San Leonida, vissuto a cavallo tra il secondo e il terzo secolo, è ricordato nella storia della Chiesa come un testimone luminoso della fede cristiana e come il padre premuroso di Origene, uno dei più grandi teologi dell'antichità. La sua figura brilla per la duplice veste di educatore sapiente e di martire coraggioso, capace di trasmettere ai propri figli non solo una solida cultura, ma soprattutto un amore profondo e incrollabile per le Sacre Scritture.
Il suo sacrificio, avvenuto ad Alessandria d'Egitto sotto la persecuzione imperiale, rappresenta il compimento di una vita interamente consacrata a Dio. Ricordato il 22 aprile, San Leonida rimane un modello per i genitori cristiani, avendo saputo seminare nel cuore della sua famiglia i germogli di quella stessa fede che lo avrebbe condotto fino al dono supremo della propria vita.
I santi Epipodio e Alessandro sono ricordati dalla Chiesa come luminosi martiri della fede cristiana, vissuti e testimoniati nel secondo secolo. La memoria liturgica di questi due giovani compagni di fede unisce la città di Lione alla storia antica delle persecuzioni, tramandando il loro sacrificio attraverso preziose fonti storiche, omelie e antiche passioni. La loro testimonianza è giunta fino a noi non soltanto attraverso la parola scritta, ma anche mediante la custodia devota delle loro reliquie, venerate fin dall'antichità cristiana nella terra in cui compirono il loro cammino terreno e subirono il martirio.
La tradizione e i documenti ecclesiastici li ricordano come amici inseparabili fin dall'infanzia, cresciuti insieme nella pratica della virtù e uniti nel supremo sacrificio della vita. Le fonti storiche attestano come i loro corpi, dapprima nascosti segretamente in una grotta fuori le mura della città, siano stati in seguito traslati nella cripta della basilica di San Giovanni a Lione, ponendoli accanto alle spoglie di san Ireneo. Nonostante le violenze e la dispersione delle reliquie avvenuta nei secoli successivi a causa delle occupazioni, la memoria di Epipodio e Alessandro continua a risplendere nel Martirologio Romano e nella preghiera dei fedeli.
San Teodoro nacque nel corso del settimo secolo a Sykeon in Galazia, in Asia Minore, regione che il Martirologio colloca nell'odierna Turchia. Fin dalla primissima infanzia fu attratto dalla solitudine e scelse spontaneamente un austero tenore di vita. Cresciuto in un contesto familiare complesso, la madre e la zia gestivano infatti un albergo che fungeva anche da postribolo, trovò una guida provvidenziale in un cuoco molto abile nell'attrarre clienti. Questo lavoratore, persona assai devota, permise alle due donne di non doversi più prostituire e incoraggiò il giovane Teodoro a frequentare le chiese, insegnandogli a pregare e introducendolo alla pratica ascetica del digiuno. Questa profonda direzione spirituale influenzò decisamente il suo cammino, spingendolo a farsi eremita. Teodoro si stabilì dapprima presso Arkea, a circa dodici chilometri da casa, vivendo in una grotta situata davanti a una cappella. La sua fama di santità non tardò ad attirare numerosi visitatori, ai quali venivano attribuiti segni straordinari e il dono dell'esorcismo contro gli spiriti maligni. Per sfuggire alla notorietà, si ritirò sulle montagne, tentando di vivere in una grotta murata e nota a una sola persona, la quale però lo dovette ricondurre fuori in cattiva salute, sporco ed infetto.
Nel corso della sua esistenza, definita dal Martirologio con i titoli di vescovo ed egúmeno, San Teodoro seppe unire una intensa vita di preghiera a un'opera costante di carità e guarigione. A soli diciott'anni ricevette l'ordinazione presbiterale e si recò in pellegrinaggio a Gerusalemme, dove ricevette l'abito monastico. Tornato dal viaggio, inaugurò un nuovo stile di vita estremamente austero simile a quello degli stiliti, vivendo sopra alcune ceste sospese e dimostrandosi per tutta la vita grande devoto di San Giorgio, di cui contribuì alla divulgazione del culto. Alla sua intercesione fu attribuita ogni sorta di miracoli, che attirarono nuovamente visitatori e discepoli al punto da rendere necessario organizzare un monastero, un ostello e una chiesa. Convocato a Costantinopoli per aver guarito il figlio dell'imperatore, ricevette grandi onori prima di fare ritorno in monastero. Nacque al Cielo nell'anno 613, dopo aver speso i suoi ultimi giorni accogliendo visitatori e operando prodigi.
