La figura di San Marco Evangelista, vissuta nel primo secolo dell'era cristiana, si staglia alle origini della Chiesa apostolica come testimone e custode della predicazione di Pietro e Paolo. Nato a Gerusalemme nell'anno quindici e morto ad Alessandria d'Egitto il venticinque aprile dell'anno settantadue all'età di cinquantasette anni, egli compì un cammino umano e spirituale intenso, segnato da errori giovanili, da una fiducia riconquistata e da un martirio cruento. La tradizione lo venera come l'autore del secondo Vangelo, scritto con uno stile vivo e popolare che raccoglie la catechesi del Principe degli Apostoli, e come il fondatore della comunità cristiana d'Egitto.
Nel corso dei secoli la sua memoria è stata custodita con profonda devozione, legandosi in modo indissolubile alla città di Venezia, che ne accoglie le reliquie trafugate da Alessandria e ne innalza il leone alato a simbolo di gloria e protezione. San Marco è ricordato non soltanto per il suo servizio alla parola di Dio e per il sangue versato per la fede, ma anche come celeste patrono della Serenissima e protettore di numerose categorie di lavoratori, offrendo ancora oggi ai credenti un esempio luminoso di fedeltà al Vangelo dopo il perdono ricevuto.
San Pasicrate e San Valenzio sono due figure luminose della Chiesa del quarto secolo, testimoni coraggiosi che hanno sigillato la propria fede con il dono supremo della vita nella città di Durostoro, in Mesia. In un tempo segnato dalla dura persecuzione dell'imperatore Diocleziano, essi scelsero di restare fedeli al Vangelo, affrontando con fermezza le autorità romane e rifiutando categoricamente di piegare le ginocchia dinanzi al culto degli idoli, pagando il prezzo della loro coerenza con il martirio.
La memoria di questi due soldati, arruolati nelle legioni romane ma servitori del Re dei re, è giunta fino a noi come un monito di dedizione e integrità spirituale. Mentre Pasicrate si distinse per un gesto di sprezzante rifiuto verso la divinità pagana di Apollo, Valenzio, pur avendo attraversato il tormento di un'iniziale esitazione, seppe ritrovare la luce della testimonianza, confermando fino al sacrificio estremo la sua appartenenza a Cristo. La loro decapitazione comune rimane un segno indelebile di fratellanza vissuta nella fede, che invita ancora oggi ogni credente a riflettere sulla preziosità della coerenza cristiana anche nelle ore più buie della prova.
San Pietro di San Giuseppe di Betancur, nato nel milleseicentoventisei a Vilaflor, nelle Isole Canarie, rappresenta una luminosa testimonianza di carità operosa. Laico, giunto nelle Americhe nel milleseicentonovantanove, scelse di dedicare la propria esistenza ai margini della società, trovando la sua dimora definitiva ad Antigua, in Guatemala. La sua vita fu segnata da una profonda umiltà e da un desiderio ardente di servire il prossimo, pur dopo aver incontrato ostacoli nel suo cammino verso il sacerdozio.
Egli è ricordato con gratitudine come il fondatore dell'Ordine dei Betlemiti, istituito nel milleseicentocinquantatré per farsi carico dei poveri e degli infermi. La sua visione pionieristica lo condusse a costruire il primo ospedale al mondo dedicato ai convalescenti, trasformando la cura del corpo e dello spirito in una missione evangelica. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel duemiladue, San Pietro di San Giuseppe di Betancur continua a essere venerato come l'Apostolo del Guatemala, esempio perenne di dedizione cristiana e misericordia verso i sofferenti.
Il Beato Benedetto XII, al secolo Giacomo Fournier, nacque nel tredicesimo secolo a Saverdun nella diocesi di Pamiers da una famiglia umile, con padre mugnaio. Entrato giovanissimo nell'abbazia cistercense di Boulbonne, proseguì i suoi studi a Parigi nel collegio dei Bernardini laureandosi in teologia, per poi trasferirsi nell'abbazia di Font-Froide dove divenne abate nel millenne trecentoundici. Dopo essere stato nominato vescovo di Pamiers nel millenne trecentodiciassette e vescovo di Mirepoix nel millenne trecentoventisei, dimostrando grande zelo contro gli Albigesi e i Valdesi, fu elevato al cardinalato il diciotto dicembre millenne trecentoventisette da papa Giovanni XXII, il quale regnò dal millenne trecentosedici al millenne trecentotrentaquattro. Alla morte di Giovanni XXII ad Avignone il venti dicembre millenne trecentotrentaquattro, i cardinali elessero Giacomo Fournier come suo successore, e fu incoronato papa l'otto gennaio millenne trecentotrentacinque nella chiesa dei Domenicani, diventando il terzo papa del periodo avignonese.
