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venerdì 24 aprile 2026 · Santo del giorno

San Fedele da Sigmaringen (Mark Roy)

Sacerdote cappuccino, martire

San Fedele da Sigmaringen (Mark Roy)

San Fedele da Sigmaringen, al secolo Mark Roy, è stato un sacerdote cappuccino e martire del diciassettesimo secolo, la cui testimonianza brilla nella storia della Chiesa per la straordinaria dedizione alla giustizia e alla verità evangelica. Ricordato per il suo spirito di servizio instancabile, egli seppe coniugare una profonda preparazione intellettuale con l'umiltà del saio francescano, offrendo la propria vita per la difesa della fede cattolica in tempi di aspro conflitto religioso.

La sua memoria, celebrata solennemente il ventiquattro aprile, ci restituisce la figura di un uomo che non esitò a farsi difensore dei poveri e degli ammalati, fino a coronare il suo cammino con il supremo sacrificio del martirio. La sua testimonianza rimane ancora oggi un faro di fedeltà e di carità pastorale per i credenti di ogni tempo.

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Gli altri santi di oggi

Santa Maria di Cleofa

Santa Maria di Cleofa appartiene alla schiera delle donne che seguirono Gesù con fedeltà incrollabile durante il suo ministero terreno. La sua figura si staglia con nitidezza nel primo secolo, testimone oculare di eventi che hanno mutato il corso della storia umana. Ella non fu soltanto una spettatrice dei dolori del Signore, ma una custode premurosa della sua memoria, capace di un amore che supera la prova del lutto e della morte. La sua presenza è legata indissolubilmente ai luoghi della passione, della sepoltura e della gloriosa risurrezione, rendendola un punto di riferimento fondamentale per la comunità apostolica nascente.

La memoria di questa santa è tramandata come un segno di speranza per ogni credente, poiché ella rappresenta il cuore che non smette di cercare il Maestro nemmeno nel buio del sepolcro. Ricordata per il suo coraggio nel sostare ai piedi della croce e per la sollecitudine mostrata nel recarsi al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, Maria di Cleofa ricevette il dono inestimabile di udire per prima l'annuncio della vittoria sulla morte. La sua missione divenne allora quella di correre dagli apostoli per proclamare che il Signore era veramente risorto, un mandato che ancora oggi interpella la fede di ogni persona che desidera incontrare il Cristo vivente nel cammino quotidiano.

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San Mellito di Canterbury

Arcivescovo

San Mellito di Canterbury visse nel settimo secolo e fu un eminente vescovo e missionario inviato in Inghilterra da papa Gregorio Magno. Giunto alla guida di un gruppo di nuovi predicatori nella primavera del seicentouno, portò con sé il pallio per sant'Agostino e tutto il necessario per il servizio della Chiesa, inclusi i libri sacri. La tradizione riferisce che fosse l'ex abate del monastero di sant'Andrea a Roma e che sia stato ordinato vescovo dei Sassoni Orientali proprio da sant'Agostino, divenendo il primo titolare di quella sede e in seguito il terzo arcivescovo di Canterbury dopo molte avversità.

San Mellito è ricordato per il suo instancabile zelo apostolico, per il governo della Chiesa inglese in anni di grandi turbolenze e per la saggezza con cui affrontò le difficoltà pastorali, il confronto con la Chiesa celtica e le persecuzioni dei pagani. La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro aprile, giorno della sua pia morte avvenuta a Canterbury nel seicentoventiquattro, e il suo nome rimane legato indissolubilmente alla prima evangelizzazione dell'Inghilterra.

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Santa Maria di S. Eufrasia (Rosa Virginia Pelletier)

Fondatrice

Santa Maria di sant'Eufrasia, al secolo Rosa Virginia Pelletier, nacque nell'isola di Noirmoutier in Vandea il 31 luglio 1796. Ultima degli otto figli del medico Giuliano Pelletier e di Anna Amata Mourain, crebbe nell'atmosfera dei racconti sulle lotte eroiche del cattolicesimo della Vandea contro la Rivoluzione Francese, un contesto che plasmò la sua fede salda e conquistatrice. Perse il padre all'età di dieci anni e ricevette la prima educazione dalla madre, per poi essere affidata alle Orsoline di Chavagne e proseguire gli studi presso il collegio dell'Associazione cristiana a Tours.

