25 luglio
San Giacomo il Maggiore
Apostolo
Aggiornato il 15 settembre 2026
La chiamata e il temperamento
San Giacomo nacque a Betsaida, una operosa località situata sulle rive del lago di Tiberiade. Egli era figlio di Zebedeo e di Salome, e fratello dell'evangelista san Giovanni. Chiamato da Gesù insieme al fratello tra i primi discepoli, Giacomo si mostrò immediatamente pronto a lasciare le reti e a seguirlo con dedizione assoluta. Nei Vangeli, Giacomo viene costantemente inserito tra i primi tre apostoli, segno del legame profondo e privilegiato che lo univa al Maestro.
Giacomo e suo fratello Giovanni si distinguevano per un carattere estremamente pronto e impetuoso. A causa di questo loro temperamento ardente, Gesù stesso li soprannominò Boànerghes, un termine che significa figli del tuono. Questa foga si manifestò chiaramente quando Giacomo chiese con zelo intempestivo di far scendere il fuoco dal cielo sui Samaritani che si erano rifiutati di accogliere Gesù, ricevendo per questo un severo rimprovero dal Maestro. Inoltre, spinto da un'ambizione non ancora purificata dallo Spirito, Giacomo mirò ai primi posti nel regno di Gesù, dichiarandosi pronto a tutto pur di ottenerli. Questa richiesta suscitò la reazione sdegnata degli altri apostoli e offrì a Gesù l'occasione per richiamare tutti a un primato basato esclusivamente sul servizio e sul martirio.
Testimone dei misteri divini
Giacomo è annoverato tra i discepoli prediletti di Gesù, insieme a suo fratello Giovanni, a san Pietro e a sant'Andrea. In virtù di questa intima vicinanza, egli fu ammesso ad assistere ad alcuni dei momenti più straordinari del ministero del Salvatore. Insieme a Pietro e Giovanni, Giacomo fu testimone oculare della gloriosa Trasfigurazione di Gesù Cristo sul Monte Tabor, dove contemplò la luce divina del Maestro.
Egli assistette inoltre alla risurrezione della figlia di Giairo e alla guarigione prodigiosa della suocera di Pietro. Insieme ad altri tre apostoli, Giacomo interrogò Gesù in disparte sui segni dei tempi che avrebbero preceduto la fine del mondo. Infine, lo stesso gruppo ristretto, composto da Pietro, Giacomo e Giovanni, fu chiamato da Gesù a vegliare e pregare nel Getsemani alla vigilia della Passione, rendendoli testimoni intimi dell'agonia di Gesù Cristo.
La missione in Spagna
Una antica tradizione, che risale almeno al magistero di Isidoro di Siviglia, racconta che Giacomo si recò in Spagna per diffondere il Vangelo di salvezza. All'epoca in cui visse l'apostolo, esisteva un intenso e consolidato commercio di minerali, tra cui stagno, oro, ferro e rame, che univa la Galizia alle coste della Palestina. Le navi commerciali che facevano ritorno in Galizia trasportavano oggetti ornamentali, lastre di marmo, spezie e altri prodotti acquistati ad Alessandria d'Egitto e in altri porti orientali.
Si ritiene che Giacomo abbia viaggiato dalla Palestina alla Spagna proprio su una di queste navi commerciali, sbarcando sulle coste dell'Andalusia per iniziare la sua predicazione. Egli proseguì la sua missione evangelizzatrice toccando le città di Coimbra e di Braga. Secondo la tradizione, l'apostolo passò anche attraverso Iria Flavia, nel Finis Terrae ispanico, per continuare ad annunciare la Parola. Il Breviario degli Apostoli, risalente alla fine del VI secolo, attribuisce per la prima volta in modo esplicito a Giacomo l'evangelizzazione della Hispania e delle regioni occidentali, sottolineando il suo ruolo come strumento straordinario per la diffusione della tradizione apostolica e menzionando la sua sepoltura in Arca Marmorica. Nella seconda metà del VII secolo, anche il monaco inglese Beda il Venerabile citò l'evangelizzazione di Giacomo nella sua opera, indicando con esattezza il luogo della Galizia in cui si troverebbe il corpo dell'apostolo.
Il ritorno e l'apparizione a Saragozza
Il viaggio di ritorno di Giacomo in Terra Santa si svolse lungo la via romana di Lugo, attraversando l'intera penisola iberica e passando per Astorga e Saragozza. Proprio a Saragozza, mentre si trovava in un momento di profondo sconforto per le difficoltà della missione, Giacomo ricevette il conforto della Vergine Maria che gli apparve miracolosamente. La tradizione riferisce che l'apparizione della Vergine avvenne il 2 gennaio dell'anno 40 sulle rive del fiume Ebro, sopra una colonna romana di quarzo.
