12 marzo
San Giuseppe Zhang Dapeng
Catechista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La conversione e il cammino di fede
Giuseppe Zhang Dapeng nacque verso l'anno 1754 da una famiglia pagana, come primogenito di tre figli, nella località di Tou-yun-fou, situata nella provincia cinese dello Kouy-tcheou. Egli fu da sempre un uomo profondamente religioso, orientando inizialmente la propria ricerca spirituale verso il buddismo e passando successivamente alla pratica del taoismo. Per ragioni ignote, all'età di circa quarant'anni, lasciò il suo paese natio per trasferirsi a Kouy-yang, il capoluogo della provincia. In questo nuovo contesto urbano si mise in società con Ouang, un mercante di seta locale. Il figlio maggiore di questo mercante si trovava momentaneamente a Pechino per sostenere alcuni esami, al termine dei quali si diplomò e ricevette il battesimo cristiano con il nome di Saverio. Fatto ritorno a casa, il giovane Saverio si adoperò attivamente per la conversione di parenti ed amici, riuscendo infine a convincere lo stesso Giuseppe al grande passo della conversione alla fede cattolica.
Dopo la conversione sorse tuttavia il problema del secondo matrimonio di Giuseppe, contratto in precedenza poiché la prima moglie non gli aveva dato alcun erede, unione dalla quale era nato un figlio. Risolse la questione concedendo una congrua dote alla seconda moglie e dandola in sposa ad un altro cristiano. I familiari di Giuseppe, temendo per le loro ricchezze, si dimostrarono poco comprensivi di fronte a questa svolta radicale, ma nonostante l'incomprensione egli non abbandonò mai la sua fede. La situazione si complicò ulteriormente quando lo zio di Saverio, infuriato per la conversione del nipote, decise di denunciarlo incurante del rischio di scatenare violenti persecuzioni. Per sfuggire alla polizia, Giuseppe trovò riparo altrove, mentre il mercante Ouang dovette corrompere le forze dell'ordine per proteggere suo figlio e fu costretto a sospendere le celebrazioni liturgiche nei propri locali. Per non aggravare la posizione dell'amico, Giuseppe decise di interrompere la collaborazione con Ouang e si mise in proprio come cambiavalute.
L'apostolato e la persecuzione
Nel 1798, Giuseppe fu accettato come catecumeno e, con l'aiuto di altri fedeli, acquistò una nuova casa adibita ad accogliere e a far alloggiare un missionario, oltre che a permettere le riunioni della comunità. Due anni dopo il battesimo, ricevuto nel 1800, ricevette per la prima volta la Santissima Eucaristia. Nel medesimo anno, tuttavia, suo fratello denunciò i cristiani, causando l'arresto di molti di loro, sebbene Giuseppe riuscisse ancora una volta a fuggire. Ritornato in città dopo il pericolo, diede inizio ad un'intensa attività apostolica che portò alla conversione di parecchie persone. Egli univa la parola alle opere di misericordia, prendendosi cura dei poveri e dei malati, assistendo coloro che si trovavano in fin di vita e dando cristiana sepoltura ai morti. Profondamente colpiti da questa dedizione esemplare, i fedeli richiesero formalmente la sua nomina a capo della scuola e catechista, incarico che assunse nell'anno 1808.
Tre anni più tardi, un nuovo e più aspro periodo di persecuzioni costrinse Giuseppe a fuggire a Hin-y-fou. Suo figlio Antonio fu arrestato e condannato all'esilio per essersi rifiutato di rivelare il nascondiglio del padre. Per eludere i controlli serrati della polizia, Giuseppe si diresse verso nord, dove fu calorosamente accolto dai cattolici locali. Su invito del vescovo, che lo esortava a tornare per non lasciare il gregge senza guida, egli obbedì e fece ritorno per riprendere la sua opera di evangelizzazione tra enormi pericoli. I problemi più seri ebbero inizio nel 1814, quando suo cognato rivelò il luogo esatto in cui si trovava nascosto. Giuseppe fu così tratto in arresto, rifiutando fermamente sia di rinnegare la sua fede in Cristo sia di essere liberato in cambio del denaro versato dai parenti per il suo riscatto.
