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martedì 28 aprile 2026 · Santo del giorno

Santa Valeria

Santa Valeria

Santa Valeria è una figura luminosa e venerata della Chiesa antica, vissuta nel corso del terzo secolo e ricordata come sposa di San Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio. La sua storia di fede e di martirio si intreccia indissolubilmente con quella dei suoi familiari e del medico Ursicino, delineando una vera e propria famiglia di testimoni cristiani le cui vicende sono giunte fino a noi grazie a una tradizione devozionale antichissima. Secondo le fonti più antiche, la memoria di questi martiri fu raccolta in un opuscolo redatto da un misterioso autore di nome Filippo, autodatosi come servus Christi, il cui scritto fu miracolosamente rinvenuto accanto ai corpi dei santi Gervasio e Protasio dopo la loro scoperta. La vita di Santa Valeria fu segnata dal dolore per la perdita del marito Vitale, martirizzato a Ravenna, e si concluse a sua volta con il martirio durante il viaggio di ritorno verso Milano, colpita violentemente da alcuni villani idolatri per essersi rifiutata di compire sacrifici pagani.

Nel corso dei secoli, il culto di Santa Valeria e della sua famiglia celeste è fiorito in modo straordinario, lasciando tracce monumentali di inestimabile valore storico e spirituale. La figura della santa e dei suoi compagni è celebrata solennemente il ventotto aprile, unendo nel ricordo liturgico Vitale, Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino. Sebbene la critica storica moderna riconosca nella narrazione elementi leggendari e l'intreccio con figure di martiri omonimi venerati tra Milano e Ravenna, la devozione popolare ha consacrato la loro memoria attraverso celebri monumenti di notevole antichità. Dalla maestosa basilica di San Vitale a Ravenna, celebre in tutto il mondo per i suoi splendidi mosaici e consacrata nel cinquecentoquarantotto, fino alle testimonianze artistiche presenti nella basilica di Sant'Apollinare Nuovo, la santità di Valeria continua a parlare ai fedeli. Le sue vicende terrene, pur avvolte nella penombra dei secoli passati, offrono ai cristiani di ogni epoca un esempio luminoso di fede impavida, difesa tenacemente fino al dono supremo della vita.

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Gli altri santi di oggi

San Pietro Chanel

Sacerdote e martire

San Pietro Chanel fu un umile sacerdote francese del diciannovesimo secolo, la cui esistenza si consumò nell'ardente desiderio di annunciare il Vangelo nelle terre lontane. Nato a Cuet nel 1803, egli dedicò la sua giovinezza alla formazione spirituale presso il seminario di Bourg, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1827. Il suo cammino spirituale trovò pieno compimento nell'adesione alla Società di Maria nel 1836, una scelta che lo condusse a lasciare la terra natale per intraprendere una missione apostolica di inaudita dedizione nell'oceano Pacifico.

Egli è ricordato oggi come martire e apostolo dell'Oceania, terra che raggiunse nel 1837 dopo un lungo viaggio che lo portò a toccare luoghi come Le Havre e Valparaiso. La sua testimonianza di fede si concluse tragicamente sull'isola di Futuna il 28 aprile 1841, dove fu ucciso dal genero del capo tribù locale. Canonizzato il 12 giugno 1954, San Pietro Chanel rimane una figura luminosa di dedizione totale, esempio di come la missione cristiana possa spingersi fino ai confini del mondo, offrendo la vita per l'annuncio della parola di Dio tra popoli distanti.

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Beati Lucchese e Buonadonna

Sposi, terziari francescani

Nati nel tredicesimo secolo in Italia, i Beati Lucchese e Buonadonna rappresentano una delle testimonianze più luminose della santità coniugale vissuta secondo il Vangelo. Lucchese, nato in Toscana nel 1181, visse dapprima come un mercante avido di lucro, accumulando ricchezze prima di compire una radicale conversione intorno all'età di trent'anni. Insieme alla moglie Buonadonna, scelse di spogliarsi di ogni bene materiale per servire Dio e il prossimo nella povertà e nell'umiltà. Accolti da San Francesco d'Assisi, i due sposi intrapresero il cammino dei Frati Penitenti, inaugurando la via della santità vissuta tra le mura domestiche e nelle strade del mondo.

