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domenica 26 aprile 2026 · Santo del giorno

San Cleto (Anacleto)

Papa

San Cleto (Anacleto)

San Cleto, conosciuto anche come Anacleto, sorge come una delle figure più luminose e discrete delle origini cristiane nel primo secolo. Terzo vescovo di Roma, egli ebbe il singolare privilegio e l'arduo compito di raccogliere l'eredità spirituale degli apostoli e di guidare la nascente comunità ecclesiale in tempi di profonda semina e di silenziosa testimonianza.

La memoria di questo pontefice è custodita con venerazione soprattutto per il suo ruolo di fedele custode della memoria apostolica. Egli è ricordato come il secondo successore dell'apostolo Pietro, un pastore che seppe consolidare le fondamenta della Chiesa romana in un'epoca in cui la fede richiedeva una dedizione totale e una sapiente cura dei primi passi della comunità dei credenti.

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Gli altri santi di oggi

Beati Domenico e Gregorio

Domenicani

I beati Domenico e Gregorio vissero nel tredicesimo secolo come sacerdoti dell'Ordine dei Predicatori in Aragona, in Spagna. Le informazioni biografiche sulla loro vita sono molto scarse, e non si conoscono né la data di nascita né la data di morte. La tradizione attesta che i loro cognomi sono andati perduti a causa del tempo, per un'antichità di oltre trecentosessanta anni. Il testo intitolato Lumen domus del convento domenicano di Saragozza li colloca nel secolo d'oro dell'Ordine e li indica come figli del convento stesso. Il breviario domenicano colloca la loro fioritura intorno alla fine del tredicesimo secolo, mentre il cappuccino J. Corella colloca la loro vita all'inizio del quattordicesimo secolo, specificando che tra il 1300 e il 1348 i beati percorsero il regno della corona di Aragona. Esistono testimonianze certe sul culto coevo verso di loro, descritti come uomini santi e apostolici. I due beati viaggiavano insieme senza oro né argento, mendicavano ogni giorno il cibo e annunciavano a tutti la parola di Dio.

Domenico e Gregorio predicavano la penitenza ai fedeli in qualsiasi luogo, anche scabroso o incolto, e salirono a predicare nel contado di Ribagorza. Durante un viaggio da Besians a Perarrua si levò una terribile tempesta, ed essi si rifugiarono sotto una rupe per sfuggire all'uragano. La rupe si staccò dal monte a causa della violenza della tempesta e li travolse. La tradizione riferisce che i corpi dei beati vennero alla luce in modo prodigioso. I corpi furono trasportati e tumulati nella chiesa di Besians, e i fedeli di Besians, Perarrua e Ribagorza cominciarono a venerarli come santi. Il vescovo di Barbastro effettuò una visita al loro sepolcro nel 1624 dagli atti del processo, e il 19 novembre 1698 fu compiuta la solenne traslazione dei loro corpi. Il processo di canonizzazione fu iniziato nel 1835 nella diocesi di Barbastro e nella provincia domenicana di Aragona, per poi essere portato a Roma nel 1842. Papa Pio IX approvò il culto ab immemorabili il 17 agosto 1854, e nel 1855 concesse all'Ordine di poter celebrare la Messa e l'Ufficio dei beati il ventisei aprile.

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San Marcellino

Papa

San Marcellino visse tra il terzo e il quarto secolo e guidò la Chiesa in uno dei momenti più complessi della storia romana, segnato dal passaggio dalla pace alla persecuzione. Nato a Roma ed figlio di Proietto, egli impresse al proprio ministero un profondo spirito di dedizione, distinguendosi per pietà, devozione e castità, virtù che gli valsero la calorosa lode di sant'Agostino nella tradizione liturgica cattolica.

Il suo pontificato ebbe inizio il trenta giugno 296, giorno in cui la tradizione riferisce che fu incoronato re dei cristiani e vescovo di Roma. Dopo una prima fase di relativa serenità che gli permise di curare i bisognosi e guidare la comunità, Marcellino affrontò la spietata persecuzione scatenata da Diocleziano e Galerio, affrontando infine il martirio per decapitazione il venticinque ottobre 304.

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San Pascasio Radberto

Abate di Corbie

San Pascasio Radberto, vissuto nel nono secolo tra il settecentonovanta e l ottocento sessanta, fu un insigne abate e teologo francese. Nato a Soissons e morto a Corbie, la sua esistenza si svolse interamente nel segno di una profonda dedizione alla fede e allo studio. Abbandonato alla nascita e allevato dalle monache benedettine, visse una giovinezza complessa prima di trovare la sua via definitiva nel monastero di Corbie, dove guidò la comunità con fermezza e umiltà, difendendo la libertà della Chiesa e la purezza della dottrina eucaristica.

