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27 aprile

Beato Natale Tenaud

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione in terra di Francia

Noël Tenaud nacque l'undici novembre millenovecentoquattro a Rocheservière, in Francia, e fu battezzato il giorno successivo alla nascita. Il villaggio natale del neonato era situato nelle vicinanze di Nantes, pur appartenendo alla circoscrizione ecclesiastica della diocesi di Luçon. Geograficamente, quella terra apparteneva alla Vandea, una regione tristemente celebre per la fiera resistenza opposta alla Rivoluzione francese, un periodo storico segnato dalla morte violenta di numerosi cattolici di ogni età e condizione sociale. Il giovane Noël crebbe nutrendosi del ricordo di quelle lotte sanguinose che avevano segnato la memoria della sua terra d'origine. All'interno di questo clima spirituale e familiare, avvertì in modo naturale il desiderio profondo di diventare sacerdote per servire l'altare e il popolo di Dio. Intraprese così gli studi secondari frequentando il Seminario minore di Chavagnes-en-Paillers, dove consolidò le basi della propria formazione umana e cristiana. In seguito, la sua vocazione trovò ulteriore sviluppo con l'ammissione al Seminario maggiore di Luçon, frequentato regolarmente dal millenovecentoventiquattro al millenovecentoventotto. Negli stessi anni, l'animo del seminarista si aprì agli orizzonti universali della Chiesa, sentendosi fortemente chiamato alle missioni all'estero, spinto in questo anche dal passaggio dei membri dei primi istituti missionari all'interno dei seminari diocesani. Tale impulso missionario divenne definitivo il quattordici settembre millenovecentoventotto, quando entrò a far parte del Seminario della Società delle Missioni Estere di Parigi. Il percorso di preparazione si concluse con la sua ordinazione sacerdotale, conferita il ventinove giugno millenovecentopensino, che lo rese ministro di Cristo pronto a partire per le terre lontane.

I primi anni di missione e le prove della guerra

Il novello sacerdote partì per la missione del Laos il sette settembre millenovecentotrentuno, pronto a spendere le proprie energie per l'annuncio evangelico. La parte principale della missione del Laos si trovava allora all'interno del territorio appartenente al Siam. Dal millenovecentotrentadue al millenovecentot ৩৪, padre Noël risiedette a Tharae, dedicando gran parte del proprio tempo e delle proprie fatiche allo studio approfondito della lingua lao. In seguito, ricevette l'incarico di diventare parroco di Kham Koem, una comunità cristiana che in quel periodo risultava già ben stabilita e radicata. Nel novembre millenovecentoquaranta, a causa dello scoppio di una grave persecuzione religiosa in Thailandia, i missionari francesi furono costretti a riparare in Laos, superando l'altra riva del fiume Mekong e ponendosi sotto la protezione della madrepatria. Padre Tenaud venne allora assegnato alla missione di Nam Tok, dove rimase a svolgere il proprio ministero per tre anni. Nel pieno della seconda guerra mondiale, le contingenze politiche lo costrinsero a trascorrere un intero anno in esilio in Vietnam, lontano dal campo abituale del suo apostolato. Rientrato successivamente in Laos, assunse la cura della comunità cristiana di Pongkiou, situata nella provincia di Khammouan e abitata prevalentemente dall'etnia dei Sô. Nel marzo successivo, un improvviso colpo di forza perpetrato dall'esercito giapponese provocò un tragico massacro di civili francesi e la sistematica rovina di numerose missioni cattoliche. In quella circostanza drammatica, tre stimati membri della Società delle Missioni Estere, vale a dire i vescovi monsignor Gouin e monsignor Thomine insieme al sacerdote Jean Thibaud, furono prelevati, condotti nella foresta e barbaramente uccisi senza alcun processo dai soldati giapponesi. A padre Tenaud parve di rivivere drammaticamente i racconti ascoltati in gioventù riguardo a quanto accaduto secoli prima in Vandea. Di fronte a tale violenza, decise di non restare in disparte, assumendo un ruolo di primo piano nella resistenza franco-laotiana organizzata contro l'occupazione giapponese. Egli maturò infatti la convinzione profonda che la lotta armata fosse in quel momento drammatico necessaria per la salvaguardia della vita umana e per la tutela della stessa opera di evangelizzazione. Per realizzare questo intento, mise insieme un piccolo esercito composto dai membri dell'etnia Sô e da altri abitanti laotiani dei villaggi vicini. L'efficità e la precisione nell'organizzazione del suo piccolo reparto militare ricevettero persino le lodi ufficiali da parte dell'esercito regolare. Tale attività di resistenza valse a padre Tenaud il prestigioso conferimento della Legion d'Onore, riconoscimento al valore umano e militare.

