26 aprile
San Marcellino
Papa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Gli inizi del pontificato
San Marcellino nacque a Roma ed era figlio di Proietto. Nella liturgia cattolica fu sempre ricordato come una persona molto devota, pia e casta, e la sua figura fu ampiamente lodata da sant'Agostino. Secondo la tradizione, Marcellino fu incoronato re dei cristiani il trenta giugno 296 e, nello stesso giorno, fu incoronato vescovo di Roma. Gli inizi del suo pontificato beneficiarono della pace instaurata con l'imperatore dal suo predecessore Caio. Grazie a questa tregua, Marcellino poté dedicarsi alla comunità nella sua interezza, avendo cura particolare delle famiglie più bisognose. Inoltre, indirizzò l'ecumenismo e il proselitismo cristiano verso gli approdi dettati dalla fede.
Il mutamento politico e la persecuzione
Nel frattempo la questione politica imperiale assunse una connotazione diversa. Diocleziano era materialmente impossibilitato a governare l'impero per come era stato conquistato e, attraverso il senato, fu stabilita una tre-tarchia per suddividere gli aggravi di governo in tre diverse funzioni. Diocleziano divenne capo dell'impero d'oriente, Galerio divenne governatore di Roma e Massimiano divenne governatore dell'impero nord occidentale. Il tetrarca Galerio, anticristiano per antonomasia, iniziò la nona persecuzione anticristiana con la scusa dell'invadenza cristiana sulle terre imperiali. Dopo un incontro a Nicomedia, Galerio convinse Diocleziano a ritornare al paganesimo e a perseguire tutti i dissidenti.
Il martirio e la sepoltura
Il ventitré febbraio 303 fu incendiata la chiesa di Nicomedia e i cristiani risposero incendiando il palazzo imperiale. In conseguenza dell'incendio al palazzo fu applicato il pugno di ferro. Le milizie romane distrussero quasi tutto, i beni dei cristiani furono confiscati e migliaia di persone furono condannate a morte. L'intera legione tebea, formata esclusivamente da cristiani, fu massacrata. In questo clima di estremo rigore, Marcellino fu decapitato per ordine dell'imperatore Diocleziano il venticinque ottobre 304. Le sue spoglie furono deposte nel cimitero di Priscilla.
La vita
La vicenda terrena di San Marcellino si inserisce in un periodo complesso della storia della Chiesa, caratterizzato dal passaggio tra il terzo e il quarto secolo. Originario di Roma, Marcellino fu chiamato al soglio di Pietro il trenta giugno dell'anno duecentonovantasei. Il suo episcopato si svolse in un clima di crescente ostilità verso i cristiani, orchestrato dalle autorità imperiali. Sotto il governo di Diocleziano e Galerio, la comunità dei credenti fu colpita da una persecuzione sistematica che mirava a eradicare la fede cristiana dall'intero impero. Nonostante le pressioni e il clima di terrore che avvolgeva le città, tra cui la stessa Roma e Nicomedia, San Marcellino mantenne il suo ruolo di guida e pastore, sostenendo i fedeli nella tribolazione.
Il cammino di questo vescovo culminò nell'anno trecentoquattro, quando fu condannato a morte per ordine dell'imperatore Diocleziano. Il martirio avvenne tramite la decapitazione, sigillando così una vita spesa al servizio del Vangelo. Dopo l'esecuzione, il suo corpo fu accolto con devozione nel cimitero di Priscilla, luogo che divenne custode della sua memoria e segno tangibile della sua appartenenza alla Chiesa di Roma. La sua esistenza, pur nelle incertezze del tempo, rimane una testimonianza solenne di dedizione al mandato ricevuto, capace di attraversare i secoli per giungere fino a noi come esempio di coraggio e di perseveranza nella fede, nonostante le minacce del potere temporale e la durezza della prova suprema.
Il culto
La memoria di San Marcellino è stata custodita con cura dalla tradizione cristiana nel corso dei secoli. La sua sepoltura nel cimitero di Priscilla ha permesso che il suo nome venisse inscritto nel cuore della liturgia romana, ricordando ai fedeli il sacrificio di chi ha offerto la propria vita per la testimonianza del nome di Cristo. La devozione verso questo papa martire si è consolidata nel tempo, legando la sua figura alla memoria dei martiri che hanno dato fondamento alla fede della città di Roma.
Attualmente, la Chiesa celebra la memoria di San Marcellino il ventisei aprile, data che invita i cristiani alla preghiera e alla riflessione sul significato del martirio. Esistono inoltre indicazioni che pongono la sua commemorazione anche al venticinque ottobre, offrendo ulteriori occasioni per onorare il suo esempio. Il culto di questo santo non è soltanto un atto di commemorazione storica, ma rappresenta un richiamo costante all'unità della Chiesa e alla fedeltà al Vangelo, anche nelle circostanze più avverse. Attraverso il suo ricordo, i fedeli sono invitati a rinnovare il proprio impegno di testimonianza nel mondo contemporaneo, guardando all'esempio di chi ha saputo restare saldo fino alla fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Marcellino?
San Marcellino si festeggia il ventisei aprile.