22 aprile
Sant' Alessandra e compagni
Martiri a Nicomedia
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini del nome e la tradizione dei gruppi di martiri
Il nome Alessandra costituisce il femminile di Alessandro e deriva dalla lingua greca, portando con sé il significato profondo di protettrice degli uomini. Questo nome è stato tramandato fin dall'antichità ed è stato portato nel corso della storia da numerose figure regali, tra cui due re dell'Epiro, tre re di Macedonia, due re di Siria, un imperatore romano, otto papi, oltre quaranta santi, tre re di Scozia e tre imperatori di Russia. La versione femminile del nome è stata portata da sei fra regine e imperatrici e da cinque cristiane martiri. Queste cinque martiri cristiane di nome Alessandra sono inserite in altrettanti gruppi di martiri venerati dalla tradizione. Il gruppo di Amiso comprende le martiri Alessandra, Claudia, Eufrasia, Matrona, Giuliana, Eufemia e Teodosia, ed è celebrato il ventesimo giorno di marzo. Esiste inoltre un gruppo delle martiri di Ankara composto da Tecusa, Giulitta e altre, celebrate il diciottesimo giorno di maggio. Vengono menzionati analogamente il gruppo di Ancira, il gruppo di Antiochia e infine il gruppo di Nicomedia, al quale appartiene la nostra Santa.
Il martirio a Nicomedia nel quarto secolo
Il gruppo dei martiri di Nicomedia è composto da Sant' Alessandra, Apollo, Isacio o Isacco e Codrato o Crotato. Questo gruppo è menzionato da undici tra Martirologi, Sinassari e Menologi sia orientali sia occidentali. Una passio armena, connessa al ciclo delle storie di san Giorgio martire, parla esplicitamente di Alessandra. La medesima passio armena ritiene Alessandra moglie leggendaria di Diocleziano o talvolta di Daziano re persiano. Sant' Alessandra difese e perorò con eccessivo zelo la causa dei cristiani perseguitati per la loro fede. L'imperatore si irritò fortemente contro Alessandra per la sua coraggiosa difesa dei cristiani. L'imperatore in persona percosse e torturò Alessandra di sua mano. L'imperatore fece infine decapitare Alessandra il diciottesimo giorno di aprile del tremilatre. Quello stesso anno segnò l'inizio della prima, violenta e sanguinaria persecuzione di Diocleziano. Apollo, Isacco e Codrato subirono la medesima sorte nei giorni seguenti. Apollo, Isacco e Codrato erano probabilmente domestici o funzionari di Alessandra ed erano legati da vincoli di varia natura con la Casa imperiale. Ad Apollo, Isacco e Codrato non fu risparmiato il tormento della fame e infine la decapitazione. Le condanne furono eseguite a Nicomedia in Bitinia, luogo in cui Diocleziano aveva stabilito la sua residenza imperiale.
La conversione e la memoria liturgica
I Sinassari orientali affermano che i santi si erano convertiti al cristianesimo vedendo il coraggioso esempio del martire san Giorgio di Lydda. San Giorgio di Lydda era loro contemporaneo e aveva affrontato il martirio in Terra Santa. La memoria di questi martiri è celebrata in date diverse a seconda dei testi liturgici, fissata alternativamente il ventunesimo o il ventiduesimo giorno di aprile. Le successive aggiunte o presunte precisazioni sui luoghi e sui fatti della vita e del martirio si colorarono nel tempo di elementi leggendari e di mancanza di fondamenti storici rigorosi. La morte di Alessandra, Apollo, Isacco e Codrato avvenne comunque a Nicomedia in Bitinia tra il diciottesimo e il ventiduesimo giorno di aprile del tremilatre.
La vita e la testimonianza
La vicenda di Sant' Alessandra e dei suoi compagni si inserisce nei drammatici avvenimenti che segnarono l'anno trecentotre a Nicomedia, città della Bitinia. In quel tempo di violente persecuzioni contro i cristiani, il martirio di San Giorgio agì come una luce improvvisa, capace di scuotere le coscienze e di orientare le vite verso il mistero di Dio. Alessandra e i membri del suo gruppo, testimoni di quella fine eroica, sentirono nascere nel profondo del cuore il desiderio di aderire alla fede cristiana, riconoscendo in essa l'unica via di verità possibile.
Il cammino di conversione fu rapido quanto risoluto. Non si limitarono a un'adesione interiore, ma scelsero apertamente di sostenere i cristiani perseguitati, facendosi scudo per i propri fratelli in un momento di estrema precarietà. Tale impegno, vissuto sotto lo sguardo vigile delle autorità imperiali, li condusse inevitabilmente a subire l'attenzione persecutoria del potere costituito. La loro esistenza divenne allora una pubblica professione di fede, che non cercava il conflitto ma non intendeva nemmeno rinnegare la propria appartenenza a Cristo. Sottoposti a dure torture per ordine imperiale, i martiri mantennero integra la propria fedeltà, rifiutando di abiurare nonostante le sofferenze fisiche inflitte. Il cammino terreno di Sant' Alessandra e dei suoi compagni si concluse con la decapitazione, atto finale di una vita offerta con umiltà e coraggio. La Chiesa ne conserva la memoria come un dono prezioso, ricordando come il seme del martirio sia stato fecondo per la comunità cristiana della Bitinia. La loro storia ci insegna che la conversione richiede sempre il coraggio della responsabilità verso il prossimo, specialmente quando la fede è messa a dura prova dalle circostanze storiche.
Il culto e la memoria
La celebrazione di Sant' Alessandra e dei suoi compagni martiri è un appuntamento che invita alla riflessione e alla preghiera. La memoria liturgica di questi testimoni viene onorata nel mese di aprile, sebbene le antiche fonti riportino date differenti, oscillando tra il diciotto, il ventuno e il ventidue aprile. Questa pluralità di date riflette la devozione antica e il desiderio delle comunità locali di fissare nel tempo il ricordo di coloro che, a Nicomedia, hanno dato la vita per il Signore.
Nel solco della tradizione cristiana, il culto dedicato a questi martiri non è mai stato un semplice esercizio di erudizione storica, ma un vivo richiamo alla fedeltà. Per i fedeli, far memoria di Sant' Alessandra significa rinnovare l'impegno a vivere con coerenza il Vangelo, sentendosi parte di quella schiera di testimoni che, in ogni secolo, hanno custodito il dono della fede. La loro memoria liturgica, celebrata con sobrietà, ci spinge a elevare lo sguardo verso la comunione dei santi, dove ogni sofferenza offerta trova il suo compimento nella pace eterna. La Chiesa, nel ricordare il sacrificio di Nicomedia, continua a trovare in questi martiri un esempio di dedizione che supera i confini del tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Alessandra e compagni?
La ricorrenza si celebra il ventidue aprile, sebbene la memoria vari a seconda dei testi liturgici tra il diciotto, il ventuno e il ventidue aprile.