2 aprile
San Francesco da Paola
Eremita e fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'infanzia
La vita di Francesco fu uno stupore continuo sin dalla nascita. Francesco nacque il 27 marzo 1416. I genitori di Francesco erano già avanti negli anni alla sua nascita. Il padre di Francesco si chiamava Giacomo Alessio ed era detto Martolilla. La madre di Francesco si chiamava Vienna di Fuscaldo. I genitori avevano trascorso quindici anni di matrimonio senza avere figli. I genitori avevano atteso invano la nascita di un figlio durante i quindici anni di matrimonio. I genitori pregavano san Francesco, il Poverello di Assisi, affinché intercedesse per loro per avere un figlio. Il figlio arrivò inaspettatamente alla fine. I genitori giubilanti e riconoscenti chiamarono il figlio Francesco. Nacque a Paola, Cosenza, il 27 marzo 1416. Il santo di Assisi intervenne ancora nella vita del bimbo nato a Paola. Paola è una cittadina calabrese sul Mar Tirreno in provincia di Cosenza. Dopo appena un mese dalla nascita si scoprì che Francesco era affetto da un ascesso all'occhio sinistro. L'ascesso all'occhio sinistro si estese fino alla cornea. I medici disperavano di salvare l'occhio di Francesco. La madre fece un voto a san Francesco di tenere il figlio in un convento di Frati Minori per un intero anno. La madre fece voto di vestire il figlio con l'abito proprio dei Francescani. Il voto dell'abito è un'usanza ancora esistente nell'Italia Meridionale. Dopo qualche giorno l'ascesso scomparve completamente. Francesco fu allevato senza agi ma non gli mancò mai il necessario. Francesco imparò a leggere e scrivere verso i 13 anni. I genitori volendo esaudire il voto fatto a san Francesco portarono il ragazzo al convento dei Francescani di San Marco Argentano, a nord di Cosenza. In quell'anno l'adolescente rivelò subito doti eccezionali. Francesco stupiva i frati dormendo per terra, praticando continui digiuni e preghiera intensa. Si cominciava a raccontare di prodigi straordinari compiuti da Francesco. Durante la preghiera in chiesa, Francesco si era dimenticato di accendere il fuoco sotto la pentola dei legumi per il pranzo dei frati. Tutto confuso Francesco corse in cucina, dove con un segno di croce accese il fuoco di legna. Dopo pochi istanti i legumi furono subito cotti. Un'altra volta Francesco dimenticò di mettere le carbonelle accese nel turibolo dell'incenso. Alle rimostranze del sacrestano, Francesco andò a prendere le carbonelle senza un recipiente adatto. Francesco depose le carbonelle nel lembo della tonaca senza che la stoffa si bruciasse. Trascorso l'anno del voto, Francesco volle tornare a Paola fra il dispiacere dei frati. D'accordo con i genitori, intrapresero insieme un pellegrinaggio ad Assisi alla tomba di san Francesco. Francesco era convinto che quel viaggio gli avrebbe permesso d'individuare la strada da seguire nel futuro. Il gruppo fece tappe a Loreto, Montecassino, Monteluco e Roma. Nella Città eterna, camminando per una strada, Francesco incrociò una sfarzosa carrozza che trasportava un cardinale pomposamente vestito. Il giovanetto non esitò ad avvicinarsi e rimproverò il cardinale dello sfarzo ostentato. Il porporato stupito cercò di spiegare che lo sfarzo era necessario per conservare la stima e il prestigio della Chiesa agli occhi degli uomini. Nella tappa di Monteluco, Francesco poté conoscere gli eremiti che occupavano le celle sparse per la montagna. L'eremo di Monteluco era stato fondato nel 528 da sant'Isacco, un monaco siriano fuggito in Occidente. Francesco fu molto colpito dallo stile di vita degli eremiti.
