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3 novembre

San Guenaele

Abate in Bretagna

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la chiamata monastica

La fonte principale sulla vita del santo è la Vita di San Guanaele, redatta nel corso del nono o del decimo secolo con l'intento primario di creare un testo edificante piuttosto che un'opera di rigore storico. Secondo questo racconto, il santo apparteneva a una nobile famiglia originaria della Cornovaglia. All'età di sette anni, mentre si trovava ad Ergué-Gabéric intento a giocare con i suoi coetanei, Guanaele incontrò san Winwaleo, fondatore dell'abbazia di Landevennec. San Winwaleo propose al fanciullo di seguirlo nella vita religiosa e il bambino accettò immediatamente con grande gioia. I suoi genitori lo affidarono stabilmente all'interno del monastero, dove Guanaele, nonostante la giovanissima età, divenne ben presto un modello insigne di virtù per gli altri religiosi. Egli praticava con straordinaria intensità l'austerità e i severi rigori ascetici propri della tradizione monastica bretone. Durante le fredde notti invernali, il giovane era solito trascorrere molte ore immerso nell'acqua gelida di un vivaio per recitare devotamente i salmi.

Il ministero abbaziale e il viaggio nelle isole

In punto di morte, san Winwaleo designò proprio Guanaele come suo successore alla guida dell'abbazia di Landevennec. Dopo aver guidato il monastero per la durata di sette anni, carica che egli aveva accettato con palese riluttanza, Guanaele decise di rassegnare le dimissioni. Tale scelta fu dettata dal desiderio di formarsi alle autentiche tradizioni monastiche, le quali erano ritenute meglio conservate in Inghilterra e in Irlanda. Per compire questo intento, Guanaele partì verso le isole britanniche ed irlandesi accompagnato da undici fedeli monaci. In quelle terre trascorse ben trentaquattro anni dedicandosi incessantemente alla predicazione, al ripristino della disciplina monastica e alla fondazione di nuovi centri di preghiera. Successivamente, Guanaele fece ritorno in Bretagna senza tuttavia stabilirsi nuovamente a Landevennec. Giunto nell'isola di Groix, la tradizione riferisce che al suo arrivo le campane iniziarono a suonare in modo spontaneo. Da quell'isola si trasferì successivamente sulla costa del Morbihan, dove fondò un nuovo monastero.

Il transito e le tradizioni sulla sepoltura

San Guanaele morì in questo monastero della costa del Morbihan un tre novembre, all'incirca tra il 580 e il 590. Gli storiografi contemporanei identificano generalmente questo monastero anonimo con la località di Logunel a Caudan, situata sulle sponde del fiume Blavet nel Morbihan. La Vita latina riferisce che tale fondazione non conobbe un grande sviluppo e la tomba del santo rimase priva di particolari onori per molto tempo. Verso l'anno 850, Nominoè, re di Bretagna, promosse e potenziò il culto di san Guanaele ingrandendo il monastero. Attorno all'ottocentosessantacinque, tuttavia, le incursioni dei Normanni lungo le coste della Bretagna costrinsero i monaci ad abbandonare precipitosamente il monastero. Fuggendo dal pericolo, i religiosi portarono con sé le sante reliquie di Guanaele. Secondo alcune testimonianze liturgiche, il Proprio di Vannes del 1757 riporta una diversa tradizione, affermando che san Guanaele fu invece sepolto a Vannes. Altri Propri liturgici riferiscono semplicemente che un vescovo di Vannes traslò le reliquie del santo da Corbie deponendole in una tomba all'interno della propria cattedrale. San Guanaele fu considerato per un certo periodo di tempo come secondo patrono della cattedrale di Vannes, la cui tomba del santo era alta circa un metro ed era stata ricostruita nel corso del quindicesimo secolo. Il sepolcro venne purtroppo demolito nel 1721 in occasione dei lavori di ricostruzione del coro romanico della cattedrale. Delle antiche testimonianze presenti nella cattedrale di Vannes rimane oggi unicamente una statua di pregevole fattura risalente al diciassettesimo secolo, mentre nei dintorni una strada adiacente alla cattedrale è intitolata a san Guenaele.

La diffusione delle reliquie e il culto

Le reliquie fuggite dalla Bretagna durante le incursioni normanne furono accolte con grande rispetto e venerate dapprima a Corbeil, poi a Parigi e infine nuovamente a Corbeil. Nella cittadina venne eretta un'abbazia che favorì la notevole diffusione del culto del santo nella regione parigina sotto il nome di Guénault. Nel diciassettesimo secolo, lo storico Albert Le Grand aggiunse ulteriori dettagli alla biografia del santo, affermando che dopo il soggiorno a Groix, san Guanaele sarebbe tornato a Landevennec come abate per tre anni e che, dopo una nuova assenza, sarebbe rientrato un'ultima volta a Landevennec per morirvi. Nel secolo scorso la festa di san Guanaele era inserita anche nel calendario liturgico di Parigi, mentre oggi la sua festa è celebrata ufficialmente a Vannes, a Quimper e presso l'abbazia di Landevennec. A san Guanaele sono inoltre intitolate numerose cappelle situate all'interno della diocesi di Vannes. Il Martirologio ufficiale menziona san Guanaele in Bretagna, in Francia, indicandolo come ritenuto abate di Landévennec.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Guanaele?

La memoria liturgica di San Guanaele è fissata ogni anno il tre novembre.

Di cosa è patrono San Guanaele?

San Guanaele è venerato come patrono nei comuni di Ergué-Gabéric, Plougonvelen e Bolazec nella diocesi di Quimper, nonché a Tréguidel e Lescoat-Goarec nella diocesi di Saint-Brieuc.

Nella Bretagna in Francia, san Guenaele, ritenuto abate di Landévennec. — Martirologio Romano