3 novembre
San Martino de Porres
Domenicano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a Lima
Martino de Porres viene registrato nel registro dei battesimi della chiesa di San Sebastiano a Lima come figlio di padre sconosciuto. Il padre biologico è Juan de Porres, un nobiluomo spagnolo. Juan de Porres inizialmente non riconosce il figlio a causa delle origini della madre, un'ex schiava nera africana. Inizialmente Martino vive insieme alla madre e alla sorella minore. Successivamente il padre decide di riconoscere i due figli e li porta con sé in Ecuador per un certo lasso di tempo. Dopo essere stato nominato governatore di Panama, il padre affida la figlia a un parente e rimanda Martino dalla madre, fornendogli le risorse finanziarie per studiare. Martino diventa apprendista di un barbiere-chirurgo, mestieri che all'epoca erano frequentemente combinati. Presso una farmacia, Martino acquisisce anche competenze in ambito medico. All'età di quindici anni Martino ha un futuro professionale ormai avviato.
L'ingresso tra i domenicani e la via dell'umiltà
Martino desidera entrare nell'Ordine dei Domenicani, i quali hanno istituito a Lima la loro prima comunità conventuale in Perù. A causa delle sue origini mulatte, Martino viene ammesso nel convento unicamente come terziario e non come religioso professo con voti. Nel convento a Martino vengono assegnate principalmente mansioni di inserviente e spazzino. Il padre di Martino manifesta sdegno per la condizione subalterna del figlio, mentre Martino accetta la situazione con serenità. A differenza del padre che porta la spada, Martino si mostra volentieri con in mano una scopa, oggetto con cui sarà successivamente rappresentato nell'iconografia. Dinanzi alle prese in giro per la sua origine mulatta e alle difficoltà finanziarie del convento, Martino propone ai superiori di farsi vendere come schiavo per ricavare denaro. I superiori domenicani, cogliendo la sua profonda spiritualità, lo elevano dalla condizione di inserviente e lo integrano nell'Ordine come fratello cooperatore.
La carità e i prodigi
Martino de Porres offre un modello di vita evangelico in netto contrasto con il contesto peruviano dell'epoca, ancora segnato dalle violenze dei conquistadores Pizarro e Almagro e dalle loro sanguinose lotte intestine. Nonostante sia figlio di un conquistatore, Martino diventa punto di riferimento per il viceré del Perù e per l'arcivescovo di Lima, che si recano da lui per chiedere consigli. Martino trascorre la maggior parte del tempo assistendo, curando e confortando poveri e ammalati. Durante un'epidemia di peste scoppiata a Lima, frate Martino si occupa personalmente della cura di sessanta confratelli, riuscendo a salvarli tutti. A Martino vengono attribuiti diversi eventi prodigiosi, tra cui il dono della bilocazione, la levitazione e la capacità di spiegare complessi concetti teologici pur non avendo compiuto studi specifici. La tradizione gli attribuisce un'autorità singolare sui topi, che egli raccoglie e nutre in un'area dell'orto per evitare che danneggino le abitazioni. Martino fonda a Lima un istituto scolastico destinato all'istruzione dei bambini indigenti, considerato il primo collegio istituito nel Nuovo Mondo. Martino guarisce l'arcivescovo del Messico, il quale manifesta il desiderio di condurlo con sé. A causa dell'insorgere di violente febbri, Martino non può partire per il Messico e muore a Lima all'età di sessant'anni. Martino de Porres nasce a Lima il nove dicembre 1579 e muore nella stessa città il tre novembre 1639.
Il culto e la canonizzazione
Subito dopo la morte, sia la popolazione peruviana sia i confratelli lo considerano santo. Il processo di canonizzazione di Martino de Porres si apre nel 1660, ma subisce un'interruzione lunghissima. Papa Giovanni XXIII lo proclama santo il sei maggio 1962. Papa Paolo VI lo dichiara patrono dei barbieri e dei parrucchieri nel 1966.
