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27 febbraio

San Gabriele dell'Addolorata

Religioso

San Gabriele dell'Addolorata

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza ad Assisi

Il protagonista della nostra storia è un giovane studente di quasi diciotto anni, vissuto nel diciannovesimo secolo e battezzato con il nome di Francesco Possenti. Egli nacque ad Assisi, in provincia di Perugia, il primo marzo 1838, divenendo così concittadino di san Francesco e di santa Chiara. Il ragazzo apparteneva a una famiglia agiata e numerosa, curata e allevata con grande amore dai genitori Sante e Agnese. Il padre Sante era un personaggio importante, facoltoso, in carriera e stimato come alto funzionario dello Stato Pontificio. L'illustre genitore si prese molto a cura l'educazione civile e religiosa dei figli, preparandoli con saggezza alla vita nei suoi aspetti belli e dolorosi.

La serenità della fanciullezza fu tuttavia segnata da precoci distacchi. Francesco perse la madre alla tenera età di quattro anni a Spoleto, dove il padre si trovava per un nuovo incarico amministrativo. La madre morì all'età di trentotto anni, lasciando un vuoto profondo. Quando il piccolo invocava la madre, gli rispondevano indicando il cielo e dicendo che era lassù. Gli facevano lo stesso gesto e davano la stessa risposta quando gli parlavano della Madonna. Francesco crebbe così con il ricordo di queste due mamme veglianti su di lui dal cielo. Fin da piccolo recitava il Rosario in ginocchio accanto al padre, pensando alle sue due mamme in cielo, e queste esperienze generarono in lui una grande e tenera devozione per la Vergine Maria.

Il giovane possedeva una complessa e affascinante ricchezza interiore. Era dotato di buona intelligenza, di un carattere esuberante e aperto al fascino della vita. Si presentava come un bel ragazzo biondo, con capelli ben curati, figura delicata e snella e carnagione rosea. Teneva molto al proprio look, vestendo bene e in modo raffinato, e portava ogni vestito in maniera signorile e distinta. Era di buona compagnia, socievole, con una battuta pronta e intelligente. Aveva recitato in alcune accademie incantando tutti con la voce dolce, maliosa ed evocatrice, ed era ben consapevole del proprio dono vocale. Amava la natura e andare a caccia in allegra compagnia, non disdegnava letture romanzesche, teatro e danza, nutriva un grande debole per la musica e persino invidiava il fratello perché il padre gli aveva dato il permesso di fumare.

Il suo animo era fortemente emotivo e sentimentale, buono di cuore e facile a commuoversi di fronte alla miseria, sebbene a volte bastasse una minima scintilla per scatenare in lui reazioni di ribellione e d'ira. Nonostante i piaceri mondani, non si vergognava mai di andare in chiesa e di pregare, e per un certo periodo non era rimasto insensibile a un incipiente amore umano. Nella sua camera teneva una statua della Madonna Addolorata che sorreggeva sulle ginocchia Gesù morto, e contemplava a lungo quella rappresentazione sacra piangendo per i dolori della Madre davanti al Figlio.

I lutti e la chiamata della grazia

Prima di compiere la sua scelta definitiva, Francesco aveva già dovuto affrontare la perdita della madre e di due fratelli. Un dolore particolarmente acuto fu la morte della sorella maggiore Maria Luisa, avvenuta nel 1855 a causa del colera, che scosse profondamente il ragazzo. Questo lutto doloroso lo costrinse a pensare a un'esistenza diversa e lo determinò a prendere le distanze dalla vita di società per riflettere sulla vita religiosa. Un grave lutto familiare aveva già funzionato come un messaggio interiore per fargli riconsiderare la propria strada e il senso del tempo.

Il ventidue agosto 1856 si verificò anche qualcosa di straordinario, soprannaturale e diretto da parte della Madonna. A Spoleto si celebrava una grande processione per solennizzare l'ultimo giorno dell'ottava dell'Assunzione. Francesco era presente alla solenne cerimonia e attendeva il passaggio della sacra immagine inginocchiato tra la folla. La tradizione riferisce che la Madonna arriva durante la processione e sembra cercare qualcuno tra la folla, finché trova proprio Francesco e lo guarda intensamente. Dal cuore del giovane scaturisce un fuoco dolcissimo e inestinguibile appena viene toccato da quello sguardo materno. Ogni precedente affetto appare improvvisamente insipido rispetto alla forza d'amore da cui Francesco è posseduto. Il giovane ode distintamente una voce che lo chiama per nome e lo invita a lasciare il mondo per seguire la sua vocazione. L'episodio dello sguardo e della voce rappresenta la svolta radicale e la conversione autentica alla santità.

