Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

lunedì 27 aprile 2026 · Santo del giorno

Santa Zita (Cita)

Vergine

Santa Zita (Cita)

Santa Zita è una delle figure più amate della santità umile e quotidiana, vissuta nel tredicesimo secolo in terra toscana. Nata nel 1218 a Monsagrati, ha trascorso la sua intera esistenza nel silenzio del servizio domestico, trasformando i gesti più semplici e faticosi della giornata in una preghiera continua. La sua vita, interamente spesa a Lucca, incarna la bellezza di una fede vissuta nella fedeltà alle piccole cose, dove l'accoglienza dell'altro diventa incontro vivo con il Signore.

La memoria di questa vergine è giunta fino a noi come un luminoso esempio di carità operosa. Ricordata e venerata per la sua dedizione assoluta ai poveri e per la sua straordinaria umiltà, Zita è stata riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa nei secoli successivi e indicata ancora oggi come modello di dignità nel lavoro quotidiano, custode dei gesti che rendono accogliente la casa e feconda la vita fraterna.

Leggi la vita completa →

Gli altri santi di oggi

San Simeone di Gerusalemme

Vescovo e martire

San Simeone di Gerusalemme visse nel primo secolo ed è ricordato come il secondo capo della primitiva comunità cristiana della Città Santa. La sua figura si colloca in un tempo di profondo travaglio, segnato dalle tensioni all'interno del mondo ebraico che precedettero la rivolta armata contro il dominio romano e la successiva, spietata repressione militare guidata dal futuro imperatore Tito. Questa drammatica fase storica comportò la devastazione di Gerusalemme e il saccheggio e la distruzione del Tempio. In questo contesto di prova, dopo il martirio del primo vescovo Giacomo di Alfeo, avvenuto nell'anno sessantatre, e la caduta della città, gli apostoli e i discepoli ancora in vita si unirono alla maggior parte dei parenti del Signore. Tennero consiglio insieme e designarono all'unanimità Simeone alla guida della comunità, un incarico che egli assunse non subito dopo la morte di Giacomo ma in quell'epoca di grande sconvolgimento.

Le notizie fondamentali sulla sua vita e sul suo ministero ci sono giunte grazie agli scritti di Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica, il quale attinse le informazioni da Egesippo, uno dei primissimi scrittori cristiani, probabilmente di origine palestinese, giunto a Roma verso la metà del secondo secolo. San Simeone guidò l'unica comunità cristiana formata interamente da ebrei, la quale fu costretta alla migrazione in seguito alla distruzione di Gerusalemme, trovando rifugio a Petra di Perea, oltre il Giordano, dove una parte dei profughi fissò la propria dimora. La sua esistenza terrena fu lunghissima, giungendo a circa centoventi anni, e si concluse con la testimonianza suprema del martirio per la fede sotto l'imperatore Ulpio Traiano, regnante dal novantotto al centosedici, e il console Attico.

Continua a leggere →

San Liberale

San Liberale visse come eremita in Veneto ed è profondamente legato alla storia religiosa e civile di Treviso e di Castelfranco Veneto, città di cui è patrono. La sua memoria si muove tra la tradizione agiografica e le vicende storiche dei primi secoli cristiani, tramandata attraverso manoscritti medievali, testimonianze monumentali e una devozione che dura da secoli. Il martirologio ne custodisce il ricordo, mentre l'arte lo ha immortalato nei secoli attraverso diverse raffigurazioni.

La figura di san Liberale affonda le radici nel mondo antico di Altino, dove nacque da una famiglia nobile e fu educato alla fede cristiana dal vescovo Eliodoro. La sua vita fu segnata da una rigorosa ascesi, dalla preghiera costante e da una ferma difesa della dottrina contro pagani e ariani, prima di ritirarsi a vita eremitica a Castrazone. Intorno alla sua persona e alle sue reliquie si sviluppò un culto duraturo, che trovò espressione nella liturgia, nella fondazione di confraternite e in celebri opere d'arte.

Continua a leggere →

San Pollione di Cibali

Martire

San Pollione di Cibali è una figura luminosa della Chiesa del quarto secolo, un testimone coraggioso che ha sigillato la propria fede con il dono supremo della vita. Vissuto in Pannonia, egli ha esercitato con dedizione il ministero di lettore, annunciando la Parola di Dio in un tempo segnato dalla prova e dalla sofferenza per i cristiani. La sua memoria rimane impressa nella storia della salvezza come esempio di fedeltà incrollabile al Vangelo.

