20 maggio
San Guido della Gherardesca
Confessore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il ritiro a Donoratico e il transito
La scelta eremitica di San Guido della Gherardesca prese forma nel territorio di Donoratico, dove il santo edificò il proprio rifugio spirituale. All'età di quarant'anni, Guido lasciò la città di Pisa per sfuggire al pericolo dell'orgoglio e si stabilì in un bosco chiamato Castagneto, a circa tre chilometri dal centro abitato. Qui costruì con le proprie mani un oratorio dedicato a santa Maria alla Gloria, che in seguito sarebbe stato chiamato anche della Madonna della Gloria. In questo luogo solitario, il santo trascorse i suoi giorni nell'attesa di entrare nel Regno di Dio, dedicandosi interamente alla preghiera e ai digiuni. La sua esistenza si concluse il 20 maggio 1140, data in cui rese l'anima a Dio. Alla sua morte, il corpo fu seppellito nel medesimo oratorio da lui fondato nel luogo del ritiro. La venerazione dei fedeli crebbe notevolmente fin da subito, e nel 1212 si rese necessario il trasferimento delle spoglie dall'oratorio alla prepositura di Donoratico, poiché il primo edificio era ormai troppo angusto per contenere la grande folla dei devoti che vi si recavano in preghiera.
Le vicende delle reliquie e la festa a Pisa
Nel corso del tempo, la storia delle sacre spoglie di San Guido della Gherardesca conobbe momenti di dolorosa dispersione e di prodigioso ritrovamento. In seguito, il paese di Donoratico fu raso al suolo dalle milizie fiorentine, e con la distruzione dell'abitato andarono perduti anche il castello, la chiesa e ogni traccia del corpo del santo. Le spoglie furono tuttavia ritrovate verso la metà del secolo XV, precisamente in pieno inverno, nel giorno dell'Epifania. La tradizione riferisce che, proprio in quel giorno solenne, apparve miracolosamente una pianta di erica fiorita, sotto la quale il corpo giaceva in profondità. Un Breve di papa Callisto III, il cui pontificato va dal 1455 al 1458, fu indirizzato all'arcivescovo di Pisa Giuliano Ricci per autorizzare formalmente la traslazione del corpo del santo pisano. Parte delle sacre reliquie furono trasportate nella vicina chiesa di Castagneto, mentre un'altra parte fu condotta a Pisa per concessione pontificia. Venerdì 16 giugno 1459, i pisani accolsero con una grande festa uno dei santi che maggiormente segnarono la vita spirituale della città toscana. Oggi le reliquie conservate a Pisa trovano degna custodia in un altare del duomo, collocato presso il pergamo. La festa liturgica di san Guido si celebra ogni anno il 20 maggio, giorno che ne ricorda la nascita al cielo.
La vocazione e la vita eremitica
San Guido della Gherardesca nacque a Pisa nel mille sessanta, all'interno di una delle famiglie più illustri del suo tempo. Eppure, la chiamata dello spirito fu per lui più forte di ogni prestigio sociale o familiare. Giunto all'età di quaranta anni, scelse di abbandonare la città e le sue prospettive per abbracciare la vita eremitica, un percorso di ascesi volto alla ricerca dell'essenziale. Questo distacco non fu una fuga, ma un cammino verso una pienezza interiore che lo condusse tra le terre di Donoratico e Castagneto.
In questa solitudine laboriosa, San Guido edificò un oratorio dedicato a Santa Maria alla Gloria, che divenne il fulcro della sua dedizione e della sua preghiera. Visse in costante unione con il Signore fino al momento del suo transito, avvenuto nell'anno mille centoquaranta a Castagneto. La sua esistenza, pur lontana dal fragore della storia ufficiale, lasciò un segno indelebile nel cuore dei fedeli che riconobbero in lui un uomo di Dio. Il riconoscimento della sua santità fu sancito ufficialmente da papa Callisto Terzo, confermando la validità di un esempio di umiltà che ha attraversato i secoli, giungendo fino a noi come un monito alla fedeltà e alla costanza nella preghiera quotidiana.
Il culto e le reliquie
La memoria di San Guido della Gherardesca è stata custodita con cura attraverso le generazioni, trovando espressione nel culto tributato alle sue spoglie mortali. Nel dodicesimo secolo la sua vita si compì, ma la sua presenza continuò ad agire nel tempo. Nel mille duecentododici ebbe luogo la solenne traslazione del suo corpo a Donoratico, evento che segnò una tappa fondamentale per il consolidamento della devozione popolare nei territori in cui il santo aveva vissuto.
Nei secoli successivi, precisamente nel quindicesimo secolo, il ritrovamento delle reliquie rinnovò il fervore dei fedeli, permettendo di onorare degnamente i resti di colui che aveva scelto la povertà per amore di Cristo. Successivamente, una parte delle sue reliquie fu traslata nel Duomo di Pisa, ricongiungendo idealmente il santo alla sua città natale. Questo ritorno a casa rappresenta il compimento di un percorso che, dalla nobiltà pisana, è passato per il silenzio del deserto per approdare infine alla gloria della venerazione pubblica. Ancora oggi, la sua figura invita a riscoprire il valore del silenzio e della dedizione totale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Guido della Gherardesca?
La festa di San Guido della Gherardesca si celebra il 20 maggio di ogni anno.
Di cosa è patrono San Guido della Gherardesca?
Nelle fonti storiche fornite non vengono menzionati specifici patronati per il santo.
A Castagneto in Toscana, beato Guidone della Gherardesca, eremita. — Martirologio Romano