18 agosto
San Giovanni di Rila
Anacoreta
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la scelta della solitudine
San Giovanni di Rila, anacoreta del Monte Rila meglio noto come Ivan Rilski, è il santo più amato dal popolo bulgaro. La tradizione riferisce che il santo nacque a Skrino, in Bulgaria, intorno all'anno 876, inserito nel contesto di una famiglia cristiana molto ricca. Rimasto orfano in giovane età, compì il deciso passo di distribuire tutti i beni ereditati ai poveri e ai malati con il preciso intento di divenire monaco. Abbandonò il paese natio indossando soltanto una veste di pelle, segno esteriore di un totale distacco dalle comodità terrene. Si stabilì dapprima su una montagna alta e deserta, vivendo umilmente in una capanna di ramoscelli e nutrendosi esclusivamente di piante selvatiche. Dopo qualche tempo, fu cacciato da alcuni briganti che lo costrinsero a cercare un nuovo rifugio. Trovò allora una grotta profonda, in cui abitò per altri dodici anni tra preghiere e penitenze. In seguito, si trasferì dalla grotta nel deserto di Rila, trovando dimora in una tana scavata in un albero. In questo luogo solitario pregava continuamente, si nutriva di erba e non incontrava altre persone, conducendo una vita eremitica che si è svolta nella compunzione e nel pentimento, caratterizzata dall'ascolto ininterrotto della Parola e dalla preghiera incessante. La sua esistenza solitaria mutò quando alcuni pecorai scoprirono il suo nascondiglio, spargendo la voce tra gli abitanti della regione. La sua fama crebbe rapidamente e molta gente volle andarlo a trovare per ricevere conforto spirituale. Per sfuggire a questi visitatori e preservare il suo raccoglimento, l'eremita abbandonò la quercia e si trasferì su una rupe alta e inaccessibile. Trascorsero così sette anni sotto il cielo aperto, esposto alle intemperie e pregando incessantemente. La fama della sua santità e del suo rigore colpì lo zar bulgaro San Pietro, il quale volle incontrarlo personalmente, ma il santo rifiutò l'incontro per mantenere la sua umile condizione di reclusione.
Il testamento spirituale e il ritorno a Dio
La straordinaria testimonianza di San Giovanni di Rila non si esaurì nella solitudine dei monti, poiché il luogo del suo eremitaggio attrasse numerosi discepoli che decisero di seguirlo, dando così vita al celebre Monastero di Rila. Questo complesso monastico fu originariamente dedicato alla Vergine Ossenovitza, che significa Protettrice. Avendo i discepoli il pio desiderio di ricevere una sua ultima parola, Giovanni scrisse un testamento per amore loro. Il testamento di Giovanni costituisce un insegnamento straordinario sulla ricerca e sull'esperienza di Dio, ed è rivolto a quanti desiderano condurre un'autentica vita cristiana e monastica. Attraverso questa eredità spirituale, Giovanni è diventato un teologo, secondo quanto dice san Nilo. San Nilo definisce teologo un uomo dotato di una sapienza non di questo mondo ma proveniente dallo Spirito Santo. Dopo una vita interamente donata al Signore, Giovanni rese l'anima a Dio il diciotto agosto 946 a Rila, in Bulgaria.
Le vicende delle reliquie e la storia del monastero
La fama del santo crebbe ulteriormente anche dopo la morte e si diffuse ampiamente nelle nazioni vicine. Il corpo fu inizialmente traslato con tutti gli onori a Sredez, l'odierna Sofia, e collocato con devozione nella chiesa di San Luca. Nel corso della storia e delle turbolenze politiche, precisamente nel 1183, le spoglie furono portate ad Estergom dal re ungherese Bela III. Successivamente le spoglie furono restituite in un prezioso feretro d'oro e conservate nuovamente a Sofia. Nel 1238, durante il regno di Ivan Asen II e del patriarca Vasilij, le reliquie furono solennemente portate nell'allora capitale Tirnovo. Infine, nel 1469, ritornarono al Monastero di Rila, il quale era stato nel frattempo ricostruito dopo la distruzione operata da bande di briganti. Nel corso del ventesimo secolo, precisamente nel 1961, il monastero fu confiscato dal regime comunista e trasformato in Museo nazionale. Tuttavia, la forte pressione popolare costrinse le autorità a richiamare i monaci nella loro sede originaria. Il Monastero mariano di Rila rappresenta tuttora il cuore del cristianesimo bulgaro e della cultura nazionale. L'edificio sorge in una regione montuosa a 1147 metri di altitudine, vicino alla strada tra Sofia e Salonicco. Il monastero è circondato da mura imponenti come una fortezza, possiede una chiesa a tre navate decorata all'esterno con dipinti biblici e custodisce all'interno affreschi raffiguranti scene bibliche, ritratti di santi, donatori e leggende apocrife sulla Madonna. Nell'abside domina l'icona della Vergine Odigítria del dodicesimo secolo, mentre la sacra Theotókos Ossenovitza è custodita in una cappella ed è finemente ornata di pietre preziose. Questa preziosa immagine sacra fu offerta dall'imperatore bizantino Michele Comneno nel tredicesimo secolo per la guarigione sua e del dignitario Skilitza, avvenuta per intercessione di una reliquia del santo. La testimonianza di questo luogo attira un afflusso di pellegrini e turisti che supera le trecentomila unità annue.