Durante il suo pontificato brillò per sapienza, santità di vita e fortezza nel governo della Chiesa, mantenendo costumi austeri e riprendendo in privato le vesti monastiche cistercensi insieme al regime del chiostro. Si adoperò per eliminare gli abusi della corte pontificia, obbligò i vescovi a risiedere nelle diocesi, vietò il cumulo dei benefici ecclesiastici, soppresse i privilegi dei predecessori e impose regole rigorose riformando gli Ordini Benedettino, Francescano e Domenicano, oltre a condannare i Fraticelli. Definì la dottrina sulla visione beatifica di Dio stabilendo che le anime dei bambini battezzati e dei giusti sono ammesse immediatamente alla visione dell'Eterno. Morì ad Avignone il venticinque aprile millenne trecentoquarantadue e fu sepolto nella cattedrale di Avignone, ricordato come una venerabile figura di testimone della fede del suo tempo.
San Giovanni Battista Piamarta nacque a Brescia nel diciannovesimo secolo, precisamente il ventisei novembre 1841, da genitori di umili condizioni sociali. Il padre lavorava come barbiere e la famiglia affrontò prove assai dure, segnate dalla perdita precoce della madre, di una sorella e di un fratello, nonché dalle difficoltà dovute ai problemi con l'alcol del padre. Cresciuto nella fede attraverso la parrocchia e l'oratorio di San Tommaso, il giovane trovò un impiego presso un materassaio grazie al nonno materno, prima di essere accolto e guidato dal sacerdote don Pancrazio Pezzana, che divenne per lui come un secondo padre e gli aprì le porte del seminario diocesano. Ordinato sacerdote il ventitré dicembre 1865, don Giovanni spese la sua esistenza al servizio della gioventù lavoratrice e bisognosa, fondando istituzioni educative, agricole e tipografiche per sottrarre i ragazzi alla miseria morale e materiale. La sua opera coraggiosa, fondata sulla preghiera e sulla dedizione totale, diede vita alla Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth e a una numerosa schiera di discepoli votati all'istruzione cristiana e professionale dei giovani.
Ricordato dalla Chiesa universale come insigne educatore e pastore zelante, san Giovanni Battista Piamarta morì a Remedello il venticinque aprile 1913, lasciando un'eredità spirituale viva e operosa in Italia e nel mondo. Il suo cammino di santità, riconosciuto attraverso i processi canonici e i miracoli ottenuti per sua intercessione da Bruno Cocchetti e da Estêvão Figueiredo De Paula Pessoa, fu suggellato dalla beatificazione proclamata da san Giovanni Paolo II e dalla canonizzazione presieduta da papa Benedetto XVI il ventuno ottobre 2012. La sua memoria liturgica si celebra il ventisei aprile, giorno successivo alla sua nascita al Cielo, ricordando ai fedeli di ogni tempo la forza redentrice della carità operosa e l'importanza dell'educazione cristiana delle nuove generazioni.
Il Beato Bonifacio di Valperga rappresenta una figura luminosa del dodicesimo e tredicesimo secolo, tempo in cui la dedizione alla Chiesa si intrecciava profondamente con il servizio alle comunità locali. Nato a Torino, egli scelse di consacrare la propria esistenza al Signore entrando nell'abbazia benedettina di Fruttuaria a San Benigno Canavese, luogo di profonda spiritualità e rigore monastico. La sua vita fu caratterizzata da una costante ascesa verso la perfezione evangelica, che lo condusse a ricoprire ruoli di crescente responsabilità pastorale fino alla cattedra episcopale di Aosta.
Egli è ricordato con particolare venerazione per la dedizione con cui seppe guidare la diocesi valdostana per oltre due decenni. La sua figura rimane un esempio di fedeltà al ministero, celebrata dalla Chiesa per la testimonianza di carità e di sapiente governo. Il culto, confermato solennemente da Papa Leone XIII nel 1890, ne tramanda ancora oggi la memoria, invitando i fedeli a guardare alla sua condotta come a un modello di vita cristiana vissuta nella pienezza del servizio e dell'umiltà, in un cammino di santità che ha lasciato un segno indelebile nella storia religiosa di Aosta.
