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giovedì 23 aprile 2026 · Santo del giorno

San Giorgio

Martire di Lydda

San Giorgio

San Giorgio, vissuto a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, è una delle figure più venerate e costanti della tradizione cristiana, un testimone luminoso che ha suggellato la sua fedeltà a Cristo con l'offerta estrema della vita. Originario della Cappadocia, questo nobile soldato scelse di non piegarsi ai decreti imperiali, affrontando il martirio a Lydda nel trecentotre, durante la feroce persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano.

La memoria di questo martire attraversa i secoli come un simbolo di fortezza spirituale e di indomita speranza. Pur nel rigore della ricerca storica contemporanea, la sua figura continua a parlare al cuore dei credenti di ogni tempo, richiamando la chiamata universale a difendere la fede contro le forze del male e a farsi protettori dei deboli e dei perseguitati.

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Gli altri santi di oggi

Beata Maria Gabriella Sagheddu

La Beata Maria Gabriella Sagheddu visse nel ventesimo secolo, nascendo a Dorgali, in Sardegna, il 17 marzo 1914 in una famiglia di pastori. La sua esistenza si concluse prematuramente all'età di venticinque anni, il 23 aprile 1939, a Grottaferrata, dopo una breve ma intensa vita claustrale trascorsa come monaca vergine e religiosa nel monastero cistercense situato nel territorio di Frascati, vicino a Roma. Ella è ricordata soprattutto per aver offerto con semplicità la propria giovane vita per l'unità dei cristiani, rispondendo a una profonda urgenza spirituale di fronte alla lacerazione del Corpo di Cristo.

La sua memoria liturgica e il suo cammino di santità sono legati in modo indissolubile alla dedizione totale alla volontà di Dio, alla gratitudine e al sacrificio di sé. La sua offerta trovò rispondenza nei credenti di altre confessioni e la sua testimonianza fu riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa quando fu beatificata il 25 gennaio 1983 da Giovanni Paolo II nella basilica di San Paolo fuori le mura, nel giorno della conversione di San Paolo e a conclusione della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani.

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Sant' Adalberto di Praga

Vescovo e martire

Nel corso del decimo secolo, esattamente intorno al 956, nasceva a Libice un uomo destinato a segnare profondamente la storia spirituale ed ecclesiale d'Europa: Sant'Adalberto, originario della Boemia e battezzato con il nome slavo di Voytèch. Dopo aver compiuto i suoi studi a Magdeburgo ed essere stato cresimato dall'arcivescovo locale, assunse proprio il nome di Adalberto in segno di devozione. Giunto alla giovane età di ventisette anni, egli divenne arcivescovo di Praga, succedendo al tedesco Tiethmaro come secondo pastore della città e primo vescovo di origine slava. In quel tempo, il cristianesimo nella regione rappresentava ancora una novità fragile, spesso incompresa e osteggiata perché percepita come estranea e contraria agli antichi usi locali, tra cui la poligamia, la vendetta di sangue e la durezza verso gli schiavi. Nonostante la sua profonda cultura, la ricca spiritualità e la mitezza d'animo, il suo sforzo pastorale incontrò enormi difficoltà e fallimenti.

Solo e scarsamente sostenuto, Sant'Adalberto intraprese numerosi viaggi e visse ripetuti ritorni tra Roma, la Germania e la sua terra d'origine, obbedendo ai diversi pontefici che si succedettero, da papa Giovanni XV a papa Gregorio V. Dopo essere stato espulso dalla Boemia per ordine del duca locale e avendo subito il tragico massacro dei suoi congiunti, scelse di farsi missionario tra i popoli pagani del Nord che ignoravano del tutto il Vangelo. Sostenuto dal re di Polonia, Boleslao il Valoroso, e accompagnato da pochi monaci, si spinse fino alla costa baltica. Nel villaggio di Tenkitten, nella primavera del 997, il suo apostolato fu interrotto dal martirio, quando fu trucidato con le lance da alcuni pagani. La sua morte aprì la via a un vasto culto e alla rapida canonizzazione, proclamata nell'anno 999 da papa Silvestro II, consacrando la sua memoria quale insigne pastore, vescovo e martire della Chiesa universale.