Il dopoguerra, il ministero pastorale e i nuovi pericoli

Terminata la fase bellica, il missionario effettuò un lungo congedo in Francia, protratto dal marzo millenovecentoquarantasette al dicembre millenovecentoquarantotto. Quel periodo di riposo e riflessione in patria gli fece comprendere la necessità di prendere le giuste distanze dalla vita militare per concentrarsi unicamente sulla sua missione spirituale. Si dedicò perciò con rinnovato zelo alla ricostruzione materiale e spirituale delle comunità cristiane del Laos, operando dapprima in veste di pro-vicario e delegato per la porzione del vicariato inclusa nel protettorato francese, e successivamente venendo nominato pro-prefetto della neonata prefettura apostolica di Thakhek. Nel Natale millenovecentocinquantatré, le truppe dei guerriglieri avanzavano in modo minaccioso nella regione. L'esercito francese impose allora ai missionari di evacuare la zona pericolosa, costringendoli a rifugiarsi a Pakse, nel sud del paese. In quell'occasione, padre Tenaud riuscì a sfuggire alla sorte toccata al gruppo guidato dal prefetto apostolico, composto da altri tre confratelli e da una religiosa, i quali furono arrestati il quindici febbraio millenovecentocinquantaquattro e deportati in Vietnam. Tra di essi, padre Jean-Baptiste Malo morì di stenti il ventotto marzo successivo. Padre Tenaud venne in seguito nominato superiore ad interim dei missionari parigini e procuratore della Missione. Risiedendo a Thakhek, divenne una figura celebre e amata perché cercava infaticabilmente per la città i cristiani fuggiti dai villaggi e dispersi a causa della guerra. Durante una visita pastorale a Kham Koem, incontrò Joseph Outhay Pongphumi, un giovane vedovo che mostrava particolari attitudini per l'insegnamento. Il sacerdote chiese a Joseph Outhay di seguirlo come catechista, subordinatamente alla formazione specifica da compiere nella scuola di Sriracha, situata nel sud della Thailandia. Nel giugno millenovecentocinquantotto, padre Tenaud partì nuovamente per un anno di riposo in Francia. Al suo ritorno in Laos, accettò generosamente una parrocchia quasi inesistente situata in una provincia priva di cristiani, dove l'opera di evangelizzazione non era mai realmente iniziata. Stabilì la sua base operativa a Savannakhet e cominciò a visitare sistematicamente i villaggi dislocati verso la frontiera con il Vietnam, con il chiaro intento di fondare una nuova comunità cristiana. Lungo la strada, in quella regione apparentemente tranquilla, incontrava spesso i guerriglieri, ma senza mostrare alcun timore caricava regolarmente i ribelli sul proprio fuoristrada. Questo comportamento aperto e i suoi frequenti spostamenti offrirono purtroppo ai guerriglieri l'occasione propizia per tendergli una trappola mortale. A quanti lo ammonivano riguardo ai gravi pericoli che correva, egli soleva rispondere di conoscere bene quei soldati e di non averne alcuna paura.

