Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

27 novembre

Sant' Acario di Noyon e Tournai

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalla preghiera del monastero all'episcopato

Il cammino spirituale di Sant'Acario ebbe inizio nel nord della Franca Contea, regione storica con capitale Besançon che confina in larga parte con la Svizzera, dove il santo fu inizialmente monaco nel celebre monastero di Luxeuil. Questa prima fase della sua vita monastica preparò il suo spirito al successivo e più gravoso compito pastorale a cui la Provvidenza lo chiamò. Il Martirologio ricorda infatti sant'Acario a Noyon proprio come vescovo eletto alle Chiese di Noyon e Tournai, dopo essere stato monaco a Luxeuil. La sua destinazione episcopale unì due importanti centri dell'epoca. La città di Noyon si trova in territorio francese ed è il luogo in cui nacque Calvino nel millenovecentonove, mentre Tournai si trova in Belgio a nove chilometri dal confine ed è stata ristrutturata dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Come vescovo, egli fu molto attivo in campo religioso e politico e sociale, dimostrando una non comune capacità di governo e un profondo senso della giustizia cristiana.

Le relazioni ecclesiali e le missioni

Durante il suo ministero episcopale, il santo seppe tessere relazioni fraterne e proficue con altri pastori d'Europa, affrontando insieme le problematiche strettamente religiose dell'epoca. Strinse una solida amicizia con Sant'Alberto, vescovo di Cambrai, e con Sant'Audoberto, vescovo di Théroruane, condividendo con loro le fatiche e le speranze del governo pastorale. Sant'Acario mostrò inoltre una grande attenzione verso le missioni in un'Europa ancora poco cristianizzata, sostenendo con convinzione e generosità gli sforzi missionari del vescovo di Maastricht, in seguito noto come Sant'Amando. Il Martirologio attesta chiaramente che il vescovo si dedicò con tutte le sue forze all'evangelizzazione delle popolazioni delle regioni settentrionali, portando la luce della fede là dove il Vangelo non era ancora radicato. Attraverso le sue molteplici relazioni, il santo ebbe modo di confrontarsi con persone dai caratteri più diversi, inclusi soggetti ai limiti della normalità o oltre, mostrando sempre equilibrio e pazienza.

Il legame con il regno e la memoria dei posteri

L'autorevolezza del vescovo Acario ottenne particolare stima da Dagoberto primo il Grande, figlio di Clotario secondo e re dei Franchi fino al seicentotrentotto. Tale rapporto privilegiato con il sovrano permise al santo di ottenere ampi consensi per importanti proposte riguardanti l'organizzazione episcopale regionale, contribuendo al bene spirituale e civile della popolazione. Il vescovo Acario morì nel seicentotrentotto, o più precisamente nel seicentoquaranta secondo le cronache, lasciando un vuoto profondo nelle sue diocesi. Venne rapidamente venerato in Belgio, nella Francia settentrionale e nella Franca Contea. Le sue reliquie furono conservate per secoli in una chiesa appena fuori dalle mura di Noyon, prima di scomparire definitivamente durante la Rivoluzione francese. Nel corso del medioevo in Francia si usava l'espressione mal monsieur sainct Aquaire per indicare una persona con un tocchetto di follia, mentre ai nostri giorni in Francia si usa l'espressione acariâtre per indicare una persona scontrosa o dal carattere difficile. Entrambi i modi di dire derivano proprio da Sant'Acario, invocato tradizionalmente per intervenire su tali persone, sebbene il testo rilevi che sia difficile stabilire il preciso rapporto storico tra il santo e questo particolare patronato verso le persone dal carattere difficile.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Acario?

La memoria liturgica di Sant'Acario si celebra il ventisette novembre.

Di cosa è patrono Sant'Acario?

Sant'Acario è tradizionalmente invocato per le persone con un tocchetto di follia e per le persone scontrose o dal carattere difficile.

A Noyon in Francia, sant’Acario, vescovo, che, eletto alle Chiese di Noyon e Tournai dopo essere stato monaco a Luxeuil, si diede all’evangelizzazione delle popolazioni delle regioni settentrionali. — Martirologio Romano