Egli è ricordato oggi come martire, avendo scelto la via del sacrificio piuttosto che rinnegare il proprio Signore davanti alle autorità dell'epoca. Arrestato durante la persecuzione indetta dall'imperatore Diocleziano, Pollione affrontò con serenità il giudizio del prefetto Probo, dichiarando senza incertezze la propria appartenenza a Cristo. La sua testimonianza, culminata nel martirio sulle terre di Cibali nell'anno trecentoquattro, invita ancora oggi i fedeli a una riflessione profonda sulla coerenza della vita cristiana e sulla forza interiore che deriva dall'ascolto costante delle Scritture.

Continua a leggere →

San Giovanni di Catari

Abate in Bitinia

San Giovanni di Catari visse tra l'ottavo e il nono secolo, distinguendosi come abate e difensore della fede ortodossa durante le turbolenze dell'epoca iconoclasta. Nato a Irenopolis, nella Decapoli isaurica, verso il settecentosettanta, abbracciò la vita monastica all'età di nove anni, avviandosi precocemente verso una dedizione totale al servizio divino che avrebbe segnato l'intera sua esistenza. Il suo cammino spirituale fu guidato da un maestro affezionato che lo condusse giovanissimo al secondo concilio di Nicea nel settecentottantasette e successivamente a Costantinopoli, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale. La sua autorevolezza crebbe al punto da essere chiamato a governare il monastero dei Catari in Bitinia, un incarico ricevuto dall'imperatore Niceforo durante la Quaresima dell'ottocentocinque. Nel corso del suo ministero abbaziale, Giovanni affrontò momenti di profonda tensione ecclesiale, tra cui la separazione del suo convento da san Teodoro Studita, legata alle complesse vicende del tempo.

La sua testimonianza cristiana fu profondamente provata dalle persecuzioni scatenate dagli imperatori ostili alle sante icone, che lo costrinsero a subire flagellazioni, carcerazioni e duri esili nelle regioni più remote dell'impero. Nonostante le sofferenze e le pressioni politiche, il santo abate mantenne saldo il proprio impegno nella difesa delle immagini sacre, unendosi anche agli appelli rivolti alla sede di Roma insieme ad altri egumeni iconoduli. La tradizione riferisce che, dopo una vita spesa nella confessione della fede, morì nell'isola di Afusia, nella Propontide, verso il ventisette aprile dell'ottocentotrentacinque. La memoria liturgica di san Giovanni di Catari è custodita in diverse tradizioni cristiane, sebbene alcuni antichi cataloghi abbiano tramandato imprecisioni storiche circa i luoghi e i sovrani persecutori, che la ricerca ha successivamente contribuito a chiarire.

Continua a leggere →

San Pietro Armengol

Mercedario

San Pietro Armengol nacque nel 1238 a Guardia de Prats, vicino a Montblanch, in provincia di Tarragona, da Arnaldo Armengol. La sua famiglia discendeva dalla nobile stirpe spagnola dei conti di Urgel. Da giovane si distinse per superbia e irrequietezza, conducendo una vita di vizi e avventure incontrollate. Subì l'odio dei concittadini di ogni ceto sociale a causa della sua prepotenza e delle sue ingiurie, fino ad abbandonare la casa e la famiglia per mettersi a capo di un gruppo di banditi. Visse rifugiato sui monti, seminando terrore nei paesi e pericolo sulle strade come criminale di peggior specie insieme ai suoi complici. Nel 1258 il re di Spagna Giacomo I incaricò Arnaldo Armengol di debellare il banditismo che bloccava commerci e comunicazioni, e il padre si trovò così a fronteggiare la banda guidata proprio da suo figlio Pietro. Dopo questo incontro drammatico, Pietro fu colpito dalla grazia e si pentì profondamente della sua vita passata.

