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24 aprile

San Mellito di Canterbury

Arcivescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'arrivo in Inghilterra e le prime direttive pontificie

Nella primavera del seicentouno san Mellito fu inviato in Inghilterra in risposta a un appello di sant'Agostino, il quale era il capo della missione inviata in terra inglese da papa Gregorio Magno. Mellito fu mandato in Inghilterra unitamente a Giusto, Paolino e Rufiniano, ponendosi alla testa dei nuovi missionari. Il santo portò con sé il pallio per Agostino e tutto ciò che era necessario al servizio della Chiesa, compresi i libri. Non si sa con esattezza quanto tempo i missionari impiegarono per raggiungere l'Inghilterra, ma il diciassette giugno del seicentouno papa Gregorio, che era preoccupato di non avere ancora ricevuto loro notizie a Roma, scrisse all'abate Mellitus. Mellito era probabilmente l'ex abate di sant'Andrea a Roma. Nella lettera del diciassette giugno il papa dava ulteriori istruzioni per Agostino a Canterbury. Gregorio era fermamente convinto che i metodi adottati dai missionari dovessero tenere conto del culto pagano profondamente radicato in Inghilterra e adattarsi ad esso. Il papa chiedeva ad Agostino di distruggere gli idoli, ma nello stesso tempo disponeva che i templi fossero aspersi d'acqua benedetta, che in essi si innalzassero altari e che in essi si ponessero reliquie. Cinque giorni dopo la precedente lettera, il pontefice scrisse allo stesso Agostino chiedendogli di consacrare in Inghilterra dodici vescovi. Mellito fu il primo fra i dodici vescovi da consacrare.

Il ministero tra i Sassoni Orientali e il confronto con i costumi locali

Qualche tempo prima del ventiquattro maggio del seicentoquattro, data della morte di sant'Agostino, san Mellito divenne il primo vescovo dei Sassoni Orientali, la cui capitale era Londra. Più tardi Mellito convertì la popolazione dei Sassoni Orientali con le sue preghiere. Il re Etelberto del Kent costruì la chiesa di san Paolo a Londra, la quale fu eletta sede episcopale di Mellito e dei suoi successori. Durante la loro opera, i missionari gregoriani in Inghilterra rilevarono che le chiese britanniche e celtiche si discostavano dagli usi romani sotto molti aspetti. Agostino, Lorenzo, probabilmente Mellito ed i nuovi arrivati osservarono da vicino la Chiesa inglese a Bangor, nel Galles settentrionale. L'osservazione a Bangor avvenne nel seicentodue o nel seicentotré durante un grande convegno sulle differenze tra gli usi celtici e quelli romani. Poco prima della morte di Agostino, l'intransigenza della Chiesa celtica costrinse i missionari a prendere contatti con Colombano in Gallia e con il vescovo Dagano Lugid di Ath-Dagàin. Non si sa come e quando avvennero i contatti con Colombano in Gallia. La località di Ath-Dagàin si trova nella contea di Wicklow, in Irlanda. I missionari incontrarono probabilmente Dagano quando era di passaggio per l'Inghilterra durante il suo viaggio a Roma. Dagano si recava a Roma nell'estate del seicentotré per portare a Gregorio la Regola di san Molua. Purtroppo Dagano trattò i missionari con non comune inciviltà.

La lettera alla Chiesa celtica e il viaggio a Roma

Lorenzo, che fu il successore di Agostino, insieme a Mellito e Giusto scrissero una lettera alla Chiesa celtica intorno al seicentocinque. Secondo gli studi di Grosjean, la lettera fu scritta invece tra il seicentotto e il seicentododici. Giusto era allora vescovo di Rochester. La lettera fu scritta nel tentativo di persuadere la Chiesa celtica ad accettare gli usi della chiesa universale. L'intestazione della lettera recitava: Dominis carissimis episcopis vel abbatibus per universam Scottiam, Laurentius, Mellitus et Iustus episcopi, servi servorum Dei. La lettera citava l'invio della Sede Apostolica nelle regioni occidentali per predicare il Vangelo alle popolazioni pagane. I mittenti dichiaravano di essere giunti nell'isola di Britannia. Prima di comprendere la reale situazione, i mittenti avevano alto rispetto per la devozione dei Bretoni e degli Scoti. Essi credevano infatti che Bretoni e Scoti seguissero gli usi della Chiesa universale. Attraverso un'ulteriore conoscenza dei Bretoni, essi avevano immaginato che gli Scoti fossero migliori. In seguito appresero dalla visita del vescovo Dagano e dell'abate Colombano che gli Scoti non sono diversi dai Brettoni. Il vescovo Dagano si rifiutò persino di mangiare con i mittenti e di prendere i suoi pasti nella stessa casa. Non si sa quale fu l'effetto immediato della lettera. La controversia non aveva ancora raggiunto tutta la sua asprezza al momento della lettera, ma si sarebbe sviluppata in tutta la sua gravità solo qualche anno dopo la morte di Lorenzo, Mellito, Giusto e forse dello stesso Dagano. All'inizio del seicentonove san Mellito lasciò Londra per Roma. Mellito andò a Roma per render conto al papa Bonifacio IV dei progressi della Chiesa in Inghilterra. A Roma Mellito prese parte al concilio dei vescovi d'Italia tenutosi il ventisette febbraio del seicentodieci. Il concilio del ventisette febbraio seicentodieci era dedicato al regolamento della vita e della disciplina monastiche. Tornato in Inghilterra, Mellito comunicò le decisioni del concilio alla Chiesa inglese per accettazione e promulgazione, presentando le lettere di papa Bonifacio a Lorenzo e al re Etelberto del Kent.