Il cammino terreno
La vita di San Martino de Porres ebbe inizio a Lima nel 1579, in un contesto storico e sociale che egli seppe attraversare con uno spirito di profonda umiltà. Durante la sua giovinezza, egli ricevette una formazione pratica significativa, dedicandosi all'apprendistato come barbiere, chirurgo e farmacista. Queste competenze tecniche, apprese con diligenza, non rimasero semplici strumenti di mestiere, ma divennero il fondamento su cui edificò il suo apostolato di cura verso il prossimo. La chiamata alla vita religiosa lo condusse a varcare la soglia dell'Ordine Domenicano, dove scelse di servire il Signore come fratello cooperatore.
La sua presenza fu un dono prezioso per la comunità e per le terre in cui si adoperò, portando il conforto della fede in vari luoghi, inclusi l'Ecuador e Panama. Tuttavia, fu proprio a Lima che il suo spirito si rivelò nella pienezza della sua dedizione. Durante il drammatico periodo dell'epidemia di peste che colpì la città, San Martino de Porres non esitò a prodigarsi con coraggio e spirito di sacrificio nell'assistenza ai confratelli, offrendo loro non solo le cure necessarie, ma anche la vicinanza umana e spirituale di cui avevano estremo bisogno. La sua visione cristiana lo portò a guardare oltre le necessità immediate, comprendendo che il futuro della società risiedeva nell'istruzione e nella cura dell'infanzia. In questo spirito di previdenza, fondò il primo collegio dedicato ai bambini poveri nel Nuovo Mondo, segnando un solco profondo di carità educativa che ha attraversato i secoli. La sua morte, avvenuta a Lima nel 1639, segnò la conclusione di una vita vissuta nel nascondimento, ma feconda di frutti spirituali che la Chiesa ha riconosciuto solennemente nel 1962, proclamandolo santo.
Il ricordo liturgico
Il culto verso San Martino de Porres si è consolidato nel tempo come espressione di una santità vicina ai problemi quotidiani dell'uomo. La memoria liturgica, fissata al giorno 3 novembre, invita i fedeli a meditare sulla semplicità di un fratello che, pur vivendo in un ruolo modesto, ha saputo elevare il proprio servizio a un livello di autentica testimonianza evangelica. La sua canonizzazione, avvenuta per mano di San Giovanni XXIII, ha sancito l'importanza universale del suo esempio, rendendolo un intercessore privilegiato per quanti cercano di vivere la propria vocazione con spirito di servizio.
La devozione verso questo santo domenicano si manifesta in modo particolare presso le categorie professionali che richiamano la sua esperienza giovanile, essendo egli riconosciuto come patrono dei barbieri e dei parrucchieri. In questa scelta si riflette il legame indissolubile tra la sua vita laboriosa e la sua santità, testimoniando come ogni opera umana, se vissuta con amore e spirito di carità, possa diventare un cammino verso Dio. Celebrare la sua festa significa riscoprire la bellezza di una fede che si fa carne, che tocca le ferite dei fratelli e che si prende cura della crescita dei più fragili, offrendo al mondo contemporaneo una lezione di umiltà che non smette di interpellare il cuore di ogni credente.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Martino de Porres?
La memoria liturgica di San Martino de Porres si celebra il tre novembre.
Di cosa è patrono San Martino de Porres?
San Martino de Porres è il patrono dei barbieri e dei parrucchieri.
San Martino de Porres, religioso dell’Ordine dei Predicatori: figlio di uno spagnolo e di una donna nera, fin dalla fanciullezza, sia pure tra le difficoltà derivanti dalla sua condizione di figlio illegittimo e di meticcio, apprese la professione di medico, che in seguito, diventato religioso, esercitò con abnegazione a Lima in Perù tra i poveri e, dedito a digiuni, alla penitenza e alla preghiera, condusse un’esistenza di semplicità e umiltà, irradiata dall’amore. — Martirologio Romano