Nel corso della sua vita terrena, spesa interamente al servizio degli ultimi e segnata da una profonda dedizione spirituale, fu la fondatrice dell'Istituto del Buon Pastore. Affrontò prove difficili, incomprensioni e resistenze con incrollabile zelo, espandendo la sua opera di misericordia in tutto il mondo per la rieducazione e l'accoglienza femminile. Dopo una vita di straordinario impegno apostolico, morì ad Angers il 24 aprile 1868 a causa di un cancro diagnosticato in ritardo. Beatificata da papa Pio XI e canonizzata da papa Pio XII, la Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 24 aprile.

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Santi Maurizio, Giorgio e Tiberio

Martiri a Pinerolo

I Santi Maurizio, Giorgio e Tiberio sono figure venerate nella tradizione cristiana legata al territorio di Pinerolo, dove la loro memoria ha radici antiche e profonde. Intorno alla loro figura si intrecciano racconti di fede, memorie di legioni romane e ipotesi storiche che rimandano alle incursioni saracene nel corso del decimo secolo, delineando il profilo di testimoni eroici della fede cristiana nelle terre piemontesi.

Il culto di questi martiri ha trovato per secoli il suo fulcro nell'abbazia di Santa Maria di Pinerolo, custodito attraverso solenni traslazioni di reliquie, cappelle dedicate e una fervorosa devozione popolare che radunava folle di fedeli ogni ventiquattro aprile. Nonostante la successiva dispersione delle reliquie e l'attenuazione delle pratiche devozionali nel corso del tempo, la memoria dei tre santi rimane un tassello prezioso della storia religiosa e culturale del Pinerolese.

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Santa Salomè

Madre degli apostoli Giacomo e Giovanni

Santa Salomè è una figura di profondo rilievo nella tradizione cristiana delle origini, ricordata sin dal primo secolo come una delle prime discepole del Signore. La memoria liturgica della santa è stabilita al ventiquattro aprile, sebbene la tradizione locale ricordi la sua figura anche in altre date come il tre luglio. La sua testimonianza di fede si intreccia indissolubilmente con i momenti centrali della passione e della risurrezione di Gesù Cristo, offrendo ai credenti un esempio di dedizione totale e di vicinanza al Maestro.

Le fonti evangeliche e le successive tradizioni ne tramandano il cammino al seguito del Signore, la presenza ai piedi della croce e il viaggio provvidenziale che condusse le sue spoglie fino a Veroli. Attraverso il racconto della sua vita, dei suoi compagni di viaggio e del prodigioso ritrovamento delle reliquie nel millesecondonove, la Chiesa rinnova la lode a Dio per i segni operati nella storia. La sua intercessione continua a guidare i fedeli adulti nel cammino della preghiera e della fedeltà evangelica.

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Sant' Egberto di Northumbria

Monaco

Sant' Egberto di Northumbria visse nell'ottavo secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia della Chiesa attraverso il suo lungo cammino di fede, studio e missione. Nato in Northumbria nel 639, in quel regno anglosassone sorto nel 605 dall'unione di Bernicia e Deira, Egberto scelse la via del monachesimo entrando nel celebre monastero di Lindisfarne, situato su quell'isolotto della Gran Bretagna nel Mare del Nord dove, nel settimo secolo, si erano stabiliti missionari provenienti da Iona. La sua sete di perfezione spirituale e culturale lo condusse poi in Irlanda, per acquisire la superiore cultura di quella terra e perfezionare la sua vocazione. Ospitato nel monastero irlandese di Rathmelsigi, in seguito chiamato Mellifont, Egberto attraversò la prova della malattia durante una grave pestilenza. Colpito dal morbo e miracolosamente guarito dopo aver fatto voto di non fare più ritorno nella sua terra natia, di recitare ogni giorno l'intero salterio e di digiunare un giorno alla settimana per tutta la vita, egli consacrò definitivamente i suoi giorni al Signore, ricevendo la consacrazione sacerdotale. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, Egberto seppe raccogliere attorno a sé numerosi studenti nella sua scuola, attirando anche molti giovani provenienti dall'Inghilterra e adoperandosi con dedizione per l'evangelizzazione di molte regioni d'Europa.