La loro esistenza terrena si concluse il ventotto aprile 1260, giorno in cui entrambi furono chiamati alla Chiesa celeste da Poggibonsi, dove riposano le loro reliquie. Ricordati come sposi e terziari francescani, sono patroni dell'Ordine Francescano Secolare e della città di Poggibonsi. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica ogni anno nella data della loro nascita al cielo, celebrandone l'eredità spirituale fatta di carità operosa, preghiera costante e fedeltà coniugale custodita fino alla morte.

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San Luigi Maria Grignion da Montfort

Sacerdote

San Luigi Maria Grignion da Montfort è una figura luminosa del diciassettesimo e diciottesimo secolo, un sacerdote che ha consacrato ogni istante della sua esistenza al servizio di Dio e del prossimo. Nato a Montfort-sur-Meu nel 1673, egli ha attraversato le terre di Francia con lo zelo di un apostolo infaticabile, portando il messaggio evangelico in Bretagna, Vandea e in numerose altre regioni, animato dal desiderio profondo di ricondurre i fedeli alla sequela di Cristo. La sua missione è stata segnata da una dedizione assoluta, che lo ha portato a fondare congregazioni religiose e sodalizi laicali, lasciando una traccia indelebile nella spiritualità cristiana attraverso i suoi scritti e la sua instancabile opera pastorale.

Egli è ricordato oggi come un maestro di vita spirituale, celebre soprattutto per il suo Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, un testo che ha guidato generazioni di credenti nel cammino verso il Salvatore. Nominato Missionario Apostolico da Papa Clemente XI, San Luigi Maria ha saputo coniugare l'umiltà del servo con l'audacia del profeta. La sua memoria liturgica, che la Chiesa celebra il ventotto aprile, ci invita a rinnovare quell'abbandono fiducioso a Maria che egli ha vissuto e predicato per tutta la vita, fino al momento del suo ritorno alla casa del Padre, avvenuto a Saint-Laurent-sur-Sèvre nel 1716.

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San Prudenzio di Tarazona

Vescovo

San Prudenzio di Tarazona è una figura luminosa del quinto e sesto secolo, la cui esistenza si è intrecciata profondamente con le terre di Armentia, Soria, Calahorra e Tarazona. La sua vocazione si è manifestata inizialmente nel silenzio e nel raccoglimento, attraverso una vita anacoretica condotta presso il fiume Duero, sotto la saggia e spirituale guida di San Saturio. Questo tempo di preparazione solitaria è stato il preludio fecondo per un ministero attivo, che lo ha visto impegnato nell’evangelizzazione della città di Calahorra, portando il messaggio del Vangelo in un contesto che necessitava di nuova luce e dedizione pastorale.

Il cammino di San Prudenzio è proseguito tra le navate della cattedrale di Tarazona, dove ha servito con umiltà e rigore prima come sacrista e successivamente come arcidiacono. La sua rettitudine e la sua capacità di mediazione, dimostrata in particolare durante il difficile dissidio sorto tra il vescovo e il clero di Osma, lo hanno condotto infine a ricevere l’elezione a vescovo di Tarazona. La sua memoria è custodita dal Martirologio Romano, in cui fu inserito per cura del cardinale Cesare Baronio, e il suo culto è tuttora vivo nella diocesi di Tarazona, di cui è insigne patrono e protettore spirituale.