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San Gerardo di Toul

Vescovo

San Gerardo nacque a Colonia intorno al 935 e il suo nome in latino è Gerardus. Visse nel corso del decimo secolo e la tradizione lo ricorda come il più celebre e venerato dei vescovi di Toul, in Lotaringia, nell'odierna Francia, dove resse la diocesi per trentuno anni. La sua figura si distinse per una profonda dedizione spirituale e materiale verso la sua comunità, sostenendo i monasteri, nutrendo i poveri e dotando la città di ottime leggi. In tempo di peste, accorse in soccorso del popolo mediante preghiere e digiuni.

La sua celebrità fu accresciuta anche da documenti falsi fabbricati più tardi per porre diverse fondazioni sotto il suo patronato, tra cui una pretesa Bolla di canonizzazione ad opera di papa Leone IX nel undecimo secolo, inserita in una delle biografie del pontefice. La sua memoria liturgica si celebra il ventitré aprile, giorno della sua nascita al cielo, nonostante la coincidenza con la festa di san Giorgio.

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Beata Teresa Maria della Croce (Teresa Manetti)

La Beata Teresa Maria della Croce, al secolo Teresa Manetti e teneramente chiamata Bettina dalla sua gente, fu una fondatrice instancabile vissuta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Nata da un'umile famiglia a San Martino, frazione di Campi Bisenzio in provincia di Firenze, il due marzo 1846, ella seppe trasformare le gravi difficoltà economiche seguite alla prematura morte del padre in un terreno fertile per la fede e l'abbandono alla Provvidenza. Fin da giovane, pur essendo una ragazza bella e attenta alla cura della persona, sentì la chiamata a un cammino radicale, scegliendo Santa Teresa d'Avila come ispiratrice ideale del suo servizio ecclesiale. La sua esistenza si spese interamente tra la preghiera e l'azione caritatevole, con una particolare dedizione all'assistenza delle orfanelle e dei bisognosi, guidata dalla convinzione che la vita consacrata dovesse farsi opera viva nella società.

Il suo generoso seme spirituale, radicato profondamente nella terra toscana, si diffuse rapidamente ben oltre i confini del piccolo paese natale, raggiungendo diverse regioni d'Italia e il mondo intero. Attraverso la fondazione della Congregazione delle Carmelitane di Santa Teresa, sostenuta da importanti figure spirituali e dall'approvazione pontificia ricevuta nel millenovecento quattro da Papa San Pio X, la Madre realizzò grandi opere educative e di accoglienza. Chiamata alla casa del Padre il ventitré aprile millenovecentodieci, dopo aver affrontato con tempra forte e battagliera un terribile male che l'aveva colpita nel millenovecentotto, ella lasciò un'eredità spirituale viva ancora oggi. Ricordata nel martirologio come vergine e fondatrice, fu proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II nel millenovecentottantasei e in seguito eletta patrona della sua città natale, a suggello di un legame indissolubile con la sua gente.

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Beata Elena Valentini da Udine

Religiosa

La beata Elena Valentini visse nel corso del quindicesimo secolo, incarnando con straordinaria dedizione la via della penitenza e dell'amore cristiano. Nata a Udine nel 1396 oppure nel 1397, appartenne alla nobile famiglia dei Valentini, signori di Maniago. Dopo aver percorso la strada del matrimonio e della maternità, seppe trasformare la propria esistenza in un'offerta continua al Signore, entrando a far parte del terz'ordine agostiniano. La sua memoria liturgica si celebra il ventitré aprile, giorno in cui la sua anima rese il conto al Creatore nel mille quattrocentocinquantotto.

Ella è ricordata per la radicalità della sua conversione e per l'intensa vita di preghiera, vissuta tra le mura domestiche e nella meditazione costante del Vangelo. Pur attraversando momenti di profondo sconforto e provata nel fisico dalla sofferenza, la beata conservò una straordinaria forza d'animo, divenendo un punto di riferimento spirituale. Le sue spoglie mortali, custodite nel Duomo di Udine, continuano a ricevere la pubblica venerazione dei fedeli, a conferma di un legame spirituale che il tempo non ha cancellato.

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Beato Egidio d’Assisi

Religioso dei Frati Minori

Nel corso del tredicesimo secolo, la storia della Chiesa e dei Frati Minori si è arricchita della figura luminosa del beato Egidio d'Assisi. Nato ad Assisi e vissuto fino al ventitré aprile del milleduecentosessantadue, giorno della sua morte avvenuta a Monteripido, Egidio viene ricordato come il terzo compagno di san Francesco. La tradizione francescana ne custodisce la memoria come confratello limpido, laborioso e portatore di gioia, capace di esprimere una fede intrepida e una meravigliosa semplicità. Il Martirologio romano ne attesta la testimonianza di religioso dell'Ordine dei Minori, insigne per le sue lunghe peregrinazioni e per una vita spesa nel lavoro e nella preghiera. Nel millesettecentosettantasette il pontefice Pio VI ha confermato il suo culto liturgico.

