Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

27 novembre

San Gustavo (Gustano. Guistano)

Monaco benedettino

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la schiavitù

San Gustavo, il cui nome originale era Gwlstan, nacque in Gran Bretagna nel corso dell'undicesimo secolo. La sua giovinezza fu segnata dalla violenza e dal dolore quando, ancora giovane, fu rapito dai pirati e condotto in una condizione di dura schiavitù che durò per molti anni. Il tempo della cattività si concluse quando i suoi persecutori decisero di sbarcarlo sull'isola di Ouessant, poichè il giovane presentava un piede deformato da gravi fratture che lo rendeva inabile a determinati lavori. Sull'isola di Ouessant, Gustavo fu accolto da Felice, un pio asceta che viveva in solitudine come eremita. Questo incontro providente segnò l'inizio di una svolta radicale nella vita del giovane britannico, inserendolo in un cammino di rinascita spirituale e di comunione fraterna che avrebbe caratterizzato tutto il resto della sua esistenza terrena.

La vita monastica e la preghiera

In seguito al loro primo incontro, Felice espresse il desiderio di abbracciare la vita monastica benedettina ed entrò nell'abbazia di Fleury-sur-Loire, sebbene non vi sia certezza assoluta che Gustavo lo abbia seguito in quel preciso monastero. Ciò che risulta storicamente certo è che Gustavo e Felice si ritrovarono insieme nell'antica abbazia di Saint-Gildas de Rhuys, situata sulla costa del Morbihan, dove Felice aveva avviato l'opera di restauro del monastero benedettino. All'interno della comunità, Gustavo visse come un semplice fratello laico analfabeta. Pur non sapendo leggere, egli aveva imparato interamente a memoria i salmi e le preghiere, e trascorreva le giornate e le notti cantando le lodi divine e concedendosi appena tre ore di sonno per il riposo. Dando prova di grande fiducia, Felice affidò a Gustavo, insieme a un altro monaco, il compito di recarsi a dissodare la vicina isola di Hoedic, che si scorgeva nitidamente all'orizzonte guardando dalla costa di Saint-Gildas.

Il transito e il ritorno delle spoglie

Nel corso di un viaggio intrapreso per conto del monastero, Gustavo morì il ventisette novembre del millequaranta a Beauvoir-sur-Mer, in terra di Vandea. Il successore di Felice alla guida dell'abbazia di Saint-Gildas de Rhuys era l'abate Vitale, il quale raccontò che, subito dopo la morte, il corpo del monaco fu preso dai religiosi dell'abbazia di San Filiberto di Noirmoutiers. I monaci di San Filiberto avevano agito spinti dallo stupore nel vedere che sulla tomba di Gustavo si accumulavano continuamente oggetti e ceri votivi, lasciati dai fedeli in segno di ringraziamento per le grazie ricevute. Venuto a conoscenza dell'accaduto, l'abate Vitale si rivolse direttamente al vescovo Isemberto di Poitiers per ottenere la restituzione delle spoglie alla comunità di Rhuys. Ottenuto il provvedimento favorevole, Vitale riportò il corpo del santo monaco nel monastero e innalzò per lui una tomba in pietra all'interno di una cappella della chiesa abbaziale, sepolcro che risulta ancora oggi esistente. La memoria di Gustavo fu sempre custodita con cura dai monaci di Rhuys, e la sua tomba fu sottoposta a varie ricognizioni ufficiali per la distribuzione delle sacre reliquie negli anni milleseicentodiciannove, milleseicentocinquantacinque, settecentotrentuno, ottocentonove e, l'ultima, nel milleottocentonovantasei. Durante quest'ultima ricognizione fu persino possibile notare visibilmente le antiche fratture del piede che erano state tramandate dal biografo Vitale.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Gustavo?

San Gustavo si festeggia il ventisette novembre, giorno della sua ricorrenza liturgica e del suo pio transito.

Di cosa è patrono San Gustavo?

San Gustavo è patrono dei marinai della costa del Morbihan, dei marinai della Baia del Croisic e della chiesa parrocchiale del paese.

In località Beauvoir-sur-Mer sul litorale francese nel territorio di Nantes in Bretagna, san Gulstano, monaco, che, sfuggito da giovane alle mani dei pirati e accolto da san Felice, allora eremita, rifulse nel monastero di Rhuys dove, sebbene analfabeta, recitava a memoria il salterio e si prendeva cura dei naviganti. — Martirologio Romano