Durante questa apparizione, la Vergine chiese a Giacomo di costruire una chiesa in quel luogo preciso. Questo evento prodigioso spiega la successiva fondazione della Chiesa di Nuestra Señora del Pilar a Saragozza, che oggi è una celebre basilica e un importante santuario mariano. Da Saragozza, seguendo il corso dell'Ebro, Giacomo si diresse probabilmente verso Valencia per poi imbarcarsi in un porto della provincia di Murcia o in Andalusia, facendo infine ritorno in Palestina in un periodo compreso tra il 42 e il 44 dopo Cristo.
La guida della Chiesa e il martirio
Tornato in Palestina, Giacomo divenne una delle colonne portanti della Chiesa Primitiva di Gerusalemme insieme al gruppo dei Dodici, ricoprendo un ruolo di grandissima importanza all'interno della comunità cristiana della Città Santa. In quel periodo, in un clima di forte inquietudine religiosa volto a sradicare il cristianesimo nascente, alle autorità degli apostoli fu proibito severamente di predicare. Giacomo, tuttavia, ignorò il divieto e continuò ad annunciare il Vangelo a tutto il popolo, entrando nelle sinagoghe e discutendo con vigore la parola dei profeti. La sua grande capacità comunicativa, la dialettica stringente e la sua personalità attraente lo resero uno degli apostoli più seguiti.
Per arginare la sua influenza, placare le proteste delle autorità religiose, compiacere i giudei e colpire duramente la comunità cristiana, il re della Giudea Erode Agrippa I decise di condannare a morte per decapitazione Giacomo il Maggiore, scelto in quanto figura altamente rappresentativa. La condanna a morte fu eseguita nei giorni vicini alla festa di Pasqua. Giacomo fu così il primo apostolo a subire il martirio, evento che la storia colloca nell'anno 42 dopo Cristo, a Gerusalemme, e che costituisce l'ultima informazione sul santo contenuta nel Nuovo Testamento.
La tradizione riferisce che lo scriba Josias ricevette l'incarico di condurre Giacomo al luogo del supplizio. Durante il tragitto, Josias assistette al miracolo della guarigione di un paralitico che aveva invocato con fede l'apostolo. Colpito da tale prodigio, lo scriba si pentì sinceramente, si converto al cristianesimo e chiese il perdono dell'apostolo. Giacomo, come ultima grazia, chiese un recipiente d'acqua e battezzò Josias; entrambi vennero decapitati in quel medesimo giorno, che alcune fonti tradizionali differiscono all'anno 44.
La traslazione del corpo e la regina Lupa
La tradizione popolare colloca inizialmente la presenza del corpo di San Giacomo sulle cime vicine alla valle di Padrón, un'area in cui era storicamente attivo il culto delle acque. Nel XVI secolo, l'erudito Ambrosio de Morales descrisse nel suo libro Viaggio Santo una chiesa situata a metà costa sulla montagna, dove si diceva che l'apostolo fosse solito pregare e celebrare la santa messa. Sotto l'altare maggiore di questo edificio sgorga una sorgente d'acqua fredda e delicata che si estende all'esterno; questo antico luogo di culto esiste tuttora ed è chiamato affettuosamente O Santiaguiño do Monte.
Un autore dei sermoni del celebre Codice Calixtino scrive che la terra di Galizia invia al cielo stellato Giacomo, figlio di Zebedeo, venerato dalle genti. La leggenda narra che due discepoli di San Giacomo, Attanasio e Teodoro, prelevarono il corpo e la testa del santo per trasportarli via nave da Gerusalemme alla Galizia. La miracolosa navigazione durò sette giorni fino all'approdo a Iria Flavia, nei pressi dell'odierna Padrón. Nel racconto leggendario compare la figura di Lupa, una ricca e influente nobildonna pagana che risiedeva nel castello Lupario, vicino all'attuale Santiago. I discepoli chiesero a Lupa il permesso di seppellire il corpo del loro maestro nel suo feudo, ma la donna li indirizzò al governatore romano Filotro, residente a Dugium nei pressi di Finisterra, affinché decidesse.
Il governatore Filotro rifiutò la richiesta e ordinò l'incarcerazione dei discepoli. La tradizione narra che un angelo del Signore li liberò miracolosamente e, durante la loro fuga, il ponte di Ons sul fiume Tambre crollò subito dopo il loro passaggio, impedendo l'inseguimento dei soldati romani. La regina Lupa, davanti a questi eventi, finse un cambio di atteggiamento e condusse i discepoli al Monte Iliciano, oggi chiamato Pico Sacro, offrendo loro un carro e dei buoi selvatici che vivevano allo stato brado per trasportare le spoglie dell'apostolo. Con grande stupore della regina, i buoi selvatici si lasciarono mettere il giogo docilmente; davanti a questo prodigio, la regina Lupa decise di convertirsi al cristianesimo abbandonando il paganesimo.