Il ritiro eremitico e la nascita dell'Ordine
Tornato a Paola, appena tredicenne e in netta opposizione al dire del cardinale romano, Francesco si ritirò a vita eremitica. Il luogo del ritiro era un campo che apparteneva al padre, a quasi un chilometro dal paese. Il ritiro a vita eremitica avvenne nel 1429. Si riparò prima in una capanna di frasche. Successivamente si spostò in una grotta che egli stesso allargò scavando il tufo con una zappa. La grotta è oggi conservata all'interno del Santuario di Paola. In questo luogo visse altri cinque anni in penitenza e contemplazione. La fama del giovane eremita si sparse nella zona e tanti cominciarono a raggiungerlo per chiedere consigli e conforto. Lo spazio era poco per via del via vai di gente. Francesco si spostò di nuovo più a valle costruendo una cella su un terreno del padre. Dopo poco tempo alcuni giovani, dopo più visite, gli chiesero di poter vivere come lui nella preghiera e solitudine. Nel 1436, con una cappella e tre celle, si costituì il primo nucleo del futuro Ordine dei Minimi. La piccola Comunità si chiamò Eremiti di frate Francesco. Prima di accoglierli, Francesco chiese il permesso al suo vescovo di Cosenza, monsignor Bernardino Caracciolo. Il vescovo, avendo conosciuto il carisma del giovane eremita, acconsentì. Per qualche anno il gruppo visse alimentandosi con un cibo di tipo quaresimale composto da pane, legumi, erbe e qualche pesce. Il cibo era offerto come elemosina dai fedeli. Non erano ancora una vera comunità ma pregavano insieme nella cappella a determinate ore. Fu in seguito necessario allargare gli edifici. Nel 1452 Francesco cominciò a costruire la seconda chiesa e un piccolo convento intorno ad un chiostro. La seconda chiesa e il convento sono tuttora conservati nel complesso del Santuario. Durante i lavori di costruzione Francesco operò altri prodigi. Un grosso masso che stava rotolando sugli edifici venne fermato con un gesto del santo. Il masso fermato dal santo esiste ancora oggi sotto la strada del Santuario. Francesco entrò nella fornace per la calce a ripararne il tetto. Passò fra le fiamme della fornace rimanendo illeso. Fece sgorgare una fonte con un tocco del bastone per dissetare gli operai. La fonte creata da Francesco è chiamata oggi l'acqua della cucchiarella. I pellegrini usano attingere l'acqua della fonte con un cucchiaio. La fama di taumaturgo di Francesco si estendeva sempre più. Il papa Paolo II regnò dal 1464 al 1471. Nel 1470 il papa Paolo II inviò un prelato a Paola per verificare la fama del santo. Il prelato giunto a Paola fu accolto da Francesco. Francesco fece portare un braciere per scaldare l'ambiente all'arrivo del prelato. Il prelato rimproverò Francesco per l'eccessivo rigore professato insieme ai suoi seguaci. Francesco prese dal braciere i carboni accesi con le mani nude senza scottarsi. Il gesto dei carboni ardenti voleva significare che se con l'aiuto di Dio si poteva fare ciò, tanto più si poteva accettare il rigore di vita. La morte improvvisa del papa avvenuta nel 1471 impedì il riconoscimento pontificio della Comunità. La Comunità era stata intanto approvata dal vescovo di Cosenza Pirro Caracciolo. Il consenso pontificio arrivò tre anni più tardi. Il consenso pontificio fu opera del nuovo papa Sisto IV, che regnò dal 1471 al 1484. Secondo la tradizione, uno Spirito celeste, forse l'arcangelo Michele, apparve a Francesco mentre pregava. Lo Spirito celeste teneva fra le mani uno scudo luminoso con la scritta Charitas. Lo Spirito celeste porse lo scudo a Francesco dicendo che sarebbe stato lo stemma del suo Ordine.
I viaggi, i miracoli e i rapporti con i potenti
