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23 aprile

Sant' Adalberto di Praga

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il ministero episcopale

La vicenda terrena di Sant'Adalberto si svolse in un'epoca di grandi trasformazioni per il continente europeo. Dopo secoli di aggressioni esterne, nell'anno Mille cominciava per l'Europa un tempo di ripresa vivacissima, durante il quale sorgevano nuovi Stati come la Polonia e l'Ungheria, destinati a una vita ultramillenaria. Nominato arcivescovo di Praga a ventisette anni, Adalberto si adoperò con tutte le forze per estirpare i costumi pagani e guidare il suo popolo alla fede. Tuttavia, l'opposizione radicata nella cultura locale rese il suo ministero estremamente faticoso. Accortosi di trarre poco profitto dal proprio lavoro pastorale e osteggiato dai vescovi di Germania, che considerarono la sua partenza una vera e propria diserzione, nel 988 abbandonò Praga per recarsi a Roma, dove decise di farsi benedettino e di trovare rifugio nel monastero sull'Aventino. In seguito alle proteste della Chiesa tedesca, papa Giovanni XV lo rimandò nella sua sede. Adalberto obbedì con spirito di fede, tornò a Praga e ritentò la sua missione, ma l'impresa si rivelò nuovamente un fallimento. Nel 994 fece ritorno al monastero romano, dove ricevette la visita dell'imperatore Ottone III di Sassonia, giunto a venerarlo come un maestro e come un padre. Quando papa Gregorio V gli ordinò nuovamente di tornare in Boemia, egli compì una seconda obbedienza, ma il duca locale gli proibì persino di mettere piede in città, lasciandolo espulso ma libero.

Il martirio e il culto

Liberato dai vincoli con una sede che rifiutava il suo ministero, Sant'Adalberto decise di dedicarsi interamente all'evangelizzazione dei Prussiani che ignoravano la Parola di Dio. Il re di Polonia, Boleslao il Valoroso, lo aiutò fornendogli una scorta per penetrare in territorio prussiano fino a Danzica, da dove il vescovo proseguì inerme insieme a pochi monaci. Il suo generoso lavoro missionario durò appena pochi giorni. Nella primavera del 997, presso la costa baltica nel villaggio di Tenkitten, Adalberto e i suoi compagni furono trucidati dai pagani. Subito dopo la sua morte, il duca di Polonia ne riscattò la salma e la fece collocare a Gniezno, prima sede episcopale polacca, all'interno del duomo costruito nell'anno 1000. Nello stesso anno 999, mentre papa Silvestro II lo proclamava solennemente santo a Roma, l'imperatore Ottone III giungeva a Gniezno in pellegrinaggio per onorarne la memoria. Nel frattempo, nel 999 l'imperatore aveva fatto restaurare gli edifici del colle Palatino a Roma. Nel 1039, la città di Praga accolse finalmente per sempre nella cattedrale i resti del suo antico pastore. Davanti a quelle reliquie, dopo quasi mille anni, si sarebbe recato in preghiera anche papa Giovanni Paolo II, primo pontefice slavo della storia cristiana, a suggello di un legame spirituale che attraversa i secoli.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Adalberto di Praga?

La memoria liturgica di <strong>Sant'Adalberto</strong> si celebra il 23 aprile, giorno in cui si ricorda il suo martirio avvenuto nell'anno 997.

Di cosa è patrono Sant'Adalberto di Praga?

<strong>Sant'Adalberto</strong> è particolarmente venerato come patrono di Praga, della Polonia e dell'Ungheria, nazioni profondamente segnate dalla sua opera e dalla sua testimonianza di fede.

Sant’Adalberto (Vojtech), vescovo di Praga e martire, che affrontò molte difficoltà nella sua Chiesa e intaprese numerosi viaggi in nome di Cristo, adoperandosi con tutte le forze per estirpare i costumi pagani; accortosi però di trarre poco profitto, recatosi a Roma si fece monaco; giunto da ultimo in Polonia per portare alla fede i vicini Prussiani, nel villaggio di Tenkitten alle foci della Vistola fu trafitto con le lance da alcuni pagani. — Martirologio Romano