La sua esistenza fu segnata da un costante discernimento della volontà divina, che lo condusse a rinunciare al proprio disegno di evangelizzare la Frisia e la Germania per accogliere una chiamata diversa. Dopo che una tempesta distrusse la nave noleggiata per la partenza, e dopo essere stato scongiurato da un monaco di Melrose di recarsi invece a Iona, Egberto interpretò quegli eventi come il segno di una provvidenza differente, inviando in Germania e Frisia, in due distinti momenti, prima san Wigberto e poi san Willibrordo, accompagnati ciascuno da un gruppo di compagni. Nel 716 egli stesso si trasferì nell'isola di Iona, quell'isoletta della Scozia nella contea di Argyll nel gruppo delle Ebridi, centro storico dell'espansione missionaria cristiana tra gli Scozzesi, dove san Colombano aveva fondato un monastero nel 563, passato nel tredicesimo secolo ai Benedettini. Avanti negli anni e trascorrendo a Iona gli ultimi tredici anni della sua vita, Egberto operò alacremente e con successo affinché i monaci locali accettassero gli usi romani per la celebrazione della Pasqua, riuscendo a convincerli grazie alle sue argomentazioni e all'esempio della sua vita santa. Egli morì a novanta anni a Iona il 24 aprile 729, nel giorno stesso di Pasqua, che per la prima volta si celebrava in quell'isola secondo la liturgia romana, coronando la sua esistenza terrena subito dopo aver officiato la solennità della Pasqua. Il Martirologio lo ricorda nell'isola di Iona in Scozia come sacerdote e monaco.

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Santa Maria Elisabetta Hesselblad

Vergine, Fondatrice

Santa Maria Elisabetta Hesselblad nacque in Svezia il 4 giugno 1870, quinta di tredici figli, e fu battezzata nella religione luterana. Visse una straordinaria esistenza di fede, carità e profondo impegno per l'unità dei cristiani, ispirata dal grande ideale che tutti fossero una sola cosa. Emigrata in America in gioventù, lavorò come infermiera prima di compiere il cammino di conversione alla Chiesa cattolica, coronato dal battesimo nel 1902. Tornata a Roma, restaurò l'Ordine di Santa Brigida e spese tutta la vita nel servizio ai sofferenti e ai perseguitati, affrontando la malattia con spirito di totale offerta.

Ricordata per la sua instancabile carità e per aver offerto la vita per unire la sua terra d'origine a Roma, Santa Maria Elisabetta morì nella città eterna il 24 aprile 1957. La sua fama di santità, radicata tra i poveri e le sue figlie spirituali, è stata suggellata dalla Chiesa con la beatificazione ad opera di san Giovanni Paolo II nel 2000 e la canonizzazione celebrata da papa Francesco il 5 giugno 2016. La sua memoria liturgica si celebra il 24 aprile.

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San Benedetto (Angelo) Menni

Sacerdote e fondatore

San Benedetto Menni, nato Angelo Ercole Menni a Milano nel diciannovesimo secolo e vissuto tra il 1841 e il 1914, fu un sacerdote insigne dell'Ordine di San Giovanni di Dio, comunemente noto come Fatebenefratelli. La sua esistenza si spese interamente nell'esercizio della carità cristiana, dapprima come infermiere volontario sui treni dei feriti e successivamente come restauratore e guida provvidenziale del suo Ordine in terra di Spagna, Portogallo e Messico. Animato da una fede profonda e da una infaticabile dedizione verso i sofferenti, fondò numerose istituzioni sanitarie e socioassistenziali, tra cui spiccano gli ospedali psichiatrici, le strutture per bambini e la Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù.