Francesco aveva una grossa corporatura. Francesco portava barba e capelli lunghi che non tagliava mai. La fama del monaco si diffondeva in tutto il Sud. Francesco fu costretto a muoversi da Paola per fondare altri conventi in varie località della Calabria. Gli fu chiesto di avviare una comunità anche a Milazzo in Sicilia. Francesco si accinse ad attraversare lo Stretto di Messina con due confratelli. Chiese a un pescatore di traghettarli all'altra sponda per amor di Dio. Il pescatore rifiutò il passaggio perché non potevano pagario. Francesco legò un bordo del mantello al bastone senza scomporsi. Salì sul mantello con i due frati. Attraversò lo Stretto con quella barca a vela improvvisata. Il miracolo fu confermato in seguito da testimoni oculari. Tra i testimoni oculari vi era il pescatore Pietro Colosa di Catona. Catona era un piccolo porto della costa calabra. Il pescatore Pietro Colosa si rammaricava e non si dava pace per il suo rifiuto. Francesco risanava gli infermi. Francesco aiutava i bisognosi. Francesco risuscitò suo nipote Nicola. Nicola era giovane e figlio di sua sorella Brigida. Anche suo padre Giacomo Alessio entrò a far parte degli eremiti. Giacomo Alessio era rimasto vedovo. Giacomo Alessio diventò discepolo di suo figlio fino alla morte. Francesco alzava spesso la voce contro i potenti in favore degli oppressi. Le prediche e le invettive di Francesco erano violente. Francesco fu ritenuto pericoloso e sovversivo dal re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, detto Ferrante. Il re Ferdinando I mandò i suoi soldati per fare zittire Francesco. I soldati non poterono fare niente perché il santo eremita si rendeva invisibile ai loro occhi. Il re alla fine si calmò. Il re diede disposizione che Francesco poteva aprire quanti conventi volesse. Il re invitò Francesco ad aprire un convento a Napoli. Un altro convento era stato già aperto nel 1480 a Castellammare di Stabia. A Napoli giunsero due fraticelli che si sistemarono in una cappella campestre. Nel 1846 fu costruita la grande e scenografica reale Basilica di San Francesco da Paola nella celebre Piazza del Plebiscito. Nel 1482 si approssimava una grande, imprevista e non desiderata svolta della vita di Francesco. Nel 1482 un mercante italiano era di passaggio a Plessis-les-Tours in Francia. In Francia risiedeva in quel periodo il re Luigi XI, gravemente ammalato, vissuto tra il 1423 e il 1482. Il mercante parlò del santo ad uno scudiero reale. Lo scudiero informò il sovrano francese. Il re inviò subito un suo maggiordomo in Calabria. Il maggiordomo fu inviato ad invitare il santo eremita affinché si recasse in Francia per aiutare il re. Francesco rifiutò l'invito in Francia. Il re di Napoli Ferrante appoggiava la richiesta del re di Francia. Il re francese si rivolse al papa Sisto IV. Il papa Sisto IV per motivi politici ed economici non voleva scontentare il sovrano francese. Il papa ordinò all'eremita di partire per la Francia. La partenza causò grande sgomento e dolore in Francesco. Francesco fu costretto a lasciare la sua terra e i suoi eremiti ad un'età avanzata. Francesco aveva 67 anni ed era malandato in salute. Nella sua tappa a Napoli, Francesco fu ricevuto con tutti gli onori da re Ferrante I. Re Ferrante I era incuriosito di conoscere quel frate che aveva osato opporsi a lui. Il sovrano assisté non visto ad una levitazione da terra di Francesco. Francesco era assorto in preghiera nella sua stanza durante la levitazione. Il sovrano cercò di conquistare l'amicizia di Francesco offrendogli un piatto di monete d'oro. Le monete d'oro offerte da Ferrante dovevano essere utilizzate per la costruzione di un convento a Napoli. Francesco prese una la spezzò e ne uscì del sangue. Rivolto al re disse che quello era il sangue dei suoi sudditi oppressi che gridava vendetta al cospetto di Dio. Predisse al re la fine della monarchia aragonese. La fine della monarchia aragonese avvenne puntualmente nei primi anni del 1500. Indossava sempre un consunto saio e portava in mano un rustico bastone. Fu ritratto di nascosto da un pittore incaricato dal re. Il ritratto originale è conservato nella Chiesa dell'Annunziata a Napoli. Una copia del ritratto è conservata nella Chiesa di San Francesco da Paola ai Monti a Roma. Il dipinto è ritenuto il più somigliante a Francesco quando aveva 67 anni. Passando per Roma andò a visitare il pontefice Sisto IV. Papa Sisto IV accolse Francesco cordialmente tra il 1471 e il 1484.
