11 gennaio
San Leucio di Brindisi
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini in Egitto e la formazione
Le vicende terrene di san Leucio si collocano a cavallo tra il quarto e il quinto secolo e traggono le loro radici in Alessandria d'Egitto, dove il santo sarebbe nato da Eudecius ed Euphrodisia. I genitori avrebbero inizialmente imposto al fanciullo il nome di Eupressius. La prima formazione di Leucio avvenne in una comunità monacale egiziana dopo la morte della madre. Il titolo della comunità monacale egiziana esprime un collegamento alla presenza o memoria di sant'Ermete. Sant'Ermete fu martirizzato con Efrem dagli ariani in un periodo di poco posteriore all'esilio atanasiano del 356. Sant'Ermete visse in un monastero dell'alto Egitto. Il titolo del monastero offre un importante referente cronologico essendo seriore rispetto alla morte del santo. Un unico possibile riferimento diretto a Leucio in questo periodo potrebbe essere la partecipazione di un diacono omonimo al sinodo di Mariut. Il diacono omonimo fu difensore dell'ortodossia nicena trionfata con l'editto di Tessalonica del 380. Una visione celeste, ricorrendo la festa dell'Assunzione della Vergine, fece mutare nome ad Eudecius in Eudechius e ad Eupressius in Leucius. Atanasio morì nel 373 ed è difficile pensare a un trasferimento di Leucio da Alessandria connesso ad iniziative di Atanasio per assenza di riferimenti coevi. Leucio, monaco vicino alle esperienze di Ermete ed Efrem e difensore dell'ortodossia a Mariut, potrebbe essere giunto nel Salento nei primi del quinto secolo come profugo o visitatore. Negli scritti l'Egitto e Alessandria appaiono in preda al caos. Le forze del bene e del male si fronteggiano ovunque e Leucio deve offrire continue conferme a un popolo che segue l'errore.
L'arrivo nel Salento e l'evangelizzazione
Spinto da una visione dopo essere stato ordinato vescovo, Leucio si mosse verso Brindisi per il suo apostolato missionario. Leucio voleva restituire Brindisi all'ortodossia liberandola da errate interpretazioni cristologiche e dal paganesimo. A Brindisi non vi era la stessa tensione presente in Alessandria tra cristiani e pagani in età teodosiana. Leucio salpò da Alessandria e si fermò ad Adrianopoli, forse da intendersi come Andria. Leucio si fermò poi ad Otranto. Leucio giunse infine a Brindisi grazie a una nave dalmata. Leucio sbarcò nel seno di ponente, non longe ab urbe. Leucio si rese presto conto dell'esistenza di un forte partito pagano a Brindisi capeggiato da Antioco. Il partito pagano aveva come riferimenti cultuali essenziali il sole e la luna. Antioco chiese e ottenne per la conversione un segno, ossia la pioggia che non cadeva da due anni. Durante una siccità tipica della Puglia Leucio ottenne con le sue preghiere una pioggia abbondante e provvidenziale. A causa del miracolo della pioggia molti pagani si convertirono. La conversione legata al prodigio è un topos ricorrente in molte vite di santi. Leucio aveva predicato poco fuori la porta occidentale della città, presso l'anfiteatro. Brindisi era allora un importante centro marittimo del mondo romano, porto per l'Oriente e sede di colonie e gruppi di orientali. I gruppi di orientali diffondevano il Vangelo professato nelle loro terre di origine. Si ritiene che Leucio fosse uno di questi orientali. A Brindisi il cristianesimo poteva essere conosciuto ma non largamente condiviso all'epoca di Leucio. Erano diffusi culti astrali riferibili al Sole e alla Luna. Si può pensare al culto del dio Mitra, il sole invincibile, i cui misteri celebravano in ipogei con una complessa iniziazione in sette gradi simile a quella gnostica. Giustino rilevò per tempo commistioni, somiglianze e analogie fra cristianesimo e mitraismo anche sul piano cultuale. Le somiglianze rilevate da Giustino potrebbero aver reso di fatto maggiore efficacia all'azione evangelizzatrice di Leucio dalla cattedra brindisina. Leucio dovette conferire alla chiesa locale una strutturazione forse prima sconosciuta. I documenti del quinto secolo lasciano intravedere la strutturazione ecclesiale conferita da Leucio. Esiste una seriore convinzione secondo cui Leucio avrebbe fondato la sede episcopale di Brindisi. È corretta la convinzione che a Leucio si dovesse la prima massiva evangelizzazione del Salento. Leucio fondò la diocesi di Brindisi di cui divenne il primo vescovo. Leucio poté promuovere l'edificazione in media civitate di una chiesa dedicata alla Vergine e a San Giovanni Battista. Leucio edificò una chiesa dedicata a Santa Maria e San Giovanni Battista. Le vicende di san Leucio sono trasmesse dalla Vita Leucii. La Vita Leucii è letteratura di edificazione spirituale utilizzabile solo con molta cautela come fonte storica. La Vita Leucii può essere utilizzata in particolare per i riferimenti alla topografia di Brindisi e suoi edifici di culto, una volta eliminati i topoi comuni. Leucio sarebbe morto l'undici gennaio sotto l'imperatore Teodosio I tra il 379 e il 385 o, più verosimilmente, Teodosio II tra il 408 e il 450.
