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31 luglio

San Germano d’Auxerre

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la chiamata all'episcopato

San Germano nacque ad Auxerre, in Francia, intorno al 378, da una famiglia di grandi proprietari terrieri, forse di rango senatoriale, composta da Rustico e Germanilla. La sua formazione culturale iniziò con lo studio delle arti liberali, divise in arti del trivio o letterarie e arti del quadrivio o scientifiche. Dapprima studiò le arti del trivio e poi andò a Roma per acquisire il dottorato in Diritto ed esercitare la professione di avvocato, seguendo una traiettoria comune a molti santi dell'antichità e dell'Alto Medioevo che provenivano dalle file dei laureati in Diritto e dalla professione di avvocato. Rientrato in Gallia, Germano divenne in seguito governatore della Provincia Lionese Quarta, alla quale apparteneva Auxerre. Il primo maggio 418 morì il vescovo di Auxerre, sant'Amatore. Il clero, la nobiltà e il popolo scelsero Germano come loro vescovo, nonostante fosse sposato. All'epoca di Germano le leggi sul celibato ecclesiastico e sulla nomina dei vescovi da parte del papa non erano ancora in vigore. Germano si mostrò degno della scelta operata dai fedeli e dal clero. Distribuì i suoi beni ai poveri, adottò uno stile di vita umile e mortificato e si comportò con la sua sposa come fosse una sorella. Ancora vivo, a Germano venivano attribuiti numerosi miracoli, segno di una grazia straordinaria che accompagnava il suo ministero.

Le opere pastorali e la difesa della fede

La sua opera di vescovo fu importante per aver ammaestrato chierici e monaci, e sviluppò la vita monastica in Gallia con grande fervore. Fondò un monastero maschile sulla riva destra del fiume Yonne dedicato ai santi Cosma e Damiano. Eresse una basilica dedicata a sant'Albano, martire inglese, e una basilica più piccola destinata alla propria sepoltura, dedicata a san Maurizio e compagni martiri, in seguito chiamata di san Germano. San Germano fu vescovo di Auxerre e difese per due volte la fede dei Britanni dall'eresia pelagiana. Fu impegnato in iniziative pastorali in Inghilterra, delegato dal papa san Celestino I nel 429-430 contro l'eresia pelagiana, ottenendo un netto successo. Il pelagianesimo fu un movimento ereticale iniziato da Pelagio, monaco britannico vissuto tra il 360 e il 422, che negava la necessità della Grazia divina. Durante la Pasqua del 430 contribuì alla vittoria dei Brettoni sui Pitti e i Sassoni, facendo gridare loro un fragoroso Alleluia che spaventò gli avversari. Ritornò in Gran Bretagna una seconda volta nel 445. Certi studiosi affermano che Germano portò in Gran Bretagna il testo delle Epistole di san Paolo riprodotto dal Libro di Armagh. San Patrizio, apostolo dell'Irlanda, visse ad Auxerre al tempo del vescovo sant'Amatore e fu discepolo di san Germano. Inoltre, suscitò e incoraggiò tra i Brettoni la vocazione religiosa della giovane santa Genoveffa, patrona di Parigi.

La missione di pace e il transito a Ravenna

San Germano giunse a Ravenna per propiziare la pace nella Bretagna francese. Nel 448 si recò alla corte imperiale di Ravenna per perorare la causa dell'Armorica in conflitto con Ezio, vicario imperiale della Gallia che minacciava di farla invadere dagli Alani. Gli Alani erano una popolazione caucasica penetrata nell'Europa centrale al seguito degli Unni, contribuendo alla caduta dell'impero romano. Germano fece da mediatore verso il capo degli Alani nella regione di Orléans, convincendolo a trattare e salvando l'Armorica. Prese posizione contro l'eccessivo peso delle imposte pagate dai suoi diocesani. A Ravenna san Germano fu accolto con onore dagli augusti Valentiniano e Galla Placidia. Da Ravenna san Germano salì al regno dei cieli, poiché morì a Ravenna il 31 luglio 448 durante questa missione. Il transito di san Germano è ricordato nel Martirologio a Ravenna. La sua morte fu accompagnata dal compianto generale, in particolare dell'imperatrice madre Galla Placidia e dei vescovi presenti, tra cui san Pier Crisologo, vescovo di Ravenna.

Il ritorno delle spoglie e il culto

Il suo corpo fu imbalsamato, deposto in una cassa di cipresso e riportato ad Auxerre per suo desiderio. Il trasporto fu organizzato dalla corte imperiale per mezzo di squadre di soldati. La tradizione riferisce che, quando il corteo funebre arrivò a Vercelli ed entrò nella cattedrale, le candele spente si accesero da sole contemporaneamente illuminando il tempio. La bara fu venerata al suo passaggio dalle popolazioni locali nonostante le difficoltà del viaggio. Il corteo entrò ad Auxerre il 22 settembre 448. Dopo otto giorni di esposizione solenne nella cattedrale, la salma fu inumata il 1° ottobre nella basilica da lui fatta costruire. Accanto a lui riposano altri cinque vescovi di Auxerre, tra cui san Gregorio. Il culto fu immediato ad Auxerre, dove fu il primo santo locale, e in tutta la Gallia, soprattutto presso i re franchi. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggio, e alla sua intercessione si rivolsero re e regine di Francia nei secoli successivi. Parte delle reliquie furono distrutte nel 1567 durante il sacco di Auxerre operato dagli Ugonotti. Più di centoventi Comuni francesi portano il nome di Saint-Germain, sebbene non tutti i Comuni chiamati Saint-Germain sono riconducibili a san Germano di Auxerre, poiché esistono altri santi francesi che portano il medesimo nome di Germano.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Germano d’Auxerre?

La festa di san Germano d’Auxerre fu fissata al 31 luglio, giorno in cui si ricorda il suo transito a Ravenna nel 448.

A Ravenna, transito di san Germano, vescovo di Auxerre, che difese per due volte la fede dei Britanni dall’eresia pelagiana e, giunto a Ravenna per propiziare la pace nella Bretagna francese, fu accolto con onore dagli augusti Valentiniano e Galla Placidia, salendo poi da qui al regno dei cieli. — Martirologio Romano