San Fedele da Sigmaringen (Mark Roy)
Sacerdote cappuccino, martire
Aggiornato il 20 luglio 2026
La vita e la missione
Nato a Sigmaringen nel 1578, Mark Roy intraprese inizialmente gli studi giuridici, conseguendo la laurea in giurisprudenza. Questa formazione lo condusse a esercitare l'attività di avvocato a Colmar, dove si distinse rapidamente per la sua costante sollecitudine verso i più bisognosi, tanto da essere riconosciuto come il difensore dei poveri. Tuttavia, la chiamata a una donazione totale lo spinse a mutare radicalmente il proprio cammino: all'età di trentaquattro anni, scelse di fare ingresso nell'ordine dei Cappuccini a Friburgo, assumendo il nome di Fedele.
La sua vita religiosa fu caratterizzata da una carità operosa e da una predicazione vigorosa. Durante il suo ministero a Weltkirchen, si dedicò con totale abnegazione all'assistenza dei malati colpiti dalla terribile piaga della peste, consolando i sofferenti con la parola e con i sacramenti. Successivamente, gli fu affidata una delicata missione di predicazione nei Grigioni, con il compito di contrastare la diffusione del calvinismo e ricondurre le anime all'unità della fede. Fu proprio durante questo generoso servizio apostolico che andò incontro al suo destino, venendo ucciso per mano di soldati calvinisti a Seewis, il 24 aprile 1622.
Il culto e la memoria
Il sacrificio di san Fedele ricevette il solenne riconoscimento della Chiesa nel 1746, anno in cui papa Benedetto XIV lo elevò agli onori degli altari proclamandolo santo. La sua memoria liturgica ricorre il 24 aprile, giorno anniversario del suo martirio a Seewis, e rappresenta un momento di profonda riflessione sulla forza della testimonianza cristiana di fronte alle avversità del mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Fedele da Sigmaringen?
La memoria liturgica di San Fedele si celebra il 24 aprile, giorno del suo martirio avvenuto nel 1622.
San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire, che fu dapprima avvocato e, entrato poi tra i Frati Minori Cappuccini, condusse un’austera vita di veglie e di preghiera. Assiduo nella predicazione della parola di Dio, fu mandato nei territori dell’odierna Svizzera per consolidarvi la retta dottrina e per la sua fede cattolica incontrò la morte a Seewis per mano di alcuni eretici. — Martirologio Romano