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23 aprile

Beata Elena Valentini da Udine

Religiosa

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalla vita coniugale al ritiro spirituale

La beata Elena Valentini nacque a Udine nel 1396 oppure nel 1397, inserita nel contesto della nobile famiglia dei Valentini, signori di Maniago. Intorno al 1414 contrasse matrimonio con il nobile Antonio Cavalcanti, un'unione dalla quale nacquero sei figli. Dopo aver adempiuto ai suoi doveri familiari, rimase vedova nell'anno 1441. A seguito di questo lutto, decise di ritirarsi dal mondo per dedicarsi interamente alla vita spirituale. Subì l'influenza determinante della predicazione dell'agostiniano Angelo da San Severino e decise di affiliarsi al terz'ordine agostiniano. Operò laboriosamente nell'Ordine secolare di Sant'Agostino per servire Dio, dedicandosi con costanza alla preghiera, alla lettura del Vangelo e alle opere di misericordia. Continuò ad abitare nella casa lasciatale dal marito anche dopo aver emesso la professione religiosa. Nel 1446 si trasferì a vivere presso la sorella Perfetta, anch'essa divenuta da poco terziaria agostiniana.

La via della penitenza e le grazie celesti

La sua esistenza fu segnata da una condotta costantemente caratterizzata da penitenza e rigorosa mortificazione, guidata dall'imitazione di Cristo e dal netto contrasto con la sua vita passata. Si nutriva prevalentemente di solo pane e acqua e dormiva su un giaciglio rigido costituito da sassi ricoperti da un sottile strato di paglia. Si sottoponeva a continue flagellazioni corporali fino a sanguinare e camminava inserendo trentatré sassolini nelle scarpe per espiare i balli e le danze della sua vita mondana, oltre che in memoria dei trentatré anni vissuti da Gesù nel mondo. Talvolta sperimentò profonde crisi di sconforto e di stanchezza, ma seppe reagire a queste prove con grande forza d'animo. Si isolava in una piccola cella all'interno della propria abitazione, uscendo esclusivamente per recarsi a pregare e meditare nella chiesa di Santa Lucia. In cambio di tanta abnegazione, ricevette come conforto spirituale estasi e visioni celesti, fu gratificata da Dio con il dono dei miracoli e ricevette la conoscenza di cose occulte.

Il transito e la glorificazione delle spoglie

Negli ultimi anni della sua vita subì la frattura di entrambi i femori, una prova dolorosa che la costrinse a trascorrere il tempo sempre distesa sul suo duro e povero giaciglio. Affrontò questa condizione attesa la morte in modo sereno e paziente. La morte sopraggiunse il ventitré aprile 1458. Le spoglie mortali subirono diversi trasferimenti prima di trovare una collocazione definitiva. Nel 1845 le reliquie furono sistemate nel Duomo di Udine, dove sono tuttora esposte alla venerazione pubblica. Il culto fu confermato nel 1848 da papa Pio IX. Il martirologio la ricorda a Udine come beata Elena Valentini, vedova, e la memoria liturgica resta fissata al ventitré aprile.

Domande frequenti

Quando si festeggia la beata Elena Valentini?

La memoria liturgica e la ricorrenza della beata Elena Valentini sono fissate al ventitré aprile.

A Udine, beata Elena Valentini, vedova, che, per servire Dio solo, operò laboriosamente nell’Ordine secolare di Sant’Agostino, dedicandosi alla preghiera, alla lettura del Vangelo e alle opere di misericordia. — Martirologio Romano