28 aprile
Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato (Maria Felicia Guggiari Echeverria) “Chiquitunga”
Carmelitana Scalza
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e infanzia in Paraguay
Nel ventesimo secolo, precisamente il 12 gennaio 1925, nacque a Villarrica del Espíritu Santo, capitale del distretto di Guairá in Paraguay, María Felicia Guggiari Echeverría. Ella era la primogenita di sette figli nati da Ramón Guggiari e Arminda Echeverría, appartenenti a una famiglia benestante. Il battesimo fu celebrato nella cattedrale di Villarrica il 28 febbraio 1928. Il soprannome Chiquitunga fu attribuito a María Felicia dal padre a causa del suo fisico esile. All'età di cinque anni María Felicia fu iscritta al corso pre-scolare della scuola Maria Ausiliatrice, dove frequentò anche le elementari e apprese gli elementi della fede. La fanciulla tradusse presto gli insegnamenti ricevuti nella carità verso i più poveri. Un giorno, mentre tornava da scuola, regalò un maglione ricevuto da suo padre a una bambina infreddolita. Dal giorno della sua Prima Comunione María Felicia fece un ulteriore passo spirituale, proponendosi di essere sempre migliore e più buona. María Felicia iniziò a visitare ogni giorno Gesù nel Tabernacolo della sua parrocchia o della cappella della scuola, da sola o con altri bambini. Amaru era la minore dei fratelli di María Felicia. Per il compleanno del padre, María Felicia cambiò le parole di canzoni famose e distribuì foglietti con il nuovo testo da cantare alle sorelle.
Il cammino nell'Azione Cattolica e gli anni difficili
All'età di sedici anni María Felicia aderì entusiasticamente all'Azione Cattolica, restaurata in Paraguay in quel periodo. María Felicia intraprese il cammino della perfezione tramite preghiera intima e costante, ascesi gioiosa e dedizione a bambini, giovani, anziani e ammalati, nonostante l'opposizione della famiglia. Due anni dopo l'adesione all'Azione Cattolica, María Felicia compì la consacrazione all'apostolato e aggiunse il proposito di verginità. L'Eucaristia, ricevuta quotidianamente, era la fonte della dedizione di María Felicia. María Felicia partecipava alla Messa del mattino a digiuno per potersi dedicare in tranquillità agli studi per l'abilitazione all'insegnamento. Per non far preoccupare il padre riguardo alla sua salute, María Felicia si alzava prima di tutti e fingeva di aver fatto colazione sporcando tazza e tavolo di briciole. Il contegno esteriore di María Felicia era improntato alla semplicità, raccogliendo i capelli in due trecce, senza truccarsi né indossare scarpe alte. L'indumento preferito di María Felicia era un grembiule bianco per ricordare la purezza dell'anima e per non allontanarsi dai poveri a causa dell'abbigliamento sociale. L'unico ornamento di María Felicia era un rametto di gelsomini del Paraguay dai fiori piccoli e profumo intenso. A causa della guerra civile del 1947, il padre e il fratello Federico di María Felicia furono deportati a Posadas in Argentina. La famiglia di María Felicia affrontò difficoltà economiche che portarono all'ipoteca della casa durante la guerra civile. María Felicia ebbe problemi negli studi perché era nipote di José Patricio Guggiari, ex presidente della repubblica ed esponente liberale, subendo l'opposizione delle autorità accademiche. Durante i conflitti e i problemi politici, María Felicia mantenne la speranza e invitò tutti a porre fine alla lotta con il perdono e la riconciliazione.