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Santa Gianna Beretta Molla

Madre di famiglia

Santa Giovanna Beretta Molla, ricordata come madre di famiglia e medico, nacque a Magenta il 4 ottobre 1922 nella casa di campagna dei nonni paterni, nel giorno della festa di San Francesco d'Assisi. Vissuta nel ventesimo secolo, seppe armonizzare con straordinaria coerenza la fede profonda, l'esercizio della professione medica e la dedizione alla famiglia, compiendo una scelta d'amore eroica durante la sua quarta gravidanza, quando antepose la vita della figlia nascitura alla propria. La sua esistenza si è compiuta nella luce della Provvidenza ed è stata coronata dalla canonizzazione presieduta da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

La sua memoria liturgica si celebra il 28 aprile, giorno in cui la sua anima si consegnò al Padre dopo un breve e intenso calvario di sofferenza accettato per amore. La tradizione e la testimonianza della sua vita continuano a parlare attraverso l'esempio luminoso della figlia Gianna Emanuela e attraverso il ricordo indelebile di una donna che ha saputo fare di ogni giorno un dono totale a Dio, santificando i doveri quotidiani della sposa, della madre e del medico.

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San Vitale

Martire

San Vitale è un illustri martire vissuto nel terzo secolo le cui vicende umane e spirituali affondano le radici nella tradizione cristiana delle comunità di Milano e di Ravenna. La sua figura è indissolubilmente legata a quella della moglie Valeria e dei figli Gervasio e Protasio, in un cammino di fede e di testimonianza che attraversa i secoli attraverso monumenti insigni, basiliche e preziosi cicli musivi. Membro di una famiglia che ha offerto alla Chiesa l'intera esistenza nel nome di Cristo, San Vitale viene ricordato per il suo coraggio a fianco dei condannati a morte durante le persecuzioni imperiali, affrontando egli stesso la tortura e il martirio per non rinnegare la propria fede.

Il culto tributato a San Vitale e ai suoi compagni di fede si manifesta in modo eminente nella celebre basilica ravennate a lui dedicata e consacrata nel sesto secolo, così come nelle testimonianze architettoniche e artistiche conservate a Venezia, a Roma e nella diocesi di Milano. Numerosi documenti storici e i Martirologi ne tramandano la memoria da tempo immemorabile, unendo la devozione dei fedeli alla contemplazione della grazia divina che scaturisce dai sepolcri dei martiri. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il ventotto aprile, unendo nel ricordo comune la testimonianza di San Vitale e di Santa Valeria.

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Sant' Ursicino

Martire

Sant'Ursicino è una figura venerata fin dal terzo secolo, vissuta e morta a Ravenna. Egli operava forse in terra ravennate ed è ricordato all'interno di una tradizione agiografica complessa che unisce la sua testimonianza di fede a quella della famiglia di San Vitale e Santa Valeria, genitori dei santi Gervasio e Protasio. Durante le persecuzioni anticristiane, Sant'Ursicino affrontò la condanna a morte, venendo sostenuto e incoraggiato lungo il cammino da San Vitale. Pur turbato inizialmente dall'orrore della fine violenta, il medico ligure ricevette la decapitazione e fu sepolto con decoro all'interno della città.

La memoria di questi martiri è documentata da celebri monumenti di notevole antichità, nonostante gli studiosi moderni considerino il racconto in parte fantasioso e riconducibile ad altre figure omonime venerate a Milano e Ravenna. La devozione nei loro confronti è attestata da tempo immemorabile e trova espressione liturgica nella ricorrenza comune fissata al ventotto di aprile. La testimonianza di Sant'Ursicino rimane indissolubilmente legata alla grande fioritura dell'arte cristiana antica, dai mosaici ravennati ai testi redatti da antichi autori cristiani.

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San Primiano

Martire di Larino

San Primiano è un martire vissuto nel quarto secolo, ricordato insieme ai suoi compagni Alessandro, Firmiano e Tellurio attraverso la storia delle loro sacre reliquie. Le notizie che ci sono giunte riguardo alla sua memoria non riguardano la sua biografia terrena diretta, bensì il cammino dei suoi resti mortali attraverso i secoli e le vicende delle comunità cristiane che li hanno custoditi.

La tradizione vuole che San Primiano e San Firmiano siano due martiri di Larino, vittime della crudele persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano nell'anno 303. La stessa tradizione ipotizza che i due santi fossero forse fratelli, mentre la credenza popolare non documentata tramanda persino l'esistenza di un terzo fratello di nome Casto, anch'esso considerato martire della fede cristiana.