La sua opera fu segnata da prove dolorose, calunnie giudiziarie ed esili, affrontati sempre con mitezza evangelica e totale abbandono nella volontà divina. San Benedetto Menni è ricordato come un pioniere della cura dei malati mentali e un padre premuroso degli ultimi. Dopo una vita di luminosa dedizione, morì a Dinan in Francia e i suoi resti mortali riposano oggi nella Casa Madre di Ciempozuelos. La Chiesa cattolica ne ha riconosciuto la santità eroica, elevandolo agli altari per opera di papa Giovanni Paolo II alla fine del ventesimo secolo.

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Sant' Ivo

Vescovo in Inghilterra

Sant'Ivo visse nel sesto secolo ed era originario della Persia, nato da una nobile famiglia prima di intraprendere il suo lungo cammino di fede e di apostolato. La tradizione ricorda la sua infaticabile opera pastorale come vescovo, che lo condusse a viaggiare attraverso regioni lontane fino a stabilirsi definitivamente in Inghilterra. Nel corso dei secoli la sua figura si è inserita in una più ampia devozione legata a questo nome, condiviso in Europa da altre eminenti personalità della Chiesa, e la sua memoria liturgica continua a essere onorata con profonda devozione dai fedeli.

Il nome Ivo è molto diffuso in Europa con diverse varianti locali: in Italia il nome è Ivo o Ivone, in Spagna Ivo o Ivano, mentre in Inghilterra e in Francia si usa Saint Yves. Il nome proviene quasi certamente dal termine celtico ivos, che significa legno di tasso, albero che per i Celti era sacro e con cui si fabbricavano armi e abitazioni. Il nome ebbe un particolare sviluppo in Francia, soprattutto in Bretagna, nell'ottavo secolo, diffondendosi poi in tutta Europa, ed è possibile che abbia iniziato ad affermarsi maggiormente in Francia proprio grazie al passaggio del santo vescovo originario della Persia.

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Sant' Alessandro di Lione

Martire

A Lione in Francia, sant’Alessandro, martire, che, tre giorni dopo la passione di sant’Epipodio, trascinato fuori dal carcere, fu dapprima torturato, poi, appeso a una croce, esalò il suo spirito.

San Gregorio di Elvira

Vescovo

A Elvira nella regione dell’Andalusia in Spagna, san Gregorio, vescovo, la cui opera intitolata ‘La fede’ è lodata da san Girolamo.

Sant' Erminio

Martire, venerato a Perugia

San Deodato di Blois

Abate

Nel territorio di Blois nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Deodato, diacono e abate, che, dopo una vita da anacoreta, fu guida dei discepoli che in questo luogo si erano raccolti intorno a lui.

San Vilfrido di York

Vescovo

A York nella Northumbria, in Inghilterra, san Vilfrido, vescovo, che esercitò per quarantacinque anni con grande impegno il suo ministero e, costretto ripetutamente a cedere ad altri la sua sede, terminò in pace i suoi giorni tra i monaci di Ripon, dei quali era stato abate.

San Guglielmo Firmato

Eremita a Mantilly

A Mortain nella Normandia, in Francia, san Guglielmo Firmato, eremita, che, canonico e medico di Tours, dopo un pellegrinaggio a Gerusalemme, visse sempre in solitudine.

Sant' Antimo di Nicomedia

Martire

A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Antimo, vescovo, e compagni, martiri: durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, per aver professato la fede in Cristo ricevette con la decapitazione la gloria del martirio, seguito da numerosi membri del suo gregge, dei quali per ordine del giudice alcuni furono decapitati con la spada, altri bruciati con il fuoco, altri infine messi su piccole imbarcazioni e fatti affogare in mare.

Santi 3 Martiri Mercedari di Parigi

Beato Bruno II

Arcivescovo di Colonia

Dal Martirologio Romano

San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire, che fu dapprima avvocato e, entrato poi tra i Frati Minori Cappuccini, condusse un’austera vita di veglie e di preghiera. Assiduo nella predicazione della parola di Dio, fu mandato nei territori dell’odierna Svizzera per consolidarvi la retta dottrina e per la sua fede cattolica incontrò la morte a Seewis per mano di alcuni eretici. — Martirologio Romano