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11 luglio

San Leonzio II, il Giovane

Vescovo di Bordeaux

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza

San Leonzio nacque nella provincia di Aquitania, forse nella stessa città di Bordeaux, intorno al cinquecentoquindici o cinquecento sedici. Proveniva da una famiglia galloromana di antica nobiltà, inserita pienamente nelle dinamiche sociali e politiche del regno franco. Ancora adolescente, prese parte a una spedizione militare in Spagna, identificata probabilmente con quella condotta dal re franco Childeberto nel cinquecentotrentuno. In seguito, contrasse matrimonio con Placidina, donna di nobili natali e pronipote di san Sidonio Apollinare, condividendo con lei un tratto significativo del proprio cammino terreno.

Il ministero episcopale e i concili

Divenne in seguito il tredicesimo vescovo di Bordeaux, succedendo al vescovo Leonzio I. La data esatta della sua elezione a vescovo rimane incerta. In conformità con la nuova condizione ecclesiale, trattò la consorte Placidina come una sorella dopo essere diventato vescovo. Il suo nome figura autorevolmente nei grandi appuntamenti sinodali dell'epoca. Si ritiene comunemente che il Leonzio vescovo di Bordeaux menzionato al quinto concilio gallo-franco di Orléans nel cinquecentoquarantanove sia proprio Leonzio II. Egli prese parte anche al concilio di Parigi del cinquecentocinquantadue, occasione in cui fu uno dei metropoliti che confermarono la deposizione del vescovo Suffaracus. La sua presenza si rinnovò al concilio di Parigi del cinquecentosessanta. Intorno al cinquecentosessantauno e cinquecentosessantadue, incontrò non poche difficoltà da parte dei re Clotario I e Cariberto nell'esercizio delle sue funzioni di metropolita. Le difficoltà riguardavano la designazione del successore di Eusebio, vescovo di Saintes, poiché i due re elessero Emerio senza attendere il consenso di Leonzio, la cui reazione rimase purtroppo senza effetto.

Opere e carità pastorale

San Leonzio rifulse quale costruttore di edifici di culto, restauratore del battistero e silenzioso benefattore dei poveri, meritando l'appellativo di vanto del popolo e della città. Edificò la basilica di san Martino fuori le mura della città di Bordeaux, alla cui ornamentazione contribuì direttamente la sposa Placidina. Costruì all'interno della città la cattedrale di Notre-Dame, caratterizzata da un notevole gioco di luci, e portò a termine le costruzioni dei suoi predecessori a Bordeaux. Fu autore inoltre della costruzione della basilica di san Vincenzo presso Mas d'Agenais, dominante la Garonna, e della ricostruzione della piccola basilica circolare di san Nazario presso Sainte-Foy. Portò a termine la costruzione della chiesa di san Viviano a Saintes, decorandola con un soffitto d'argento incastonato d'oro donato da Placidina e con sculture in legno raffiguranti animali fantastici, e ricostruì la chiesa di sant'Eutropio nella medesima città di Saintes. La sua opera pastorale e la generosità della sua casa ispirarono il poeta Venanzio Fortunato, il quale si trattenne a Bordeaux tra il cinquecentosessantasette e il cinquecentosettanta, dedicando a Leonzio e alla sua sposa Placidina ben tredici poemi.

Transito e memoria

La morte di san Leonzio avvenne all'età di cinquantaquattro anni, dopo il soggiorno a Bordeaux di Venanzio Fortunato. Il suo successore risultava già insediato nell'anno cinquecentosettantaquattro. Il martirologio lo ricorda a Bordeaux in Aquitania, in Francia. Le diocesi di Bordeaux, di La Rochelle e di Saintes iscrivono stabilmente la sua festa al giorno undici luglio, tramandando la memoria di un pastore che ha nobilitato la terra di Francia con la fede, la cultura e le opere di pietra e di carità.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Leonzio II, il Giovane?

La sua festa si celebra l'undici luglio ed è iscritta nel martirologio per le diocesi di Bordeaux, di La Rochelle e di Saintes.

Di cosa è patrono San Leonzio II, il Giovane?

Egli è particolarmente legato alle comunità e alle diocesi di Bordeaux, di La Rochelle e di Saintes.

A Bordeaux in Aquitania, in Francia, san Leonzio, vescovo, che fu vanto del popolo e della città e rifulse quale costruttore di edifici di culto, restauratore del battistero e silenzioso benefattore dei poveri. — Martirologio Romano