Il culto universale e il legame con la Chiesa Cattolica
La venerazione per il santo accomuna profondamente le Chiese Ortodosse e la Chiesa Cattolica. La Chiesa Cattolica lo commemora nei calendari delle Chiese Greco-Cattoliche, pur non avendolo inserito formalmente nel Martyrologium Romanum. Un momento fondamentale nel riconoscimento universale della sua figura si ebbe quando papa Giovanni Paolo II si recò pellegrino sulla sua tomba. Lo stesso pontefice pronunciò un discorso il 25 maggio 2002 citando esplicitamente il beato Giovanni di Rila. Il papa lo ha inoltre voluto inserire nel mosaico della Cappella Redemptoris Mater in Vaticano, ponendolo come mirabile sintesi di duemila anni di santità d'Oriente e d'Occidente.
Il cammino dell'eremita
La vicenda terrena di San Giovanni di Rila ebbe inizio a Skrino, in Bulgaria, nel corso del decimo secolo. Fin dalla giovinezza, egli avvertì il richiamo verso una dimensione spirituale profonda che lo condusse a compiere un gesto radicale di rinuncia: egli scelse di donare ai poveri l'intera eredità ricevuta, liberandosi da ogni legame materiale per intraprendere il sentiero della vita monastica. Questo distacco segnò l'inizio di un pellegrinaggio interiore ed esteriore verso le altezze del monte Rila.
La sua ricerca di Dio si manifestò in forme di ascesi rigorose. Dapprima scelse la dimora di una grotta, per poi cercare rifugio tra i rami di una quercia, in una continua ricerca di comunione con il Creatore. La sua disciplina spirituale culminò in un periodo di sette anni trascorsi in totale isolamento su una rupe inaccessibile, dove la preghiera divenne l'unico respiro della sua anima. Questa testimonianza di dedizione assoluta attirò attorno a lui numerosi discepoli, desiderosi di condividere la sua sapienza e il suo rigore. Fu proprio grazie a questo nucleo di fedeli che egli poté fondare il monastero di Rila, destinato a divenire un centro di luce e di preghiera per i secoli a venire. La sua vita si concluse nel medesimo monastero nell'anno 946, lasciando in eredità una tradizione di umiltà che ancora oggi risuona tra le montagne bulgare.
Il culto e la memoria
La venerazione verso San Giovanni di Rila ha superato i confini del tempo e dello spazio, radicandosi profondamente nella devozione popolare. Dopo la sua morte, le spoglie del santo furono oggetto di diverse traslazioni, che ne diffusero il culto attraverso i territori di Sredez e Estergom, per fare infine ritorno nel monastero di Rila, luogo in cui egli aveva edificato la propria dimora spirituale. Il suo corpo divenne reliquia preziosa, simbolo dell'intercessione che egli continua ad esercitare per il popolo bulgaro.
Oggi, San Giovanni di Rila è profondamente onorato dalle Chiese Ortodosse e Greco-Cattoliche, che lo celebrano come un modello di vita ascetica e di carità evangelica. La sua figura è intimamente legata alla nazione bulgara, della quale è riconosciuto come solenne patrono. La memoria del suo passaggio sulla terra non è conservata soltanto nei testi storici, ma vive nella preghiera quotidiana di quanti si recano al monastero di Rila per cercare conforto e ispirazione. Egli rimane un faro di umiltà, capace di ricordare all'uomo contemporaneo che la santità nasce nel silenzio del cuore e si manifesta nel dono totale di sé al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni di Rila?
San Giovanni di Rila si festeggia il 18 agosto, giorno in cui rese l'anima a Dio nel 946.