Il trasferimento ad Asunción e l'incontro con Ángel Sauá
Nel febbraio 1950, a causa della persecuzione politica, Ramón Guggiari decise il trasferimento della famiglia ad Asunción. Giunta ad Asunción all'età di venticinque anni, María Felicia si ambientò rapidamente. Ad Asunción María Felicia aderì all'Azione Cattolica della nuova parrocchia. María Felicia riprese gli studi ad Asunción per sostenere la famiglia. María Felicia insegnò nella scuola parrocchiale del Perpetuo Soccorso nel quartiere di Barrio Obrero e successivamente in una scuola dei padri Redentoristi. Gli impegni di apostolato della protagonista si estesero quando fu chiamata ad assumersi responsabilità diocesane. Continuava a non trascurare i bambini piccoli, che prediligeva. Non trascurava i prigionieri politici di qualsiasi fazione. In famiglia continuava ad essere sorridente e disponibile. Alimentava la sua fede con le visite al Santissimo. Alimentava la sua fede con la preghiera notturna. Alimentava la sua fede con la recita del Rosario e la meditazione completa dei quindici misteri. Il 23 aprile, pochi mesi dopo il suo arrivo nella capitale, ebbe un incontro importante. L'incontro avvenne durante un'assemblea di Azione Cattolica nei pressi di Asunción. All'assemblea prese la parola il Presidente della sezione Studenti, Ángel Sauá Llanes. Ángel Sauá Llanes era laureando in Medicina e figlio di un immigrato musulmano nativo della Siria. María Felicia intervenne più volte nel dibattito e fece amicizia col giovane. Iniziarono ad andare insieme a prendersi cura degli ammalati per evitare il pericolo che una ragazza sola si avventurasse nei quartieri poveri. Con il passare dei giorni, Chiquitunga provò un sentimento speciale per l'amico. Intensificò la preghiera domandando continuamente al Signore se fosse nel suo volere che lei si sposasse. La risposta avvenne per bocca dello stesso Ángel Sauá in un giorno di maggio del 1951. Ángel la prese in disparte e le confidò di aver deciso di diventare sacerdote per espiare le colpe di suo padre che non voleva convertirsi. Lei lo ascoltò attentamente e promise di mantenere il segreto. Promise che avrebbe fatto di tutto per aiutarlo a realizzare il suo sogno. Gli disse che sarebbe stata al suo fianco giorno e notte, pregando e offrendo la sua vita perché potesse essere un santo sacerdote. Gli disse che se non si fossero uniti sulla terra, si sarebbero uniti in cielo alla fine dei tempi. Progettarono un piano per evitare lo scontro diretto con il signor Manuel, padre del giovane. Il piano prevedeva che, conclusi gli studi in Paraguay, Sauá sarebbe andato in Spagna per corsi post-laurea per concretizzare la sua vocazione. Il padre di María Felicia era convinto che si sarebbero fidanzati e che Sauá fosse un buon partito. Il padre di María Felicia non si oppose più alle uscite caritative. Il 1° ottobre, giorno del compleanno di Sauá, lui e l'amica si consacrarono all'Immacolata compiendo un matrimonio mistico. Il 10 aprile Sauá partì per accompagnare suo padre in Terra Santa e in Siria, dirigendosi poi a Madrid. Chiquitunga gli scrisse molte lettere per incoraggiarlo. Iniziò a compilare un Diario intimo per dare sfogo alle sue preoccupazioni e a causa dell'incertezza sul proprio futuro.
La chiamata al Carmelo e l'ingresso in convento
Il 20 agosto 1952 passò per l'Ospedale Spagnolo di Asunción, dove era ricoverata madre Teresa Margherita del Sacro Cuore, priora del primo Carmelo paraguayano. Le parlò a lungo, ricevette consigli e incoraggiamenti, e scrisse nel diario di aver trovato una madre. Il 16 novembre Sauá le comunicò che sarebbe entrato in Seminario. Anche lei era decisa a compiere passi in più per discernere. Fece un corso di Esercizi spirituali. Meditò attentamente il Trattato della vera devozione alla Vergine Maria. Il 9 settembre 1954 compì la sua consacrazione a Gesù per le mani di Maria secondo lo schema di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Un mese dopo gli Esercizi, durante la festa di fidanzamento della cugina Yaya, dovette rivelare ai parenti che Sauá era in Seminario. Tutti i parenti furono sconvolti e i genitori la minacciarono per aver infranto i rapporti con la famiglia del giovane. Il padre di Sauá, furibondo, abbandonò il tetto coniugale minacciando di tornare solo se il figlio fosse rientrato. Il padre di Sauá tornò dalla moglie e dai figli la sera del 6 gennaio 1954. Il ritorno del padre parve ai diretti interessati un miracolo ottenuto dalle loro preghiere. Durante un nuovo periodo di Esercizi, María Felicia prese la ferma decisione di entrare al Carmelo. Trovò l'opposizione paterna e quella dei sacerdoti che la vedevano come un sostegno utile per l'Azione Cattolica diocesana. Aveva scritto in precedenza che stare tranquilla la uccideva. Varcò la porta del convento ed entrò nel Carmelo di Asunción il 2 febbraio 1955. Poco prima di entrare, scrisse l'ultima lettera a Sauá per congedarsi con le parole: Fratello mio, arrivederci all'eternità! La giovane confidò a una monaca di amare Sauá ma ancor più Gesù. La Priora madre Teresa Margherita riassunse il comportamento iniziale della giovane lodandone il grande spirito di sacrificio, la carità e la generosità. Il comportamento della giovane era caratterizzato da grande mansuetudine, gioia comunicativa, vivacità e scherzosità. Prima della vestizione la giovane fu presa dai dubbi pensando di essere molto utile nel mondo e di non doverlo chiudere alle spalle. La giovane si affidò all'intercessione di san Giovanni della Croce, padre dell'Ordine Carmelitano. La giovane vinse l'oscurità della notte della fede imitando san Giovanni della Croce. Il 15 agosto 1956 la giovane emise la professione temporanea. Con la professione temporanea assunse il nome di suor Maria Felicia di Gesù Sacramentato.