Si recò dunque da Guglielmo di Bas, successore del fondatore dei Mercedari Pietro Nolasco, per confessarsi e chiedere consiglio. Guglielmo si convinse della sua sincerità e lo ammise nel noviziato dell'Ordine della Mercede nel 1258. Fin dal primo giorno di noviziato cambiò totalmente vita, e la sua crudeltà si trasformò in fervida carità, mentre i vizi lasciarono il posto a continua preghiera e dura penitenza. Gli furono assegnati diversi incarichi, missioni e viaggi tra i musulmani per riscattare schiavi e prigionieri, secondo lo scopo primario dell'Ordine. Operò dapprima nei regni musulmani di Granada e di Murcia, per poi svolgere una missione più difficile e impegnativa direttamente ad Algeri, dove riuscì a riscattare trecentoquarantasei schiavi in due mesi e li fece rimpatriare. A Bugia riscattò centodiciannove cristiani insieme ad alcuni confratelli prigionieri. Trattò poi la liberazione di diciotto ragazzi cristiani che stavano per essere convertiti all'islamismo per il prezzo di trentamila ducati e, non disponendo della somma necessaria, si offrì di prendere il loro posto come ostaggio, secondo il quarto voto speciale del suo Ordine. Durante la prigionia fu di conforto agli altri reclusi e operò molte conversioni tra i musulmani. Le autorità si indispettirono per le conversioni e per il ritardo nel pagamento, lo considerarono una spia e lo condannarono all'impiccagione. La sentenza fu eseguita immediatamente e il suo corpo fu lasciato agli avvoltoi. Sei giorni dopo arrivò sul luogo padre Guglielmo Fiorentino con i soldi del riscatto e trovò il corpo per dargli sepoltura, scoprendo che Pietro Armengol era ancora vivo e raccontava di essere stato miracolosamente sorretto dalla Madonna. I due mercedari liberarono altri prigionieri con il denaro portato e tornarono in patria. Pietro conservò per sempre sul corpo i segni di quella vicenda, consistenti in un pallore facciale e vertebre del collo distorte. I superiori lo inviarono al convento dell'Ordine situato nel suo paese natale, a Guardia de Prats, dove i concittadini, che erano stati testimoni della sua efferatezza giovanile, poterono ammirarlo per la sua santità e penitenza. Si ammalò gravemente e predisse con esattezza la data della sua morte. Morì il 27 aprile 1304. Prima dei suoi solenni funerali, tre uomini e quattro donne guarirono dalle loro malattie, e pochi giorni dopo la morte fu scritta la sua biografia sotto forma di documento notarile, avallata dalle firme di cinque confratelli, tra cui padre Guglielmo Fiorentino. Il 28 marzo 1686 Papa Innocenzo XI approvò il suo culto immemorabile, e la festa liturgica fu fissata al 27 aprile, giorno della sua morte. Nel Martirologio è ricordato come san Pietro Ermengol, originario di Tarragona nel regno di Aragona sulla costa della Spagna, ex capo di predoni convertito a Dio, entrato nell'Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede e dedito al riscatto degli schiavi in Africa.

Continua a leggere →

Santa Damaride

Vergine e martire

Santa Damaride è una figura di martire cristiana le cui spoglie appartengono alla tradizione dei corpi santi, ovvero reliquie ossee provenienti dalle catacombe romane. Queste preziose testimonianze furono traslate nell'Urbe e nell'Orbe tra la fine del sedicesimo secolo e la seconda metà del diciannovesimo secolo, secondo una pratica ampiamente documentata dalla storia della Chiesa. Il termine corpo santo identifica inizialmente un oggetto, ossia il corpo di un defunto nelle catacombe, il quale acquisisce una profonda valenza sacrale in un secondo tempo. Per quanto riguarda la figura di Santa Damaride, il suo corpo santo giunse dalle catacombe nel diciannovesimo secolo per essere custodito con devozione. La Chiesa cattolica riconosce in queste spoglie un simbolo che rappresenta un cristiano della Chiesa dei primi secoli in piena comunione con la Santa Sede, nonché un testimone verace del Vangelo fino al dono supremo della vita con il martirio.

Il culto delle reliquie, che storicamente deriva dalle antiche onoranze tributate ai defunti, ha attraversato diverse epoche di riforma e regolamentazione ecclesiale. Il Concilio di Trento, durante la sua venticinquesima sessione, emendò tale culto da ogni eccesso, mentre il Concilio Vaticano II stabilì che la Chiesa venera i Santi, le loro reliquie autentiche e le loro immagini secondo la sua veneranda tradizione. Oggi la Chiesa raccomanda ma non impone la pratica del culto delle reliquie. Sebbene in alcuni luoghi il culto dei corpi santi sia caduto in parte in oblio con reliquie scomparse, in altri casi esso rimane molto vivo e vivace, specialmente quando il martire è patrono di qualche località, come accade proprio per Santa Damaride, la cui insigne reliquia è oggi meta di preghiera e di memoria liturgica.

