Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

24 aprile

Santa Salomè

Madre degli apostoli Giacomo e Giovanni

Aggiornato il 15 settembre 2026

La testimonianza evangelica

La santa festeggiata oggi non ha alcuna relazione con l'omonima donna menzionata dall'evangelista Marco come mandante dell'omicidio di San Giovanni Battista. Il Martyrologium Romanum, basandosi su esplicite citazioni evangeliche, identifica Santa Salomè come una delle prime discepole del Signore. Il Vangelo di Marco menziona Salomè tra le donne che osservavano la crocifissione a distanza, insieme a Maria di Magdala e Maria madre di Giacomo il Minore e di Giuseppe. Lo stesso evangelista ricorda che Salomè, Maria di Magdala e Maria madre di Giacomo comprarono aromi per imbalsamare Gesù dopo il sabato. La tradizione identifica solitamente Santa Salomè con la donna anonima citata da Matteo come moglie di Zebedeo e madre degli apostoli Giacomo e Giovanni. Il Vangelo di Matteo menziona la moglie di Zebedeo tra le donne presenti alla crocifissione con Maria di Magdala e Maria madre di Giacomo e di Giuseppe. Il Vangelo di Matteo riporta inoltre che la moglie di Zebedeo si avvicinò a Gesù con i suoi due figli e si gettò ai suoi piedi per fargli una richiesta. Una leggenda fantasiosa tende a identificare Salomè anche con la suocera di San Pietro guarita da Gesù. Il Vangelo di Marco descrive la guarigione della suocera di Simone nella casa di Simone e Andrea alla presenza di Giacomo e Giovanni. A Gerusalemme si fa la commemorazione delle sante donne Maria di Cleofa e Salomè. Maria di Cleofa e Salomè andarono insieme a Maria Maddalena la mattina di Pasqua al sepolcro del Signore. Le donne si recarono al sepolcro per ungere il corpo del Signore. Santa Salomè si recò al sepolcro la mattina di Pasqua insieme a Santa Maria di Cleofa e Santa Maria Maddalena. Maria di Cleofa, Salomè e Maria Maddalena udirono per prime l'annuncio della risurrezione del Signore. Santa Salomè ascoltò l'annunzio della Risurrezione la mattina di Pasqua.

Il pellegrinaggio e l'arrivo a Veroli

Le leggende raccontano che dopo l'Ascensione gli apostoli viaggiarono per annunziare il Vangelo. Salomè compì un lungo pellegrinaggio in compagnia di San Biagio e San Demetrio. Nel corso di questo cammino nel primo secolo, Salomè giunse a Veroli, nell'odierna provincia di Frosinone. Stanca del viaggio, Salomè chiese ospitalità a poca distanza dalle mura della città a un pagano successivamente battezzato come Mauro. I compagni di Salomè entrarono nella città di Veroli e subirono il martirio per la loro fede. Salomè rimase nella casa di Mauro e operò la sua conversione al cristianesimo. Salomè morì il tre luglio di un anno imprecisato dopo circa sei mesi trascorsi in quel luogo, ed è ricordata come vergine. Mauro raccolse con riverenza le spoglie di Salomè per la sepoltura. Mauro racchiuse le spoglie in un'urna di pietra. Mauro incise sull'urna le parole Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis. Temendo il martirio da parte dei pagani, Mauro fuggì nella Grotta di Paterno dove morì dopo tre giorni di tribolazioni.

La dispersione e il ritrovamento delle reliquie

Alcuni pagani trovarono l'urna con le reliquie tempo dopo e informarono il preside della regione. Il preside ordinò di aprire l'urna credendo vi fosse un tesoro nascosto. Il preside ordinò sprezzantemente di gettare i resti della santa sulla piazza senza prestare attenzione all'epigrafe. Un uomo greco lesse l'iscrizione e decise di salvare il prezioso tesoro spirituale. L'uomo greco raccolse furtivamente tutte le ossa di notte, le avvolse in un panno e le portò fuori dalle mura della città. L'uomo scrisse sulla pietra e su una carta le parole Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista. L'uomo nascose tutto fuori città presso una rupe per portare l'urna in patria al ritorno da un viaggio a Roma. A causa di imprevisti l'uomo non poté compiere il suo progetto originario. Il corpo fu ritrovato nel milleduecentonove da un uomo di nome Tommaso. San Pietro e Santa Salomè apparvero in sogno a Tommaso rivelandogli la storia e il luogo esatto della sepoltura. Il ritrovamento delle reliquie avvenne il venticinque maggio. Tre giorni dopo il ritrovamento erano presenti sul luogo il Vescovo di Penne, l'abate di Casamari, l'abate di Sant'Anastasia in Roma e alcuni suoi monaci. I due vescovi sollevarono le reliquie per mostrarle a una folla di circa cinquemila uomini. Dall'osso di una tibia sgorgò vivo sangue durante la elevazione delle reliquie. Il popolo presente rese grazie a Dio alla vista del prodigio del sangue.

La custodia e il culto nella basilica

La testa e le braccia furono racchiuse in teche d'argento nella tesoreria della cattedrale. Le altre ossa furono collocate in una piccola urna sotto l'altare di un piccolo oratorio edificato sul luogo del ritrovamento. Sull'oratorio fu successivamente costruita l'attuale basilica. La chiesa subì gravi danni durante il terremoto del tredici cento cinquanta. Le reliquie furono traslocate nella Cattedrale a causa del terremoto e riportate alla basilica nel millesettecentoquarantadue. La memoria di Santa Salomè rimane un punto di riferimento luminoso per la comunità cristiana, che custodisce con devozione la testimonianza della sua fede incrollabile e della sua vicinanza al Signore.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Salomè?

Santa Salomè è festeggiata il ventiquattro aprile, mentre la tradizione locale ricorda la sua memoria e il ritrovamento delle reliquie anche in altre date come il tre luglio.

Qual è il ruolo di Santa Salomè nella Chiesa?

Santa Salomè è ricordata come vergine, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni e una delle prime discepole che seguirono il Signore fino al sepolcro.

A Gerusalemme, commemorazione delle sante donne Maria di Cleofa e Salomè, che insieme a Maria Maddalena vennero la mattina di Pasqua al sepolcro del Signore per ungere il suo corpo e per prime udirono l’annuncio della sua risurrezione. — Martirologio Romano