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28 aprile

Sant' Ursicino

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il martirio a Ravenna

Nel terzo secolo visse e operò a Ravenna il medico ligure Sant'Ursicino, le cui vicende terrene si intrecciano con quelle di San Vitale. Quest'ultimo era un ufficiale che aveva accompagnato il giudice Paolino da Milano a Ravenna. Scoppiata la feroce persecuzione contro i cristiani, San Vitale volle accompagnare e incoraggiare Sant'Ursicino, condannato a morte per la sua fede. Durante il tragitto verso il luogo dell'esecuzione, Sant'Ursicino era rimasto comprensibilmente turbato dall'orrore della morte violenta. Il martire subì la decapitazione e fu decorosamente sepolto da San Vitale proprio dentro la città di Ravenna. Subito dopo, lo stesso San Vitale fu arrestato e sottoposto a varie torture per costringerlo all'apostasia dal cristianesimo. Il giudice Paolino ordinò infine che San Vitale fosse gettato in una fossa profonda, ricoprendolo con sassi e terra. Così San Vitale divenne martire di Ravenna, e il suo sepolcro situato nei pressi della cittadina divenne una sorgente costante di grazie per i fedeli.

La Sposa Valeria e i figli Gervasio e Protasio

Santa Valeria avrebbe desiderato ardentemente riprendersi il corpo del marito martirizzato, ma i cristiani di Ravenna glielo impedirono per prudenza. Sulla via del ritorno verso Milano, Santa Valeria incontrò una banda di villani idolatri che la invitarono a sacrificare insieme a loro al dio Silvano. Poiché la donna rifiutò fermamente di compiere quel sacrificio sacrilegio, fu percossa in modo violento e, condotta infine a Milano, morì tre giorni dopo. I giovani figli della coppia, Gervasio e Protasio, decisero di vendere tutti i loro beni per distribuire il ricavato ai poveri. Si dedicarono interamente alle sacre letture e alla preghiera costante. Esattamente dieci anni dopo la dolorosa morte dei genitori, anche Gervasio e Protasio subirono il martirio per la loro tenace fedeltà a Cristo.

Fonti storiche, scoperte e memoria liturgica

Le prime notizie storiche su San Vitale e Santa Valeria provengono da un antico opuscolo scritto da un autore di nome Filippo, che nei testi si nomina servus Christi. A questo medesimo Filippo sono intitolati i più antichi nuclei di vita cristiana a Milano, noti come l'hortus Philippi e la domus Philippi. Il prezioso opuscolo fu rinvenuto miracolosamente accanto al capo dei corpi dei martiri Gervasio e Protasio. Quegli stessi corpi furono solennemente ritrovati da sant'Ambrogio nell'anno 396. L'opuscolo narra dettagliatamente il martirio di Gervasio, Protasio, San Vitale, Santa Valeria e del medico ligure Sant'Ursicino. Molti studiosi contemporanei ritengono la narrazione in parte fantasiosa, riconoscendo nei personaggi citati altre figure di martiri omonimi originariamente venerati a Milano e Ravenna. Ciononostante, il racconto leggendario o veritiero è ampiamente documentato da celebri monumenti di notevole antichità. Numerosi documenti e i Martirologi continuano a nominare questi santi nel corso dei secoli, ricordando che San Vitale, Santa Valeria, Gervasio, Protasio e Sant'Ursicino sono venerati da tempo immemorabile per la loro impavida fede tenacemente difesa.

Monumenti, chiese e basiliche dedicate

A Milano sorsero tre chiese vicine tra loro, a conferma della stretta parentela che legava questi martiri: le chiese di San Vitale, Santa Valeria e Sant'Ambrogio. L'antica chiesa di Santa Valeria a Milano fu purtroppo distrutta nel 1786. Secondo gli studiosi, la chiesa di Santa Valeria a Milano era l'antica cella memoriae della primitiva area cimiteriale intitolata alla nobile gens Valeria. Nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano riposano tuttora i due fratelli gemelli Gervasio e Protasio. A Roma fu edificata la chiesa di San Vitale, impreziosita da affreschi che narrano il martirio del santo. A Venezia sorge la chiesa omonima dedicata a San Vitale, dove il santo è raffigurato vestito da soldato a cavallo, mentre solleva uno stendardo brandendo una lancia, una spada e una mazza. La mazza raffigurata nella chiesa di Venezia rappresenta proprio lo strumento del martirio della sposa Santa Valeria. Il culmine della devozione artistica si ammira tuttavia a Ravenna, dove sorge la splendida basilica di San Vitale, consacrata ufficialmente il 17 maggio 548 e dedicata a Dio sotto il nome di San Vitale e dei suoi figli Gervasio e Protasio. Questa magnifica basilica ravennate custodisce celebri mosaici: le immagini di Gervasio e Protasio sono collocate sotto la lista degli apostoli, un altare laterale è dedicato a Sant'Ursicino, e nei mosaici della vicina basilica di Sant'Apollinare Nuovo sono rappresentati tutti e cinque i personaggi. In particolare, dall'undicesimo al quattordicesimo posto della fila dei santi in Sant'Apollinare Nuovo compaiono i quattro uomini, mentre al nono posto della fila delle sante si trova Santa Valeria. Nel Martirologio della Chiesa di Ravenna vi è la costante commemorazione di San Vitale, celebrato insieme agli altri compagni di fede il ventotto di aprile.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ursicino?

Sant'Ursicino si festeggia il ventotto di aprile, giorno in cui viene celebrato insieme a San Vitale, Santa Valeria, Gervasio e Protasio.

A Ravenna, commemorazione di san Vitale: in questo giorno, come si tramanda, sotto il suo nome fu dedicata a Dio la celebre basilica in quella città. Egli insieme ai santi martiri Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino è da tempo immemorabile venerato per l’impavida fede tenacemente difesa. — Martirologio Romano