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Beata Maria Luisa di Gesù Trichet

Cofondatrice

La Beata Maria Luisa di Gesù Trichet, nata a Poitiers in Francia il 7 maggio 1684, fu l'autentica cofondatrice e prima superiora delle Figlie della Sapienza. Vissuta nel XVIII secolo, dedicò sessant'anni della sua esistenza al servizio di Dio e dei fratelli più bisognosi, guidata spiritualmente da San Luigi Maria Grignion di Montfort. Per quarantatré anni resse da sola la responsabilità e la diffusione della Congregazione, affrontando con fortezza prove, solitudine e fatiche apostoliche. La sua opera si radicò profondamente nel tessuto caritativo della Chiesa attraverso l'educazione dei poveri, l'assistenza agli ammalati e il servizio ai reietti.

La sua memoria liturgica si celebra il 28 aprile, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1759 a Saint-Laurent-sur-Sèvre, nello stesso giorno e ora del fondatore. Ricordata con gratitudine per il suo spirito di sacrificio e per l'amore della Croce, la sua testimonianza continua a vivere nelle comunità sparse nei cinque continenti, che portano avanti il carisma originario fondato sull'amore di Dio nascosto nel prossimo.

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Beato Giuseppe Cebula

Sacerdote e martire

Il Beato Giuseppe Cebula nacque a Malnia, nella regione meridionale della Polonia, il 23 marzo 1902. Cresciuto in un contesto di profonda fede, ricevette l'Eucaristia per la prima volta all'età di dodici anni, il 14 maggio 1914. La sua giovinezza fu segnata dal desiderio di apprendere e di servire il prossimo, tanto che nel 1916 si iscrisse nell'Istituto di Magistero di Opol. Nel corso degli studi in quell'istituto cominciò a rivelarsi la sua vocazione di educatore. Tuttavia, nel dicembre del 1918, a causa forse dello sforzo intellettuale dovuto allo studio in una lingua non sua, cadde gravemente infermo. Il medico gli diagnosticò una pleuresia, con il sospetto che potesse trattarsi di tubercolosi. A causa della malattia fu obbligato ad interrompere gli studi, ma ritornò in Polonia dove fu sottoposto a un'operazione chirurgica coronata da successo. Guarito nel corpo, si incamminò risolutamente verso la vita religiosa e il sacerdozio. Nel settembre del 1920 si recò in pellegrinaggio al santuario mariano di Piekary, e lì ebbe un colloquio con il Padre Pawolek, che lo orientò verso gli Oblati. Una volta conseguito il certificato di maturità, il 14 agosto 1921 cominciò il noviziato a Markowice, facendo la prima professione il quindici agosto, festa dell'Assunzione della Santissima Vergine. L'anno seguente alla prima professione si recò a Liegi per proseguire la preparazione al sacerdozio, sebbene la sua permanenza in Belgio durasse solo un anno, poiché terminò gli studi nel suo paese natale. Fu ordinato sacerdote a Markowice il 5 giugno 1927.

Negli anni successivi, il sacerdote si distinse per il generoso servizio nella formazione dei giovani e nella guida spirituale. Fu superiore e animatore del seminario minore, e all'età di ventinove anni fu nominato superiore del Giuniorato di Lublino. Per sei anni animò quella scuola apostolica in modo eccellente. Nel 1936 fu proposto come Superiore Provinciale di Polonia, ma la sua timidezza e umiltà lo spinsero a rifiutare la proposta. Il primo agosto 1937 fu nominato superiore e maestro dei novizi a Markowice. L'anno successivo fu eletto dai suoi confratelli oblati come delegato per partecipare al Capitolo generale, ma non poté assistere all'evento a causa di un'infermità. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, l'uno settembre 1939 l'esercito tedesco invase la Polonia, segnando l'inizio di una drammatica persecuzione. Padre Cebula accolse i confratelli in fuga e affrontò con fede incrollabile le angherie del regime nazista, continuando a esercitare il ministero nella clandestinità. Tradito da una denuncia, fu deportato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove subì il martirio il 28 aprile 1941. Il processo di beatificazione, aperto il 26 gennaio 1992, si concluse il 13 giugno 1999 con la beatificazione solenne presieduta da Giovanni Paolo II a Varsavia, insieme ad altri centosette martiri della fede.