Gli ultimi anni in Francia e la morte
Nel maggio 1489 arrivò al castello di Plessis-du-Parc dove il re Luigi XI era ammalato. Durante il suo passaggio in terra francese liberò Bormes e Frejus da un'epidemia. A Corte fu accolto con grande rispetto. Ebbe numerosi colloqui con il re per farlo accettare l'ineluttabilità della condizione umana. Nonostante le insistenze del re per guarirlo, Francesco rimase coerente sulla sua posizione. Giunse alla fine a convincere il re ad accettare la morte imminente. La morte di Luigi XI avvenne nel 1482 dopo aver risolto le divergenze con la Chiesa. Dopo la morte di Luigi XI, il frate che viveva in una misera cella chiese di ritornare in Calabria. La reggente Anna di Beaujeu e il re Carlo VIII si opposero al suo ritorno. Carlo VIII regnò dal 1470 al 1498. La reggente e il re lo consideravano loro consigliere e direttore spirituale. Dovette accettare di vivere il resto della sua vita in Francia. In Francia promosse la diffusione del suo Ordine. Perfezionò la Regola dei suoi frati Minimi. La Regola dei Minimi fu approvata definitivamente nel 1496 da papa Alessandro VI. Fondò il Secondo Ordine e il Terzo Ordine riservato ai laici. Iniziò la devozione dei Tredici Venerdì consecutivi. Francesco morì il 2 aprile 1507. Morì a Plessis-les-Tours, vicino Tours, dove fu sepolto. Il giorno della sua morte era un Venerdì Santo. Aveva 91 anni e sei giorni alla morte. Morì a Plessis-les-Tours, in Francia, il 2 aprile 1507. Sei anni dopo la morte, papa Leone X lo proclamò beato nel 1513. Papa Leone X lo canonizzò nel 1519. La sua tomba diventò meta di pellegrinaggi. Nel 1562 la tomba fu profanata dagli Ugonotti che bruciarono il corpo. Della salma rimasero solo le ceneri e qualche pezzo d'osso. Le reliquie subirono oltraggi anche durante la Rivoluzione Francese. Nel 1803 fu ripristinato il culto. Dopo varie ripartizioni in chiese e conventi, le reliquie furono riunite. Dal 1935 e 1955 le reliquie si trovano nel Santuario di Paola. Dopo quasi cinque secoli il santo eremita ritornò nella sua Calabria. Subito dopo la canonizzazione furono erette basiliche reali in suo onore a Parigi, Torino, Palermo e Napoli. Il suo culto si diffuse rapidamente nell'Italia Meridionale. Vi è un afflusso continuo di pellegrini al suo Santuario. Il Santuario fu eretto fra i monti della costa calabra che sovrastano Paola. Il Santuario sorge sui primi angusti e suggestivi ambienti in cui visse. Nei luoghi di Paola si sviluppò il suo Ordine dei Minimi. San Francesco da Paola era un eremita. Fondò l'Ordine dei Minimi in Calabria. Prescrisse ai suoi discepoli di vivere di elemosine. I discepoli non dovevano possedere nulla di proprio né mai toccare denaro. I discepoli dovevano mangiare sempre soltanto cibi quaresimali. Fu chiamato in Francia dal re Luigi XI e gli fu vicino nel momento della morte. Morì a Plessy presso Tours, celebre per la sua austerità di vita.
La vita e la fondazione
Nato a Paola nel 1416, Francesco manifestò precocemente la sua vocazione a una vita di totale consacrazione. Nel 1429, ancora giovanissimo, scelse di ritirarsi nella solitudine di una grotta nella sua terra natale, dando inizio a un'esperienza eremitica segnata da digiuni, silenzio e contemplazione. Questo stile di vita austero attirò presto altri compagni desiderosi di condividere la stessa chiamata, portando nel 1436 alla fondazione del primo nucleo di quello che sarebbe divenuto l'Ordine dei Minimi.
La sua fama di santità e la sua sapienza spirituale varcarono presto i confini calabresi, conducendolo in diverse località tra cui San Marco Argentano, Roma, Milazzo e Napoli. Tra i prodigi che costellarono il suo cammino, rimane celebre l'attraversamento dello Stretto di Messina, compiuto navigando sulle acque sopra il proprio mantello. Negli ultimi anni della sua vita, su invito papale, Francesco si trasferì in Francia a Plessis-les-Tours per assistere spiritualmente il re Luigi XI. In questa terra straniera, dove continuò a testimoniare il Vangelo con mitezza, si spense nel 1507 alla veneranda età di novantun anni.
Il culto e il patronato
Il ricordo di San Francesco da Paola rimase così vivido nella coscienza dei fedeli e della Chiesa che la sua canonizzazione avvenne nel 1519, a pochi anni dalla morte, per opera di papa Leone X. La sua figura continua a essere un punto di riferimento spirituale per molti, legando indissolubilmente il suo nome alla sua terra d'origine e a quanti affrontano i pericoli delle acque.
Oggi egli è venerato come patrono della Calabria, di Paola e di Cosenza, ed è invocato con profonda devozione come protettore della gente di mare italiana, che in lui trova un porto sicuro e una guida paterna nelle tempeste della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Francesco da Paola?
La sua ricorrenza si celebra il 2 aprile.
Di cosa è patrono San Francesco da Paola?
È patrono della Calabria, di Paola, di Cosenza e della gente di mare italiana.
San Francesco da Paola, eremita: fondò l’Ordine dei Minimi in Calabria, prescrivendo ai suoi discepoli di vivere di elemosine, senza possedere nulla di proprio né mai toccare denaro, e di mangiare sempre soltanto cibi quaresimali; chiamato in Francia dal re Luigi XI, gli fu vicino nel momento della morte; morì a Plessy presso Tours, celebre per la sua austerità di vita. — Martirologio Romano