Il Beato Giuseppe Trinità Rangel Montano e i suoi due compagni, il sacerdote Andrea Solá e il laico Leonardo Pérez, sono ricordati come luminosi testimoni della fede cristiana nel Messico del ventesimo secolo. Essi vissero e operarono in un contesto storico segnato da una forte intolleranza e da una drammatica persecuzione religiosa, affrontando la prova suprema con una volontà impavida e un costante desiderio di servire Dio e i fratelli nella semplicità della vita ordinaria. La Chiesa riconosce nella loro beatificazione la grazia divina capace di irrobustire la debolezza umana.
Questi tre uomini si trovarono mirabilmente uniti nel superare il martirio, offrendo la loro vita per Gesù Cristo e per il suo Regno. Condivisero la prigionia e il sacrificio estremo, morendo a motivo della loro fede e perdonando generosamente ai loro carnefici. La loro testimonianza rimane un punto di riferimento fondamentale per la comunità cristiana, un modello di coerenza evangelica e di amore incrollabile per i sacramenti e per la Chiesa cattolica.
Il Beato Paolo Thoj Xyooj è una figura luminosa di laico che, nel cuore del ventesimo secolo, ha offerto la propria esistenza per la diffusione del Vangelo nelle terre del Laos. Nato nel millenovecentoquarantuno a Kiukatiam, egli rappresenta l'esempio di una fede fervente che germoglia e si fa annuncio, portando la luce di Cristo in contesti segnati dalla prova e dalla missione itinerante.
Il suo ricordo è indissolubilmente legato alla sua vocazione di catechista e al suo generoso servizio accanto ai Missionari Oblati di Maria Immacolata. La sua testimonianza giunge fino all'estremo sacrificio, compiuto nel millenovecentosessanta a Muong Met, dove ha condiviso il cammino del martirio con padre Mario Borzaga. Beatificato da Papa Francesco nel duemilasedici, Paolo Thoj Xyooj rimane per ogni credente un modello di dedizione e di fedeltà, capace di testimoniare l'amore di Dio anche di fronte alla minaccia dei guerriglieri Pathet Lao, offrendo la propria giovinezza come seme di speranza per la Chiesa laotiana.
Nel territorio di Piacenza, santa Franca, badessa, che volle entrare nell’Ordine Cistercense, trascorrendo notti intere in preghiera davanti a Dio.
San Febadio di Agen
Vescovo
Ad Agen nella regione dell’Aquitania, in Francia, san Febadio, vescovo, che scrisse un’opera contro gli ariani e protesse il suo popolo dall’eresia.
Santo Stefano di Antiochia
Vescovo e martire
Ad Antiochia di Siria, oggi in Turchia, santo Stefano, vescovo e martire, che patì molto da parte degli eretici che si opponevano al Concilio di Calcedonia e, al tempo dell’imperatore Zenone, morì precipitato nel fiume Oronte.
San Clarenzio di Vienne
Vescovo
A Vienne in Burgundia, nell’odierna Francia, san Clarenzio, vescovo.
Sant' Erminio di Lobbes
Vescovo e abate
A Lobbes nel Brabante in Austrasia, nel territorio dell’odierno Belgio, sant’Erminio, abate e vescovo, che, uomo di intensa preghiera e dotato dello spirito di profezia, succedette a sant’Ursmaro.
Beati Roberto Anderton e Guglielmo Marsden
Martiri
Nell’isola di Wight in Inghilterra, beati Roberto Anderton e Guglielmo Marsden, sacerdoti e martiri, che, condannati a morte sotto la regina Elisabetta I per essere entrati, sia pure solo per naufragio, come sacerdoti in Inghilterra, affrontarono con animo fermo e sereno il martirio.
Sant’ Aniano
Vescovo d’Alessandria d’Egitto
Commemorazione di sant’Aniano, vescovo di Alessandria d’Egitto, che, come attesta sant’Eusebio, nell’ottavo anno dell’impero di Nerone, fu il primo vescovo di questa città dopo san Marco e, uomo accetto a Dio e mirabile sotto ogni aspetto, la resse per ventidue anni.
San Rustico di Lione
Vescovo
San Vingomaro di Quimperlé
Abate
Dal Martirologio Romano
Festa di san Marco, Evangelista, che a Gerusalemme dapprima accompagnò san Paolo nel suo apostolato, poi seguì i passi di san Pietro, che lo chiamò figlio; si tramanda che a Roma abbia raccolto nel Vangelo da lui scritto le catechesi dell’Apostolo e che abbia fondato la Chiesa di Alessandria. — Martirologio Romano