Sant' Egberto di Northumbria visse nell'ottavo secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia della Chiesa attraverso il suo lungo cammino di fede, studio e missione. Nato in Northumbria nel 639, in quel regno anglosassone sorto nel 605 dall'unione di Bernicia e Deira, Egberto scelse la via del monachesimo entrando nel celebre monastero di Lindisfarne, situato su quell'isolotto della Gran Bretagna nel Mare del Nord dove, nel settimo secolo, si erano stabiliti missionari provenienti da Iona. La sua sete di perfezione spirituale e culturale lo condusse poi in Irlanda, per acquisire la superiore cultura di quella terra e perfezionare la sua vocazione. Ospitato nel monastero irlandese di Rathmelsigi, in seguito chiamato Mellifont, Egberto attraversò la prova della malattia durante una grave pestilenza. Colpito dal morbo e miracolosamente guarito dopo aver fatto voto di non fare più ritorno nella sua terra natia, di recitare ogni giorno l'intero salterio e di digiunare un giorno alla settimana per tutta la vita, egli consacrò definitivamente i suoi giorni al Signore, ricevendo la consacrazione sacerdotale. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, Egberto seppe raccogliere attorno a sé numerosi studenti nella sua scuola, attirando anche molti giovani provenienti dall'Inghilterra e adoperandosi con dedizione per l'evangelizzazione di molte regioni d'Europa.
La sua esistenza fu segnata da un costante discernimento della volontà divina, che lo condusse a rinunciare al proprio disegno di evangelizzare la Frisia e la Germania per accogliere una chiamata diversa. Dopo che una tempesta distrusse la nave noleggiata per la partenza, e dopo essere stato scongiurato da un monaco di Melrose di recarsi invece a Iona, Egberto interpretò quegli eventi come il segno di una provvidenza differente, inviando in Germania e Frisia, in due distinti momenti, prima san Wigberto e poi san Willibrordo, accompagnati ciascuno da un gruppo di compagni. Nel 716 egli stesso si trasferì nell'isola di Iona, quell'isoletta della Scozia nella contea di Argyll nel gruppo delle Ebridi, centro storico dell'espansione missionaria cristiana tra gli Scozzesi, dove san Colombano aveva fondato un monastero nel 563, passato nel tredicesimo secolo ai Benedettini. Avanti negli anni e trascorrendo a Iona gli ultimi tredici anni della sua vita, Egberto operò alacremente e con successo affinché i monaci locali accettassero gli usi romani per la celebrazione della Pasqua, riuscendo a convincerli grazie alle sue argomentazioni e all'esempio della sua vita santa. Egli morì a novanta anni a Iona il 24 aprile 729, nel giorno stesso di Pasqua, che per la prima volta si celebrava in quell'isola secondo la liturgia romana, coronando la sua esistenza terrena subito dopo aver officiato la solennità della Pasqua. Il Martirologio lo ricorda nell'isola di Iona in Scozia come sacerdote e monaco.