Il confessore espresse parere favorevole all'ingresso di Francesco in noviziato, mentre il padre espresse un forte parere contrario, poiché lo desiderava come collaboratore nel proprio lavoro amministrativo. Superate le resistenze familiari, il giovane decise di compiere il passo decisivo. Entrò nel noviziato dei Passionisti presso Loreto e fece un taglio netto con interessi, abitudini, amicizie e progetti precedenti. Scegliendo di indossare l'abito religioso, prese il nome di Gabriele di Maria Addolorata. La devozione alle sofferenze della Madre di Gesù spiegò perfettamente la scelta del nome Gabriele dell'Addolorata quando divenne religioso nel 1856 alla sola età di diciotto anni. Subito dopo la scelta, Gabriele scrisse al padre di essere pieno di contentezza per la via intrapresa e di non voler barattare un quarto d'ora davanti a Maria con un anno di divertimenti mondani.

Il cammino di perfezione e il transito

Il giovane diciottenne si adattò con entusiasmo alla rigida regola della Congregazione dei Passionisti. Gabriele inaugurò una vita di austera penitenza e mortificazione, seguendo con grande attenzione la formazione spirituale incentrata in modo particolare sulla meditazione della passione di Cristo. Nel 1859 Gabriele e i suoi compagni si trasferirono a Isola del Gran Sasso in Abruzzo per continuare gli studi in vista del sacerdozio. Nel nuovo convento, Gabriele intensificò ulteriormente le pratiche di mortificazione e di autorinuncia a beneficio dei poveri e dei confratelli. Approfondì inoltre la propria spiritualità mariana aggiungendo un voto personale di diffondere la devozione all'Addolorata in ogni luogo possibile.

La salute di Gabriele, tuttavia, cominciò presto a deteriorarsi a causa della costituzione fisica fragile, della vita assai rigida e delle privazioni volontarie che si imponeva. La tubercolosi polmonare condusse infine Gabriele alla morte nel 1862 all'età di ventiquattro anni, precisamente il ventisette febbraio 1862 a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo. Prima di chiudere gli occhi alla terra, il giovane chiese al proprio confessore di distruggere il diario delle grazie ricevute dalla Madonna per un profondo timore della vanagloria. Il confessore obbedì a quella richiesta intrisa di santa umiltà e distrusse il prezioso manoscritto.

Il culto e la gloria degli altari

La Congregazione dei Passionisti e la Chiesa Cattolica decisero di accelerare il processo di canonizzazione per offrire un modello giovanile di santità luminoso alle nuove generazioni. La devozione spontanea e profonda dei fedeli conterranei spinse fortemente il riconoscimento ufficiale della sua santità. Gabriele venne dichiarato santo il tredici maggio 1920 da Papa Benedetto XV. Successivamente, nel 1926, Papa Pio XI dichiarò Gabriele Patrono della Gioventù Cattolica italiana. Il martirologio ricorda san Gabriele dell'Addolorata, nato Francesco Possenti, come accolito che ha rigettato ogni vanità mondana ed è entrato adolescente nella Congregazione della Passione.

Oggi il ricordo del santo morto a ventiquattro anni è molto vivo specialmente in Abruzzo. Il Santuario di Isola del Gran Sasso è meta costante di pellegrinaggio di centinaia di migliaia di giovani ogni anno. Le nuove generazioni vedono in Gabriele un aiuto valido e moderno per la loro crescita umana e spirituale, trovando in lui un amico fraterno che ha saputo scommettere tutta la vita sull'amore infinito di Dio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gabriele dell'Addolorata?

La memoria liturgica di san Gabriele dell'Addolorata si celebra il 27 febbraio di ogni anno.

Di cosa è patrono San Gabriele dell'Addolorata?

San Gabriele dell'Addolorata è il patrono della Gioventù Cattolica italiana.

A Isola del Gran Sasso in Abruzzo, san Gabriele dell’Addolorata (Francesco) Possenti, accolito, che, rigettata ogni vanità mondana, entrò adolescente nella Congregazione della Passione, dove concluse la sua breve esistenza. — Martirologio Romano