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11 ottobre

San Gummaro (Gummario)

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e le fonti storiche

Le notizie riguardanti la vita di san Gummaro traggono origine da una biografia in prosa e da un'altra in versi, entrambe risalenti all'undici secolo e ispirate dalla ricca tradizione orale del tempo. La prima di queste due biografie fu redatta forse da un monaco originario di Deurne, nei pressi di Anversa, e l'autore della prima parte del testo è identificato in Albert D'Haenens. Il santo nacque a Emblehem, località situata presso Lierre, e visse durante l'ottavo secolo. Le fonti storiche e il Martirologio attestano che san Gummario visse presso Lier in Brabante, nell'odierno Belgio, distinguendosi come un laico e un soldato devoto a Dio. In gioventù, san Gummaro avrebbe vissuto alla corte di Pipino il Breve e avrebbe anche preso parte a una spedizione militare al seguito del sovrano. Durante la sua prolungata assenza per la guerra, la moglie del santo si comportò con durezza, arrivando a maltrattare la servitù domestica. Al suo ritorno dal fronte, venuto a conoscenza dei soprusi, Gummaro dimostrò grande rettitudine morale e si adoperò direttamente per riparare tutti i torti commessi dalla consorte. La sua esistenza proseguì nel segno di una profonda pietà cristiana e di un costante raccoglimento spirituale. Il santo amava infatti ritirarsi frequentemente in una cappella, un oratorio che egli stesso aveva fatto costruire con i suoi beni personali nei pressi dei suoi domini a Lier, luogo in cui in seguito fu anche deposto dopo la morte. La tradizione riferisce che san Gummaro sarebbe morto l'undici ottobre del settecentosettantacinque a Nivesdonck, un luogo che successivamente avrebbe assunto il nome di Lierre. Subito dopo la sua scomparsa, il suo corpo fu sepolto a Nivesdonck, dove la comunità locale iniziò a venerarlo con grande devozione. Nel corso degli anni, la figura di Gummaro acquistò una grandissima reputazione di taumaturgo, e la fama dei suoi prodigi si estese rapidamente ben oltre i confini locali, raggiungendo le province di Anversa, di Fiandra, di Brabante e l'intero territorio dei Paesi Bassi.

L'evoluzione dell'iconografia e il culto

L'iconografia di san Gummaro ha conosciuto una notevole evoluzione nel corso dei secoli, passando da raffigurazioni di carattere militare a immagini legate al mondo signorile e alla devozione popolare. Le testimonianze più antiche della sua rappresentazione visiva si trovano nei sigilli del capitolo di Lierre, nei quali il santo viene scelto e raffigurato come un cavaliere tipo delle crociate mentre regge con fermezza lo stendardo crociato. Due secoli più tardi, un incunabolo intitolato Dits die excellente cronike van Brabant riproduce l'immagine del cavaliere ma tralascia la presenza del cavallo. Alla fine del Medioevo, tuttavia, l'iconografia muta radicalmente: san Gummaro non appare più come un soldato, ma viene raffigurato come un nobile signore e un grande proprietario terriero. In queste rappresentazioni tardomedievali, il santo indossa un grande mantello d'ermellino ed il caratteristico berretto merovingio. Tra i suoi attributi iconografici, nella mano sinistra tiene spesso un paio di guanti, chiaro simbolo della proprietà terriera, mentre nella mano destra stringe il bastone del pellegrino che, secondo la tradizione agiografica, una volta infitto nel terreno fa zampillare una sorgente miracolosa. Vicino alla sua figura è inoltre visibile l'albero che egli stesso ha abbattuto e che rivive miracolosamente nell'armamento della cintura. Questi elementi, ovvero l'albero e il bastone, divennero il soggetto principale delle bandiere di pellegrinaggio diffuse dopo il milleseicentodieci, oltre che di immagini di devozione e di numerose incisioni. Le incisioni avevano il compito di illustrare le litanie e la biografia popolare del santo, e lo stesso soggetto veniva applicato anche su medaglie e urne devozionali. Particolarmente caratteristiche erano le bandierine di pellegrinaggio, di forma rigorosamente triangolare, le cui immagini venivano dapprima impresse su carta e successivamente applicate su tela. Le dimensioni di questi stendardi erano generalmente di trentacinque centimetri di larghezza per venti centimetri sul lato maggiore, ed essi erano retti da un piccolo bastone della lunghezza di circa cinquanta centimetri. L'uso di tali bandierine era molto sentito: i pellegrini usavano fissarle sui propri cappelli oppure sulla testa dei cavalli, mentre ai giorni nostri esse vengono poste sui veli, sulle motociclette e sulle automobili. Le bandierine più antiche risalgono alla fine del quindicesimo secolo, ma l'usanza si rivela essere ancora più antica, come dimostrato dai dipinti dei grandi pittori. Attualmente, l'uso di queste bandierine è circoscritto ai paesi fiamminghi e alle regioni limitrofe, che includono l'Olanda del Sud, la regione di Colonia e la Fiandra francese. La sezione iconografica della tradizione legata al santo è stata studiata e curata da Karel van den Bergh. Diverse opere d'arte custodite nei santuari ricordano la sua figura. La cattedrale di Anversa conserva un'opera realizzata da Artus Quellin il Vecchio nel milleseicentosessantotto, nella quale san Gummaro è rappresentato come un centurione romano che indossa un manto d'ermellino. Nella collegiata di Lierre si trova una statua scolpita da R. Colyns de Nole nel milleseicentotrentasei, la quale viene però creduta a torto di san Gummaro, poiché in realtà essa rappresenta san Bavone di Gand. La medesima chiesa collegiata di Lierre ospita inoltre una splendida vetrata realizzata nel millenquattrocentosettantacinque per mano di R. Keldermans, nella quale san Gummaro appare in compagnia dei santi Pietro, Francesco e Rombaudo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gummaro?

La festa di san Gummaro è fissata nel Martirologio Romano all'undici ottobre.

Presso Lier in Brabante, nell’odierno Belgio, san Gummario, che, soldato devoto a Dio, costruì in questo luogo con i suoi beni un oratorio, dove fu poi deposto. — Martirologio Romano