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Beato Carino Pietro da Balsamo

Il Beato Carino Pietro da Balsamo, vissuto nel secolo tredicesimo e morto nel 1293, è una figura profondamente legata alla storia della Chiesa e alla misericordia divina. Le notizie storiche riguardanti il personaggio derivano dai fatti relativi al martirio di san Pietro da Verona. Originario di Balsamo, Carino fu protagonista di un tragico evento prima di giungere a una radicale conversione interiore che lo condusse all'abbraccio della vita religiosa nel Ordine domenicano.

Oggi la sua memoria liturgica è celebrata con devozione e raccoglimento, ricordando il suo percorso di sincero pentimento. Le sue reliquie, custodite e venerate a Cinisello Balsamo, continuano a richiamare i fedeli alla riflessione sul perdono e sulla grazia che trasforma le esistenze umane più segnate dal dolore e dalla colpa.

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Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato (Maria Felicia Guggiari Echeverria) “Chiquitunga”

Carmelitana Scalza

La Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato, conosciuta familiarmente come Chiquitunga, nacque a Villarrica del Espíritu Santo, in Paraguay, il 12 gennaio 1925, primogenita di una famiglia benestante. Vergine e carmelitana scalza, visse la sua breve esistenza terrena nella costante dedizione al Signore, ai poveri, ai giovani, agli ammalati e ai sacerdoti, offrendo ogni istante della sua vita con il motto Tutto ti offro, Signore e affrontando con fede incrollabile le difficoltà familiari e politiche del suo tempo.

Entrata nel Carmelo di Asunción, vi visse per quattro anni prima della sua pia morte avvenuta il 28 aprile 1959 all'età di trentaquattro anni. Molto nota in Paraguay per la generosità della sua offerta e per le grazie attribuite alla sua intercessione, la sua memoria liturgica si celebra il 28 aprile, ricordando una testimone luminosa capace di incarnare la gioia e la radicalità del Vangelo.

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Sant' Afrodisio di Beziers

Vescovo

A Béziers nella Gallia narbonense, ora in Francia, sant’Afrodisio, venerato come primo vescovo di questa città.

Santi Eusebio, Caralampo e compagni

Martiri

A Nicomedia, santi Eusebio, Caralampo e compagni, martiri.

Santi Paolo Pham Khac Khoan, Giovanni Battista Dinh Van Than e Pietro Nguyen Van Hieu

Martiri

Nella città di Ninh-Bình nel Tonchino, ora Viet Nam, santi martiri Paolo Ph?m Khàc Khoan, sacerdote, Giovanni Battista Ðinh Van Thàn e Pietro Nguy?n Van Hi?u, catechisti, che, gettati per tre anni in prigione e torturati perché rinnegassero la fede cristiana, trovarono infine il martirio con la decapitazione sotto l’imperatore Minh M?ng.

San Panfilo di Sulmona

A Sulmona in Abruzzo, deposizione di san Panfilo, vescovo di Corfinio.

Santi Massimo, Dada e Quintiliano

Martiri

A Silistra, in Mesia, nell’odierna Bulgaria, santi Massimo, Dada e Quintiliano, martiri durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.

Santi Pietro Chanel e Luigi Maria (Grignion) da Montfort

San Pietro da Bearn

Mercedario, martire

Beato Guido Spada

Francescano

Sant’ Artemio di Sens

Vescovo

Beato Bernardo

Abate di San Giovanni Tarouca

Dal Martirologio Romano

A Ravenna, commemorazione di san Vitale: in questo giorno, come si tramanda, sotto il suo nome fu dedicata a Dio la celebre basilica in quella città. Egli insieme ai santi martiri Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino è da tempo immemorabile venerato per l’impavida fede tenacemente difesa. — Martirologio Romano