Il martirio e la gloria degli altari
Tratto in arresto, San Giuseppe fu condannato a morte in conformità ai severi decreti imperiali anticattolici promulgati pochi anni prima. La notizia ufficiale della condanna fu decisa dal viceré nel novembre del 1814 e confermata dall'imperatore nel gennaio successivo, sebbene la comunicazione ufficiale giunse all'interessato soltanto nel marzo del 1815. All'approssimarsi della fine, egli rifiutò il consueto banchetto d'addio con i parenti, preferendo ritirarsi in profonda preghiera per prepararsi spiritualmente all'incontro definitivo con il Signore. Il dodici marzo giunse l'ora del suo glorioso martirio. Un battaglione di soldati lo condusse verso il luogo dell'esecuzione, mentre la sua figura si stagliava alta e distinta tra gli uomini, impreziosita dalla barba e dai capelli bianchi, e mentre egli piangeva non di paura, ma di intima gioia per il dono offerto a Dio.
Giunto sul luogo prefissato, fu legato ad una croce e un cappio gli strinse il collo. Ai parenti che lo circondavano implorandolo disperatamente di abiurare, San Giuseppe rispose lasciando il suo testamento spirituale con parole di ferma speranza: "Non piangete, sto andando in Paradiso". La sua memoria rimase viva nel tempo, trovando solenne riconoscimento ecclesiale nel ventesimo secolo. Egli fu infatti beatificato nel 1909 e successivamente canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre dell'anno 2000, insieme ad altri centodiciannove martiri che avevano testimoniato la fede in terra cinese.
La vita e il cammino di fede
Nato nel 1754 a Tou-yun-fou, San Giuseppe Zhang Dapeng intraprese un cammino di conversione che cambiò radicalmente la sua vita dopo aver stabilito contatti significativi con la comunità cattolica locale. L'accoglienza del sacramento del battesimo nell'anno 1800 segnò l'inizio di una nuova tappa, consolidata due anni dopo con la ricezione della Santa Eucaristia. La sua vita fu caratterizzata da una crescita costante nella dottrina e nell'amore per il Signore, qualità che lo resero idoneo a ricoprire ruoli di crescente responsabilità all'interno della missione. Nel 1808 fu infatti nominato catechista e capo della scuola, un compito che svolse con spirito di servizio e dedizione, educando i fedeli e sostenendo la comunità di Hin-y-fou e delle zone limitrofe con l'esempio e la parola.
Tuttavia, il contesto storico in cui operava era segnato da forti tensioni e persecuzioni contro i cristiani. Nel 1814, a causa di una denuncia presentata dal proprio cognato, San Giuseppe Zhang Dapeng fu arrestato dalle autorità locali. Nonostante le pressioni e le minacce, egli rimase fermo nella sua adesione al Signore, testimoniando la verità della fede con coraggio fino all'ultimo istante. Il suo martirio avvenne per strangolamento il 12 marzo 1815 a Kouy-yang. La sua morte non fu solo la fine di una vita esemplare, ma il sigillo definitivo di un amore che non si è lasciato vincere dalla violenza, rendendo la sua testimonianza un seme prezioso per la Chiesa in Cina.
Il culto e la memoria
La memoria di San Giuseppe Zhang Dapeng è celebrata solennemente dalla Chiesa universale il 12 marzo, giorno che corrisponde alla data del suo glorioso martirio. Questo appuntamento liturgico invita i fedeli a riflettere sulla forza della testimonianza laicale e sulla capacità di perseverare nella fede anche nelle ore più oscure della storia. Il suo esempio continua a interpellare le comunità cristiane, ricordando l'importanza di una formazione solida e di un impegno costante nella trasmissione dei valori evangelici.
Il riconoscimento ufficiale della sua santità è avvenuto il primo ottobre dell'anno 2000, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente canonizzato, elevandolo agli onori degli altari insieme ad altri martiri cinesi. Questo atto ha confermato il valore universale del suo sacrificio e ha offerto alla Chiesa un modello di fedeltà che supera i confini del tempo e dello spazio. La figura di San Giuseppe Zhang Dapeng rimane oggi un faro per chiunque cerchi di vivere con coerenza il proprio battesimo, ricordandoci che ogni cristiano, attraverso la preghiera e la carità, è chiamato a essere testimone della luce in ogni circostanza della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giuseppe Zhang Dapeng?
San Giuseppe Zhang Dapeng si festeggia il 12 marzo, giorno anniversario del suo martirio.
Nella città di Guiyang nella provincia del Guangxi in Cina, san Giuseppe Zhang Dapeng, martire, che, ricevuta la luce della fede, non appena battezzato aprì la sua casa ai missionari e ai catechisti e aiutò in ogni modo i poveri, i malati e i fanciulli; condotto al supplizio della croce, versava lacrime di gioia per essere stato fatto degno di morire per Cristo. — Martirologio Romano