26 aprile
San Pascasio Radberto
Abate di Corbie
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il santo è stato abbandonato fin dalla nascita ed è considerato un figlio di nessuno. Viene raccolto e allevato dalle monache benedettine di Soissons e compie i suoi studi nel monastero maschile della stessa cittadina. Il suo nome tedesco di battesimo è Radberto, mentre assume successivamente il nome romano di Pascasio, secondo l uso dei letterati del suo tempo. Riceve la tonsura ed entra nel ceto ecclesiastico senza ricevere immediatamente gli Ordini. Per un certo periodo è noto a Soissons come viveur e frequenta compagnie di gaudenti. Nasce a Soissons in Francia intorno al settecentonovanta.
La conversione e l abbazia di Corbie
A ventidue anni entra nel severo monastero benedettino di Corbie, presso Amiens. L abate del monastero di Corbie è il futuro santo Adalardo. Sotto la guida di Adalardo, Radberto riprende gli studi, diventando un brillante letterato, maestro di teologia, commentatore della Scrittura e dei Padri della Chiesa. Accompagna Adalardo in Sassonia per la fondazione di un monastero gemello di Corbie e diventa in seguito direttore degli studi nello stesso monastero. Viene eletto abate di Corbie dai monaci pur non essendo sacerdote e, per modestia, non diventa mai sacerdote, fermandosi al diaconato.
Le prove e l amore per la verità
Il monastero di Corbie affronta contese dottrinali che dividono i monaci. Il potere regio interferisce nella vita del monastero pretendendo tornaconti in cambio di regali. Il re di Francia Carlo il Calvo pretende che Radberto riaccolga nel monastero un cugino espulso per indegnità. Radberto rifiuta la richiesta del re e abbandona la carica e il monastero di Corbie nell anno ottocentocinquantuno. I monaci richiamano Radberto ed egli fa ritorno al monastero a patto di non ricoprire alcuna carica o grado. Nel corso della sua vita partecipa a concili, tratta con sovrani e predica in missione. Trascorre i suoi ultimi giorni dedicandosi esclusivamente alla preghiera e allo studio.
Le opere e la memoria
Scrive trattati di teologia eucaristica, studi su Maria Madre di Gesù, vite di santi e commenti a testi biblici. Il suo commento al vangelo di Matteo viene citato nel ventesimo secolo dal Concilio Vaticano secondo nella Costituzione Lumen gentium. In punto di morte chiede ai monaci di non commemorarlo e di dimenticarlo, venendo sepolto nel reparto dei poveri e dei servitori del monastero. Nel millenocinquantotto il suo corpo viene accolto nella chiesa abbaziale con gli onori riservati ai santi e viene stabilita al ventisei aprile la sua festa annuale. Nel diciottesimo secolo le sue reliquie sfuggono alle devastazioni della Rivoluzione francese e i suoi resti vengono deposti nella chiesa parrocchiale di Corbie, dove si trovano tuttora. Il Martirologio lo ricorda nel monastero di Corbie in Neustria come abate che espose con lucidità e chiarezza la dottrina del vero Corpo e Sangue del Signore nell Eucaristia. Muore a Corbie in Francia il ventisei aprile ottocento sessanta.
Il cammino monastico
Il percorso di San Pascasio Radberto ebbe inizio tra le mura del monastero di Soissons, dove l'educazione ricevuta dalle monache benedettine segnò profondamente la sua sensibilità spirituale. Questa prima formazione fu il seme di una vocazione che lo portò, giunto alla soglia dei ventidue anni, a varcare la soglia dell'abbazia di Corbie. In questo luogo, egli seppe coniugare la disciplina quotidiana con un fecondo impegno intellettuale. La sua ascesa al ruolo di abate, avvenuta nonostante egli non avesse ricevuto l'ordinazione sacerdotale, testimonia la stima di cui godeva all'interno della comunità e il riconoscimento della sua saggezza spirituale.
La sua gestione dell'abbazia non fu scevra da tribolazioni, che egli affrontò sempre con lo sguardo rivolto al bene della propria famiglia monastica. Il legame con i luoghi della sua formazione e la missione che lo portò a conoscere terre lontane, come la Sassonia, ne arricchirono l'orizzonte umano e teologico. Tuttavia, fu proprio la fedeltà al suo incarico a condurlo, nel ottocento cinquantuno, verso una scelta sofferta quanto necessaria: le divergenze con Carlo il Calvo lo spinsero a deporre il pastorale. Questa rinuncia non fu una sconfitta, bensì l'estremo atto di una coscienza libera, che preferì il ritiro alla compromissione dei valori in cui credeva. San Pascasio Radberto trascorse i suoi ultimi anni in una dedizione silenziosa, offrendo al mondo trattati di teologia che ancora oggi rivelano la profondità della sua devozione eucaristica e mariana.
Il ricordo e la memoria
La venerazione per San Pascasio Radberto si consolidò nei secoli successivi alla sua morte, avvenuta nell'anno ottocento sessanta a Corbie, luogo che era diventato la sua casa definitiva. La Chiesa riconobbe ufficialmente la santità del suo esempio nell'anno millecinquantotto, sancendo la validità di una vita spesa nell'obbedienza e nella ricerca teologica. Il suo culto si inserisce nel solco della grande tradizione benedettina, che vede nel lavoro intellettuale una forma di preghiera e di servizio al mistero divino.
La memoria di questo abate continua a essere onorata dalla Chiesa, che ne celebra il ricordo ogni anno il ventisei aprile. Tale data rappresenta un invito a meditare sulla costanza del suo cammino e sulla chiarezza dei suoi scritti, che seppero difendere con vigore la fede della Chiesa in tempi di mutamenti politici e sociali. La figura di San Pascasio Radberto resta un punto di riferimento per chiunque desideri coniugare la vita contemplativa con l'impegno intellettuale, mantenendo intatta la propria rettitudine di fronte alle sfide della storia.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pascasio Radberto?
La festa annuale di San Pascasio Radberto si celebra il ventisei aprile.
Nel monastero di Corbie sempre in Neustria, san Pascasio Radberto, abate, che espose con lucidità e chiarezza la dottrina del vero Corpo e Sangue del Signore nel mistero dell’Eucaristia. — Martirologio Romano