22 aprile
Santi Epipodio e Alessandro
Martiri di Lione
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la persecuzione
Epipodio e Alessandro erano due giovani amici che, fin dall'infanzia, avevano studiato insieme e condiviso un percorso di crescita nella virtù cristiana. Durante la violenta persecuzione che sconvolse la Chiesa di Lione nell'anno 177, i due amici decisero di fuggire per timore, cercando rifugio fuori dalla città. Si nascosero nella casa di una vedova, dove vissero nascosti per qualche tempo, custoditi dalla solidarietà della comunità cristiana. Purtroppo furono traditi da un domestico, che rivelò il loro nascondiglio; furono così arrestati e condotti al tribunale del governatore per essere giudicati a causa della loro fede.
Il martirio dei santi
Per primo fu interrogato Epipodio, poiché era il più giovane dei due e i giudici pensavano che avrebbe ceduto più facilmente alle pressioni. Epipodio, tuttavia, resistette impavido alle lusinghe e alle torture inflitte per piegare la sua fede, e fu infine decapitato il ventidue aprile dell'anno 178. Due giorni dopo, anche Alessandro fu condotto al tribunale del governatore per affrontare il medesimo giudizio. Alessandro subì la flagellazione e fu condannato ad essere crocifisso, suggellando così con il sangue la propria fedeltà al Signore e ricongiungendosi all'amico nella gloria del martirio.
Le sepolture e la traslazione dei corpi
Subito dopo il martirio, i cristiani poterono recuperare i corpi dei santi e li seppellirono segretamente in una grotta sita in un colle fuori dalla città. La passio più antica, scritta probabilmente nel secolo quinto, è l'unica fonte che dà notizie dettagliate sulla vita e la morte dei due santi, e la stessa passio non parla assolutamente di altri compagni di Epipodio e Alessandro. In seguito, grazie al verificarsi di un miracolo, il culto dei santi si divulgò largamente tra i fedeli. Prima del tempo di san Gregorio di Tours fu operata una traslazione dei corpi, e lo stesso santo attesta che le spoglie di Epipodio e Alessandro si trovavano nella cripta della basilica di San Giovanni a Lione, collocate ai lati dell'altare in cui era sepolto san Ireneo. Una ulteriore conferma di questa traslazione si riscontra nel Martirologio Geronimiano al ventiquattro aprile, con la menzione della dedicazione della cripta.
Fonti storiche e vicende delle reliquie
Il documento più antico che tratta di Epipodio e Alessandro è un'omelia tradizionalmente attribuita ad Eusebio di Emesa, sebbene gli studiosi ritengano che tale omelia appartenga probabilmente ad Eucherio di Lione. Questo testo appare recitato proprio a Lione, città che custodiva gelosamente i sepolcri dei due martiri. Nell'omelia i due santi sono solennemente paragonati agli apostoli Pietro e Paolo, e si afferma che la polvere prelevata dai loro sepolcri era molto ricercata dai fedeli perché ritenuta miracolosa. Nel corso dei secoli successivi, precisamente nel 1562, la città di Lione fu occupata dai calvinisti. Durante tale occupazione le tombe furono violate e le reliquie furono purtroppo bruciate, ma per la grazia di Dio furono salvate soltanto alcune parti delle reliquie, che oggi si conservano con devozione nella chiesa di San Giusto a Lione.
La vita e il martirio
La storia di Epipodio e Alessandro si inserisce nel contesto della persecuzione contro i cristiani a Lione, durante il secondo secolo. Legati da un profondo vincolo di amicizia, i due giovani cercarono rifugio presso una vedova, sperando di sottrarsi alla violenza che imperversava contro la comunità dei credenti. Il loro nascondiglio fu tuttavia rivelato a causa del tradimento di un domestico, che consegnò i due amici nelle mani dei persecutori, segnando così l'inizio del loro cammino verso la testimonianza definitiva. Condotti davanti ai magistrati per il necessario interrogatorio, essi non rinnegarono la propria appartenenza a Cristo, restando saldi nella professione di fede nonostante le minacce e le sofferenze inflitte.
Il percorso verso il martirio assunse forme diverse per ciascuno dei due giovani. Epipodio, dopo essere stato interrogato, subì la decapitazione, offrendo il proprio capo per la fedeltà al Signore. Alessandro, dal canto suo, fu sottoposto al supplizio della flagellazione e successivamente condannato alla crocifissione. Entrambi, attraverso il dolore inflitto dal potere terreno, conquistarono la libertà dello spirito, rendendo un'ultima, solenne testimonianza al Vangelo. Le loro reliquie trovarono riposo all'interno della basilica di San Giovanni, divenendo per secoli meta di venerazione per i fedeli, fino a quando, nel millecinquecentosessantadue, la distruzione operata dai calvinisti ne disperse le spoglie. Nonostante la perdita materiale dei resti, la memoria della loro testimonianza è rimasta viva nel cuore della Chiesa, che continua a onorare il coraggio di chi, in un tempo di tribolazione, non ha temuto di perdere la propria vita per guadagnare quella eterna.
Il culto dei martiri
Il culto tributato ai santi Epipodio e Alessandro si è radicato profondamente nella tradizione della città di Lione, dove il ricordo dei loro nomi è stato tramandato di generazione in generazione. Per secoli, la basilica di San Giovanni ha custodito le loro spoglie, trasformandosi in un luogo di preghiera dove la comunità cristiana cercava conforto e ispirazione nell'esempio di questi giovani testimoni. Anche dopo la dispersione delle reliquie avvenuta nel millecinquecentosessantadue, la venerazione non è venuta meno, trasformandosi in un legame spirituale che attraversa i secoli.
La Chiesa stabilisce due momenti distinti per la celebrazione liturgica: il ventidue aprile viene dedicato alla memoria di San Epipodio, mentre il ventiquattro aprile viene riservato al ricordo di San Alessandro. Queste date non rappresentano soltanto ricorrenze formali, ma offrono ai fedeli l'opportunità di riflettere sul significato della fedeltà cristiana e sul valore del dono di sé. Onorare questi martiri significa riconoscere la continuità della testimonianza cristiana, che trova nelle figure di Epipodio e Alessandro un punto di riferimento per ogni epoca, invitando i fedeli a una rinnovata coerenza di vita nella quotidianità.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santi Epipodio e Alessandro?
I santi Epipodio e Alessandro sono commemorati nei martirologi rispettivamente il 22 ed il 24 aprile.
A Lione in Francia, sant’Epipodio, che dopo i quarantotto gloriosi martiri di questa città, fu arrestato insieme al diletto amico Alessandro e concluse il suo martirio con la decapitazione. — Martirologio Romano