Sant' Agapito Primo fu un pontefice romano del sesto secolo, chiamato a guidare la Chiesa in un tempo segnato da complessi equilibri tra il potere imperiale e la fede. Consacrato papa il tredici maggio del cinquecentotrentacinque, egli seppe incarnare la dedizione pastorale attraverso il sacrificio personale e un impegno diplomatico volto a preservare l'integrità della dottrina cristiana. La sua figura rimane impressa nella memoria della Chiesa per il coraggio con cui affrontò le sfide del suo tempo, anteponendo sempre il bene della comunità ecclesiale ai propri interessi e alle necessità materiali.
Il ricordo di Sant' Agapito Primo è legato indissolubilmente alla sua missione a Costantinopoli, dove si recò per volere del re Teodato. In quel viaggio difficile, egli scelse di impegnare gli arredi sacri di San Pietro pur di garantire i mezzi necessari alla sua delegazione. A Costantinopoli, il suo operato si distinse per la fermezza nel difendere la verità, giungendo a deporre il patriarca monofisita Antimo e a ordinare il patriarca Menas. La sua morte, avvenuta a Costantinopoli nel cinquecentotrentasei, chiuse un breve ma luminoso pontificato, riconosciuto dalla tradizione attraverso un culto immemorabile che ancora oggi invita i fedeli alla fedeltà verso il magistero.
Nel cuore del quarto secolo della nostra era, mentre la terra bagnata dalla Bitinia vedeva sorgere le prime ombre di una spietata persecuzione, si compiva la luminosa testimonianza di Sant' Alessandra e dei suoi compagni martiri. La memoria di questi testimoni della fede ci riconduce a Nicomedia, dove l'imperatore aveva stabilito la sua residenza, e attraversa i secoli custodita nella grande tradizione dei Sinassari e dei Menologi orientali e occidentali. Sant' Alessandra, il cui nome di antica origine greca custodisce il nobile significato di protettrice degli uomini, si erse a coraggiosa difenditrice dei cristiani perseguitati per la loro fede. Il suo nobile e fermo agire provocò l'ira del sovrano, che non esitò a colpirla personalmente prima di decretarne la condanna capitale. Insieme a lei ricevettero la palma del martirio i compagni Apollo, Isacco e Codrato, legati alla Casa imperiale e vicini alla santa nella prova suprema della fame e della decapitazione.
La tradizione e i testi antichi ci tramandano i tratti di questa vicenda eroica, arricchita nei secoli da narrazioni che uniscono la storia alla leggenda, come la passio armena che lega la figura di Sant' Alessandra al ciclo di San Giorgio di Lydda, il cui coraggio in Palestina fu per essi fonte di conversione. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica in date diverse a seconda dei testi, celebrandoli nel mese di aprile del tremilatre, anno che inaugurò la sanguinosa persecuzione di Diocleziano. La loro intercessione rimane un saldo punto di riferimento per ogni credente che desideri custodire la fede con la stessa intrepida fedeltà.
Commemorazione di san Maryáhb, il cui nome significa ‘il Signore dispone’, corepiscopo e martire in Persia, che, durante la persecuzione del re Sabor II, nell’ottava di Pasqua subì il martirio per Cristo.
San Leone di Sens
Vescovo
A Sens nel territorio della Neustria, in Francia, san Leone, vescovo.
Sant' Opportuna di Seez
Badessa
Nel territorio di Séez in Neustria, ora in Francia, santa Opportuna, badessa, insigne per il suo spirito di estrema astinenza e per l’austerità di vita.
San Lucio (Luca)
Discepolo del Signore
Santa Senorina di Vieira
Badessa
A Basto in Portogallo, santa Signorina, badessa, di cui si racconta che Dio, per le sue preghiere, sfamò immediatamente le monache rimaste senza cibo.
San Caio
Papa
A Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia, deposizione di san Gaio, papa, che, fuggito dalla persecuzione dell’imperatore Diocleziano, morì confessore della fede.
San Sotere (o Sotero)
Papa
A Roma, san Sotéro, papa, del quale san Dionigi di Corinto celebra l’egregia carità per i fratelli, poveri pellegrini, afflitti dalla miseria o condannati ai lavori forzati.
Santi Miles, Aborsam (Abrosimo) e Sinai
Martiri in Persia
Beato Francesco da Fabriano
A Fabriano nelle Marche, beato Francesco Venimbeni, sacerdote dell’Ordine dei Minori, insigne predicatore della parola di Dio.
Beato Stefano d’Ungheria
Martire
Beato Adalberto
Conte di Ostrevant
Beato Ndoc Suma
Sacerdote e martire
San Rufino
Venerato in Irlanda
Sant’ Abruncolo (Apruncolo) di Treviri
Vescovo
Dal Martirologio Romano
Ad Alessandria d’Egitto, commemorazione di san Leonida, martire, che sotto l’imperatore Settimio Severo fu trafitto con la spada per la fede in Cristo, lasciando Origene, suo figlio, ancora bambino. — Martirologio Romano