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30 ottobre

San Marcello di Tangeri

Martire venerato a Leon

Aggiornato il 15 settembre 2026

La passio e le fonti storiche

La passio di Marcello è pervenuta alla posterità in due recensioni e trova testimonianza in manoscritti dispersi nelle biblioteche di Roma, Bruxelles, Londra, Madrid, León, Bordeaux e altre città. Il nucleo originale di questo testo è ampiamente riconosciuto come autentico e consta di due verbali d'interrogatorio avvenuti in due diversi tribunali, a distanza di tre mesi e in due località differenti. Nel corso del tempo, la stesura originaria ha ricevuto importanti studi filologici e critiche edizioni a stampa. La passio fu pubblicata per la prima volta da Ruinart e in seguito ripresa da Allard. Negli anni successivi, l'opera fu pubblicata di recente da Delehaye nel 1923, seguita dalle edizioni curate da García Villada nel 1929, da J. González nel 1943 e da B. De Gaiffier nel 1943. Un'ulteriore pubblicazione fu curata da R. Rodriguez nel 1948. Intorno all'undicesimo secolo furono inserite nella passio alcune interpolazioni, le quali fecero di Marcello lo sposo di santa Nonia e il padre di dodici figli. Questi dodici figli attribuiti a Marcello portano i nomi di Claudio, Lupercio, Vittorico, Facondo, Primitivo, Emeterio, Celidonio, Servando, Germano, Fausto, Gennaro e Marziale. L'origine e l'evoluzione di questa leggenda sono profondamente radicate nella tradizione cristiana del popolo di León, e l'intera evoluzione è stata accuratamente studiata proprio da B. De Gaiffier.

Il martirio a Tangeri

Il ventuno luglio del duecentonovantotto si celebrava la festa degli augusti imperatori nell'odierno Marocco. In quella data Marcello, centurione ordinario, gettò le sue armi, la cintura militare e la vita stessa davanti alle insegne, alla presenza della truppa riunita. Marcello proclamò la sua rinuncia al servizio militare per servire nella milizia di Cristo, professando fermamente di essere cristiano e di non poter più obbedire adeguatamente al giuramento militare, ma solo a Gesù Cristo mentre tutti gli altri sacrificavano agli dei. Il ventotto luglio Marcello fu interrogato dal preside Fortunato, il quale, considerata la gravità del delitto, decise di rimandarlo al superiore gerarchico Aurelio Agricolano di Tangeri. Il trenta ottobre Marcello fu nuovamente interrogato a Tangeri e in quella stessa data fu condannato a morte. Egli subì il martirio per decapitazione a Tangeri in Mauritania, nel territorio che oggi corrisponde al Marocco.

La devozione e la chiesa a León

Marcello è un autentico martire africano, ma soltanto nelle successive interpolazioni della passio, operate da scrittori spagnoli, egli fu trasformato in cittadino di León. Questa trasformazione si basava sul falso fondamento che il santo appartenesse alla legio Traiarti, presunta fondatrice di quella città. La devozione che aveva fatto di Marcello il patrono principale della città di León era nata e si era sviluppata lontano dai suoi resti mortali, poiché le sue spoglie si conservavano a Tangeri. Secondo la tradizione, all'avvento della pace costantiniana venne costruita a León una chiesa dedicata a Marcello. Il codice undici dell'Archivio della cattedrale di León riferisce che Ramiro primo restaurò la chiesa di san Marcello nel suburbio legionense nei pressi della Porta Cauriense, fuori le mura della città, tra l'ottocentoquarantadue e l'ottocentocinquanta. Presso la chiesa di san Marcello sorse un monastero nel quale abitò l'insigne teologo legionense san Martino. Nel dodicesimo secolo sorse inoltre un ospedale con lo stesso nome presso la medesima chiesa. Nel sedicesimo secolo fu fatta l'identificazione della presunta casa del martire a León nei pressi della Porta Cauriense, e oggi quel luogo è trasformato in cappella dedicata al Cristo della Vittoria.

La traslazione delle reliquie e il culto

Subito dopo la liberazione di Tangeri ad opera del re del Portogallo, León richiese le spoglie del suo martire, sebbene le città di Jerez e Siviglia se ne disputassero il possesso. Il ventinove marzo millenquattrocentonovantatré i resti di Marcello, portati dallo stesso re Ferdinando il Cattolico, fecero il loro ingresso a León. Secondo documenti contemporanei conservati nell'archivio municipale, le spoglie ebbero un'accoglienza eccezionale e furono collocate nella chiesa dedicata a Marcello. Le reliquie si conservano oggi in un'arca d'argento sull'altare maggiore. Sull'altare maggiore si trovano anche una pergamena che narra l'ingresso nella città e i miracoli accompagnatori, i documenti relativi alla donazione di una reliquia di Marcello alla chiesa di san Gil di Siviglia, e alcune lettere del re Enrico quarto di Castiglia e di Isabella la Cattolica indirizzate al papa Sisto quarto sulla traslazione del corpo del martire a León. In passato, le reliquie venivano portate in processione insieme con quelle di san Froilano in occasione di grandi calamità pubbliche. Ogni anno il nove ottobre, data della festa, il capitolo cattedrale e la giunta comunale della città si recano processionalmente al tempio di Marcello per assistere alla Messa solenne. Durante questa ricorrenza, i canonici e i consiglieri comunali si dispongono alternati per simboleggiare il comune e uguale diritto di patronato sulla chiesa di san Marcello. Per molti secoli, inoltre, il sindaco custodiva una delle chiavi dell'arca che racchiude le reliquie del santo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Marcello di Tangeri?

La festa liturgica si celebra il trenta ottobre, mentre il nove ottobre si tiene una solenne processione con la partecipazione del capitolo cattedrale e della giunta comunale.

Di cosa è patrono San Marcello di Tangeri?

San Marcello è il patrono principale della città di León.

A Tangeri in Mauritania, nell’odierno Marocco, passione di san Marcello, centurione, che nella festa dell’imperatore, mentre tutti sacrificavano agli dei, gettò la cintura militare, le armi e la vita stessa davanti alle insegne, professando di essere cristiano e di non poter più obbedire adeguatamente al giuramento militare, ma solo a Gesù Cristo, subendo per questo il martirio per decapitazione. — Martirologio Romano