La malattia e il transito al cielo
Tre anni dopo la professione temporanea, vicina ai voti perpetui, ricevette una chiamata di tipo diverso. Il 7 gennaio 1959 morì una sorella di suor Maria Felicia, soprannominata Mañica e affetta da epatite infettiva. Pochi giorni dopo la morte della sorella, anche suor Maria Felicia apprese di avere la stessa malattia e fu ricoverata. Il 22 marzo 1959, mercoledì della Settimana Santa, fu dimessa e rientrò in monastero per partecipare ai riti del Triduo. Il Venerdì Santo il cappellano notò un livido sulla lingua della religiosa mentre le dava la Comunione. Nel giro di tre giorni iniziarono a moltiplicarsi macchie di sangue sul corpo della religiosa. Il martedì di Pasqua la priora convocò Federico Guggiari, fratello di suor Maria Felicia e medico. Il medico Federico Guggiari esclamò di non poter salvare sua sorella. Alla religiosa fu diagnosticata la purpura, segno di un'infezione interna in atto. La giovane suora fu condotta nuovamente in ospedale affrontando l'ultimo tratto di strada senza perdere il sorriso. La religiosa scrisse otto lettere alla madre priora e alla comunità manifestando il desiderio di riprendere la vita comunitaria. Nelle lettere la religiosa si firmava con l'espressione la desterradita ovvero la piccola esule. Il 28 aprile 1959 alle 4 e 10 del mattino la religiosa chiese che le venisse letta la poesia di santa Teresa d'Avila intitolata Muoio perché non muoio. La religiosa pronunciò le ultime parole circondata dai suoi cari dicendo Gesù ti amo, che dolce incontro, Vergine Maria. La religiosa morì all'età di trentaquattro anni ad Asunción in Paraguay. Fu sepolta inizialmente nel cimitero della Recoleta ad Asunción. Dal 28 aprile 1993 i resti della religiosa riposano nella cappella del Carmelo dove visse per tre anni. Nel 2011, durante la ricognizione dei resti mortali, fu rinvenuto il cervello pietrificato della religiosa. Il ritrovamento del cervello pietrificato è un fatto eccezionale poiché gli organi molli tendono a decomporsi prima degli altri.
Il cammino verso la beatificazione
Il racconto della vita e dell'offerta della religiosa si diffuse in tutto il Paraguay portando all'apertura della causa di beatificazione. La Santa Sede concesse il nulla osta per la causa il 17 luglio 1997. L'inchiesta diocesana presso la diocesi di Asunción si svolse dal 13 dicembre 1997 al 28 aprile 2000. Gli atti dell'inchiesta diocesana furono convalidati il 22 febbraio 2002. La Positio super virtutibus fu trasmessa a Roma nel 2004. Il congresso peculiare dei consultori teologi si tenne il 20 marzo 2009. I cardinali e i vescovi membri della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi espressero parere affermativo l'8 febbraio 2010. Il decreto che dichiarava l'eroicità delle virtù fu promulgato il 27 marzo 2010 e firmato da papa Benedetto XVI. Il processo su un presunto miracolo attribuito all'intercessione della religiosa si svolse dal 19 aprile 2005 al 27 aprile 2007 presso la diocesi di Asunción. Il miracolo esaminato riguardava la guarigione del neonato Ángel Ramón, nato a Ycuamandyjú con segni di asfissia. Il neonato Ángel Ramón cominciò a respirare dopo circa 30 minuti in seguito a un'invocazione a suor Maria Felicia rivolta dall'ostetrica Blanca Durante. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò l'inspiegabilità scientifica dell'accaduto il 1° giugno 2017. I consultori teologi confermarono l'intervento di suor Maria Felicia a favore del bambino il 30 novembre successivo. Papa Francesco riconobbe il fatto come miracoloso il 6 marzo 2018 aprendo la strada alla beatificazione. La celebrazione della beatificazione si svolse il 23 giugno 2018 nello Stadio Generale Pablo Rojas del Barrio Obrero di Asunción. La cerimonia di beatificazione fu presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Papa. Il motto di suor Maria Felicia fu Tutto ti offro, Signore. La religiosa donò eroicamente tutta sé stessa per la Chiesa, per i poveri e per i sacerdoti, auspicando che lo diventasse anche un suo caro amico. Il 12 luglio 2015 papa Francesco ha tenuto un incontro con i giovani del Paraguay. Durante