Il culto, le reliquie e le traslazioni
Dopo la morte, Leucio fu sepolto nel cuore della necropoli pagana di Brindisi, nell'attuale quartiere Cappuccini. Il luogo della sepoltura è dove il santo primo appedavit et de navi descendit. Nel sesto secolo il corpo di Leucio era già meta d'intensi pellegrinaggi al suo martyrium, come informa Gregorio Magno. Il corpo di Leucio fu traslato da Brindisi a Trani in questo periodo. Il corpo di Leucio fu riposto nel sacello sotto la Cattedrale di Trani. Dopo le invasioni longobarde del 768 gli abitanti di Trani s'impadronirono del corpo del santo portandolo nella loro città. Il corpo di san Leucio fu poi traslato da Trani a Benevento, centro del culto dei santi dell'Italia meridionale e sede del ducato longobardo. Il corpo di san Leucio si conserva ancora a Benevento, tranne un braccio che nel nono secolo fu riportato a Brindisi. La reliquia del braccio fu ottenuta dal vescovo Teodosio nel nono secolo. La reliquia fu ottenuta perché fosse riposta nella grande basilica eretta allora. La basilica del nono secolo fu eretta dove era stato il martyrium ad onore del santo. La diffusione del culto di san Leucio in Italia meridionale coincise con la conversione al cristianesimo dei longobardi del ducato di Benevento. Il ducato di Benevento fu compreso tra Brindisi dal tardo settimo secolo alla prima metà del nono. La conversione dei longobardi fu opera di san Barbato morto nel 680 e della duchessa Teoderada morta nel 706. Leucio fu inizialmente considerato un martire. Leucio è stato poi classificato come confessore non essendoci nessuna testimonianza di un martirio. Il Martirologio Geronimiano conferma la classificazione come confessore riportandolo all'undici gennaio. La tradizione brindisina classifica Leucio come vescovo di Brindisi morto in pace. Molte sedi episcopali di Terra d'Otranto esigono Leucio come protagonista delle leggende di fondazione. La presenza di Leucio nelle leggende di fondazione significa l'originario rapporto di filiazione con la cattedra di Brindisi. La cattedra di Brindisi fu primaziale nella regione nei primi secoli. Il culto del santo si diffuse molto per tempo in tutta la regione e in Puglia. Varie zone rurali portano il nome di san Leucio. Il culto del santo raggiunse anche Roma. A Roma esisteva un monastero sotto il titolo di san Leucio già nel sesto secolo. Il santo ha avuto e ha venerazione a Benevento, Caserta, Capua e negli Abruzzi. Oltre che a Brindisi, di cui è protettore della Diocesi, è molto venerato anche a Trani, Lecce, Benevento, Caserta e Capua. Ad Atessa è dedicata a san Leucio la chiesa episcopale. Nella chiesa episcopale di Atessa si conserva un fossile cui è legata una leggenda leuciana. Il vescovo di Brindisi avrebbe ucciso un drago che da tempo terrorizzava la popolazione. Il vescovo avrebbe donato alla popolazione la costola del drago a testimonianza della sua opera. In seguito all'uccisione del drago vi fu la proclamazione di Leucio a protettore della città. In onore di Leucio fu eretta la Cattedrale tra i due colli di Ate e Tixa. I colli Ate e Tixa corrispondono ai primitivi rioni di San Michele e Santa Croce. La Cattedrale fu eretta là dove dimorava il drago. Leucio si trova alle origini dell'esperienza cristiana nel Salento. Nel martirologio san Leucio è ricordato a Brindisi e venerato come primo vescovo di questa città. Le fonti storiche collocano le origini del culto nel secondo secolo.
