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2 settembre

San Giusto di Lione

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le fonti biografiche

Sono giunte fino a noi due biografie di san Giusto, strettamente legate tra loro da un comune intento di memoria e di edificazione spirituale. Autori ritenuti autorevoli considerano la prima biografia di ottima qualità letteraria e storica. I testi dell'alto Medioevo presentano spesso la versione più breve come un semplice riassunto o riduzione predisposta appositamente per l'uso liturgico. La versione più lunga e prolissa fu invece redatta poco prima dell'anno ottocentocinquanta. Questo testo più ampio tenta di spiegare e interpretare a modo suo dei ricordi locali relativamente precisi tramandati dalla comunità. Giusto era originario di Lione e divenne vescovo della città nella seconda metà del quarto secolo, guidando i fedeli in un periodo storico complesso.

Il ministero e la crisi

Verso l'anno trecento ottanta, la situazione del vescovo di Lione si presentava complessa per ragioni d'ordine politico o religioso, legate probabilmente a possibili infiltrazioni priscillianiste. Durante questo delicato mandato, un assassino si rifugiò all'interno della chiesa di Lione, provocando una grave rivolta popolare che minacciava di dare alle fiamme l'edificio sacro. L'autorità civile promise al vescovo Giusto che il criminale non avrebbe subito alcun male in cambio della resa. Fidandosi di questa promessa istituzionale, il vescovo Giusto consegnò l'assassino, il quale fu tuttavia giustiziato subito dopo. Giusto fu profondamente tormentato dai rimorsi per l'accaduto e si ritenne indegno di continuare a guidare la sua Chiesa. Di conseguenza, Giusto scelse l'esilio, si trasferì in Egitto per condurvi una vita solitaria e lì concluse i suoi giorni terreni.

Il concilio e la svolta ascetica

Secondo la versione prolissa della sua biografia, dopo i drammatici fatti dell'assassino, Giusto partecipò a un concilio in Italia a cui era stato formalmente convocato. Questo importante concilio italiano a cui partecipò Giusto viene identificato con ogni probabilità con il concilio di Aquileia del trecento ottantuno. Giusto aveva in precedenza preso parte anche al concilio di Valencia del trecento settanta quattro, nei cui atti la sua firma appare al tredicesimo posto, sebbene non vi sia la assoluta certezza che si trattasse proprio del vescovo lionese. Durante il concilio di Aquileia, l'incontro provvidenziale con Rufino o con i chierici locali, noti per la devozione all'ascetismo diffusa da san Girolamo, spinse Giusto a convertirsi definitivamente alla vita ascetica. Sempre secondo la Vita prolixior, Giusto non rientrò a Lione di ritorno dal concilio per timore che l'affetto della popolazione gli impedisse di partire di nuovo, stabilendosi temporaneamente presso Tournon, da dove partì successivamente per l'Egitto.

L'eremo d'Oriente

Il martirologio attesta la deposizione a Lione del vescovo san Giusto, il quale lasciò la carica episcopale proprio dopo il concilio di Aquileia. Il testo riporta che Giusto si ritirò in un eremo in Egitto insieme al lettore Viatore, vivendo per alcuni anni in grande umiltà insieme ai monaci. Giusto visse dunque da eremita in Oriente insieme al lettore lionese Viatore. In quella terra lontana, Giusto ricevette anche la visita del sacerdote lionese Martino, destinato a diventare il suo terzo successore nella sede di Lione. I martirologi e le fonti storiografiche oscillano tra l'ipotesi che Giusto sia morto in Oriente e quella che sia invece rientrato a Lione insieme a Martino, portando con sé il culto dei Maccabei.

La basilica e le spoglie mortali

L'erezione della basilica funeraria è attribuibile con quasi assoluta certezza allo stesso vescovo Giusto prima della sua partenza. La basilica fu edificata prima dell'anno quattrocentoventidue, data rilevata con certezza dall'epitafio di Pascasia, ed era divenuta in breve tempo un luogo di sepoltura riservato ai santi. La basilica funeraria accolse, oltre alle spoglie di Giusto, anche quelle del suo successore Alpino e dei vescovi Martino ed Elpidio. Il culto dei sette fratelli Maccabei nacque ad Antiochia verso il trecento settanta, a seguito della trasformazione di una sinagoga in chiesa cristiana. Giusto venne sepolto nella basilica funeraria dedicata proprio ai Maccabei. La salma di Giusto fu successivamente riportata a Lione, poiché la traslazione delle salme non rientrava tra le consuetudini operative dell'epoca, e la sepoltura del successore Alpino nella chiesa funeraria di Giusto costituisce un forte indizio a favore del ritorno in patria di Giusto prima della sua morte. Il martirologio conferma che il corpo santo di Giusto fu traslato a Lione unitamente alle ossa di san Viatore, e alcuni martirologi riportano proprio alla data del due settembre il fatto del ritorno di Giusto dall'Egitto.

Il culto e le festività

All'inizio del settimo secolo la chiesa dei Maccabei cambiò intitolazione, prendendo ufficialmente il nome di san Giusto. Il manoscritto di Wolfenbüttel del Martirologio Geronimiano indica alla data del due settembre la deposizione di Giusto e la solenne dedicazione della sua basilica. La Chiesa di Lione gli dedicava in antico ben quattro feste distinte, fissate nei giorni quattro agosto, due settembre per la deposizione e la dedicazione della basilica o per il ritorno dall'Egitto, quattordici ottobre e ventuno ottobre. I martirologi mostrano tuttavia alcune difformità nell'interpretare il significato liturgico e storico di queste quattro festività dedicate a Giusto dalla Chiesa di Lione.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Giusto di Lione?

La Chiesa di Lione celebra la sua memoria liturgica il due settembre, data che ricorda la sua deposizione e la dedicazione della basilica a lui intitolata.

A Lione in Francia, deposizione di san Giusto, vescovo, che, lasciato l’episcopato dopo il Concilio di Aquileia, si ritirò insieme al lettore Viatore in un eremo in Egitto, dove condusse per alcuni anni umile vita in compagnia dei monaci; il suo santo corpo insieme alle ossa di san Viatore fu poi traslato a Lione. — Martirologio Romano