l'incontro del 2015 la venticinquenne Liz Pretes ha portato la sua testimonianza. Liz Pretes era figlia unica e da due anni si prendeva cura della madre malata di Alzheimer e della nonna. Liz Pretes si sentiva accompagnata dai suoi amici della parrocchia nonostante la sua condizione difficile. Durante le visite in ospedale Liz Pretes si è imbattuta in Chiquitunga, considerandola vicina a sé e un modello di vita. Papa Francesco ha scritto un discorso riferendosi a Chiquitunga in cui afferma che il cammino delle Beatitudini è un cammino di pienezza e reale che riempie il cuore. I santi sono amici e modelli che hanno terminato di giocare nel campo della vita terrena. I santi diventano giocatori indispensabili da osservare per dare il meglio di sé. I santi sono la prova che Gesù non è un venditore di fumo. La proposta di Gesù è una proposta di pienezza. La proposta di Gesù è soprattutto una proposta di vera amicizia. L'amicizia offerta da Gesù è quella di cui tutti hanno bisogno.
Il cammino di una vita offerta
Maria Felicia Guggiari Echeverria ha percorso la sua strada verso la santità accogliendo la chiamata del Signore fin dalla giovinezza. Già all'età di sedici anni, la sua sensibilità verso le sofferenze altrui la condusse a inserirsi attivamente nell'Azione Cattolica, dove profuse le sue energie nel soccorso materiale e spirituale dei poveri e degli ammalati. In questo periodo, la sua vita si intrecciò con quella di Ángel Sauá, con il quale strinse un profondo sodalizio spirituale, sostenendo con preghiera e incoraggiamento la vocazione sacerdotale di lui.
Il desiderio di una dedizione totale a Dio la spinse a varcare, il due febbraio millenovecentocinquantacinque, la soglia del monastero delle Carmelitane Scalze di Asunción. Accolta tra le mura claustrali, intraprese il cammino di perfezione proprio del carisma carmelitano, emettendo la professione temporanea nel millenovecentocinquantasei e assumendo il nome religioso di Maria Felicia di Gesù Sacramentato. La sua permanenza nel Carmelo fu caratterizzata da una vita di preghiera e di umile servizio, vissuta con gioia nonostante le prove. La sua testimonianza terrena giunse a compimento ad Asunción, dove morì a soli trentaquattro anni a causa di una grave infezione. La sua dipartita, avvenuta nel millenovecentocinquantanove, è stata vissuta come una nascita al cielo, lasciando in eredità la memoria di un'anima che ha saputo consumarsi interamente per amore di Cristo.
Il culto e la memoria
Il culto della Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato è vivo e profondamente radicato nella devozione del popolo paraguaiano. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità della sua vita attraverso il rito della beatificazione, presieduto da Papa Francesco il ventitré giugno duemilodiciotto, confermando la validità del suo cammino evangelico come modello per la comunità cristiana.
La memoria liturgica della Beata si celebra il ventotto aprile, data che coincide con il giorno in cui, nel millenovecentocinquantanove, Ella concluse la sua esistenza terrena per entrare nella gloria eterna. Tale ricorrenza non è soltanto un momento di ricordo, ma un'occasione di ringraziamento per il dono che la sua vita ha rappresentato. Ella è venerata con particolare affetto come patrona dei giovani del Paraguay, i quali vedono nella figura di Chiquitunga un esempio luminoso di come la giovinezza possa essere spesa con radicalità e letizia nel servizio al Vangelo. La sua intercessione è invocata con fiducia, portando conforto a quanti, seguendo il suo esempio, cercano di vivere con coerenza il proprio battesimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato?
La memoria liturgica della Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato, nota come Chiquitunga, si celebra il 28 aprile, con una ricorrenza legata alla sua beatificazione.
Qual era il ruolo della Beata Maria Felicia di Gesù Sacramentato?
La Beata Maria Felicia visse come vergine nel mondo e successivamente come carmelitana scalza nel monastero di Asunción, offrendo la sua vita per la Chiesa, per i poveri e per i sacerdoti.