Egli è ricordato soprattutto per i suoi profondi scritti teologici sull Eucaristia, su Maria Madre di Gesù e per il celebre commento al vangelo di Matteo, citato persino dal Concilio Vaticano secondo. La sua vita fu segnata da una straordinaria dirittura morale, che lo portò a rifiutare i compromessi con il potere regio e a scegliere l ultima dimora tra i poveri. La Chiesa ne celebra la memoria il ventisei aprile, ricordando la chiarezza con cui seppe esporre la dottrina del vero Corpo e Sangue del Signore.

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Beato Stanislaw Kubista

Sacerdote e martire

Il Beato Stanislaw Kubista è stato un sacerdote polacco del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata segnata da una fedeltà incrollabile al Vangelo e alla sua vocazione religiosa. Nato in Alta Slesia nel 1898, egli ha consacrato la propria vita al Signore entrando nella Società del Verbo Divino, istituto nel quale ha svolto con dedizione il suo ministero sacerdotale e il compito di guida all'interno della comunità di Górna Grupa. La sua testimonianza rimane un faro di speranza e integrità morale, capace di parlare al cuore di ogni credente che cerca il senso profondo del sacrificio vissuto per amore di Dio.

La memoria del Beato Stanislaw Kubista è legata al suo martirio, avvenuto durante le tragiche vicende della seconda guerra mondiale. Catturato dai nazisti nel febbraio del 1940, egli ha affrontato la prigionia e la morte nel campo di concentramento di Sachsenhausen con la dignità di chi ha riposto ogni fiducia nel Padre. Beatificato da Papa Giovanni Paolo secondo nel 1999, egli viene oggi ricordato come un pastore che, pur nel buio della persecuzione, ha saputo mantenere accesa la luce della fede, offrendo la sua stessa vita come dono supremo di carità in terra straniera.

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San Raffaele Arnaiz Baron

Religioso trappista

San Raffaele Arnaiz Baron nacque a Burgos in Spagna il nove aprile del millenovecento undici, all'interno di una famiglia profondamente cristiana e benedetta da beni materiali e spirituali. Suo padre, ingegnere forestale originario di Burgos, e sua madre, donna devotissima dedita alla messa quotidiana e al soccorso dei bisognosi, formarono un contesto di fede viva in cui il giovane crebbe brillante negli studi e ricco di esuberante vitalità. Dotato di un'intelligenza acuta e avviato a una promettente carriera, manifestò ben presto una religiosità profonda e un intenso desiderio di interiorità, che coltivava attraverso la comunione quotidiana, l'adorazione eucaristica prolungata, la penitenza e la carità verso i bisognosi e le persone di servizio.

Entrato nell'Ordine Cistercense come religioso trappista, visse una straordinaria avventura spirituale segnata dalla croce della malattia e dalla gioia della contemplazione. I suoi scritti spirituali lo consegnano alla storia della Chiesa come uno dei più grandi mistici del ventesimo secolo, capace di trasformare la sofferenza fisica e l'esilio dal coro in un'offerta d'amore per i peccatori, i sacerdoti e il mondo intero. Dopo la sua morte, avvenuta a Dueñas il ventisei aprile del millenovecento trentotto ad appena ventisette anni, la Chiesa ne ha riconosciuto la santità eroica, culminata nella beatificazione proclamata da Giovanni Paolo Secondo e nella canonizzazione celebrata da Benedetto Sedicesimo l'undici ottobre del duemilanove.

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Santo Stefano di Perm

Vescovo

Santo Stefano di Perm è una figura di profonda spiritualità e intelligenza evangelica, vissuto nel corso del quattordicesimo secolo. Nato a Velikiy Ustyug nel 1340, egli scelse di consacrarsi al Signore divenendo monaco nel monastero di San Gregorio Nazianzeno a Rostov. La sua esistenza fu interamente dedicata all'annuncio del Vangelo, distinguendosi per un impegno apostolico che unì la sapienza intellettuale alla missione tra le popolazioni della terra di Perm, dove si recò nel 1379 per portare la luce della fede.

Egli è ricordato con particolare venerazione per la sua opera di traduttore e mediatore culturale, avendo elaborato un alfabeto originale per la lingua zyryana, strumento prezioso che permise la traduzione dei testi sacri e l'accesso diretto alla Parola di Dio per quelle genti. Nominato vescovo nel 1383, Santo Stefano spese le sue energie nel guidare il gregge a lui affidato con dedizione pastorale, fino alla sua morte avvenuta a Mosca nel 1396. La sua memoria, onorata dalla Chiesa Ortodossa Russa con la canonizzazione nel 1549, rimane un esempio luminoso di come la fede possa farsi cultura e incontro tra i popoli.