La sua vicenda umana e spirituale si intreccia indissolubilmente con gli albori del francescanesimo. Giunto dopo Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani, primi compagni del Poverello originari di Assisi e in seguito defunti, Egidio si unì a san Francesco il ventitré aprile del milleduecentotto. A differenza dei suoi confratelli, che erano benestanti e colti, Egidio era un bracciante analfabeta che non possedeva nulla da abbandonare, se non un mantello che donò a un mendicante pochi giorni dopo la vestizione. La sua esistenza si svolse tra umili fatiche quotidiane, grandi pellegrinaggi e una predicazione singolare, vissuta nel silenzio operoso del convento di Monteripido presso Perugia.

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San Giorgio di Suelli

Vescovo

San Giorgio nacque a Cagliari nell'undicesimo secolo da Lucifero e Vivenzia, persone virtuose e timorate di Dio che vivevano come servi della gleba di una certa Greca. Fin da bambino Giorgio si dimostrò penitente e pieno di virtù, dedicandosi allo studio del latino e del greco, che erano lingue di grande importanza e considerazione all'epoca. La sede vescovile di Suelli, nella Sardegna sud-orientale, compare nei documenti per la prima volta all'inizio dell'undicesimo secolo, e all'età di ventidue anni il giovane Giorgio fu nominato vescovo di questa diocesi, che fu poi incorporata a quella di Cagliari all'inizio del quindicesimo secolo. Non è del tutto chiaro per quanto tempo egli governò la diocesi, ma fu un vero pastore per il suo popolo, amante e soccorritore dei poveri, dei quali possedeva una speciale lista per aiutarli con puntualità. La sua vita fu profondamente dedita alla preghiera e ai digiuni, e il Signore lo gratificò del dono dei miracoli, a volte caratterizzati da una semplicità vicina allo spirito francescano. Il santo morì il ventitré aprile del 1117 a Suelli, dove fu sepolto nella sua cattedrale, e le date biografiche complessive indicano la sua origine a Cagliari nell'undicesimo secolo fino al transito avvenuto a Suelli in quella primavera.

L'unica fonte attendibile sulla vita di San Giorgio di Suelli è la sua antica biografia, sebbene esistano alcune discordanze sulla data della sua morte tra questo testo e alcuni scrittori sardi. Alcuni di questi autori collocano infatti il suo trapasso al 1050, ritenendolo vescovo prima del vescovo Giovanni morto nel 1117, mentre la datazione della morte al ventitré aprile del 1117 crea a volte confusione con il giorno di celebrazione del martire san Giorgio della Palestina. Il culto per il santo vescovo era comunque già diffuso almeno dall'inizio del tredicesimo secolo, come conferma l'antico Ufficio in suo onore, ed esso si radicò profondamente in diverse località dell'isola. Nel corso dei secoli la sua memoria rimase viva e il Martirologio commemora ancora oggi san Giorgio vescovo a Suelli in Sardegna, invocato tradizionalmente dal popolo cristiano contro le carestie. La sua eredità spirituale e terrena si manifesta anche nella conservazione della sua mitria all'interno della cattedrale di Cagliari, segno tangibile di un ministero episcopale vissuto nella dedizione alla Chiesa.

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Sant' Eulogio di Edessa

Vescovo

A Edessa nell’antica Siria, sant’Eulogio, vescovo, che si dice sia morto il Venerdì Santo.

San Marolo di Milano

Vescovo

A Milano, san Marólo, vescovo, che fu amico del papa Innocenzo I.

Santi 48 Martiri Mercedari Francesi

Sant' Etelredo

Re dei Sassoni Occidentali, martire

Santi Giorgio, martire e Adalberto di Praga, Vescovo e martire

Beato Sebastiano de Riccafont

Mercedario

San Suairlech

Abate irlandese

Dal Martirologio Romano

San Giorgio, martire, la cui gloriosa lotta a Diospoli o Lidda in Palestina è celebrata da tutte le Chiese da Oriente a Occidente fin dall’antichità. — Martirologio Romano