Le difficoltà nel regno dei Sassoni Orientali e l'esilio

Il re Etelberto aveva regnato per cinquantasei anni e morì il ventisette febbraio del seicentosedici. A Etelberto successe suo figlio Eadbaldo, il quale era debole e dissoluto. Nello stesso anno morì Saberto, re dei Sassoni Orientali. Mellito aveva convertito Saberto alla fede. La morte di Saberto portò ulteriori turbamenti alla giovane missione. A Saberto succedettero i suoi tre figli pagani. I tre figli di Saberto accampavano pretese su Mellito. Mentre il vescovo celebrava la Messa, i tre figli chiesero il bianco pane che vedevano amministrato al padre. Il bianco pane era l'Eucaristia. Mellito rifiutò giustamente di dare l'Eucaristia ai tre principi. I tre principi ordinarono immediatamente a Mellito e ai suoi seguaci di abbandonare i confini del loro regno. Mellito raggiunse Giusto e Lorenzo nel Kent. Fu deciso che sarebbe stato meglio per tutti ritornare nei propri paesi e servire Dio nella libertà anziché restare tra i pagani che avevano respinto la fede. Mellito e Giusto abbandonarono il paese insieme e si stabilirono in Gallia per attendere gli eventi. L'arcivescovo Lorenzo rimase ancora per qualche tempo ma si apprestava ad andarsene nel seicentosedici. La tradizione riferisce che san Pietro apparve in sogno a Lorenzo, lo accusò di codardia e lo flagellò. Lorenzo mostrò i segni della sferza a Eadbaldo del Kent, inducendolo alla conversione. Mellito e Giusto furono così richiamati nel seicentodiciannove. Giusto poté nuovamente occupare la sede di Rochester nel Kent. I tre figli di Saberto morirono nel seicentosedici o seicentodiciassette. Tuttavia i Sassoni Orientali di Londra non desideravano riavere Mellito come vescovo nonostante la morte dei figli di Saberto. I Sassoni Orientali erano infatti completamente ritornati alle pratiche pagane durante la permanenza di Mellito in Gallia. Un appello al re Eadbaldo del Kent risultò vano perché il sovrano era debole e mancava delle qualità che i Sassoni avevano amato in suo padre Etelberto.

L'episcopato a Canterbury, i prodigi e la morte

Lorenzo morì il due febbraio del seicentodiciannove. San Mellito divenne il terzo arcivescovo di Canterbury alla morte di Lorenzo. Mellito non era più giovane e fu ben presto colpito dalla gotta. Un incendio scoppiò a Canterbury nel seicentodiciannove. L'anziano arcivescovo si fece portare nella chiesa dei santi Quattro Coronati dove le fiamme erano più violenti. La tradizione riferisce che le preghiere di Mellito causarono un improvviso cambiamento del vento che allontanasse l'incendio. Mellito morì il ventiquattro aprile del seicentoventiquattro. Mellito fu sepolto insieme ad Agostino e Lorenzo nella chiesa del monastero dedicata ai santi Pietro e Paolo. Mellito aveva consacrato personalmente alla Madre di Dio una cappella donata dal re Eadbaldo nella chiesa del monastero. La festa di Mellito è celebrata il ventiquattro aprile nelle diocesi di Westminster, Southwark e Brentwood. Nello Stowe Missal, risalente a circa l'anno ottocento, prima del Nobis quoque peccatoribus, si trovano i nomi dei vescovi Lorenzo, Mellito, Giusto e Dagano. San Mellito nacque in data sconosciuta e morì a Canterbury in Inghilterra. Mellito fu mandato in Inghilterra come abate dal papa san Gregorio Magno. Mellito fu ordinato vescovo dei Sassoni orientali da sant'Agostino. Mellito giunse alla illustre sede di Canterbury dopo molte avversità.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Mellito di Canterbury?

La festa di San Mellito si celebra il ventiquattro aprile.

A Canterbury in Inghilterra, san Mellíto, vescovo, che, mandato dal papa san Gregorio Magno in Inghilterra come abate e ordinato poi da sant’Agostino come vescovo dei Sassoni orientali, giunse, dopo molte avversità, alla illustre sede di Canterbury. — Martirologio Romano