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25 aprile

San Marco

Evangelista

San Marco

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini a Gerusalemme e i primi passi nella fede

La figura dell'evangelista Marco è nota attraverso gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di san Pietro e san Paolo. Le date di riferimento per la vita di san Marco risalgono al primo secolo. Il vero nome ebraico di Marco era Giovanni, mentre usava il nome Marco per presentarsi nel mondo greco-romano. Marco era figlio di Maria, una vedova benestante di Gerusalemme. La madre di Marco metteva a disposizione la sua casa e l'annesso orto degli ulivi a Gerusalemme per il Maestro. L'Ultima Cena fu consumata nella grande sala della casa di Maria. Gli apostoli si radunavano nella casa di Maria dopo la Passione e fino alla Pentecoste. Marco non fu un discepolo di Gesù e probabilmente non lo conobbe di persona. Alcuni studiosi identificano Marco con il giovane che, secondo il Vangelo di Marco, seguì Gesù dopo l'arresto nel Getsemani avvolto in un lenzuolo. I soldati tentarono di catturare il giovane nell'orto, ma egli fuggì nudo lasciando il lenzuolo nelle loro mani. Marco fu uno dei primi battezzati da san Pietro. Pietro frequentava assiduamente la casa di Marco e lo chiamava spiritualmente mio figlio. San Marco seguì poi i passi di san Pietro, che lo chiamò figlio. Marco era discepolo degli Apostoli.

Il primo viaggio con Paolo e Barnaba e la momentanea sosta

Nel quarantaquattro Paolo e Barnaba, parente di Marco, tornarono a Gerusalemme da Antiochia. Paolo e Barnaba erano stati mandati dagli Apostoli ad Antiochia ed furono ospiti nella casa di Maria. Giovanni Marco ascoltò i racconti di Paolo e Barnaba sulla diffusione del Vangelo ad Antiochia. Giovanni Marco accompagnò Paolo e Barnaba nel loro primo viaggio apostolico fino a Cipro. A Gerusalemme san Marco accompagnò dapprima san Paolo nel suo apostolato. Giovanni Marco rinunciò a proseguire quando Paolo e Barnaba decisero di raggiungere Antiochia attraverso una regione inospitale e paludosa sui monti del Tauro. Spaventato dalle difficoltà del viaggio, Giovanni Marco se ne tornò a Gerusalemme. Nel quarantanove Paolo e Barnaba tornarono a Gerusalemme per difendere i Gentili convertiti a cui i giudei cristiani volevano imporre la legge mosaica per il battesimo. Paolo e Barnaba furono nuovamente ospiti della vedova Maria a Gerusalemme. Marco volle seguire di nuovo Paolo e Barnaba ad Antiochia per farsi perdonare la precedente rinuncia. Per il successivo viaggio apostolico, Paolo non si fidò di Marco e preferì Sila come compagno per l'Asia Minore. Barnaba si spostò a Cipro portando con sé Marco.

La riconciliazione e il servizio accanto a Pietro e Paolo

Nel sessanta Pietro inviò i saluti di Marco nella sua prima lettera da Roma ai cristiani dell'Asia Minore, segno della fiducia riconquistata. Marco divenne fedele collaboratore di Paolo e lo seguì a Roma. Nel sessantuno Paolo era prigioniero a Roma in attesa di giudizio e menzionò Marco definendolo il nipote di Barnaba nei saluti ai Colossesi. Paolo chiese a Timoteo nella sua seconda lettera da Roma di portargli Marco perché utile per il ministero. Marco giunse forse in tempo per assistere al martirio di Paolo a Roma. Marco rimase certamente a Roma al servizio di Pietro. Durante gli anni accanto a Pietro, Marco trascrisse la narrazione evangelica del principe degli apostoli secondo la tradizione. Si tramanda che a Roma Marco abbia raccolto nel Vangelo le catechesi dell'Apostolo Pietro. Marco scrisse il Vangelo senza elaborazioni o schemi personali, conferendogli la scioltezza, vivacità e rudezza di un racconto popolare. Marco fu collaboratore di Pietro nella predicazione del Vangelo. Marco fu interprete e portavoce autorizzato di Pietro nella stesura del Vangelo. Marco ha trasmesso la catechesi del Principe degli Apostoli predicata ai primi cristiani, specialmente nella Chiesa di Roma.

La stesura del Vangelo e i tratti dell'opera

Il Vangelo di Marco è collocato cronologicamente tra quello di Matteo, scritto verso il quaranta, e quello di Luca, scritto verso il sessantadue. La maggioranza degli studiosi considera Marco come lo stenografo di Pietro. Il Vangelo di Marco fu scritto tra il cinquanta e il sessanta nel periodo in cui egli si trovava a Roma accanto a Pietro. Il racconto evangelico di Marco è scritto con vivacità e scioltezza in sedici capitoli. Il Vangelo di Marco segue uno schema semplice composto da predicazione del Battista, ministero di Gesù in Galilea, cammino verso Gerusalemme e ingresso solenne, Passione, Morte e Resurrezione. Il tema dell'annunzio di Marco è la proclamazione di Gesù come Figlio di Dio. Gesù nel Vangelo di Marco è rivelato dal Padre, riconosciuto dai demoni e rifiutato da folle, capi e discepoli. Il momento culminante del Vangelo di Marco è la professione del centurione romano pagano ai piedi di Gesù crocifisso.