La leggenda vuole che i buoi si incamminarono da soli senza alcuna guida e, fermatisi per la sete, scavarono il terreno con gli zoccoli facendo sgorgare una sorgente, identificata oggi con la sorgente del Franco, vicino al Collegio Fonseca, dove fu poi edificata una piccola cappella. I buoi ripresero il cammino e si fermarono definitivamente in un terreno di proprietà di Lupa, che la donna donò generosamente per la costruzione del monumento funebre. Su quel luogo sorse nei secoli successivi la maestosa cattedrale di Santiago, cuore pulsante della città.
Il culto e i pellegrinaggi
Nel IX secolo, durante l'occupazione araba della Spagna, i cristiani spagnoli svilupparono un culto intenso per San Giacomo, considerandolo un difensore degli oppressi e un guerriero invincibile. Questa figura del San Giacomo guerriero medievale si discosta da quella evangelica e talvolta viene confusa con l'altro apostolo, Giacomo di Alfeo, ma la fede nella sua protezione sostenne i cristiani spagnoli durante le difficili prove dell'occupazione. Nel X secolo, questa forte devozione si diffuse nel resto dell'Europa cristiana, dando inizio ai celebri pellegrinaggi verso Compostela. I pellegrini europei erano attratti non tanto dalle antiche e non verificabili tradizioni spagnole sul santo, quanto dalla viva realtà di fede e speranza che quel luogo simboleggiava.
In epoca moderna, papa Giovanni Paolo II si recò in pellegrinaggio a Santiago de Compostela nel 1989, e successivamente papa Benedetto XVI ha compiuto il medesimo pellegrinaggio il 6 novembre 2010. Entrambi i pontefici hanno visitato la città in occasione dell'Anno Santo Compostellano, che viene indetto solennemente ogni volta che la festa del santo, il 25 luglio, cade di domenica.
La chiamata e la testimonianza
La vita di san Giacomo subisce una svolta decisiva sulle rive del lago di Galilea, nella nativa Betsaida, quando la voce di Gesù lo chiama a diventare pescatore di uomini. Insieme al fratello Giovanni, egli accoglie l'invito con prontezza, entrando a far parte del ristretto gruppo dei discepoli più vicini al Salvatore. Questa familiarità unica gli permette di assistere a eventi straordinari, sospesi tra la gloria divina e il mistero del dolore umano.
Giacomo è infatti presente sul Monte Tabor, dove contempla il volto trasfigurato di Cristo nella luce celeste, e poco tempo dopo viene chiamato a vigilare nell'orto del Getsemani, condividendo l'intima agonia del Maestro prima della passione. Dopo la risurrezione, la tradizione lo vede annunciatore del Vangelo fino in Spagna, prima di fare ritorno in Giudea. Il suo percorso terreno si compie a Gerusalemme nell'anno 44, quando viene condannato a morte e decapitato sotto il regno di Erode Agrippa I, divenendo il primo apostolo a subire il martirio.
Il cammino e la memoria
La memoria di san Giacomo è legata in modo indissolubile a Santiago de Compostela, il luogo che ne custodisce le reliquie e che è divenuto nei secoli meta di uno dei pellegrinaggi più significativi della cristianità. La sua tomba attira milioni di credenti che, attraversando sentieri impervi, cercano nel silenzio del cammino un rinnovamento interiore e una fede più profonda.
La devozione per l'apostolo si esprime anche attraverso solenni celebrazioni liturgiche. Ogni volta che la sua festa, fissata al 25 luglio, coincide con la domenica, la Chiesa indice l'Anno Santo Compostellano, un tempo speciale di grazia, riconciliazione e indulgenza per tutti i fedeli che si accostano ai santi misteri.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giacomo il Maggiore?
La festa liturgica di San Giacomo il Maggiore si celebra il 25 luglio di ogni anno.
Di cosa è patrono San Giacomo il Maggiore?
San Giacomo è patrono di Spagna, Portogallo, Guatemala, delle città di Pisa, Pesaro, Pistoia e Compostela, nonché di pellegrini, viandanti, questuanti, farmacisti, droghieri, cappellai e calzettai.
Festa di san Giacomo, Apostolo, che, figlio di Zebedeo e fratello di san Giovanni evangelista, fu insieme a Pietro e Giovanni testimone della trasfigurazione del Signore e della sua agonia. Decapitato da Erode Agrippa in prossimità della festa di Pasqua, ricevette, primo tra gli Apostoli, la corona del martirio. — Martirologio Romano