Continua a leggere →

Beata Maria Antonia Bandrés y Elósegui

Religiosa

La Beata Maria Antonia Bandrés y Elósegui visse a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, incarnando la mitezza e la dedizione assoluta al Signore nella breve stagione della sua giovinezza. Nata a Tolosa in Guipúzcoa, Spagna, il 6 maggio 1898, fu la seconda dei quindici figli dell'avvocato Raimondo Bandrés e di Teresa Elósegui, distinguendosi fin da piccola per la sua alta sensibilità e per una salute cagionevole. Cresciuta frequentando il Collegio delle Figlie di Gesù fondato a Salamanca dalla madre Candida Maria di Gesù, Maria Antonia seppe essere un ammirevole esempio di virtù per i suoi numerosi fratelli più piccoli, unendo alla vita domestica una precoce attenzione verso i bisognosi. Svolse infatti volontariato nei suburbi della sua città e un'opera di evangelizzazione e sociale con le operaie del sindacato, attività all'epoca insolita. Dopo aver maturato la sua vocazione durante gli Esercizi Spirituali a Loyola, entrò nella Congregazione delle Figlie di Gesù all'età di diciassette anni, divenendo il primo fiore di santità di questo istituto religioso sorto nel 1871. La sua esistenza terrena si concluse prematuramente a Salamanca il 27 aprile 1919, esattamente un anno dopo la sua professione religiosa, vissuta con un animo sereno anche nella desolazione.

La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il 27 aprile, giorno della sua nascita al cielo, ricordandola con profonda venerazione per l'offerta generosa della sua vita e per la straordinaria pace spirituale che seppe testimoniare nell'ora della prova. Il Martirologio la ricorda proprio a Salamanca come vergine consagrata che seppe compiere in poco tempo un cammino di perfetta adesione alla volontà divina. La sua testimonianza continuò a fruttificare anche dopo la morte, segnando profondamente quanti ebbero la grazia di assistere al suo transito, compresi gli intellettuali agnostici toccati dalla sua fede incrollabile. La sua beatificazione, celebrata il 12 maggio 1996 da papa Giovanni Paolo II insieme alla madre fondatrice Candida Maria di Gesù, ha consegnato questa giovane religiosa alla preghiera e all'ispirazione dei fedeli di tutto il mondo.

Continua a leggere →

Beato Nicola Roland

Fondatore

Il beato Nicola Roland nacque a Reims, in Francia, l'otto dicembre 1642, e spese la sua breve esistenza terrena al servizio dei più deboli, distinguendosi come sacerdote e fondatore nel corso del diciassettesimo secolo. La sua opera illuminata si inserisce nel grande risveglio spirituale francese dell'epoca, accanto a figure eminenti come san Giovanni Battista de La Salle e il beato Nicolas Barré, formando un trio di educatori che seppe rispondere con coraggio alle urgenze della gioventù abbandonata e reietta. Egli dedicò le proprie energie alla formazione cristiana dei fanciulli e aprì scuole gratuite per le ragazze povere, le quali all'epoca erano completamente escluse da ogni forma di istruzione, gettando così le basi della Congregazione delle Suore del Santo Bambino Gesù.

Ricordato dal martirologio come sacerdote operoso a Reims, il beato Nicola Roland visse intensamente la sua vocazione tra la predicazione, la cura degli infermi e la direzione spirituale, affidando infine la sua eredità e le sue opere alle cure di san Giovanni Battista de La Salle prima di spegnersi prematuramente il ventisette aprile 1678. La sua memoria, rimasta a lungo nascosta e affidata alla prima biografia pubblicata solo nel mille ottocento ottantotto da A. Hammesse, ha poi ritrovato piena luce grazie all'introduzione della causa di beatificazione nel mille novecentoquarantadue e alla solenne proclamazione a Beato avvenuta il sedici ottobre mille novecentonovantaquattro a Roma per mano di papa Giovanni Paolo II, il quale ne ha sancito la perenne attualità per la Chiesa universale.

Continua a leggere →

Beato Natale Tenaud

Sacerdote e martire

Il Beato Noël Tenaud nacque l'undici novembre millenovecentoquattro a Rocheservière, in Francia, e visse un'intensa esistenza sacerdotale segnata dalla dedizione missionaria e dal martirio in terra asiatica. Cresciuto nel ricordo delle lotte della Rivoluzione francese nella regione della Vandea, avvertì presto la chiamata al ministero ordinato e alle missioni all'estero, partendo per il Laos nel millenovecentotrentuno per annunciare il Vangelo tra le popolazioni locali.

La sua vita fu profondamente intrecciata alle vicende storiche e alle persecuzioni del ventesimo secolo, affrontate con coraggio evangelico fino alla testimonianza suprema della fede. Viene ricordato e celebrato il ventisette aprile per la sua eroica fedeltà a Cristo, coronata dall'uccisione avvenuta in Laos e culminata nella solenne beatificazione proclamata dalla Chiesa cattolica.

