26 aprile
Beato Ladislao Goral
Vescovo e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Gli anni della formazione e il ministero sacerdotale
Il giovane Wladyslaw frequentò le scuole elementari a Nasutów e proseguì successivamente gli studi nei centri di Lubiano e Lublino. Nel 1916 compì un passo fondamentale per la sua vocazione, entrando nel seminario di Lublino per prepararsi al sacerdozio. Sentendo il desiderio di approfondire la propria preparazione teologica e culturale, perfezionò i suoi studi di filosofia a Roma, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale il 18 dicembre 1920. Rientrato in patria nel 1926, fu accolto nella comunità accademica di Lublino e nominato professore in seminario, mettendo la propria cultura e la propria fede al servizio delle nuove generazioni di sacerdoti.
L'impegno pastorale e sociale nella diocesi
La sua grande passione rimase sempre il lavoro pastorale e l'impegno concreto a beneficio dei lavoratori, che egli seppe sostenere con numerose iniziative di carattere sociale. Fu attivo in molte organizzazioni e creò organismi di grande rilievo cristiano, come l'Unione cristiana dei lavoratori della Repubblica di Polonia, la Christian Workers 'University e la Lublin Charitable Society. Per sua ferma iniziativa nacque anche la casa per i sacerdoti in pensione nella diocesi, segno tangibile della sua attenzione fraterna verso i presbiteri anziani. Il riconoscimento della sua autorevolezza spirituale giunse il dieci agosto 1938, quando fu nominato vescovo ausiliare di Lublino e titolare di Meloe, ricevendo la consacrazione episcopale il nove ottobre dello stesso anno.
L'arresto e la persecuzione nazista
Con l'inizio dell'occupazione nazista della Polonia, la Chiesa locale divenne bersaglio della persecuzione. Il diciassette novembre 1939 il vescovo Ladislao Goral fu arrestato dalla Gestapo insieme al cancelliere, ad alcuni esponenti della curia e ad alcuni professori del seminario. Il gruppo di tredici sacerdoti fu condotto nella prigionia della Gestapo, giudicato da un apposito tribunale il ventisette novembre e condannato a morte. Successivamente, la condanna capitale inflitta a Wladyslaw Goral fu commutata in ergastolo. Il quattro dicembre 1940 fu trasferito nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove il medesimo luogo e la stessa persecuzione videro anche la presenza del beato Stanislao Kubista, sacerdote della Società del Verbo Divino e martire nel campo.
Il martirio nel campo di concentramento
All'interno del campo di Sachsenhausen, il vescovo fu rinchiuso in isolamento nel bunker di cemento del sottocampo di Zellenbau. Venne condannato alla completa solitudine, privato della compagnia di qualsiasi altro prigioniero e impossibilitato a ricevere i sacramenti della Chiesa. Per accrescerne la sofferenza, gli fu concesso di leggere soltanto i giornali nazisti, mentre veniva maltrattato in continuazione e logorato implacabilmente dalle dure condizioni carcerarie. In questo contesto di prova disumana, il vescovo Ladislao Goral difese con coraggio la dignità umana e della fede, fino a morire di stenti e malattia in un giorno imprecisato di aprile 1945.
Il riconoscimento e la memoria ecclesiale
Negli anni successivi alla fine della guerra, la memoria del suo sacrificio non andò perduta. Il sedici aprile 1949 gli fu conferito postumo il riconoscimento della Stella dell'Ordine della Polonia Restituita dal Consiglio centrale dell'Unione polacca degli ex prigionieri politici dei campi di concentramento nazisti. La Chiesa ha poi suggellato la sua testimonianza con la beatificazione, avvenuta il tredici giugno 1999 a Varsavia per mano di Papa Giovanni Paolo II, il quale lo ha elevato agli altari tra i centootto beati martiri della seconda guerra mondiale. La devozione e il ricordo vivo della sua figura si sono tradotti anche in segni concreti sul territorio, come la dedicazione di una nuova parrocchia a Lublino, avvenuta il diciannove aprile 2004.
Il cammino di un pastore
Il percorso terreno del Beato Ladislao Goral ha avuto inizio nel 1898 a Stoczek, in Polonia, in un contesto storico che avrebbe presto richiesto prove di straordinaria resilienza. La sua formazione sacerdotale lo condusse a Roma, dove ricevette l'ordinazione nel 1920, avviando così un ministero che lo avrebbe visto protagonista di un intenso impegno pastorale. Tornato in patria, egli concentrò le sue energie nella città di Lublino, dove si distinse per la fondazione di numerose organizzazioni cristiane e sociali, convinto che la fede dovesse tradursi concretamente in un sostegno tangibile per il popolo di Dio, specialmente per i più fragili.
Nel 1938, la sua dedizione fu riconosciuta con la consacrazione a vescovo ausiliare di Lublino, un incarico che egli accolse con profonda umiltà e spirito di servizio. Tuttavia, il suo ministero episcopale fu bruscamente interrotto dall'avvento della guerra. Nel 1939, a seguito dell'arresto da parte della Gestapo, iniziò per il presule un doloroso calvario. Trasferito nel campo di concentramento di Sachsenhausen, in Germania, egli condivise la sorte di innumerevoli vittime della brutalità nazista. Nonostante le privazioni e la durezza della detenzione, Ladislao Goral non rinunciò alla sua dignità di vescovo, affrontando le sofferenze con spirito di rassegnazione cristiana fino alla morte, avvenuta per stenti nel 1945.
La memoria del martirio
Il culto del Beato Ladislao Goral è indissolubilmente legato alla sua testimonianza di martire del ventesimo secolo. La Chiesa, nel riconoscere la santità del suo sacrificio, ha voluto elevare la sua figura agli altari il 13 giugno 1999, grazie all'opera di Papa Giovanni Paolo II. Questo atto solenne ha sancito il valore universale di una vita spesa interamente per la difesa dei valori cristiani, anche quando tale difesa comportava il rischio di perdere ogni cosa.
Oggi, la figura del vescovo Goral è commemorata insieme a quella degli altri martiri della seconda guerra mondiale, sottolineando come il suo martirio sia parte di un coro più ampio di testimoni che hanno dato la vita per non piegarsi alla logica del male. La sua memoria, celebrata il 26 aprile, invita i fedeli a una riflessione profonda sulla libertà interiore e sulla capacità di restare saldi nella fede, anche quando le circostanze esterne sembrano negare ogni possibilità di luce. Egli rimane un intercessore potente per coloro che cercano la forza di resistere alle avversità, ricordando che la carità operosa, seminata durante gli anni del suo ministero a Lublino, continua a portare frutti di grazia nella memoria di quanti ne onorano il sacrificio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Ladislao Goral?
La memoria liturgica del Beato Ladislao Goral si celebra il ventisei aprile.
Di cosa è patrono il Beato Ladislao Goral?
Le fonti biografiche non menzionano specifici patronati per il Beato Ladislao Goral.
Nel campo di prigionia di Sachsenhausen in Germania, beato Stanislao Kubista, sacerdote della Società del Verbo Divino e martire, che, durante l’occupazione militare della Polonia in tempo di guerra da parte di un regime nemico di Dio, in questo carcere esalò il suo spirito tra atroci torture. Insieme a lui si commemora il beato Ladislao Goral, vescovo ausiliare di Lublino, che nello stesso luogo e durante la medesima persecuzione difese con coraggio la dignità umana e della fede, morendo in prigione di malattia in un giorno sconosciuto. — Martirologio Romano