23 settembre
San Lino
Papa e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto dei tempi difficili
San Lino vive in tempi terribili insieme ai cristiani di Roma. Nell'estate del sessantaquattro un incendio distrugge i tre quarti di Roma e la colpa viene attribuita all'imperatore Nerone. Nerone reagisce all'accusa scatenando una persecuzione generale contro i cristiani. San Pietro incoraggia i cristiani nella sua prima lettera riguardo alla prova del fuoco e alle sofferenze di Cristo. San Pietro muore nella persecuzione neroniana, forse nel sessantasette. Lino succede a san Pietro in un tempo di delitto e di tragedia. Nerone muore nel sessant八 facendosi trafiggere da un servo. Nel sessantotto avvengono le uccisioni dei successori Galba, Ottone e Vitellio. Nel sessantanove con Vespasiano arrivano ordine e pace a Roma. In Palestina scoppia la guerra giudaica contro il dominio romano. Nel settembre del settanta Gerusalemme viene occupata dalle truppe di Tito, figlio di Vespasiano, e il tempio viene profanato e distrutto. La distruzione di Gerusalemme causa vicende laceranti per ebrei e cristiani e viene vista da alcuni come segnale di calamità universali imminenti e della fine del mondo.
Il cammino apostolico
La vicenda terrena di San Lino si intreccia indissolubilmente con la nascita della gerarchia ecclesiastica. Originario di Volterra, egli fu chiamato a un compito di enorme responsabilità in un momento di grande prova per i credenti, assumendo il ministero di vescovo di Roma dopo San Pietro. In quella fase delicata, segnata dalla necessità di dare stabilità alla missione, San Lino operò con prudenza e lungimiranza, comprendendo che la Chiesa aveva bisogno di una forma visibile e di ministri dedicati alla cura del gregge. La sua azione si tradusse concretamente nella nomina di vescovi e presbiteri, figure incaricate di presidiare la comunità e di garantire la fedeltà al messaggio ricevuto dagli apostoli.
Oltre all'impegno per la struttura organizzativa, San Lino si preoccupò di definire i comportamenti adeguati al mistero che si compie nell'assemblea liturgica. A lui viene attribuita l'istituzione dell'obbligo, per le donne, di coprirsi il capo durante la celebrazione eucaristica, un segno di rispetto e di raccoglimento che rifletteva la solennità del sacramento. La sua figura, pur immersa nella semplicità delle origini, appare come quella di un pastore attento sia alla coesione interna che alla dignità del culto. La sua testimonianza, che si spense nella città di Roma, ci ricorda che l'edificazione della Chiesa è un'opera che richiede perseveranza e un costante sguardo rivolto alla santità del rito e alla comunione fraterna.
La memoria liturgica
Il ricordo di San Lino viene celebrato con solennità dalla Chiesa universale, che ne iscrive la memoria nel Martirologio Romano il giorno ventitré settembre. Questa ricorrenza non rappresenta soltanto un atto di devozione verso un uomo che ha servito il Signore nelle prime ore del cristianesimo, ma costituisce un invito a riflettere sulle radici stesse della nostra fede. Venerare San Lino significa riconoscere la continuità del ministero petrino e la fedeltà con cui i primi successori hanno saputo custodire e trasmettere il sacro deposito della fede.
Sebbene il tempo abbia sfumato i contorni biografici di molti testimoni del primo secolo, la figura di questo papa e martire resta salda nella preghiera e nel cuore dei fedeli. Ogni anno, la data del ventitré settembre rinnova il legame profondo tra la Chiesa contemporanea e le sue origini apostoliche. È un momento privilegiato per invocare la sua intercessione affinché, sull'esempio di colui che fu tra i primi a guidare il popolo di Dio, anche noi possiamo camminare con rettitudine e spirito di servizio, contribuendo con la nostra vita alla crescita dell'unità e della pace tra tutti i credenti.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Lino?
San Lino si festeggia il ventitré settembre, con una commemorazione liturgica a Roma.
A Roma, commemorazione di san Lino, papa, al quale, come scrive sant’Ireneo, i beati Apostoli affidarono la cura episcopale della Chiesa fondata a Roma e che san Paolo Apostolo ricorda come suo compagno. — Martirologio Romano