La Cattedrale di Brindisi e il Borgo di San Leucio
Nella basilica Cattedrale di Brindisi gli fu dedicato nel 1771 l'altare che chiude la navata sinistra. Sull'altare della Cattedrale di Brindisi Leucio è rappresentato in una tela dipinta da Oronzo Tiso vissuto tra il 1726 e il 1800. Nella Cattedrale di Brindisi si conserva la reliquia del braccio del santo. A Canosa recenti scavi hanno portato alla luce una basilica del quinto secolo dedicata a san Leucio. Al nome del santo è intestato il Borgo in provincia di Caserta. Il borgo casertano sorto intorno alla manifattura nacque dove era una chiesetta longobarda dedicata a san Leucio vescovo di Brindisi. Nel Settecento Ferdinando IV di Borbone creò nel borgo una manifattura della seta. L'iniziativa della manifattura ebbe una grande risonanza. Le stoffe chiamate sete di San Leucio erano richieste in tutta Europa. Il borgo e la manifattura facevano parte di un disegno di una città modello. La città modello aveva leggi e ordinamenti sociali ideali ispirate alle dottrine del Filangieri e di Bernardo Tanucci. Nel borgo l'educazione era fondamentale per la tranquillità sociale. La buona fede era la prima delle virtù nel borgo. Il merito era la sola distinzione fra le persone nel borgo. Nel borgo era d'obbligo l'eguaglianza nel vestire. Il matrimonio nel borgo era consentito solo ai bravi nel lavoro. Nel borgo furono aboliti testamenti e doti. Gli sposi del borgo avevano libera scelta del coniuge. Nel borgo fu istituita una cassa di previdenza e un fondo comune per gli orfani. Nel borgo l'istruzione era obbligatoria dai sei anni. Nel borgo vigeva l'uguaglianza fra uomini e donne. La società del borgo nel Settecento era una grande innovazione sociale anticipatrice dei movimenti ideologici e sociali futuri in Italia e in Europa. Con la caduta dei Borboni e l'incameramento dei loro beni da parte dello Stato unitario italiano la celebre manifattura decadde. Con la decadenza della manifattura decadde anche l'ideale sociale del Borgo di San Leucio durato un secolo. Oggi il Borgo di San Leucio è meta di turisti che dalla vicina Reggia di Caserta si allungano a visitare ciò che è rimasto di un sogno. Il borgo è ancora tutto intestato al santo vescovo brindisino Leucio.
Il ministero apostolico
Il cammino di San Leucio ha inizio tra le antiche tradizioni spirituali di Alessandria d'Egitto, culla di una fede che egli scelse di portare in occidente. Giunto nel Salento come missionario, il suo impegno non fu soltanto un'opera di conversione intellettuale, ma un vero e proprio atto di edificazione della Chiesa. In un tempo segnato da profondi mutamenti, egli seppe farsi guida per la comunità di Brindisi, agendo con lo zelo tipico di chi ha contemplato la luce della Parola e desidera condividerla con ogni uomo. L'evangelizzazione della città non fu un evento isolato, ma il frutto di una presenza costante e illuminata.
Il segno tangibile di questo ministero episcopale rimane la fondazione della prima chiesa dedicata a Maria e a San Giovanni Battista, un luogo che divenne il cuore pulsante della vita liturgica e comunitaria. In questo spazio sacro, le genti del tempo poterono attingere alla grazia dei sacramenti, trovando conforto e orientamento. La sua figura, inscritta nel Martirologio Geronimiano come confessore, ci restituisce l'immagine di un pastore che ha saputo coniugare la fermezza della dottrina con la mitezza del servizio monastico. Nonostante le vicende storiche abbiano portato le sue reliquie lontano dal luogo del suo riposo terreno, traslate prima a Trani e poi a Benevento, il legame tra il vescovo egiziano e il territorio brindisino rimane intatto, celebrato in quella continuità di fede che unisce le generazioni nel ricordo del suo instancabile apostolato.
Il culto e la memoria
La venerazione verso San Leucio di Brindisi ha attraversato i secoli, radicandosi profondamente nella pietà popolare. La sua memoria, fissata nell'undicesimo giorno di gennaio, invita la Chiesa a far memoria di un testimone che, giungendo da lontano, ha saputo farsi fratello e padre per le genti di Puglia. La classificazione nel Martirologio Geronimiano come confessore della fede sottolinea la coerenza di una vita spesa integralmente per il Vangelo, senza cercare gloria terrena, ma confidando unicamente nella provvidenza divina.
Il percorso delle sue spoglie, che dalla città di Brindisi hanno raggiunto Trani e infine Benevento, testimonia quanto la figura di questo vescovo sia stata sentita come un dono prezioso per le diverse comunità cristiane. Tale peregrinazione non ha disperso il culto, ma lo ha piuttosto moltiplicato, estendendo il patrocinio del santo su diverse realtà. Ancora oggi, invocare San Leucio significa richiamare alla mente il valore del missionario che lascia la propria terra per amore del Regno, ricordandoci che ogni cristiano è chiamato a essere, nel proprio quotidiano, un annunziatore di speranza e un costruttore di comunione fraterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Leucio di Brindisi?
La festa di San Leucio si celebra l'undici gennaio, data riportata anche nel Martirologio Geronimiano.
Di cosa è patrono San Leucio di Brindisi?
San Leucio è protettore della Diocesi di Brindisi e della città di Atessa.
A Brindisi, san Léucio, venerato come primo vescovo di questa città. — Martirologio Romano