò in particolare i monasteri di Luxeuil e Bobbio. Studiò le regole di san Basilio, san Macario, san Benedetto e san Colombano. Al termine del viaggio non rientrò a Rebais.

Le fondazioni e il conflitto politico

Si diresse verso Rouen, di cui il suo amico Audoeno era arcivescovo dal 641. Fondò sulla riva della Senna il monastero di Jumièges. San Filiberto fondò e diresse dapprima il cenobio di Jumièges. Il monastero fu fondato in una proprietà offertagli dal re Clodoveo II e dalla regina Batilde. Il monastero di Jumièges fu dedicato a san Pietro nel 654. L'abbazia si sviluppò rapidamente irradiando fervore spirituale e missionario. Verso l'anno 662 Filiberto fondò un monastero femminile a Pavilly. Il monastero di Pavilly fu fondato su un terreno dato dal signore Amalberto. Nel 676 Filiberto entrò in conflitto con il maestro di palazzo Ebroino. Ebroino era ricomparso sulla scena politica dopo un esilio a Luxeuil. Ebroino aveva fatto accecare il vescovo di Autun, san Leodegario. Filiberto rimproverò al tiranno quella che chiamava la sua apostasia. Filiberto si dichiarò pronto a subire il martirio. Ebroino preferì non affrontare direttamente Filiberto. Ebroino intervenne presso san Audoeno affinché mettesse l'abate in residenza sorvegliata. San Audoeno acconsentì a mettere l'abate di Jumièges in residenza sorvegliata. Fu ben presto liberato ma non poté rientrare a Jumièges. Si recò a Poitiers presso il vescovo Ansoaldo, che incoraggiò il suo apostolato. Cominciò col restaurare il monastero di Quincay, a nove chilometri da Poitiers. Ansoaldo gli concesse l'isola di Her o Herio sulle coste della Vandea. Il nome primitivo dell'isola, Hermoutier, fu trasformato più tardi in Noirmoutier. Ansoaldo forse non desiderava vederlo troppo vicino alla sua città episcopale. Alcuni monaci di Jumièges vennero a popolare la nuova badia. San Filiberto fondò e diresse successivamente il cenobio di Noirmoutier. La badia divenne un focolare apostolico e un centro economico. Filiberto insegnò agli abitanti della costa a preparare le saline.

Il ritorno, la morte e la traslazione delle reliquie

Dopo la morte di Ebroino nel 683 e di san Audoeno nel 684, Filiberto poté ritornare a Jumièges. I monaci, rimasti in maggioranza fedeli, lo accolsero trionfalmente. Il nuovo maestro di palazzo Varatone gli offrì una proprietà a Montivilliers, presso Le Havre, per stabilirvi delle monache. Filiberto passò solo qualche mese a Jumièges. Aveva fretta di rivedere la sua giovane abbazia di Noirmoutier. Passando per Quincay, nominò Acardo superiore del monastero e abate di Jumièges. Rientrato a Noirmoutier, vi morì in pace un 20 agosto. La morte avvenne forse nel 685 o in uno degli anni seguenti. Lasciò il ricordo di un abate energico, intraprendente ed esigente. La sua personalità possente si rivelò talvolta molto ingombrante. I suoi resti furono inumati a Noirmoutier. Nell'836 i monaci trasportarono il suo corpo nella proprietà di Déas per timore dei Normanni. Déas corrisponde oggi a Saint-Philibert-de-Grand-Lieu. Déas si trova a venticinque chilometri a sud-ovest di Nantes. A Déas i monaci costruirono una chiesa per metterlo al riparo, che esiste tuttora. I Normanni sbarcaronono dopo breve tempo sul continente. I monaci trasportarono il corpo nel monastero di Cunault nell'Anjou nell'858. Il corpo fu poi trasportato a Messay nel Poitou nell'862. Il corpo fu portato a Saint-Pourcain-sur-Sioule nell'Allier nell'872. Il corpo giunse infine a Tournus, nella regione della Saone-et-Loire, il 14 maggio 875. Queste peregrinazioni furono accompagnate da miracoli. I miracoli contribuirono a diffondere il nome e il culto di Filiberto dalla Normandia e dal Poitou fino alla Borgogna. Le chiese di Tournus, Charlieu e una chiesa di Digione sono intitolate a Filiberto. Tredici comuni di Francia portano il suo nome come Philbert o Philibert. La sua festa è celebrata il 20 agosto. La Vita di san Filiberto fu composta alla metà del secolo. Un monaco anonimo di Jumièges scrisse un testo nell'ottavo secolo. Il testo scritto dal monaco anonimo abbonda di prodigi ma appare abbastanza esatto nei dati storici. Nella metà del nono secolo un altro monaco di Jumièges, di nome Ermentario, scrisse un racconto intitolato Translationes et miracula.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Filiberto di Jumièges?

La sua festa si celebra il 20 agosto.

Nell’isola di Noirmoutier sempre in Aquitania, san Filiberto, abate, che, educato alla corte del re Dagoberto e divenuto monaco quando era ancora adolescente, fondò e resse dapprima il cenobio di Jumièges e poi quello di Noirmoutier. — Martirologio Romano