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11 ottobre

San Gaudenzio (Razdim)

Arcivescovo di Gnesna

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il cammino monastico

Il nome boemiano del santo è Radim o Radzim, mentre il nome latino del santo è Gaudentius. Nacque tra il 960 e il 970 ed era figlio di Slavnik, signore di Libice in Boemia, mentre il nome della madre non è noto. Egli era fratello di sant'Adalberto martire, vescovo di Praga. Fu forse alunno delle scuole di Magdeburgo. Nel novecento ottantotto si recò a Roma insieme ad Adalberto con l'idea di compiere un pellegrinaggio in Terra Santa. Entrò tra i Benedettini nel monastero dei santi Alessio e Bonifacio sull'Aventino. Nel monastero fu probabilmente ordinato sacerdote. Nel novecentonovantasei accompagnò Adalberto a Praga e lo seguì anche in Polonia alla corte di Boleslao primo. Prese parte alla missione di Adalberto tra i Pruteni sul litorale del Baltico e fu testimone del martirio di Adalberto avvenuto il ventitré aprile del novecentonovantasette. Portò a Boleslao la notizia del martirio di Adalberto. Nel frattempo avvenne la strage della famiglia di Slavnik in Boemia. Gaudenzio rimase forse per un certo tempo alla corte di Polonia come il fratello Sobiedor. Tra il novecentonovantasette e il novecentonovantanove fu di nuovo a Roma. A Roma collaborò probabilmente con Silvestro secondo alla redazione della Vita Maior di sant'Adalberto. Il due dicembre del novecentonovantanove firmò il diploma di Ottone terzo per la badia di Farfa con la qualifica di arcivescovo di sant'Adalberto.

L'episcopato a Gnesna e il ministero

Le cronache polacche registrano la sua consacrazione nel novecentonovantanove. Nella primavera dell'anno mille assunse l'archidiocesi di Gnesna alla presenza di Boleslao primo, Ottone terzo e altri principi. Erano suffraganee di Gnesna le diocesi di Kolobrzeg, Vratislavia e Cracovia. La diocesi di Posnania, retta dal vescovo Unger, non fu sottoposta a Gnesna che in un momento successivo. La Cronaca di Gallus Anonimus riferisce di una scomunica lanciata da Gaudenzio in Polonia, senza specificare il destinatario o la causa. La Cronaca collega la scomunica con i disordini verificatisi dopo la morte di Mieszko secondo nel mille trentaquattro e durante il regno di Boleslao l'obliato fino al mille trentotto. Recenti ricerche indicano come causa dei disordini le liti tra i fedeli di rito latino e quelli di rito romano-slavico. Si ipotizza che Gaudenzio sia intervenuto in questa lite già presente ai suoi tempi. Essendo Gaudenzio di rito latino, così come sant'Adalberto che forse si era opposto a quello romano-slavico, si ipotizza che la scomunica fosse legata alle controversie tra riti per favorire la parte latina.

Il transito e la memoria

La data della sua morte è il quattordici ottobre. L'anno della morte non è sicuro, ma certamente non fu precedente al mille undici e forse fu molto più tardi. Fu sepolto nella cattedrale di Gnesna, dove fu venerato pur senza un processo formale di beatificazione. Il suo corpo fu probabilmente trasferito a Praga nel mille trentotto. Il Martirologio lo ricorda a Gniezno in Polonia come vescovo, fratello per carne e spirito e fedele compagno di sant'Adalberto, assistente al suo martirio e a sua volta gettato in carcere.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gaudenzio di Gnesna?

La memoria liturgica del santo si celebra l'undici ottobre, mentre la data della sua morte è tradizionalmente ricordata il quattordici ottobre.

A Gniezno in Polonia, san Gaudenzio o Radzim, vescovo, che, fratello secondo la carne e secondo lo spirito, nonché fedele compagno di sant’Adalberto vescovo di Praga, assistette al suo martirio e fu poi gettato egli stesso in carcere. — Martirologio Romano