La missione ad Aquileia, il sogno nelle isole Rialtine e il martirio ad Alessandria

Pietro inviò Marco a evangelizzare l'Italia settentrionale dopo il consolidamento della comunità cristiana di Roma. Marco convertì Ermagora ad Aquileia, il quale divenne il primo vescovo della città. Lasciata Aquileia, Marco si imbarcò e fu sorpreso da una tempesta. Marco approdò sulle isole Rialtine, primo nucleo della futura Venezia. Nelle isole Rialtine Marco si addormentò e sognò un angelo che lo salutò dicendo Pax tibi Marce evangelista meus. L'angelo promise a Marco che avrebbe dormito in quelle isole in attesa dell'ultimo giorno. Secondo un'antichissima tradizione, Pietro inviò Marco ad evangelizzare Alessandria d'Egitto. Si tramanda che Marco abbia fondato la Chiesa di Alessandria. Marco fondò la Chiesa locale di Alessandria d'Egitto e ne divenne il primo vescovo. Nella zona di Alessandria Marco subì il martirio. Marco fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperità. Il corpo di Marco fu lacerato dalle pietre e ridotto a una ferita sanguinante. Marco trascorse una notte in carcere dove fu confortato da un angelo. Marco fu trascinato nuovamente per le strade di Bucoli fino alla morte. Marco morì il venticinque aprile dell'anno settantadue, all'età di cinquantasette anni secondo gli Atti di Marco. Ebrei e pagani tentarono di bruciare il corpo di Marco. Un violento uragano disperse la folla, permettendo ai cristiani di recuperare il corpo e seppellirlo in una grotta a Bucoli. Nel quinto secolo il corpo di Marco fu traslato nella zona del Canopo.

Il trasferimento delle reliquie a Venezia e la fondazione della Basilica

La chiesa costruita al Canopo di Alessandria che custodiva le reliquie di Marco fu incendiata nel seicentoquarantaquattro dagli arabi. La chiesa di Alessandria fu ricostruita dai patriarchi Agatone, vissuto dal seicentosessantadue al seicentosettanta, e Giovanni di Samanhud, vissuto dal seicentosettanta al seicentosettantanove. Nell'ottocentoventotto i mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello approdarono ad Alessandria. I due mercanti si impossessarono delle reliquie di Marco minacciate dagli arabi e le trasferirono a Venezia. Le reliquie giunsero a Venezia il trentuno gennaio dell'ottocentoventotto dopo aver superato il controllo degli arabi, una tempesta e l'arenarsi su una secca. Le reliquie furono accolte dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del doge Agnello. Le reliquie furono riposte provvisoriamente in una piccola cappella identificata oggi nel luogo del tesoro di San Marco. La costruzione della basilica fu portata a termine nell'ottocentotrentadue dal doge Giovanni, fratello e successore di Giustiniano. Dante scrisse che cielo e mare posero mano alla basilica. La Basilica di San Marco è un prodigio di marmi e d'oro al confine dell'arte. La basilica fu distrutta da un incendio nel novecentosettantasei provocato dal popolo in rivolta contro il doge Candiano quarto, vissuto dal novecentocinquantanove al novecentosettantasei. Il doge Candiano quarto si era rifugiato nella basilica insieme al figlio durante la rivolta. Nell'incendio del novecentosettantasei fu distrutto anche il vicino Palazzo Ducale. Tra il novecentosettantasei e il novecentosettantotto il doge Pietro Orseolo primo il Santo ristrutturò a sue spese il Palazzo e la Basilica. L'attuale Terza San Marco fu iniziata nel mille sessantatré per volontà del doge Domenico primo Contarini. La basilica fu completata nei mosaici e nei marmi dal doge successivo Domenico Selvo, vissuto dal mille settantuno al mille ottantaquattro. La basilica fu consacrata nel mille novantaquattro sotto il dogado di Vitale Falier.

Il patronato della Serenissima e la memoria liturgica

Nel mille settantuno san Marco fu scelto come titolare della basilica e patrono principale della Serenissima al posto di san Teodoro. San Teodoro era stato l'unico santo militare venerato dappertutto fino all'undicesimo secolo. Le due colonne tra il molo e la piazzetta portano il leone alato di san Marco e il santo guerriero Teodoro che uccide un drago simile a un coccodrillo. La consacrazione della basilica avvenne il venticinque aprile del mille novantaquattro. La consacrazione fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere per ritrovare le reliquie di cui si ignorava l'ubicazione. Dopo la Messa celebrata dal vescovo si spezzò il marmo di un pilastro della navata destra a lato dell'ambone. Comparve la cassetta con le reliquie e un profumo dolcissimo si sparse per la basilica. Il leone alato che artiglia un libro con la scritta Pax tibi Marce evangelista meus divenne lo stemma della Serenissima. San Marco è patrono di Venezia. San Marco è patrono dei notai, scrivani, vetrai, pittori su vetro e ottici. La festa di san Marco è il venticinque aprile.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Marco?

La festa di San Marco si celebra il venticinque aprile.

Di cosa è patrono San Marco?

San Marco è patrono di Venezia, dei notai, degli scrivani, dei vetrai, dei pittori su vetro e degli ottici.

Festa di san Marco, Evangelista, che a Gerusalemme dapprima accompagnò san Paolo nel suo apostolato, poi seguì i passi di san Pietro, che lo chiamò figlio; si tramanda che a Roma abbia raccolto nel Vangelo da lui scritto le catechesi dell’Apostolo e che abbia fondato la Chiesa di Alessandria. — Martirologio Romano