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Beato Ladislao Goral

Vescovo e martire

Il Beato Ladislao Goral nacque il primo maggio 1898 a Stoczek, in Polonia, e visse il proprio cammino terreno nel ventesimo secolo fino al martirio, consumato a Sachsenhausen, in Germania, in un giorno imprecisato di aprile 1945. Pastore dalla straordinaria dedizione alla Chiesa, fu vescovo ausiliare di Lublino e seppe spendere ogni energia nel lavoro pastorale, nella promozione sociale e nella cura dei lavoratori, fondando numerose organizzazioni cristiane e una casa per i sacerdoti in pensione. Durante l'occupazione nazista della Polonia, affrontò con coraggio l'arresto e una lunghissima prigionia fatta di isolamento severo, maltrattamenti e privazioni estreme, custodendo la dignità umana e della fede fino alla morte per stenti e malattia.

La sua luminosa testimonianza di fede e di fedeltà al Vangelo è stata riconosciuta solennemente il 13 giugno 1999, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Varsavia tra i centootto beati martiri della seconda guerra mondiale. La memoria liturgica del Beato Ladislao Goral si celebra il ventisei aprile, giorno in cui la Chiesa ne lancia il ricordo e l'esempio. Intorno alla sua figura si raccoglie la gratitudine dei fedeli, specialmente nella diocesi di Lublino, dove la sua opera instancabile e il suo sacrificio estremo continuano a parlare alle coscienze e a ispirare il cammino delle comunità cristiane.

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Beato Ramón Oromí Sullà

Sacerdote e martire

Il beato Ramón Oromí Sullà nacque nel 1875 a Salàs de Pallars, in provincia di Lérida. Nel corso della sua esistenza terrena, vissuta interamente nel ventesimo secolo, si distinse come sacerdote dedito alla cura delle anime e alla formazione. Entrò nella congregazione della Sacra Famiglia, fondata nel 1864 da San Giuseppe Manyanet. Tale congregazione nacque per diffondere la devozione alla Sacra Famiglia e la formazione cristiana delle famiglie attraverso l'educazione cattolica di fanciulli e giovani. Padre Ramón fu un entusiasta divulgatore delle virtù e degli esempi della Sacra Famiglia di Nazaret per tutte le famiglie cristiane, spendendo le proprie energie nello studio e nell'insegnamento. La sua vita si concluse tragicamente durante la persecuzione religiosa legata alla guerra civile spagnola. Arrestato e condotto alla testimonianza suprema della fede, suggellò il proprio ministero sacerdotale con il martirio, avvenuto il ventisei aprile 1937 vicino al muro del cimitero di Montcada, all'età di sessantuno anni.

La Chiesa cattolica ne ha riconosciuto la testimonianza eroica attraverso il processo di beatificazione. Il dieci maggio 2012 Papa Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto del martirio di diciannove religiosi e sacerdoti dei Figli della Sacra Famiglia e di giovani laici ex alunni. Successivamente, il tredici ottobre 2013 si è svolto il rito della beatificazione a Tarragona, nella regione spagnola della Catalogna. Il rito è stato presieduto dal delegato di Papa Francesco, il Cardinale Angelo Amato. La beatificazione ha riguardato cinquecentoventidue persone uccise in odio alla fede durante la guerra civile spagnola, e tra i cinquecentoventidue beati vi è anche padre Ramón Oromí Sullà. La sua memoria liturgica si celebra il tredici ottobre.

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San Primitivo

Martire

Nel territorio di Gabi al trentesimo miglio della via Prenestina, san Primitivo, martire.

Santi Guglielmo e Pellegrino

Eremiti, venerati a Foggia

A Foggia, santi Guglielmo e Pellegrino, eremiti.

Beata Alda (Aldobrandesca) da Siena

Vedova

San Ricario di Celles

Sacerdote

Nell’eremo della selva di Crecy presso Amiens nel territorio della Neustria in Francia, san Ricario, sacerdote, che, mosso dalla predicazione dei monaci scozzesi, si convertì a una vita di penitenza.

Beato Giulio (Julio) Junyer Padern

Sacerdote salesiano e martire

Nel villaggio di Montjuic vicino a Gerona sempre in Spagna, beato Giulio Junyer Padern, sacerdote della Società Salesiana e martire, che, durante la persecuzione contro la fede, meritò di conseguire mediante il martirio la gloria della vita eterna.

San Basileo di Amasea

Vescovo

Ad Amasea nel Ponto, san Basiléo, vescovo e martire sotto l’imperatore Licinio.

Santi 38 Martiri Mercedari di Auterive

Sant’ Essuperanza di Troyes

Vergine

Dal Martirologio Romano

A Roma, commemorazione di san Cleto, papa, che resse la Chiesa di Roma per secondo dopo l’apostolo Pietro. — Martirologio Romano