Continua a leggere →

Beato Giuseppe Outhay Phongphumi

Catechista e martire

Il Beato Giuseppe Outhay Phongphumi è una figura luminosa di laico che ha testimoniato la propria fede cattolica con dedizione incrollabile durante il ventesimo secolo. Nato nel millenovecentotrentatré a Kham Koem, in Thailandia, Giuseppe ha percorso un cammino di ricerca spirituale che lo ha condotto a formarsi presso il seminario minore salesiano di Bang Nok Khuek. La sua esistenza, segnata dalla gioia del sacramento del matrimonio celebrato con Maria Khamtan nel millenovecentocinquantatré e dal dolore della successiva vedovanza, si è spesa interamente nel servizio alla Chiesa in terra laotiana.

Giuseppe Outhay Phongphumi viene oggi ricordato come un instancabile catechista, collaboratore prezioso di padre Noël Tenaud nelle missioni del Laos. La sua vita si è compiuta nel sacrificio supremo nell'aprile del millenovecentosessantuno a Phalane, dove affrontò il martirio in odio alla fede insieme al suo compagno di missione. Beatificato da Papa Francesco l'undici dicembre del duemilasedici, egli rimane un esempio fulgido di coerenza cristiana, capace di offrire la propria esistenza per l'annuncio del Vangelo in contesti di persecuzione e di prova.

Continua a leggere →

Santo Stefano di Pecera

Abate e vescovo

Santo Stefano di Pecera rappresenta una figura di profonda dedizione spirituale e amministrativa nell'XI secolo, periodo cruciale per la crescita della vita monastica e della gerarchia ecclesiastica. Egli è ricordato per aver guidato con fermezza il monastero delle Caverne di Kiev, succedendo a San Teodosio, e per aver portato a compimento il grande progetto architettonico della chiesa della Dormizione del Santissimo Theotokos, un segno tangibile di devozione che ancora oggi testimonia il suo impegno per la gloria di Dio.

La sua parabola terrena, segnata da momenti di prova e dall'allontanamento dalla comunità che aveva guidato, non ha tuttavia interrotto il suo cammino di servizio. La fondazione del monastero di Klov e la sua successiva consacrazione a vescovo di Vladimir in Volhynia sottolineano una vocazione capace di rigenerarsi e di espandersi oltre le difficoltà. La sua vita, conclusasi nell'anno 1094, rimane un esempio di fedeltà al ministero episcopale e di costante ricerca della presenza divina, celebrata ancora oggi nel ricordo della sua operosità pastorale.

Continua a leggere →

San Teodoro

Abate

A Tabennési nella Tebaide in Egitto, san Teodoro, abate, che fu discepolo di san Pacomio e padre della comunità monastica.

San Mawgan (o Magaldo)

Vescovo

Sull’isola di Anglesey lungo la costa settentrionale del Galles, san Mawgan o Magaldo, vescovo, uomo di luminosa santità.

San Lorenzo Nguyen Van Huong

Sacerdote e martire

Nella città di Ninh-Bình nel Tonchino, ora Viet Nam, san Lorenzo Nguyen Van Huong, sacerdote e martire, che, arrestato mentre visitava di notte un moribondo, per essersi rifiutato di calpestare la croce, fu flagellato e infine decapitato sotto l’imperatore Tu Duc.

Beato Adelelmo (Adelermo, Adelino) di Le Mans

Beata Caterina da Montenegro (Osanna di Cattaro)

Domenicana

A Cattaro nel Montenegro, beata Caterina, vergine, che, battezzata nella Chiesa ortodossa, entrò nell’Ordine della Penitenza di San Domenico assumendo il nome di Osanna; visse in clausura per cinquantuno anni immersa nella divina contemplazione e dedita alla preghiera di intercessione per il popolo cristiano durante l’invasione turca.

Beato Giacomo da Bitetto

Francescano

A Bitetto in Puglia, beato Giacomo Varinguer da Zara, religioso dell’Ordine dei Minori.

Beato Umberto di Miribel

Vescovo di Valence

San Teofilo di Brescia

Vescovo

Beato Rinaldo di Foligny

Abate

Dal Martirologio Romano

A Lucca, santa Zita, vergine, che, di umili natali, fu per dodici anni domestica in casa della famiglia Fatinelli e in questo servizio perseverò con straordinaria pazienza fino alla morte. — Martirologio Romano