L'imboscata finale e la testimonianza del martirio

Nell'aprile millenovecento sessantuno, padre Tenaud partì accompagnato dal catechista Outhay e da un giovanissimo cristiano sordomuto per compiere l'ennesima visita ai villaggi affidati alle sue cure pastorali. I militari francesi lo avevano avvertito, al momento del passaggio presso il campo di Seno, che era in preparazione un pericoloso attacco dei nord-vietnamiti proprio nella zona che egli intendeva raggiungere. I militari sconsigliarono formalmente al missionario di proseguire il viaggio, e un pastore protestante confermò ulteriormente la gravità della situazione di pericolo, ma il sacerdote decise ugualmente di andare avanti. Raggiunto il cuore dell'area interessata dall'offensiva, comprese la situazione e decise di fare ritorno. La strada del rimpatrio risultò tuttavia interrotta oltre Phalane, a circa cinquanta chilometri di distanza da Savannakhet. I tre viaggiatori cercarono rifugio in un villaggio lungo la via, ma furono tragicamente traditi dai loro stessi ospiti e arrestati dai soldati nord-vietnamiti, che imposero loro di tornare indietro verso Phalane. Sulla strada compresa tra Muang Phine e Phalane, caddero in una feroce imboscata nella quale i soldati che li scortavano furono uccisi. Durante lo scontro a fuoco, padre Tenaud fu ferito a una gamba, mentre Outhay fu colpito gravemente al collo. I superstiti vennero comunque ricondotti a Phalane e sottoposti a cure mediche, e in quella circostanza il ragazzo sordomuto fu rimesso in libertà. Trascorsi otto giorni, il missionario domandò all'amministrazione provvisoria l'autorizzazione di poter rientrare a Savannakhet insieme a Outhay. Alcuni testimoni oculari li videro uscire dall'ufficio dell'amministrazione, dopodiché di essi si persero definitivamente le tracce, senza che riuscissero mai a raggiungere la loro destinazione. Nel millenovecentosessantatré, varie testimonianze raccolte portarono le autorità a considerare entrambi ufficialmente dispersi. La Società delle Missioni Estere registrò la morte di padre Tenaud alla data presunta del quindici dicembre millenovecentosessantadue. Successivamente, l'ambasciata di Francia in Laos emise un avviso ufficiale il diciannove aprile millenovecentosessantasette che retrodata la sua uccisione al ventisette aprile millenovecentosessantuno. La motivazione profonda di tale evento luttuoso risiedeva nei tentativi sistematici dei guerriglieri di sradicare radicalmente il cristianesimo dal Laos, percepito come un pericolo politico e sociale, rendendo di fatto i missionari dei nemici del popolo. Padre Noël Tenaud e Joseph Outhay Pongphumi vennero così inseriti all'interno di un elenco comprendente quindici persone, tra sacerdoti, missionari e laici, uccise tra il Laos e il Vietnam nel periodo compreso tra il millenovecentocinquantaquattro e il millenovecentosettanta. Tale gruppo di quindici martiri era guidato dal sacerdote laotiano Joseph Thao Tiên. Il nulla osta concesso dalla Santa Sede per l'avvio della fase diocesana del processo di beatificazione fu ottenuto il diciotto gennaio duemilotto. La fase diocesana si svolse solennemente a Nantes dal dieci giugno duemilotto al ventisette febbraio duemiladiesiciotto, avvalendosi del prezioso supporto di una apposita commissione storica. La fase romana ebbe inizio il tredici ottobre duemiladodici. La Congregazione delle Cause dei Santi dispose che la 'Positio super martyrio' del duemilattordici fosse coordinata e studiata congiuntamente a quella di padre Mario Borzaga e del catechista Paul Thoj Xyooj. Il ventisette novembre duemilattordici, i consultori teologi espressero parere favorevole riguardo al martirio di tutti e diciassette i candidati. Il congresso dei cardinali e vescovi confermò tale giudizio positivo il due giugno duemiladiciindici per Joseph Thao Tiên e i suoi quattordici compagni, mentre padre Borzaga e il catechista avevano già ottenuto la promulgazione del decreto sul martirio il cinque maggio duemiladiciindici. Papa Francesco autorizzò formalmente il decreto sul martirio per gli altri quindici il cinque giugno duemiladiciindici. La cerimonia della beatificazione congiunta dei diciassette martiri venne fissata per domenica undici dicembre duemiladiciassette a Vientiane, in Laos. Il cardinale Orlando Quevedo, arcivescovo di Cotabato e Missionario Oblato di Maria Immacolata, presiedette la solenne celebrazione in qualità di inviato speciale del Santo Padre. La memoria liturgica fu stabilita al sedici dicembre, giorno anniversario del martirio di padre Jean Wauthier. Padre Noël Tenaud, nato a Rocheservière in Francia l'undici novembre millenovecentoquattro, morì a Phalane in Laos il ventisette aprile millenovecentosessantuno, lasciando una luminosa testimonianza di dedizione al Vangelo e di amore estremo per il gregge affidato al suo ministero.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Noël Tenaud?

La memoria liturgica del Beato Noël Tenaud si celebra il ventisette aprile, giorno della sua testimonianza suprema.